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		<title>Filmscoop</title>
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		<title>Coffy</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paultemplar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Coffy]]></category>
		<category><![CDATA[Pam Grier]]></category>

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		<description><![CDATA[Coffy di Jack Hill, con protagonista Pam Grier è probabilmente il film più famoso della Blaxploitation, il genere cinematografico ideato agli inizi del decennio settanta per catturare l&#8217;attenzione del pubblico afroamericano. Il termine Blaxploitation nasce dalla fusione di black (nero) ed exploitation (sfruttamento) ed è un genere che tende a riportare in maniera cruda e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7591&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7030/6769961373_024349f09d.jpg" alt="" width="325" height="500" /></p>
<p><strong>Coffy</strong> di Jack Hill, con protagonista Pam Grier è probabilmente il film più famoso della <em>Blaxploitation</em>, il genere cinematografico ideato agli inizi del decennio settanta per catturare l&#8217;attenzione del pubblico afroamericano.<br />
Il termine Blaxploitation nasce dalla fusione di black (nero) ed exploitation (sfruttamento) ed è un genere che tende a riportare in maniera cruda e visivamente molto forte problematiche relative alla condizione di vita della gente di colore in America.<br />
Un genere poco amato dai critici perchè caratterizzato ( a loro modo di vedere) da un&#8217;assoluta mancanza di contenuti a tutto vantaggio di scene di violenza o di sesso: un&#8217;accusa in parte vera ma che non deve far dimenticare come molti di questi film nascessero da storie quotidiane di emarginazione e razzismo, a cui la gente di colore reagiva a volte in maniera violenta.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7169/6769960707_a44caf5b50.jpg" alt="" width="450" height="248" /><br />
<strong>Coffy</strong> riassume in se tutti gli stereotipi del genere, partendo da una storia di violenza per raccontare la violenza stessa usata dalla rotagonista per vendicare la sorella morta a causa di un&#8217;overdose di eroina mal tagliata.<br />
Ad interpretare il personaggio della dura vendicatrice di colore Coffy viene chiamata <strong>Pam Grier</strong>,</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7034/6769961795_4b80607d01.jpg" alt="" width="350" height="486" /></p>
<p>che aveva già lavorato con Hill in due film del filone WIP, Women in prison, altro genere molto popolare tra il finire degli anni 60 e gli inizi dei 70.<br />
I due film, ovvero Sesso in gabbia e The big bird cage avevano lanciato la prorompente sensualità e perchè no, valorizzato anche le capacità interpretative della Grier che si era fatta un nome.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7008/6769960617_359280c992.jpg" alt="" width="450" height="245" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7166/6769960527_6b7b4dd782.jpg" alt="" width="450" height="247" /><br />
Ma è grazie anche alla blaxploitation che Pam Grier consolida la sua fama: l&#8217;attrice di colore diventa una specie di simbolo per gli afroamericani che da quel momento fanno la fila per vedere i suoi film.<br />
La trama di <strong>Coffy</strong> è molto semplice e lineare; racconta le vicende di un&#8217;infermiera che per vendicare sua sorella non esita ad entrare nel mondo pericoloso e violento degli spacciatori di droga di colore.<br />
La donna dapprima aggancia un potente boss offrendogli il suo corpo e poi gli fa saltare il cervello.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7144/6769960961_8856a97067.jpg" alt="" width="450" height="229" /><br />
E&#8217; l&#8217;inizio di una vendetta che Coffy porterà avanti fra mille difficoltà, durante il compimento della quale vedrà anche il suo fidanzato poliziotto rimanere ferito in maniera grave con conseguente coma.<br />
A completare la serie di ostacoli posti sul suo cammino arriverà anche la sua cattura da parte di King George, magnaccia e sfruttatore che incarna il peggio degli istinti criminali.<br />
Vestito di rosso, agghindato come un damerino e coperto di catene d&#8217;oro, King George rappresenta quella classe di delinquenti emergenti che una volta arricchiti non esitano a mostrare tutto il loro sadismo e la frustrazione repressa sfogandola sulle vittime occasionali che incrociano le loro vite.<br />
Coffy finirà proprio nelle grinfie dell&#8217;uomo e ne sperimenterà il sadismo fino alla conclusione, ovviamente all&#8217;insegna dell&#8217;happy end.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7171/6769960447_83aa4a2e74.jpg" alt="" width="450" height="254" /><br />
Film violento e veloce, basato sul ritmo e sorretto da una sceneggiatura accettabile, <strong>Coffy</strong> è un film piacevole aldilà delle evidenti forzature del regista che estremizza le situazioni e i dialoghi per imprimere ritmo al film stesso.<br />
La Grier caratterizza molto bene il ruolo della vittima prima e vendicatrice poi che riscatta la dignità della sorella infliggendo un duro colpo al mercato dello spaccio cittadino.<br />
Alcune sequenze che la vedono protagonista si ricordano a lungo, come quella in cui si accapiglia con le prostitute invitate ad una festa da King George o come quelle in cui sopporta le torture del gangster.<br />
Il finale forse poteva essere scritto meglio pur lasciando inalterato l&#8217;happy end, ma la logica di questi film era quella di accontentare una fascia particolare di pubblico per cui va bene così.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7001/6769961203_0864880a66.jpg" alt="" width="450" height="230" /><br />
Molto ben fatta la colonna sonora che segue nei momenti topici il film e che accompagna lo spettatore tra la visione di un cervello schizzato sulla parete e il seno prorompente della Grier non lesinato; la soundtrack è opera dell&#8217;afroamericano Roy Ayers.<br />
<strong>Coffy</strong> è diventato nel tempo una sorta di piccolo cult non solo per la gente di colore, ma anche per il resto del pubblico; ad esserne influenzato è stato anche Quentin Tarantino, che non ha mai nascosto la sua ammirazione per la blaxploitation tanto da girare proprio con la Grier il film Jackie Brown, che ha di fatto rinverdito la fama della brava attrice americana.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7009/6769959909_af4f1511c3.jpg" alt="" width="450" height="235" /><br />
Il regista Hill conferma le sue doti di artigiano di valore con una regia attenta e anche furba in cui cura tutto, dal soggetto alla sceneggiatura fino alla direzione del film stesso; inserisce quà e là qualche seno in più, pesta il piede sull&#8217; acceleratore della violenza ottenendo così un prodotto che di certo non sfigura.<br />
Bene anche il resto del cast.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7006/6769962165_20ff25c821.jpg" alt="" width="446" height="199" /></p>
<p><strong>Coffy</strong><br />
Un film di <strong>Jack Hill</strong>. Con <strong>Pam Grier</strong>, Brooker Bradshow, Robert Doqui, Bill Elliott Drammatico, durata 91 min. &#8211; USA 1973.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7144/6769961853_a63c039895.jpg" alt="" width="447" height="70" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7016/6769960099_18fcb14843.jpg" alt="" width="450" height="244" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7167/6769960021_204de30a74.jpg" alt="" width="450" height="245" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7160/6769960199_2e0b9d20bc.jpg" alt="" width="449" height="244" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7155/6769960283_78fe691a11.jpg" alt="" width="449" height="245" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7010/6769960373_3c0cc7a757.jpg" alt="" width="450" height="246" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7163/6769961149_dc916f6f41.jpg" alt="" width="450" height="242" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7148/6769961037_0fd4cc7ffc.jpg" alt="" width="450" height="232" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7019/6769960911_3ef3e36592.jpg" alt="" width="449" height="246" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7008/6769960825_81713c95e5.jpg" alt="" width="450" height="246" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7023/6769961989_4409960a89.jpg" alt="" width="447" height="67" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong><br />
Pam Grier: Coffy</strong></em><br />
<em><strong> Booker Bradshaw: Howard Brunswick</strong></em><br />
<em><strong> Robert DoQui: King George</strong></em><br />
<em><strong> William Elliott: Carter</strong></em><br />
<em><strong> Allan Arbus: Arturo Vitroni</strong></em><br />
<em><strong> Sid Haig: Omar</strong></em><br />
<em><strong> Barry Cahill: McHenry</strong></em><br />
<em><strong> Lee de Broux: Nick</strong></em><br />
<em><strong> Ruben Moreno: Ramos</strong></em><br />
<em><strong> Lisa Farringer: Jeri</strong></em><br />
<em><strong> Carol Locatell: Priscilla</strong></em><br />
<em><strong> Linda Haynes: Meg</strong></em><br />
<em><strong> John Perak: Aleva</strong></em><br />
<em><strong> Mwako Cumbuka: Grover</strong></em><br />
<em><strong> Morris Buchanan: Sugarman</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_c6868acc-5c7c-5cb4-6d98-ba19df102e76.gif" alt="" width="450" height="234" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7018/6769961917_6be6229a60.jpg" alt="" width="448" height="68" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Regia Jack Hill</strong><br />
<strong> Soggetto Jack Hill</strong><br />
<strong> Sceneggiatura Jack Hill</strong><br />
<strong> Produttore Robert Papazian, Salvatore Billitteri</strong><br />
<strong> Casa di produzione American International Pictures</strong><br />
<strong> Fotografia Paul Lohmann</strong><br />
<strong> Montaggio Chuck McClelland</strong><br />
<strong> Effetti speciali Jack DeBron</strong><br />
<strong> Musiche Roy Ayers</strong><br />
<strong> Scenografia Chuck Pierce</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7031/6769962065_4cefc92909.jpg" alt="" width="447" height="66" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_db299e82-9a40-5184-2dfc-b63005a82156.gif" alt="" width="450" height="229" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7159/6769961685_389bb0afa8.jpg" alt="" width="300" height="397" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7022/6769961555_d293040895.jpg" alt="" width="300" height="370" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7163/6769961473_f36e4917ac.jpg" alt="" width="300" height="372" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filmscoop.wordpress.com/7591/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filmscoop.wordpress.com/7591/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filmscoop.wordpress.com/7591/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filmscoop.wordpress.com/7591/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filmscoop.wordpress.com/7591/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filmscoop.wordpress.com/7591/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filmscoop.wordpress.com/7591/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filmscoop.wordpress.com/7591/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filmscoop.wordpress.com/7591/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filmscoop.wordpress.com/7591/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filmscoop.wordpress.com/7591/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filmscoop.wordpress.com/7591/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filmscoop.wordpress.com/7591/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filmscoop.wordpress.com/7591/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7591&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La rossa dalla pelle che scotta</title>
		<link>http://filmscoop.wordpress.com/2012/01/26/la-rossa-dalla-pelle-che-scotta/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 08:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paultemplar</dc:creator>
				<category><![CDATA[thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Erika Blanc]]></category>
		<category><![CDATA[Farley Granger]]></category>
		<category><![CDATA[Krista Nell]]></category>
		<category><![CDATA[La rossa dalla pelle che scotta]]></category>

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		<description><![CDATA[John Ward è un pittore di qualche talento, ma perennemente in bolletta; vive ad Istanbul e tira avanti alla men peggio vendendo ad antiquari e collezionisti alcuni dipinti che ritraggono la sua vulcanica ed esuberante amante soprannominata &#8220;La rossa&#8221; per via della splendida chioma. La donna a modo suo lo ama, accettando anche di posare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7566&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7174/6764508529_884700cf42.jpg" alt="" width="259" height="500" /></p>
