
La giovane Lea si reca in commissariato per denunciare la probabile rapina di tre suoi amici, il biondo, Giò e Luis (quest’ultimo è il suo ragazzo) ai danni di un distributore di benzina nel centro di Milano. Il commissario decide di ascoltare la ragazza, che ha assicurato che i tre non sono pericolosi, e che hanno intenzione di fare la rapina con un’arma giocattolo; così si apposta con i suoi uomini davanti alla stazione di servizio.
Eleonora Giorgi è Lea
Thomas Milian
Ma le cose vanno diversamente; il biondo spara sul benzinaio, e nel conflitto a fuoco che segue vengono uccise altre tr persone. I tre riesconoa fuggire, e da quel momento ha inizio una drammatica corsa contro il tempo per fermare i tre giovani delinquenti, che si lasciano alle spalle una lunga scia di sangue. Giò e il biondo rapinano una banca, uccidendo una guardia, e subito dopo si recano da un loro amico, a capo di una gang di giovinastri e assieme progettano un colpo ad un supermercato.
Max Delys è Luis
Stefano Patrizi è Il biondo
Benjamin Lev è Giò
La sanguinosa rapina in banca
Qui, subito dopo la rapina, Giò e il biondo massacrano i loro compagni di malefatte, e fuggono verso la campagna, dopo aver prelevato da casa la giovane Lea. Ma la loro fuga termina in un boschetto, dove, dopo aver ucciso una coppia di turisti e un guardiacaccia, vengono circondati dalla polizia, con prevedibile dramma finale.

Liberi,armati, pericolosi non è un film poliziesco, quanto piuttosto un noir con evidenti intenti moralistici. Ed è quest’ultima prerogativa quella che urta di più nell’economia di un film che già di per se è infarcito di luoghi comuni da vendere. A parte l’assoluta improponibilità della trama, con i tre teppistelli che seminano sangue senza che la polizia possa in qualche modo fermarli, che rapinano una banca gettando poi i soldi della rapina dai finestrini dell’auto in mezzo ad un mercato, quello che urta ancor più sono alcuni dialoghi da far accapponare la pelle.
Gloria Piedimonte
Diego Abatantuono
Come quello tra il commissario (un Thomas Milian a disagio) e i tre genitori dei ragazzi, ai quali ammanisce una ramanzina degna di miglior causa; altra ridicolaggini del film sono evidenti anche in presa diretta, come la sequenza dell’elicottero che intercetta i giovani in un cam; Luis e Giò sono visibilissimi nella ripresa dall’alto, visto che sono all’interno di una capanna senza pareti. Ebbene, l’elicottero si lascia sviare dal biondo che simula un amplesso con Lea…mentre i due rimangono tranquillamente in bella vista nella capanna.

“Dove sono andati? (chiede il commissario)- A dar via il culo (la risposta…) “
Dialoghi surreali a parte, e improbabilità della trama anche, quanto meno ci si consola con le sparatorie a gogo, con gli inseguimenti, ben girati, e con il ritmo della pellicola. Perchè, per il resto, tutto è davvero poca cosa. I tre attori, Max Delys (il solito divetto dei fotoromanzi diventato attore), Stefano Patrizi e Benjamin Lev sono davvero espressivi come cariatidi del Partenone. si salva Eleonora Giorgi, sicuramente di ben altro livello rispetto ai tre, e in qualche modo un imbarazzatissimo Thomas Milian, che recita la famosa paternale in modo tanto irruento da renderla ancora più surreale.

Un ridicolo stratagemma per ingannare l’elicottero della polizia
Diretto da Romolo Guerrieri, Liberi armati pericolosi è un prodotto tipico del B movie italiano degli anni settanta, pieno di predicozzi, situazioni accennanti alla realtà violenta di quegli anni, sparatorie a volontà, polizia inefficiente, violenza gratuita e tutto il corollario di denunce sulla società degli anni di piombo, viste però con intenti moraleggianti, poco concreti e sopratutto con un linguaggio a tratti becero, a tratti improbabile e sguaiato.
L’ennesimo omicidio, quello dei campeggiatori tedeschi
Luis e il biondo precipitano dal viadotto
I cattivi pagano sempre
Liberi, armati, pericolosi un film di Romolo Guerrieri. Con Eleonora Giorgi, Benjamin Lev, Thomas Milian, Stefano Patrizi, Max Delys, Venantino Venantini, Salvatore Billa, Gloria Piedimonte, Diego Abatantuono, Giorgio Locuratolo
Poliziesco, durata 91 min. – Italia 1976
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