<p>John Ward è un pittore di qualche talento, ma perennemente in bolletta; vive ad Istanbul e tira avanti alla men peggio vendendo ad antiquari e collezionisti alcuni dipinti che ritraggono la sua vulcanica ed esuberante amante soprannominata &#8220;La rossa&#8221; per via della splendida chioma.<br />
La donna a modo suo lo ama, accettando anche di posare nuda per alcune sue creazioni, ma è anche estremamente volubile, tanto da concedersi avventure con un gallerista, con un giovane che conosce a mare e che seduce, con un cacciatore&#8230;</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7164/6764508189_8f1ae8e3c6.jpg" alt="" width="450" height="236" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7013/6764508079_e40a0b206c.jpg" alt="" width="449" height="232" /><br />
Poco alla volta, grazie anche ai sensuali quadri che Ward realizza, lo stesso acquisisce una certa fama, ma nel frattempo la rossa diventa sempre più insofferente del legame con il pittore. Con il suo amante, il cacciatore, progetta una fuga ma il giorno prima di mettere in atto i suoi propositi, viene uccisa da John.<br />
Il quale da quel momento entra in una pericolosa crisi personale, acuita dalla presenza in casa di una bambola a grandezza naturale che gli ha regalato un hippy conosciuto casualmente.<br />
La bambola diviene quindi per John simbolo della moglie perfetta, quella che ama e resta in un angolo in attesa di suo marito: la dissociazione del pittore tra la realtà e la fantasia lo porta a vedere la bambola viva tanto che lo stesso John alla fine non distingue più la realtà dal mondo perfetto che si è creato.<br />
Tuttavia per lui sta arrivando la resa dei conti, perchè&#8230;.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7021/6764508407_49d7bb91fc.jpg" alt="" width="450" height="230" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Krista Nell</strong></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7145/6764508257_641c671b41.jpg" alt="" width="450" height="221" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Erika Blanc</strong></p>
<p>Bizzarro, a tratti palesemente sconclusionato pur tuttavia non privo di felici trovate <strong>La rossa dalla pelle</strong> che scotta è un thriller psicologico girato da Renzo Russo nel 1972, con l&#8217;ausilio di due attori di indiscusso talento come Farley Granger e Erika Blanc.<br />
Se Granger, scomparso l&#8217;anno scorso, è sobrio ed elegante nella sua performance recitativa è dalla Blanc che arriva l&#8217;ennesima conferma.<br />
La stupenda attrice lombarda incarna in modo assolutamente straordinario sia la donna reale ed affascinante che John Ward ama alla follia sia la bambola tramutatasi in donna reale sotto l&#8217;effetto della psiche alterata del pittore.<br />
Erika Blanc è aiutata sia dalla sua bellezza assolutamente particolare sia dal suo talento così poco sfruttato per film più &#8220;importanti&#8221;; la rossa che interpreta può diventare il sogno proibito non solo del pittore ma anche dello spettatore, ammaliato dal suo volto non bellissimo ma espressivo e seducente e da un corpo voluttuoso e sensuale, anche se non da vamp.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7012/6764507933_f6250e087f.jpg" alt="" width="450" height="230" /><br />
La Blanc è misurata e seducente, vulcanica e piena di vita e poi, al tempo stesso, misteriosa e sottomessa quando si trasforma da bambola in incarnazione reale dei sogni del suo assassino, il pittore John.<br />
Se i due attori sono davvero all&#8217;altezza della situazione, lo stesso non può dirsi per la sceneggatura del film di Russo che a tratti è scoordinata e senza un logico filo conduttore.<br />
L&#8217;altalenanza delle situazioni, l&#8217;immagine di disordine psicologico di Ward sono un autobus che va e viene, sorretto da un ritmo a sua volta non continuo;</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7168/6764507821_6387686645.jpg" alt="" width="450" height="243" /><br />
tuttavia la mano di Russo è indubbiamente abile e maschera le pecche e le lacune della sceneggiatura.<br />
Molto ben fatte sono le scene che includono i dialoghi tra la rossa e John, quelle in cui il pittore si appresta a ritarre la sua sensualissima compagna: la mano c&#8217;è ed appare strano che questo sia l&#8217;ultimo film al quale abbia lavorato.<br />
Da allora in poi infatti il nome del regista e sceneggiatore scompare da qualsiasi produzione cinematografica.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7018/6764507389_5638c88f23.jpg" alt="" width="450" height="255" /><br />
Tornando al film, una delle cose migliori è la sequenza in cui John uccide con quattro colpi di coltello la rossa, che spira tra le braccia del pittore chiedendo &#8220;Perchè,John?&#8221; e con John stesso che vede per terra la famosa bambola, che riappare poco dopo dietro la porta di casa, in una delle scene meno comprensibili del film.<br />
In ultima analisi, un film che possiede in egual misura pregi e difetti, questi ultimi racchiusi tutti nei punti deboli evidenzati prima.</p>
<p>In ultimo ricordo che di questo film, ad oggi non esiste una versione italiana in dvd, motivo per il quale ho dovuto recuperare le immagini da una vecchia VHS.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_d0d52956-9298-e3a4-5daf-3124f7a74b09.gif" alt="" width="450" height="228" /><br />
<strong>La rossa dalla pelle che scotta</strong><br />
Un film di <strong>Renzo Russo</strong>. Con<strong> Krista Nell, Farley Granger, Erika Blanc</strong>, Venantino Venantini,Giorgio Dolfin Drammatico, durata 91 min. &#8211; Italia 1972.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7001/6764508971_fc78a5678f.jpg" alt="" width="449" height="67" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7155/6764507879_99f91e4feb.jpg" alt="" width="449" height="231" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7011/6764508597_5c28a72477.jpg" alt="" width="450" height="239" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7018/6764508327_1c4a288c72.jpg" alt="" width="450" height="222" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7009/6764508029_dba1409259.jpg" alt="" width="449" height="219" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7161/6764507741_f2f92ff8b8.jpg" alt="" width="450" height="223" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7161/6764507671_df6a9e8517.jpg" alt="" width="450" height="234" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7014/6764507565_25ac6b4913.jpg" alt="" width="449" height="218" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7017/6764507513_6c20fec402.jpg" alt="" width="450" height="233" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7170/6764507437_9146390469.jpg" alt="" width="450" height="219" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7152/6764509055_97ee61ebbd.jpg" alt="" width="445" height="69" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Farley Granger: John Ward</strong></em><br />
<em><strong> Erika Blanc: La rossa, la bambola</strong></em><br />
<em><strong> Venantino Venantini: Il cacciatore</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7012/6764509007_4e6736d8b0.jpg" alt="" width="450" height="69" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong> Regia Renzo Russo</strong></em><br />
<em><strong> Sceneggiatura Renzo Russo</strong></em><br />
<em><strong> Produttore Mario Maestrelli</strong></em><br />
<em><strong> Casa di produzione SaNa Film</strong></em><br />
<em><strong> Distribuzione (Italia) Rasfilm</strong></em><br />
<em><strong> Fotografia Luciano Trasatti</strong></em><br />
<em><strong> Montaggio Attilio Vincioni</strong></em><br />
<em><strong> Trucco Angelo Roncaioli</strong></em></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7164/6764509149_a2012c4f47.jpg" alt="" width="450" height="243" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Foto di scena</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7029/6764508933_de915efbac.jpg" alt="" width="300" height="357" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7024/6764508849_26ba7f7e96.jpg" alt="" width="300" height="478" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7026/6764508717_43af4b49e3.jpg" alt="" width="329" height="500" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_784a2e30-6352-d044-91a4-6d5384f8cf82.gif" alt="" width="450" height="244" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filmscoop.wordpress.com/7566/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filmscoop.wordpress.com/7566/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filmscoop.wordpress.com/7566/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filmscoop.wordpress.com/7566/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filmscoop.wordpress.com/7566/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filmscoop.wordpress.com/7566/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filmscoop.wordpress.com/7566/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filmscoop.wordpress.com/7566/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filmscoop.wordpress.com/7566/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filmscoop.wordpress.com/7566/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filmscoop.wordpress.com/7566/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filmscoop.wordpress.com/7566/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filmscoop.wordpress.com/7566/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filmscoop.wordpress.com/7566/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7566&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>La corta notte delle bambole di vetro</title>
		<link>http://filmscoop.wordpress.com/2012/01/24/la-corta-notte-delle-bambole-di-vetro/</link>
		<comments>http://filmscoop.wordpress.com/2012/01/24/la-corta-notte-delle-bambole-di-vetro/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 15:28:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paultemplar</dc:creator>
				<category><![CDATA[thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Barbara Bach]]></category>
		<category><![CDATA[Ingrid Thulin]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Sorel]]></category>
		<category><![CDATA[La corta notte delle bambole di vetro]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Adorf]]></category>

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		<description><![CDATA[  Con la recensione di La corta notte delle bambole di vetro, inizia la collaborazione di Alessio Bosco con il blog Filmscoop. Mi auguro che i fedeli lettori del blog apprezzino il suo originale e affascinante metodo di presentazione e di recensione e che commentino questo suo primo articolo. A lui l&#8217;augurio di una collaborazione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7570&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> <img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7015/6755120607_133678b6e5.jpg" alt="" width="350" height="472" /></em></p>
<p><em>Con la recensione di <strong>La corta notte delle bambole di vetro</strong>, inizia la collaborazione di </em><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#0000ff;"><strong>Alessio Bosco</strong></span></span><em> con il blog Filmscoop. Mi auguro che i fedeli lettori del blog apprezzino il suo originale e affascinante metodo di presentazione e di recensione e che commentino questo suo primo articolo. A lui l&#8217;augurio di una collaborazione sempre più feconda.</em></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7001/6755127637_360a88399e.jpg" alt="" width="295" height="339" /></p>
<p>In un parco di Praga è rinvenuto il corpo di un giovane uomo (Jean Sorel). Ritenuto cadavere, viene condotto all’obitorio per un riscontro più attento che ne stabilisca i motivi del decesso. I medici sono perplessi: il corpo non ha ancora raggiunto il rigor mortis, non presenta traumi o ferite e la sua temperatura è insolitamente stabile. L’improvviso urlo in off  “<em>Io morto? Non è possibile!</em>” e il primo piano rivoltogli, conducono nella mente dell’uomo che, disteso, immobile, apparentemente inanime, cerca di ridestarsi, di emettere un suono, forse comunicando con se stesso da un metafisico spazio post mortem.<br />
Non riuscendo a ricordare immediatamente come si sia potuto trovare in una tale situazione, arriverà a concludere che “<em>Forse è sempre così quando si muore e non possiamo dirlo agli altri</em>”. Nondimeno, tenta di ricostruire gli antefatti che l’hanno condotto fin lì.<br />
E, lentamente, comincia a rimontare i frammenti degli eventi occorsi nella settimana subito precedente.</p>
<p>Introdotto da immagini stranianti ed enigmatiche, presaghe di turpi accadimenti, che ritorneranno insistentemente sino al disvelamento finale, ha inizio un lungo flashback. Flashback intervallato dalle scene all’interno dell’ospedale, dove il dottor Ivan, suo vecchio amico, ora chirurgo, tenta inutilmente di rianimarlo.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7023/6755120113_dc848e1510.jpg" alt="" width="450" height="196" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Barbara Bach</strong></p>
<p>Si saprà che Gregory è un giornalista politico americano, inviato nella città Ceca, che ha due colleghi, inviati anch’essi, Jessica e Jaques, coi quali pare affiatato, e che intrattiene una relazione con Mira, una ragazza del luogo che vive fuori città ma che sta per raggiungerlo.<br />
L’arrivo di quest’ultima segnerà il corso degli eventi, preannunciati da una piccola scossa tellurica che sveglia Gregory nottetempo.<br />
Dopo un giro per Praga, una cena, un po’ d’intimità, una festa (dove, peraltro, Jessica si rivela una sua vecchia fiamma), Mira scompare nel nulla, senza abiti, senza soldi o documenti, con la valigia ancora disfatta in casa dell’uomo. Il commissario incaricato di svolgere le dovute indagini è da subito scontroso e più propenso ad insistere su una fuga volontaria della giovane.<br />
Ma Gregory non è intenzionato ad arrendersi. Cercando di ricostruire, con l’aiuto dei due amici, le ultime ore della ragazza, risale ad una serie di misteriose scomparse che hanno coinvolto anche altre giovani. Pedinato ed osteggiato; sempre più dubbioso e confuso; circondato da riluttanti testimoni e morti sospette e con i medici che, arresisi, nel mentre, meditano un’autopsia, tenta di venire a capo al mistero.<br />
Tutto sembra ricondurre ad uno strano circolo per vecchi e ricchi benestanti: il Club 99.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7022/6755121427_543466a239.jpg" alt="" width="450" height="194" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7025/6755121075_c8a599702b.jpg" alt="" width="450" height="203" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Jean Sorel</strong></p>
<p>Con <strong>La corta notte delle bambole di vetro</strong>, Aldo Lado firma il suo esordio alla regia, dopo anni spesi come aiuto (<em>Il conformista</em>) e sceneggiatore (<em>Un’anguilla da 300 milioni</em>), e lo fa con un opera dal taglio atipico: confezionato come un italian giallo, ma dagli inattesi sviluppi esoterici. Inserendo, prima, una nota polemica nei confronti del regime polacco (sedicente socialista, ma la cui ricca e privilegiata elite può permettersi feste sfarzose in ville da sogno e i cui funzionari possono tranquillamente far espatriare soltanto chi vogliono) ed allargandosi, poi, ad una critica più ampia, di marca sessantottina, sintetizzabile nel programmatico: “<em>Mai fidarsi di nessuno sopra i trent’anni</em>”. In più costella la narrazione di segni e simboli (la cecità, i numeri, le farfalle) che fanno poco per volta assumere alla pellicola i toni dell’arcano.</p>
<p>Malgrado l&#8217;impianto da thriller, però, la vera tensione pare latitare: l&#8217;interesse di Lado è più rivolto a trasmettere un senso d’indefinibile straniamento, di attesa angosciosa.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7016/6755122155_b438dacd35.jpg" alt="" width="450" height="176" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7156/6755122955_7fa9f13bb9.jpg" alt="" width="450" height="186" /></p>
<p>Tant’è vero che struttura un’ ubriacante vicenda a scatole cinesi: in cui far rivivere gli ultimi giorni della vita di un uomo, trascorsi a ricostruire le ultime ore della sua ragazza, la cui scomparsa confluisce in un caso più grande che coinvolge altre giovani donne. Una trama circolare, a più livelli, i cui elementi si ricollegano continuamente tra loro.<br />
Il richiamo polanskiano è forte nella resa claustrofobica e quasi narrativa degli spazi, oltre che nella progressiva perdita di se del personaggio centrale. Arrivando ad anticipare lo stesso Polansky di Frantic (ma il modello hitchcockiano è lo stesso per entrambi).<br />
E del resto la visione, invasiva e stritolante, dell’autorità del potere, dei poteri, potrebbe dirsi pienamente kafkiana. Non a caso a fare da collante, più che da semplice scenario, alla vicenda è proprio Praga. E, sempre non a caso, il titolo del film, in fase di produzione, era Malastrana, suggestivo nome di un quartiere antico della città, i cui comignoli appaiono in più di un’inquadratura.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7144/6755124149_bbaa615ba5.jpg" alt="" width="450" height="195" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Ingrid Thulin</strong></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7152/6755124947_2c5d443ccf.jpg" alt="" width="450" height="189" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Mario Adorf</strong></p>
<p>Non tutto funziona come dovrebbe: le riprese della capitala Ceca sono belle ma cartolinesche (anche se buona parte del film verrà girato a Zagabria); le corsette tra i luoghi turistici sono davvero risibili; i dialoghi spesso didascalici e poco verosimili; nella seconda parte la trama si sfilaccia e confonde; Jean Sorel è totalmente inespressivo, la Bach è la Bach ed anche per Ingrid Thulin i fasti bergmaniani sono distanti (Adorf però è ottimo come sempre). Anni ’70…</p>
<p>Di contro la fotografia di Giuseppe Ruzzolini è splendida, dall’attenzione al dettaglio fiamminga, con una cura maniacale per la prossemica e rivolta in particolare ai contrasti cromatici (il sangue rosso vivo per i tubi della sala operatoria dai colori chiari e neutri; le sagome nella stanza al buio). Ed anche il finale, crudele come pochi, cancella d’un tratto ogni debolezza.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7025/6755125837_b32886e7c3.jpg" alt="" width="449" height="207" /></p>
<p>Lado tornerà al thriller soltanto col successivo e superiore, <em>Chi l’ha vista morire?</em>. E fu un peccato, perché il suo sguardo icastico, i suoi personaggi infidi e cinici, l’attenzione rivolta sempre agli aspetti più laidi dell’esistenza, che peraltro non lo abbandonerà mai e che sarà sempre riscontrabile in filigrana anche nei suoi film successivi, specialmente, ovvio, nel controverso e cattivissimo L’ultimo treno della notte, si attagliavano perfettamente al noir. Di cui fu interprete, a suo modo, unico ed originale.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_aa1cf482-0f62-98d4-6503-3c88512b1478.gif" alt="" width="450" height="193" /></p>
<p><strong>La corta notte delle bambole di vetro</strong><br />
Un film di<strong> Aldo Lado</strong>. Con <strong>Mario Adorf, Barbara Bach, Ingrid Thulin, Jean Sorel</strong> Thriller, durata 92 min. &#8211; Italia 1971.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7010/6755126293_f3f4910cf2.jpg" alt="" width="446" height="66" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7019/6755120259_10b1bfb8e8.jpg" alt="" width="449" height="190" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7144/6755120353_1e6407e4f3.jpg" alt="" width="450" height="185" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7026/6755122517_8c0675b122.jpg" alt="" width="450" height="191" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7008/6755126181_a3b217db47.jpg" alt="" width="450" height="196" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7169/6755123993_f8494b5a08.jpg" alt="" width="450" height="190" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7158/6755123645_c0a67bb574.jpg" alt="" width="449" height="190" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7030/6755123383_368f2286b9.jpg" alt="" width="449" height="186" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7033/6755126569_cb3fb8ed57.jpg" alt="" width="448" height="69" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong><br />
Jean Sorel &#8230;.Gregory</strong></em><br />
<em><strong> Ingrid Thulin &#8230; Jessica</strong></em><br />
<em><strong> Mario Adorf &#8230; Jacques Versain</strong></em><br />
<em><strong> Barbara Bach &#8230; Mira Svoboda</strong></em><br />
<em><strong> Fabijan Sovagovic &#8230; Professor Karting</strong></em><br />
<em><strong> José Quaglio &#8230; Valinski</strong></em><br />
<em><strong> Relja Basic &#8230; Ivan</strong></em><br />
<em><strong> Piero Vida &#8230; Il commissario Kierkoff</strong></em><br />
<em><strong> Daniele Dublino &#8230;Il dottore</strong></em><br />
<em><strong> Luciano Catenacci &#8230;L&#8217;impiegato della camera mortuaria</strong></em><br />
<em><strong> Semka Sokolovic-Bertok &#8230;Nastassja, la vicina di Gregory</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7168/6755126409_c1c4956a14.jpg" alt="" width="448" height="68" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong> Regia: Aldo Lado</strong></em><br />
<em><strong> Sceneggiatura: Aldo Lado,Ernesto Gastaldo</strong></em><br />
<em><strong> Produzione: Enzo Doria ,Luciano Volpato,Dieter Geissler</strong></em><br />
<em><strong> Musiche: Ennio Morricone</strong></em><br />
<em><strong> Editing: Jutta Brandstaedter, Mario Morra</strong></em><br />
<em><strong> Production Design: Gisella Longo, Zeljko Senecic</strong></em><br />
<em><strong> Costumi: Gitt Magrini</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7163/6755127323_849cd110a2.jpg" alt="" width="350" height="497" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Locandina con titolo alternativo americano</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7155/6755125511_c62d5b1405.jpg" alt="" width="228" height="500" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Flano del film</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7174/6755121871_90ac2cd6e3.jpg" alt="" width="299" height="224" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Rarissima lobby card con titolo alternativo</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7035/6755120939_73068c3f85.jpg" alt="" width="300" height="296" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Soundtrack del film</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filmscoop.wordpress.com/7570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filmscoop.wordpress.com/7570/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filmscoop.wordpress.com/7570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filmscoop.wordpress.com/7570/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filmscoop.wordpress.com/7570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filmscoop.wordpress.com/7570/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filmscoop.wordpress.com/7570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filmscoop.wordpress.com/7570/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filmscoop.wordpress.com/7570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filmscoop.wordpress.com/7570/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filmscoop.wordpress.com/7570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filmscoop.wordpress.com/7570/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filmscoop.wordpress.com/7570/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filmscoop.wordpress.com/7570/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7570&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">paultemplar</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Le diavolesse (Girl slaves of Morgana le fay)</title>
		<link>http://filmscoop.wordpress.com/2012/01/23/le-diavolesse-girl-slaves-of-morgana-le-fay/</link>
		<comments>http://filmscoop.wordpress.com/2012/01/23/le-diavolesse-girl-slaves-of-morgana-le-fay/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 11:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paultemplar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erotico]]></category>
		<category><![CDATA[Dominique Delpierre]]></category>
		<category><![CDATA[Le diavolesse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://filmscoop.wordpress.com/?p=7552</guid>
		<description><![CDATA[Cosa fare se ti trovi prigioniera in un castello con una tua amica e sei costretta a scegliere tra il diventare immortale e godere delle cose buone della vita (sesso in testa) e il morire incatenata nelle segrete del castello stesso? La risposta al quesito esistenziale non può essere che una ed infatti le due [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7552&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7004/6748109285_46c269ea74.jpg" alt="" width="350" height="485" /></p>
<p>Cosa fare se ti trovi prigioniera in un castello con una tua amica e sei costretta a scegliere tra il diventare immortale e godere delle cose buone della vita (sesso in testa) e il morire incatenata nelle segrete del castello stesso?<br />
La risposta al quesito esistenziale non può essere che una ed infatti le due amiche protagoniste del film scelgono di divenire immortali e di conseguenza schiave della Fata Morgana, come recitato nel titolo del film.<br />
Film che nella versione originale si chiama infatti <strong>Girls slave of Morgana le fay</strong>, tradotto in maniera spiccia e decisamente approssimativa in italiano con <strong>Le diavolesse</strong>; cosa centri il principe dei demoni con questo film è cosa da inquietanti interrogativi, ma si sa che la fantasia dei distributori italiani era davvero fervida negli anni settanta.<br />
<strong>Le diavolesse</strong>, opera di Bruno Gantillon, un discreto mestierante passato in seguito alla produzione e regia di opere tv è un film che si ispira a due cineasti a loro modo maestri nel cinema surreale a sfondo erotico e infarcito di scenette horror un tanto al chilo ovvero lo spagnolo Jesus Franco e il francese Jean Rollin.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7018/6748108921_ba12b6bd12.jpg" alt="" width="450" height="231" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7004/6748108777_357bb957f4.jpg" alt="" width="450" height="238" /><br />
Uscito nelle sale nel 1971 e falcidiato dalla censura italiana (nel 1973) per la quantità industriale di nudi femminili, <strong>Le diavolesse</strong> mostra da subito di essere operazione mera di marketing cinematografico, che qualche critico cinematografico particolarmente arguto ha modificato in &#8220;marketting&#8221;.<br />
Caratterizzato da una trama volutamente surreale e giocato principalmente sull&#8217;aspetto erotico, il film di Gantillon tuttavia non è da bocciare di sana pianta.<br />
Se la trama è quanto di più semplice sia possibile immaginare c&#8217;è qualcosa, aldila dell&#8217;aspetto morboso del film stesso che riesce in qualche modo ad evitare che il film venga piantato a metà storia per evidente mancanza di idee.<br />
Già la partenza del film stesso è da incubo; ancora una volta troviamo due ragazze, Yael e Francoise che restano in panne con l&#8217;auto priva di benzina.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7010/6748108691_7041d10d95.jpg" alt="" width="450" height="243" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7021/6748108581_c2b5cb1086.jpg" alt="" width="449" height="247" /><br />
Un espediente talmente classico da risultare monotono così come classico è l&#8217;espediente di far dormire le due ragazze in un fienile; cosa fanno le due ragazze dopo essersi svegliate? Ovviamente si mettono alla ricerca di benzina e altrettanto ovviamente beccano il castello solitario dove questa volta, invece del solito maggiordomo sinistro troviamo un nano allupato, che le aveva notate da quando le due ragazze si erano fermate nell&#8217;inevitabile taverna sinistra e scura.<br />
La novità è rappresentata dalla corsa nel bosco di Francoise che culmina nell&#8217;arrivo ad un lago immerso in una natura placida e silenziosa. Qui ci immergiamo in una natura meravigliosa che da sola vale il prezzo del biglietto pagato.<br />
Ma questo non è un documentario sulla natura per cui seguiamo il passaggio in barca di Francoise e il descritto arrivo al castello diroccato con tanto di nano.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7170/6748108509_1da05d54d9.jpg" alt="" width="450" height="230" /><br />
Una volta tanto non c&#8217;è il cattivissimo di turno ad accogliere le ragazze, ma nientemeno che Morgana (ripresa pari pari dalla saga arturiana), che è una fata si, immortale anche ma sopratutto un&#8217;incantatrice con tendenze anche lesbiche.<br />
Così le due giovani sono costrette ad una scelta esistenziale; accettare di diventare immortali in cambio di un tantino di sesso e di qualche ballo in costume pressochè adamitico oppure finire la propria vita incatenate in una cella buia del castello?<br />
Poichè nel castello stesso c&#8217;è un gineceo di prim&#8217;ordine, si mangia e si beve a sbafo, ecco che tutto sommato Parigi val bene una messa.<br />
Ma a Francoise questa vita dorata scoccia, e la sorpresa è dietro l&#8217;angolo&#8230;.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7172/6748108381_f10d5d33c6.jpg" alt="" width="450" height="244" /><br />
Non si illuda, lo spettatore di <strong>Le diavolesse</strong>, di vedere un film movimentato; siamo di fronte ad un vero e proprio clone delle opere di Rollin, quindi il ritmo è da sonno profondo aiutato anche dalla dimensione pseudo fantastica in cui si muovono le due ragazze protagoniste del film.<br />
Le uniche scene di movimento sono quelle dei balli alla presenza di Morgana, la famosa sorellastra di Artu divenuta per l&#8217;occasione immortale e per giunta anche lesbica. Altre scene di movimento sono quelle sotto le lenzuola e qui quanto meno c&#8217;è interesse (lubrico) per lo stuolo di ragazzotte assoldate a tal pro.<br />
Noia, quindi, a profusione.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7017/6748108045_6d35c6130e.jpg" alt="" width="449" height="236" /><br />
I due motivi per guardarsi quest&#8217;opera datata 1971 ( ma apparsa più tardi sugli schermi italiani) sono rappresentati dalla magnifica fotografia e dalla location e dalle citate bellezze che mostrano una palese allergia per i vestiti.<br />
Il resto è assolutamente da dimenticare incluso il finale che non svelo solo per puro sadismo: per sapere dove va a parare il film sarete costretti a sorbirvi quasi due ore di sbadigli da sganasciarvi le mascelle.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7150/6748110303_b4917d71bb.jpg" alt="" width="451" height="198" /></p>
<p style="text-align:left;"><strong>Le diavolesse</strong>, di <strong>Bruno Gantillon</strong> con Dominique Delpierre,Alfred Baillou, Mireille Saunin,Régine Motte. Erotico-Fantastico Francia 1971- Titoli alternativi: <em>Girls slave of Morgana le fay,Morgane et ses nymphes</em></p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7162/6748110015_6cf393b32a.jpg" alt="" width="446" height="78" /></p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7164/6748107489_9a2395d6d1.jpg" alt="" width="450" height="233" /></p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7159/6748107603_6474853840.jpg" alt="" width="450" height="243" /></p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7034/6748107709_0cdf28d9c0.jpg" alt="" width="449" height="244" /></p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7154/6748107935_940a785e6b.jpg" alt="" width="450" height="241" /></p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7162/6748107829_cf80714da1.jpg" alt="" width="450" height="240" /></p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7165/6748109453_34e43f87a8.jpg" alt="" width="449" height="251" /></p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7143/6748108249_99cfc95a4f.jpg" alt="" width="449" height="242" /></p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7014/6748108145_c5949e642a.jpg" alt="" width="450" height="226" /></p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7033/6748110165_94b26d54b0.jpg" alt="" width="446" height="77" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Dominique Delpierre &#8230; Morgane</strong></em><br />
<em><strong> Alfred Baillou &#8230; Gurth</strong></em><br />
<em><strong> Mireille Saunin &#8230; Françoise</strong></em><br />
<em><strong> Régine Motte &#8230; Yael</strong></em><br />
<em><strong> Ursule Pauly &#8230; Sylviane</strong></em><br />
<em><strong> Michèle Perello &#8230; Anna</strong></em><br />
<em><strong> Nathalie Chaine &#8230; Sarah</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7159/6748110099_510a079eb8.jpg" alt="" width="448" height="77" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Regia: Bruno Gantillon</strong></em><br />
<em><strong> Sceneggiatura: Jacques Chaumelle</strong></em><br />
<em><strong> Produzione: Gisèle Rebillon e Catherine Winter</strong></em><br />
<em><strong> Fotografia: Jean Monsigny</strong></em><br />
<em><strong> Montaggio: Michel Patient</strong></em><br />
<em><strong> Musiche: Jean Monsigny</strong></em><br />
<em><strong> Scenografie: François Dupuy</strong></em></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_a29620d5-e25b-7924-914d-e72eac1bc272.gif" alt="" width="450" height="213" /></p>
<h2 style="text-align:center;"><strong>Le recensioni appartengono al sito <span style="color:#008000;">www.davinotti.com</span></strong></h2>
<h2 style="text-align:center;"><strong>TUTTI I DIRITTI RISERVATI</strong></h2>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm3.static.flickr.com/2789/4426343293_c0e9d849b5.jpg" alt="" width="300" height="150" /><br />
<em>Due ragazze, rimaste a piedi nella campagna francese per un guasto all&#8217;auto, trovano riparo in una casa abbandonata. Al mattino una delle due &#8220;viaggiatrici&#8221; è scomparsa e l&#8217;altra &#8211; su indicazione di un nano &#8211; finisce in un castello nel quale dimora un&#8217;affascinante signora (Dominique Delpierre), circondata dalle sue serve. Horror dalle atmosfere sognanti e fiabesche, simile, per sviluppo e (lesbo) tematica a taluni lavori siglati da Rollin. Le lungaggini narrative sono surclassate dalle immagini curate e d&#8217;impatto ed il finale contribuisce, enigmaticamente, a rendere prezioso il film.</em><br />
<em> Gustosissima tranche di cinema bis francese fra erotismo e gotico, languori decadenti e blande suggestioni esoteriche. Fanciulle ragguardevoli (d&#8217;altronde nel regno di Morgana la bellezza è confinata solo al muliebre, col nano mastelloniano in ruolo subalterno, mentre nel mondo reale gli uomini sono ancor più mostruosi). Per gourmets del bizzarro.</em><br />
<em> Pur potendo avvalersi di una confezione assolutamente decorosa, il film pecca invece sia dal punto di vista narrativo (la storia è abbastanza risaputa) che da quello del ritmo: succedono pochissime cose e per giunta per nulla coinvolgenti. La noia insomma domina ampiamente per lunghi tratti. Anche la regia, pur non essendo completamente pedestre, avrebbe potuto osare un po’ di più.</em><br />
<em> Inchiodato di fronte alla tivvù di notte a sedici anni capii cos&#8217;era per me il gotico. Ed era Le diavolesse, freak-movie che a definirlo strano gli si fa uno sgarro e chiamarlo naif si rende poco l&#8217;idea della morbosità che lo ammanta. Dà l&#8217;impressione d&#8217;essere stato girato nongià per risultar eccentrico bensì da uno con qualche greve tarla mentale. Fin dalla scena nel pagliaio, quando Françoise incontra il nano Gurt e comincia a seguirlo manco fosse il Bianconiglio si sgama l&#8217;andazzo onirico. Sia chiaro, il film è una lagna, il sesso appena accennato ma visivamente ha una sua ritorta potenza.</em><br />
<em> Dal titolo a mio parere davvero bello, questo film più sexy che horror racconta la storia di due fanciulle in vacanza, cadute nelle perfide mani della fata cattiva. Nel suo regno si cerca la vita eterna ai danni altrui. Dipinto con tratto decisamente francese, alterna il fascino della magia e delle belle donne, con l&#8217;evoluzione spesso risibile della storia. Tecnicamente scadente, lento e noioso, con una bella scenografia e costumi curati, è indicato solo per lo specialista del genere. Gli altri si astengano, pena noia e rivendicazione per il prezzo pagato.</em><br />
<em> Lento, trasognato, una via di mezzo fra un gotico e una favola nera, che potrebbe ricordare sia i film sexy-horror di Jean Rollin (con i quali condivide alcune interpreti femminili, come Ursule Pauly e Solange Pradel), sia altre bizzarre operazioni (a me rammenta un pochino anche l&#8217;italiano Il delitto del diavolo &#8211; Le regine). Certo, i suoi &#8220;pregi&#8221; possono essere al contempo difetti e potremmo allora parlare di eccessiva lentezza, persino di noia abissale. Dipende. Un film molto particolare. Per pochi, insomma&#8230;</em></p>
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<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7018/6748109795_7e1c97c5e9.jpg" alt="" width="328" height="500" /></p>
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		<title>Guardami</title>
		<link>http://filmscoop.wordpress.com/2012/01/21/guardami/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 07:23:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paultemplar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Elisabetta Cavallotti]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Insinna]]></category>
		<category><![CDATA[Guardami]]></category>

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		<description><![CDATA[Guardami di Davide Ferrario rappresenta un caso più unico che raro nella storia della cinematografia italiana; a mia memoria non era mai successo che un film contenente scene di sesso esplicite finisse per mettere d&#8217;accordo pubblico e critica superando per una volta l&#8217;ostracismo verso il sesso non simulato ma reale da sempre esistente verso pellicole [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7545&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7023/6734689039_0e14d27077.jpg" alt="" width="350" height="481" /></p>
<p><strong>Guardami</strong> di Davide Ferrario rappresenta un caso più unico che raro nella storia della cinematografia italiana; a mia memoria non era mai successo che un film contenente scene di sesso esplicite finisse per mettere d&#8217;accordo pubblico e critica superando per una volta l&#8217;ostracismo verso il sesso non simulato ma reale da sempre esistente verso pellicole confinate nell&#8217;hard.<br />
Già il tema trattato è di per se molto scabroso: uno sguardo al modo dell&#8217;hard e della pornografia, popolato da un universo sconosciuto alla stragrande maggioranza delle persone.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7146/6734688855_b57b606d5f.jpg" alt="" width="450" height="239" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7144/6734688775_159d94e6af.jpg" alt="" width="450" height="223" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Due intense espressioni dell&#8217;attrice </em><strong>Elisabetta Cavallotti</strong><em>, che interpreta Nina</em></p>
<p>Un universo in cui si muovono persone che hanno scelto di vivere &#8220;vendendo&#8221; il proprio corpo allo sguardo lubrico di un sottobosco popolato da voyeur e guardoni e in cui gli attori e le attrici spesso sono costretti a vendere la propria dignità assieme a quel corpo che diventa un accessorio messo in mostra nelle maniere più oscene e più degradanti.</p>
<p>Ferrario va oltre questa rigida schematizzazione che ho indicato; lui analizza con occhio attento e freddo la vita di una delle protagoniste del mondo dell&#8217;hard, la bella e intelligente Nina seguendola nel suo quotidiano vivere tra privato e lavoro, che spesso finiscono per coincidere lasciando la persona priva di un&#8217;identità reale, quasi che il mondo dell&#8217;hard finisca per diventare l&#8217;unico mondo conosciuto dalle persone che lo frequentano, che all&#8217;interno di quel mondo stesso finiscono per trovare amicizie e amori, gioie e terribili disillusioni.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7145/6734688659_b85238607a.jpg" alt="" width="450" height="236" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Nina e la sua compagna Cristiana</em></p>
<p>La Nina di Ferrario è una donna colta, che ha scelto il suo lavoro e che quindi non ha subìto imposizioni da nessuno: forse è una donna con un disperato bisogno d&#8217;amore o forse è solo una donna terribilmente indipendente che sfida il mondo colpendo le convenzioni sociali e scegliendo di vivere la propria vita in modo totalmente anticonformista.<br />
Nina vive un rapporto d&#8217;amore con Cristiana, frequenta club e amicizie di ogni genere ed è quindi una donna assolutamente emancipata.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7020/6734688493_e1da34bda4.jpg" alt="" width="450" height="230" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Fabio sul set di un film nel quale lavora Nina</em></p>
<p>La donna ama il proprio lavoro o quanto meno lo accetta forse perchè la sua è stata una scelta non imposta; la seguiamo mentre si esibisce in spettacoli live in cui nulla è lasciato all&#8217;immaginazione, inclusa una fellatio ripresa in primo piano.<br />
Ma il mondo di cristallo di Nina è destinato a mutare radicalmente il giorno in cui dopo un esame clinico scopre di avere un cancro; la malattia ovviamente influisce in maniera determinante sul carattere della donna che scopre la propria fragilità e che con il passare dei giorni e dopo i trattamenti chemioterapici vede il proprio corpo mutare.<br />
Ora Nina non può lavorare come prima e poco alla volta lo spettro della malattia e l&#8217;icognita di un male che ti può portare alla tomba segnano inevitabilmente il suo passaggio ad una fase di dolorosa e sofferta presa di coscienza di se stessa.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7158/6734688295_446a681d49.jpg" alt="" width="449" height="225" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7146/6734688233_e701641b05.jpg" alt="" width="450" height="228" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>L&#8217;incapacità di lasciarsi andare</em></p>
<p>La donna si mette in discussione ma accade anche un avvenimento che muterà ancora una volta il corso degli eventi.<br />
Durante una seduta di chemioterapia, Nina conosce l&#8217;insegnante Fabio, anch&#8217;esso malato ma in maniera molto più grave.<br />
Tra i due sembra nascere qualcosa di più profondo, ma la donna sa che il suo lavoro è un ostacolo quasi invalicabile per un rapporto di coppia.<br />
Così invita Fabio a seguirla sul lavoro e l&#8217;uomo scopre i suoi reali sentimenti: a lui non interessa in fondo quello che la donna fa, la ama e tanto sembra bastargli.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7010/6734688167_2315bb5468.jpg" alt="" width="449" height="228" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>La drammatica scoperta della malattia</em></p>
<p>Ma la malattia lo porta alla morte, mentre per Nina ci sarà il raggio di luce dell&#8217;uscita dal tunnel del cancro.<br />
Davide Ferrario gira <strong>Guardami</strong> nel 1999, portandolo alla <em>56ª Mostra internazionale d&#8217;arte cinematografica di Venezia</em>, dove il film suscita polemiche più per la rappresentazione già citata di alcune scene di sesso dal vivo che per la tematica del film, che a giudizio unanime è assolutamente ben affrontata e diretta.<br />
Il regista di Casalmaggiore affronta il film con occhio freddo e indagatore, evitando il facile pietismo in agguato quando la storia scende sul personale con la descrizione della malattia di Nina; l&#8217;inevitabile crisi personale di Nina è affrontata senza sentimentalismi e Nina stessa viene ripresa nel tentativo di superare gli ostacoli che il cancro inevitabilmente le pone davanti con l&#8217;atteggiamento che la donna assume, ossia con la consapevolezza che ha da affrontare una battaglia da vincere.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7157/6734688099_156801b19c.jpg" alt="" width="449" height="238" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Sola con se stessa</em></p>
<p>Ispirato in qualche modo alla figura di Moana Pozzi, la pornostar più famosa del cinema hard italiano, <strong>Guardami</strong> riflette le doti della sfortunata attrice ligure morta ufficialmente per un cancro al fegato a soli 33 anni.<br />
Moana Pozzi, donna intelligentissima e colta, di buona famiglia, scelse liberamente la sua professione come più volte raccontato ai cronisti cHe le chiedevano il perchè di scelte di vita così radicali.<br />
Il personaggio di Nina per certi versi riflette proprio quelle che erano le caratteristiche peculiari di Moana Pozzi; la differenza è solo fisica e non potrebbe essere più netta.<br />
Elisabetta Cavallotti, la Nina di <strong>Guardami</strong> è fisicamente distante anni luce dalla Pozzi; è bruna mentre Moana era bionda, fisicamente minuta mentre Moana aveva un fisico da pin up.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7155/6734688037_835e72a5f7.jpg" alt="" width="450" height="227" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>L&#8217;esibizione in uno spettacolo hard dal vivo</em></p>
<p>L&#8217;interpretazione della Cavallotti è intensa e assolutamente professionale; messa di fronte a scene che avrebbero turbato molte sue colleghe, la Cavallotti si cala nella parte senza remore psicologiche caratterizzando il suo personaggio al meglio.<br />
Interpreta con coraggio le scene più difficli, che avrei voluto riproporre per coloro che non hanno visto il film ma che per ragioni di opportunità preferisco non mostrare.<br />
C&#8217;è ancora un fortissimo disagio per le scene di sesso, pur in tempi in cui lo stesso è mostrato in tutte le salse su una pletora di siti internet; in fondo non è cambiato molto dai tempi di <em>Ultimo tango a Parigi</em> nonostante siano passati 40 anni.<br />
Il film di Ferrario è coraggioso e ben fatto, rappresentando un tentativo assolutamente non velleitario di guardare il mondo del porno dall&#8217;interno.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7172/6734687853_7d3ac48c27.jpg" alt="" width="450" height="235" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7017/6734687775_183c8ca13e.jpg" alt="" width="450" height="238" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Il mondo di cristallo di Nina</em></p>
<p>Per certi versi anche se molto alla lontana ricorda Hardcore, il film di Paul Schrader edito nel 1978 che racconta una storia ambientata proprio nel mondo dell&#8217;hard.<br />
Film assolutamente diversissimi tra loro che però hanno il pregio di essere scomodi nella loro visione dell&#8217;universo hard.<br />
In ultimo, segnalazione per Flavio Insinna che interpreta Fabio: se la cava bene, con misura.<br />
In quanto alla Cavallotti, secondo me ha pagato un tributo altissimo alle scene hard del film; pur essendo attrice di spessore, ha avuto un proseguimento di carriera con il freno a mano tirato.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7032/6734689111_a9e91d4da8.jpg" alt="" width="450" height="221" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Fabio e Nina sul lettino d&#8217;ospedale dopo la chemio</em></p>
<p><strong>Guardami</strong><br />
Un film di <strong>Davide Ferrario</strong>. Con <strong>Elisabetta Cavallotti, Flavio Insinna</strong>, Stefania Orsola Garello, Yorgo Voyagis, Angelica Ippolito,Luigi Diberti, Claudio Spadaro, Augusto Zucchi, Giorgio Gobbi, Luis Molteni, Gianluca Gobbi, Marco Minetti, Pierpaolo Lovino, Vladimir Luxuria, Alex Mantegna, Alessandro Riceci, Antonello Grimaldi Drammatico, durata 95 min. &#8211; Italia 1999</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7166/6734689149_dda69aa168.jpg" alt="" width="446" height="76" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7013/6734688389_2f71001e1f.jpg" alt="" width="450" height="239" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Momenti di tenerezza</em></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7012/6734688933_fa9bf7a423.jpg" alt="" width="450" height="243" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Il rovescio della medaglia: esperienze estreme di bondage nel mondo dell&#8217;hard</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7173/6734688581_751715da40.jpg" alt="" width="449" height="239" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7153/6734687931_f7fc5934ec.jpg" alt="" width="450" height="233" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7022/6734689263_e080b8dfe9.jpg" alt="" width="447" height="77" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Elisabetta Cavallotti: Nina</strong></em><br />
<em><strong>Stefania Orsola Garello: Cristiana</strong></em><br />
<em><strong>Flavio Insinna: Flavio</strong></em><br />
<em><strong>Gianluca Gobbi: Dario</strong></em><br />
<em><strong>Claudio Spadaro: Baroni</strong></em><br />
<em><strong>Angelica Ippolito: madre Nina</strong></em><br />
<em><strong>Luigi Diberti: Castellani</strong></em><br />
<em><strong>Yorgo Voyagis: padre Nina</strong></em><br />
<em><strong>Antonello Grimaldi: Joe</strong></em><br />
<em><strong>Luca Damiano: se stesso</strong></em><br />
<em><strong>Vladimir Luxuria: presentatrice</strong></em><br />
<em><strong>Luis Molteni: Max</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7143/6734689201_bcd93de83d.jpg" alt="" width="446" height="77" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Regia Davide Ferrario</strong></em><br />
<em><strong>Soggetto Davide Ferrario</strong></em><br />
<em><strong>Sceneggiatura Davide Ferrario</strong></em><br />
<em><strong>Fotografia Giovanni Cavallini</strong></em><br />
<em><strong>Montaggio Claudio Cormio</strong></em><br />
<em><strong>Musiche Giorgio Canali</strong></em><br />
<em><strong>Scenografia Alessandro Marrazzo</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7012/6734687707_e12ddabcd0.jpg" alt="" width="450" height="231" /></p>
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		<title>Mandingo</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 07:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paultemplar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[James Mason]]></category>
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		<description><![CDATA[Alabama, 1840 Warren Maxwell, ricco proprietario terriero razzista e schiavista, obbliga sua figlio Hammond a sposare la bella Blanche per interesse. Ma tra i due non c&#8217;è amore, così Hammond si consola con la bella schiava di colore Ellen. Nella tenuta di Maxwell l&#8217;attrazione principale è Ganymede, detto Mede un nero robustissimo di razza Mandingo. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7530&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
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<p>Alabama, 1840<br />
Warren Maxwell, ricco proprietario terriero razzista e schiavista, obbliga sua figlio Hammond a sposare la bella Blanche per interesse.<br />
Ma tra i due non c&#8217;è amore, così Hammond si consola con la bella schiava di colore Ellen.<br />
Nella tenuta di Maxwell l&#8217;attrazione principale è Ganymede, detto Mede un nero robustissimo di razza Mandingo.<br />
L&#8217;uomo è costretto a lottare con altri neri per divertimento dei suoi proprietari e dei suoi ospiti.<br />
L&#8217;uomo finisce però per catturare l&#8217;attenzione della trascurata Blanche, che il marito non ha mai toccato avendo scoperto che non era vergine al momento del matrimonio.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7156/6729663949_35ec528845.jpg" alt="" width="450" height="226" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Una schiava della piantagione</em></p>
<p>Blanche in pratica si prende Mede come amante, ma alla fine la relazione tra lei e lui verrà scoperta quando la donna darà alla luce un figlio di colore, con tragiche conseguenze per tutti.<br />
In estrema sintesi è questo il plot di <strong>Mandingo</strong>, diretto nel 1975 da Richard Fleischer, che sfruttò il romanzo omonimo di Kyle Onstott scritto sul finire degli anni 50.<br />
Un film di grandissimo successo, come del resto il romanzo; il tema della schiavitù della gente di colore in America era molto sentito, sopratutto negli anni settanta che furono gli anni della presa di coscienza da parte degli americani dei vistosi errori commessi in passato e che avevano provocato funeste conseguenze.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7166/6729663607_43de934f33.jpg" alt="" width="450" height="229" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>James Mason</strong> <em>è lo schiavista Maxwell</em></p>
<p style="text-align:left;">Dallo sterminio dei nativi americani, i pellerossa, passando per l&#8217;arruolamento forzato della gente di colore, strappata alla patria nativa per lavorare nelle piantagioni del sud America, l&#8217;americano medio si interrogava sul suo passato ma anche sul suo presente.</p>
<p style="text-align:left;">Erano gli anni della sporca guerra, quella del Vietnam che finalmente stava per arrivare alla conclusione con l&#8217;inglorioso ammaina bandiera a Saigon e la conseguente fuga degli ultimi occupanti del Vietnam stesso.<br />
Fleischer, autore di cassetta che in passato aveva diretto ottimi film come il bellico Tora! Tora! Tora! (1970) e 2022: i sopravvissuti (Soylent Green) (1973), utilizza una sceneggiatura che riduce il romanzo di Onstott fornitagli da Jack Kirkland e Norman Wexler.<br />
Proprio Kirkland aveva utilizzato il romanzo ottenendo una piece teatrale di successo, così quando il grande produttore Dino De Laurentis decise di finanziare il film si andò quasi sul sicuro sulla risposta dei botteghini.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7003/6729663263_9ed6dfa88d.jpg" alt="" width="450" height="218" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>La relazione proibita tra Blanche e Mede</em></p>
<p style="text-align:left;">Il gran successo del film dipese da diversi fattori, non ultimo il riuscito amalgama tra le varie componenti del romanzo originario, fatto di episodi brutali di sangue e violenza mescolato con furbizia al tema della sessualità inter razziale che era molto sentito dagli americani.</p>
<p style="text-align:left;">Il film è abbastanza fedele all&#8217;originale, ma non suscitò, nonostante il successo ricevuto, il clamore che aveva suscitato il best sellers di Kyle Onstott.<br />
Diversi i tempi e diverse le situazioni; il romanzo era uscito nel 1957, in un&#8217;epoca in cui i diritti sociali e civili della gente di colore erano pura utopia.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7002/6729662767_d20ffbb3a6.jpg" alt="" width="449" height="222" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Susan George</strong> <em>è Blanche</em></p>
<p style="text-align:left;">A scriverlo era stato l&#8217;ottantenne Onstott, che aveva promesso di raccontare la schiavitù partendo esattamente dal primo timido tentativo di mettere in scena una saga sul fenomeno, quel Via col vento diventato nel corso degli anni un&#8217;autentica leggenda.<br />
Onstott scrisse tre libri incentrati sulla vita e la storia della gente di colore, sui padroni &#8220;bianchi&#8221; e sugli schiavi &#8220;neri&#8221;; il primo, <strong>Mandingo</strong> ebbe come seguito Drum tradotto cinematograficamente (anche se senza lo stesso successo del predecessore) in Drum, l&#8217;ultimo Mandingo mentre &#8216;ultimo capitolo della saga, Il padrone di Falconhurst, non ha avuto mai una riduzione cinematografica.<br />
Il film ha un andamento abbastanza lento ma che non annoia; quella che è a tutti gli effetti la saga della famiglia Maxwell coinvolge anche per la descrizione del mondo moralmente corrotto dei latinfondisti dell&#8217;America del sud, uniti ad una descrizione molto forte delle condizioni di vita della schiavitu di colore.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7028/6729662421_b18d71e5d5.jpg" alt="" width="450" height="226" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Preparata per il padrone</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7015/6729662069_21f35f666c.jpg" alt="" width="450" height="245" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Il rapporto tra Hammond e Ellen</em></p>
<p style="text-align:left;"><span style="text-align:left;">Decisamente disturbanti le sequenze del mercato degli schiavi e delle lotte tra Mede e i suoi avversari, messi l&#8217;uno contro l&#8217;altro ad esclusivo privilegio del divertimento dei bianchi; ugualmente disturbante la scena in cui Maxwell usa un piccolo di colore come poggiapiede o le scene nelle miserevoli case degli schiavi.</span></p>
<p style="text-align:left;">Il cast del film è di prim&#8217;ordine, con James Mason arrogante e indisponente (come personaggio ovviamente) nei panni del latifondista Warren Maxwell, un uomo spregevole fin nel midollo, con Perry King in evidenza nel ruolo del giovane Hammond, forse l&#8217;unico con un minimo di sentimenti contrastanti verso i neri dominato però dalla fortissima personalità del padre.<br />
Molto brava al solito Susan George che interpreta Blanche, una donna sola che alla fine trova sfogo nei rapporti carnali con lo schiavo Mede con il quale avrà un figlio destinato ad una fine miserevole e bene anche l&#8217;esordiente Ken Norton, il pugile che ruppe la mascella al grande Cassius Clay.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7163/6729661231_770ea2f6df.jpg" alt="" width="450" height="232" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>L&#8217;ignobile Maxwell</em></p>
<p style="text-align:left;">Con Radici, <strong>Mandingo</strong> ha portato al centro dell&#8217;attenzione il problema storico della schiavitù di colore negli Stati Uniti; pur essendo un film troppo incline al sensazionalismo e con scene di sesso spesso gratuite, Mandingo è un buon prodotto capace di far riflettere e di appassionare nonostante il tema spinoso.<br />
Vale sicuramente una visione attenta; il film è stato rieditato in digitale riacquistando i colori e la brillantezza naturale..</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Mandingo</strong><br />
Un film di <strong>Richard Fleischer</strong>. Con <strong>James Mason, Susan George, Perry King, Ken Norton</strong>, Richard Ward, Lilian Hayman Drammatico, durata 127 min. &#8211; USA 1975</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_a327547f-fa84-c7b4-c907-4244dbca474f.gif" alt="" width="450" height="232" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7160/6729666157_6cbf8e805a.jpg" alt="" width="448" height="78" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7153/6729664097_637f89bdb3.jpg" alt="" width="450" height="212" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7168/6729663771_870cbb4915.jpg" alt="" width="449" height="228" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7157/6729663441_017d82803d.jpg" alt="" width="450" height="220" /></p>
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<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7021/6729662955_0dea592f3d.jpg" alt="" width="450" height="231" /></p>
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<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7170/6729662231_b8542b71cd.jpg" alt="" width="449" height="222" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7001/6729661895_344b5c1ab1.jpg" alt="" width="449" height="232" /></p>
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<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7174/6729661605_d6056b1e7e.jpg" alt="" width="450" height="209" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7158/6729661429_e772a4474b.jpg" alt="" width="450" height="208" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7175/6729666327_e4e7c387bc.jpg" alt="" width="446" height="79" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>James Mason: Warren Maxwell</strong></em><br />
<em><strong>Susan George: Blanche Maxwell</strong></em><br />
<em><strong>Perry King: Hammond Maxwell</strong></em><br />
<em><strong>Paul Benedict: Brownlee</strong></em><br />
<em><strong>Richard Ward: Agamennone</strong></em><br />
<em><strong>Brenda Sykes: Ellen</strong></em><br />
<em><strong>Ken Norton: Ganymede, detto Mede</strong></em><br />
<em><strong>Lillian Hayman: Lucrezia Borgia</strong></em><br />
<em><strong>Roy Poole: Doc Redfield</strong></em><br />
<em><strong>Ji-Tu Cumbuka: Cicero</strong></em><br />
<em><strong>Ben Masters: Charles</strong></em><br />
<em><strong>Ray Spruell: Wallace</strong></em><br />
<em><strong>Louis Turenne: De Veve</strong></em><br />
<em><strong>Duane Allen: Topaz</strong></em><br />
<em><strong>Earl Maynard: Babouin</strong></em><br />
<em><strong>Beatrice Winde: Lucy</strong></em><br />
<em><strong>Debbi Morgan: Dite</strong></em><br />
<em><strong>Sylvester Stallone: un giovanotto</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7007/6729666527_4c5f7830b8.jpg" alt="" width="446" height="77" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Regia Richard Fleischer</strong></em><br />
<em><strong>Soggetto Kyle Onstott</strong></em><br />
<em><strong>Sceneggiatura Jack Kirkland, Norman Wexler</strong></em><br />
<em><strong>Produttore Dino De Laurentiis</strong></em><br />
<em><strong>Montaggio Frank Bracht</strong></em><br />
<em><strong>Musiche Maurice Jarre</strong></em><br />
<em><strong>Costumi Ann Roth</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_e0de6e85-264b-9bc4-c193-d096cd1fe04b.gif" alt="" width="450" height="247" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7171/6729666723_8f9996dab4.jpg" alt="" width="445" height="75" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7022/6729665973_771ae6b0b0.jpg" alt="" width="300" height="303" /></p>
<p style="text-align:center;">Flano del film</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7012/6729665347_8c5c13afa8.jpg" alt="" width="300" height="238" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7031/6729665173_9421bf9590.jpg" alt="" width="300" height="237" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7170/6729664973_39e5a8a9c0.jpg" alt="" width="300" height="234" /></p>
<p style="text-align:center;">Lobby card del film</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7009/6729664723_bfbd0da1a8.jpg" alt="" width="337" height="500" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filmscoop.wordpress.com/7530/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filmscoop.wordpress.com/7530/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filmscoop.wordpress.com/7530/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filmscoop.wordpress.com/7530/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filmscoop.wordpress.com/7530/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filmscoop.wordpress.com/7530/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filmscoop.wordpress.com/7530/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filmscoop.wordpress.com/7530/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filmscoop.wordpress.com/7530/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filmscoop.wordpress.com/7530/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filmscoop.wordpress.com/7530/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filmscoop.wordpress.com/7530/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filmscoop.wordpress.com/7530/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filmscoop.wordpress.com/7530/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7530&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Sirens-Sirene</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 10:32:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paultemplar</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tara Fitzgerald]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pastore anglicano Anthony Campion sbarca con la sua giovane e timida moglie Estella a Blue Montains, in Australia. Convocato dal vescovo di Sidney, si vede appioppare un incarico imbarazzante e non certo facile quello cioè di indagare sui progetti di Norman Lindsay, un discusso pittore e artista noto per essere anticlericale e dissacratore. Nei [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7516&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7162/6719369211_27ecde26e2.jpg" alt="" width="350" height="476" /></p>
<p>Il pastore anglicano Anthony Campion sbarca con la sua giovane e timida moglie Estella a Blue Montains, in Australia.<br />
Convocato dal vescovo di Sidney, si vede appioppare un incarico imbarazzante e non certo facile quello cioè di indagare sui progetti di Norman Lindsay, un discusso pittore e artista noto per essere anticlericale e dissacratore.<br />
Nei progetti dell&#8217;artista sembra esserci la raffigurazione pittoria di una venere nuda che viene crocefissa.<br />
Anthony ed Estella si recano quindi a casa del pittore, dove hanno una sgradita sorpresa; l&#8217;uomo infatti è sposato con Rose e ha due figlie e ospita tre modelle estremamente disinibite, Sheela , Prue e Giddy.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7010/6719367927_4ed558be77.jpg" alt="" width="450" height="234" /><br />
Delle tre, Giddy è quella meno provocante e più attenta a non mettersi in mostra, mentre le altre due non fanno mistero di avere una condotta sessuale estremamente aperta.<br />
Per il pastore e sua moglie inizia così un periodo difficilissimo; la promiscuità delle donne, unita all&#8217;atmosfera apertamente libertina della casa di Lindsay, la presenza tra gli occupanti della casa stessa di un giovane ex pugile ridotto alla cecità, prestante e molto bello, che posa per il pittore creano tra i coniugi un&#8217;atmosfera di tensione.<br />
Ad aggravare la situazione c&#8217;è il netto rifiuto da parte di Lindsay di modificare alcun che del suo dipinto; l&#8217;uomo, che ha una visione del ruolo della chiesa assoltamente in chiave anticlericale, accusa Anthony di rappresentare un mondo oscurantista e chiuso sia all&#8217;arte che ai veri bisogni dell&#8217;uomo.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7018/6719367711_84099ec1fc.jpg" alt="" width="450" height="208" /><br />
Se la disputa tra i due assume tratti tragicomici, ecco che Estella, dapprima pudica e moralmente inibita inizia a provare un sottile piacere nell&#8217;assistere alle orge che le ragazze organizzano con i giovani del luogo e alla fine decide di concedersi al pugile che la attrae fatalmente.<br />
Non contenta, alla fine si inventa anche un ruolo da maitresse organizzando un incontro tra Giddy, che è segretamente ma non troppo, attratta dal muscoloso pugile e l&#8217;uomo stesso.<br />
Arriva per i due coniugi il momento di congedarsi dal loro anfitrione; sul treno del rtorno Estella mostra di aver appreso qualcosa sulla sottile arte della seduzione, proponendo un nuovo modo di fare l&#8217;amore all&#8217;imbarazzatissimo marito, che però alla fine stuzzicato ricambia con trasporto.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7144/6719367557_f33b3ff84d.jpg" alt="" width="450" height="224" /><br />
Gradevole commedia di stampo British, con la conseguente spruzzata di humour prettamente britannico, <strong>Sirene</strong> di John Duigan uscito nelle sale nel 1993 cerca un equilibrio tra la commedia di stampo classico e la sottile denuncia dell&#8217;arretratezza dei costumi sessuali di persone avvezze a frequentare il mondo ecclesiastico.<br />
Questa volta il protagonista è un pastore sposato con una donna che ha in se il germe prepotente della sessualità che però reprime per il suo ruolo sociale e per una forma di rispetto verso suo marito, esponente del clero e quindi fautore di una sessualità di stampo prettamente moralista.<br />
I due coniugi, costretti loro malgrado a vivere in una realtà completamente aliena alla loro vita di tutti i giorni, finiranno per scontrarsi con la mentalità libertina della casa del pittore Lindsay, guardando con preoccupazione alla vita assolutamente immorale ( a loro modo di vedere) degli ospiti della casa stessa.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7163/6719366755_2d7c382c39.jpg" alt="" width="450" height="237" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7025/6719366455_20b1279544.jpg" alt="" width="450" height="234" /><br />
Inseriti in un contesto in cui la sessualità è libera e priva di remore, i coniugi finiranno per capire in modo differente gli aspetti segreti della propria sessualità; la prima a &#8220;liberarsi&#8221; anche in senso biblico sarà Estella che grazie all&#8217;esperienza vissuta vedrà aprirsi davanti a se un universo in cui la sessualità non è più un qualcosa da vivere con la concezione del peccato bensì una delle manifestazioni più belle dell&#8217;essere umano.<br />
In fondo la commedia di Duigan gioca proprio con questo eterno dualismo, tra la concezione sana della sessualità e il suo opposto, la concezione peccaminosa del corpo e del piacere che per secoli è stata inculcata sopratutto nelle donne proprio dall&#8217;organizzazione auto deputatasi alla custodia della morale.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7026/6719368421_065a7dc3e0.jpg" alt="" width="450" height="238" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7156/6719368165_8841a414b5.jpg" alt="" width="450" height="231" /><br />
Non è un caso che i coniugi vengano inviati a casa di Lindasy per tentare di dissuaderlo dal dipingere un&#8217;opera giudicata blasfema; una crocefissione con una donna nuda è il massimo dell&#8217;oltraggio all&#8217;istituzione ecclesiale e come tale va fermata.<br />
Ma alla fine la cosa entra in secondo ordine per i coniugi; anche Anthony è rimasto turbato dall&#8217;atmosfera maliziosa e sottilmente erotica della casa e dei suoi abitanti, però sarà proprio Estella a capire la portata di ciò che ha vissuto e da allora in poi cambierà radicalmente anche l&#8217;approccio sessuale verso suo marito.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7028/6719368659_fec8a31fa6.jpg" alt="" width="449" height="230" /><br />
John Lawless Duigan, il regista inglese autore anche della sceneggiatura è poco conosciuto in Italia; a fronte di 25 film diretti la sua notorietà è legata principalmente a questa gradevole commedia e al film Gioco di donna del 2004 che vede protagoniste due splendide attrici, Charlize Theron e Penelope Cruz.<br />
Il film scivola via abbastanza agevolmente, anche per la presenza di un cast di attori di ottimo livello; il più british degli attori inglesi, Hugh Grant interpreta l&#8217;impacciato Anthony con ottima espressività, mentre la bella Tara Fitzgerald è la sua inizialmente inibita mogliettina Tara Fitzgerald.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7160/6719366179_762b74c715.jpg" alt="" width="449" height="236" /><br />
Un ironico e sottilmente diabolico Sam Neill è Lindsay, parte che l&#8217;attore assolve perfettamente dando un tocco di eccentricità ironica aggiuntiva così come da segnalare sono anche le parti assolte da Elle Macpherson (la più disinibita delle tre modelle), da Portia de Rossi che interpreta la più &#8220;tranquilla&#8221; delle tre modelle ovvero Giddy e da Kate Fischer che veste i panni (succinti) dell&#8217;altra disinibitissima modella Prue.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7027/6719368891_6e53f898e9.jpg" alt="" width="449" height="230" /><br />
Nei limiti ovvi della commedia di costume, <strong>Sirens</strong> tradotto letteralmente in Sirene in italiano, quasi a rimarcare il ruolo di femmes fatales delle tre modelle si rivela un prodotto gustoso e dal sottile fascino peccaminoso, assolutamente però nei limiti della malizia più innocente.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_6e4b6aca-df85-ff44-19e9-e28f3299fd46.gif" alt="" width="450" height="246" /></p>
<p><strong>Sirens &#8211; Sirene</strong><br />
Un film di John Duigan. Con<strong> Sam Neill, Hugh Grant, Tara Fitzgerald, Elle Macpherson, Portia De Rossi, Kate Fischer</strong>, Pamela Rabe, Ben Mendelsohn, John Polson, Mark Gerber, Julia Stone, Ellie MacCarthy, Vincent Ball, John Duigan, Lexy Murphy Titolo originale Sirens. Commedia, durata 94 min. &#8211; Australia, Gran Bretagna 1993</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7150/6719370157_47baa8c434.jpg" alt="" width="447" height="68" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7012/6719367227_e3bcf3a1a1.jpg" alt="" width="450" height="227" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7017/6719367003_bc799d7f3d.jpg" alt="" width="450" height="224" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7011/6719365811_9390ceee98.jpg" alt="" width="449" height="229" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7158/6719365595_92e27985ac.jpg" alt="" width="449" height="241" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7031/6719365361_a3c1ee211a.jpg" alt="" width="450" height="232" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7160/6719365105_e1dc820aea.jpg" alt="" width="450" height="213" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7009/6719370449_585d327e5b.jpg" alt="" width="447" height="69" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Hugh Grant &#8230; Anthony Campion</strong></em><br />
<em><strong>Tara Fitzgerald &#8230; Estella Campion</strong></em><br />
<em><strong>Sam Neill &#8230; Norman Lindsay</strong></em><br />
<em><strong>Elle Macpherson &#8230; Sheela</strong></em><br />
<em><strong>Portia de Rossi &#8230; Giddy </strong></em><br />
<em><strong>Kate Fischer &#8230; Prue</strong></em><br />
<em><strong>Pamela Rabe &#8230; Rose Lindsay</strong></em><br />
<em><strong>Ben Mendelsohn &#8230; Lewis</strong></em><br />
<em><strong>John Polson &#8230; Tom</strong></em><br />
<em><strong>Mark Gerber &#8230; Devlin</strong></em><br />
<em><strong>Julia Stone &#8230; Jane</strong></em><br />
<em><strong>Ellie MacCarthy &#8230; Honey</strong></em><br />
<em><strong>Vincent Ball &#8230; Vescovo di Sydney</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7005/6719370693_4d4d692288.jpg" alt="" width="447" height="67" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Regia: John Duigan</strong></em><br />
<em><strong>Sceneggiatura: John Duigan</strong></em><br />
<em><strong>Produzione: Justin Ackerman,Hans Brockmann,Robert Jones </strong></em><br />
<em><strong>Musiche: Rachel Portman</strong></em><br />
<em><strong>Editing: Humphrey Dixon </strong></em><br />
<em><strong>Art direction: Laurie Faen</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_1d4e6d10-0f87-0514-cd01-9ef84c9a35a4.gif" alt="" width="450" height="239" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7019/6719369631_8a808c5b59.jpg" alt="" width="320" height="500" /></p>
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		<title>The reader- A voce alta</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 17:10:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paultemplar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Ganz]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è un nervo scoperto, c&#8217;è un passato che molti vorrebbero venisse definitivamente sepolto, c&#8217;è una storia che non lo permette perchè in quella storia milioni di esseri umani hanno perso tragicamente la vita, spesso in modo tanto orribile da rendere assolutamente necessario il perpetuarsi di ricordi pur dolorosi per tutti. C&#8217;è in tutto l&#8217;ombra del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7500&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7030/6708609627_abfe63fc1e.jpg" alt="" width="350" height="488" /></p>
<p>C&#8217;è un nervo scoperto, c&#8217;è un passato che molti vorrebbero venisse definitivamente sepolto, c&#8217;è una storia che non lo permette perchè in quella storia milioni di esseri umani hanno perso tragicamente la vita, spesso in modo tanto orribile da rendere assolutamente necessario il perpetuarsi di ricordi pur dolorosi per tutti.<br />
C&#8217;è in tutto l&#8217;ombra del male, quello assoluto e c&#8217;è anche la sua estrema razionalizzazione ovvero l&#8217;ergersi su tutto della sua banalità, per quanto orrenda possa sembrare una frase che parla di un orrore senza fine ridotto alla stregua di una radice parallela al male con la M maiuscola.<br />
La banalizzazione del male è uno dei temi di <strong>The reader, a voce alta</strong>, che racconta anche una storia che molti vorrebbero sepolta, ovvero l&#8217;orrore che molti sapevano esistere e che facevano finta di non vedere.<br />
Il nazismo è stato il male, quello senza logica e senza pudore esercitato su milioni di innocenti, per cui parlare di banalizzazione potrebbe sembrare uno schiaffo proprio a quei milioni di morti che hanno pagato un prezzo inumano alla follia di un gruppo di criminali.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7171/6708609053_5f14b9fa13.jpg" alt="" width="449" height="216" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Hanna ignara osservata da Michael</em></p>
<p style="text-align:left;"><em></em>Ma c&#8217;è stata anche parallelamente la responsabilità intera di un popolo che vide arrivare la follia e se ne innamorò a tal punto da dimenticare la propria cultura, la propria umanità in una sbornia collettiva che pagò a duro prezzo con milioni di morti e distruzioni ma che lasciò anche strascichi pesantissimi sulle proprie responsabilità.<br />
Perchè in molti, in troppi nella Germania nazista sapevano delle leggi razziali e della loro tragica applicazione; Mathausen e Dachau, Auschwitz e Birkenau sono nomi che in Germania conoscevano, ma che preferivano ignorare.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7019/6708608815_cf767c69b5.jpg" alt="" width="449" height="229" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>L&#8217;inizio della relazione tra Hanna e il giovanissimo Michael</em></p>
<p style="text-align:left;">Perchè? Forse perchè il lustro e la potenza che il Fuhrer aveva promesso ( e in qualche modo dato) alla Germania portarono la nazione tedesca a prendersi una rivincita sul passato, su quella prima guerra mondiale che aveva lasciato strascichi pesantissimi, forse perchè oscuramente le leve sulle quali faceva forza il regime nazista avevano troppi sostenitori.<br />
E&#8217; un discorso storico affrontato ormai in ogni sua angolazione e quindi è inutile riesumare in questo spazio una storia che purtroppo tutti conosciamo.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7005/6708608629_dc0f18e906.jpg" alt="" width="450" height="213" /></p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7173/6708608493_f6798991ca.jpg" alt="" width="449" height="235" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Due fotogrammi con la splendida protagonista del film </em><strong>Kate Winslett</strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong>The reader</strong> è uno dei tantissimi film dedicati all&#8217;argomento, ma per una volta con un&#8217;angolazione assolutamente particolare.<br />
Nel film c&#8217;è la banalizzazione del male, vista attraverso la storia di un&#8217;oscura kapò, Hanna Schmitz, una donna ignorante e analfabeta che finirà per assurgere a emblema di quel male fatto dalla maggioranza silenziosa, quella stessa maggioranza che diceva di non sapere o che sapeva ed eseguiva gli ordini, solo perchè &#8220;gli ordini non si discutono, si eseguono&#8221;, la frase che in migliaia pronunciarono davanti ai tribunali chiamati a condannare i misfatti del nazismo.<br />
Un film che racconta proprio questo, il male esercitato da gente che accettò il nazismo forse senza nemmeno condividerne in assoluto le motivazioni aberranti attraverso una storia che ci mostra come il male stesso possa annidarsi in una donna qualsiasi,una donna che a fine guerra rimuove tutto l&#8217;accaduto come se nulla fosse e che finirebbe i suoi giorni in maniera anonima non fosse per quel senso di giustizia che anche se con enorme ritardo travolse la Germania ponendola di fronte agli errori e agli orrori commessi.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7018/6708608329_05859c853d.jpg" alt="" width="450" height="235" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Hanna Schmitz interrogata dal presidente dei giudici</em></p>
<p style="text-align:left;"><strong>The reader</strong> narra le due storie parallele di Hanna Schmitz e di Michael Berg, due vite qualsiasi che finiscono per incrociare i propri destini casualmente.<br />
Lei è una donna trentacinquenne solitaria e silenziosa che lavora su un tram mentre lui è un ragazzo quindicenne, uno studente di buona famiglia; i due si incontrano per pura fatalità quando Michael viene soccorso da Hanna mentre torna da scuola con un attacco di scarlattina.<br />
Quando lui si reca a cercare la donna per ringraziarla, la scopre mentre sta vestendosi ma scappa via.<br />
Tornerà da Hanna, e da quel momento inizierà per lui la conoscenza della strada affascinante e misteriosa della sessualità.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7013/6708608183_9990a159a8.jpg" alt="" width="450" height="238" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Il giovane Michael Berg interpretato da </em><strong>David Kross</strong></p>
<p style="text-align:left;">Hanna infatti in qualche modo lo seduce chiedendo in cambio al giovane di leggergli delle poesie o dei brani di romanzi; per un pò la loro relazione prosegue in questo modo, tra gite in bicicletta e incontri amorosi.<br />
Poi un giorno Hanna scompare; Michael non sa perchè e la cerca, inutilmente.<br />
Siamo nel 1958 e dovranno passare 8 anni prima che il giovane riveda la sua ex amante.<br />
La rivede nell&#8217;ultimo posto in cui avrebbe voluto incontrarla ovvero seduta tra le imputate in un processo contro delle sorveglianti naziste, accusate di aver lasciato morire 300 detenute in una chiesa bombardata e incendiatasi a causa del bombardamento stesso.<br />
Hanna viene in pratica accusata dalle sue ex colleghe di essere l&#8217;unica responsabile della vicenda; Michael apprende dal racconto delle testimoni che la donna aveva l&#8217;abitudine di farsi leggere storie e poesie, com&#8217;era accaduto a lui durante la breve stagione del loro rapporto.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7173/6708607691_5ee08cdd77.jpg" alt="" width="449" height="239" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>La nuova compagna di Michael</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7027/6708607521_5a2723b55b.jpg" alt="" width="450" height="236" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Michael da adulto interpretato splendidamente da</em> <strong>Ralph Fiennes</strong></p>
<p style="text-align:left;">Ad accusare la donna in maniera determinante è anche un documento in cui Hanna ammette davanti ai suoi superiori le sue responsabilità; il documento è firmato da lei ma Michael sa bene che ciò è impossibile essendo Hanna analfabeta.<br />
Il giovane capisce che Hanna non vuole confessare il proprio analfabetismo e che perciò finirà per essere condannata come unica responsabile, cosa che puntualmente accade.<br />
Passano gli anni e Hanna vive in carcere da detenuta modello mentre Michael si è sposato, ha divorziato ed ha una figlia.<br />
L&#8217;uomo decide di riallacciare i rapporti con la donna e le invia registrazioni in cui legge interi libri allegando anche copie dei libri stessi.<br />
Hanna, con molta forza di volontà impara a scrivere e a leggere e così passa il suo tempo fino al giorno in cui ha scontato la sua pena.<br />
Michael, avvisato dalla direzione del carcere si reca a trovare la donna ma alla domanda sul suo passato, sul rimorso per essere stata una nazista e una kapò e di aver contribuito a far morire tante esseri umani riceve una gelida risposta : &#8221; I morti sono morti. Quello che ho imparato? A leggere&#8221;.<br />
Così Michael va via e il giorno prima di essere liberata Hanna si uccide nella sua cella.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7175/6708607391_58bac96b34.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>L&#8217;attimo in cui Hanna si accorge della presenza di Michael</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7002/6708607271_f68fd51412.jpg" alt="" width="449" height="237" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Michael osserva sul tram con interesse Hanna</em></p>
<p style="text-align:left;">Anni dopo l&#8217;uomo racconterà a sua figlia la sua breve e intensa storia d&#8217;amore con Hanna, che non aveva raccontato a nessuno eccezion fatta per una donna che era riuscita a fuggire dalla chiesa mentre era ancora una bambina e alla quale aveva portato tutti i risparmi di Hanna che in qualche modo aveva tentato di riparare in minima parte al male commesso.<br />
Alla luce di quanto descritto,<strong> The reader</strong> può essere visto in diverse ottiche; come una storia d&#8217;amore impossibile, come una storia di riscatto e penitenza da parte di una delle tantissime persone che contribuirono alla follia nazista, come il persorso di redenzione e presa di coscienza del male fatto, come il racconto di una persona che non fosse stata ignorante avrebbe avuto un altro destino e in svariati altri modi.<br />
Un film girato con abilità da Stephen Daldry che adatta per lo schermo il romanzo di Bernhard Schlink del 1995 A voce alta &#8211; The Reader (Der Vorleser) su sceneggiatura di David Hare; il regista di Billy Eliot e The hours crea un film tecicamente perfetto e senza sbavature, affrontando il tema spinoso del romanzo senza emettere giudizi personali ma lasciando parlare i fatti.<br />
Tuttavia è evidente nel regista il tentativo di giustificare anche se in maniera minima l&#8217;operato di Hanna, suggerendo l&#8217;idea che l&#8217;ignoranza sia stata la causa principale delle azioni di Hanna e che l&#8217;amore che la donna in qualche modo prova per Michael (che ricambia) sia superiore o quanto meno possa fungere da contrappeso alle azioni commesse.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7153/6708607119_22e63ec040.jpg" alt="" width="450" height="239" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Lena Olin</strong> <em>interpreta la bambina, ormai adulta, scampata all&#8217;eccidio nella chiesa</em></p>
<p style="text-align:left;">Il che ha fatto infuriare un bel mucchio di persone; critici, storici e intellettuali hanno creduto di ravvisare nel film un eccessivo buonismo e un revisionismo storico che francamente non mi sono sembrati nell&#8217;ottica del regista.</p>
<p style="text-align:left;">Daldry racconta i fatti. Forse è indulgente con il personaggio di Hanna per i motivi che ho descritto ma è anche vero che se il personaggio stesso  è colpevole di essere stata una nazista non è però responsabile per aver provocato la morte dei prigionieri , accusa infamante lanciatale durante il processo e della quale è innocente.<br />
Questo non sposta ovviamente il discorso sul non aver fatto nulla per aiutare le persone prigioniere, ma allora alla sbarra ci sarebbe dovuto essere l&#8217;intero popolo tedesco.<br />
Inutile proseguire con discorsi che si farebbero lunghissimi per cui parliamo del cast.<br />
Gigantesca, bravissima, sensuale, bella: sono aggettivi per omaggiare Kate Winslett autrice di una prova maiuscola premiata nel 2009 con l&#8217;Oscar come miglior attrice protagonista.<br />
La Winslett riesce a trasmettere il senso fortissimo di ambiguità del suo personaggio rendendolo però allo stesso tempo umano e degno di comprensione.<br />
Benissimi i due attori che interpretano rispettivamente Michael da giovane e in età adulta e cioè David Kross e Ralph Fiennes entrambi autori di prove maiuscole e segnalazione per il nostro ottimo Bruno Ganz.<br />
4 nomination e l&#8217;Oscar per la Winslet sono stati il giusto tributo ad un film scorrevole, intelligente e ben fatto; un film che riesce a far riflettere e che appassiona.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_9a4ee001-5ac1-30b4-3163-8506e902d3c1.gif" alt="" width="450" height="236" /><br />
<strong>The Reader &#8211; A voce alta</strong><br />
Un film di <strong>Stephen Daldry</strong>. Con <strong>Kate Winslet, Ralph Fiennes, David Kross, Lena Olin, Bruno Ganz</strong>, Alexandra Maria Lara, Alissa Wilms, Florian Bartholomäi, Friederike Becht, Frieder Venus, Marie-Anne Fliegel, Rainer Sellien, Karoline Herfurth, Linda Bassett, Hannah Herzsprung, Jeanette Hain, Susanne Lothar, Kirsten Block, Volker Bruch, Matthias Habich Titolo originale The Reader. Drammatico, durata 124 min. &#8211; USA, Germania 2008.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7011/6708609451_c869940c7d.jpg" alt="" width="350" height="476" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7030/6708610175_057344e951.jpg" alt="" width="447" height="67" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7031/6708609187_d20b2c1198.jpg" alt="" width="449" height="232" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>La deposizione di una delle superstiti nell&#8217;incendio della chiesa</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7173/6708608933_abcc0fc1d1.jpg" alt="" width="450" height="237" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Michael in visita ai luoghi dell&#8217;olocausto</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7001/6708608051_c1a62411b7.jpg" alt="" width="449" height="230" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Ultimi momenti d&#8217;amore fra Hanna e Michael</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7163/6708607849_7fa4d9af1d.jpg" alt="" width="450" height="242" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Una storia anche d&#8217;amore</em></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7013/6708610539_f6f86d57c5.jpg" alt="" width="446" height="66" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong><br />
Ralph Fiennes: Michael Berg</strong></em><br />
<em><strong> Kate Winslet: Hanna Schmitz</strong></em><br />
<em><strong> David Kross: Michael Berg da giovane</strong></em><br />
<em><strong> Alexandra Maria Lara: Ilana Mather da giovane</strong></em><br />
<em><strong> Lena Olin: Rose Mather / Ilana Mather</strong></em><br />
<em><strong> Bruno Ganz: Professor Rohl</strong></em><br />
<em><strong> Karoline Herfurth: Martha</strong></em><br />
<em><strong> Sylvester Groth: consigliere</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7174/6708610285_88489e66f4.jpg" alt="" width="449" height="68" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Regia Stephen Daldry</strong></em><br />
<em><strong> Soggetto Bernhard Schlink</strong></em><br />
<em><strong> Sceneggiatura David Hare</strong></em><br />
<em><strong> Produttore Anthony Minghella, Sydney Pollack, Donna Gigliotti, Redmond Morris</strong></em><br />
<em><strong> Produttore esecutivo Bob Weinstein, Harvey Weinstein</strong></em><br />
<em><strong> Distribuzione (Italia) 01 Distribution</strong></em><br />
<em><strong> Fotografia Roger Deakins, Chris Menges</strong></em><br />
<em><strong> Montaggio Claire Simpson</strong></em><br />
<em><strong> Musiche Nico Muhly</strong></em><br />
<em><strong> Scenografia Brigitte Broch</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7030/6708609627_abfe63fc1e.jpg" alt="" width="350" height="488" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7168/6708610405_5bd61562b1.jpg" alt="" width="446" height="70" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Angelo Maggi: Michael Berg</strong></em><br />
<em><strong> Chiara Colizzi: Hannah Schmitz</strong></em><br />
<em><strong> Emiliano Coltorti: Michael Berg da giovane</strong></em><br />
<em><strong> Melina Martello: Rose Mather / Ilana Mather</strong></em><br />
<em><strong> Franco Zucca: Professor Rohl</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_5f2ccf92-d413-6004-952c-e13d12ab6a3c.gif" alt="" width="450" height="237" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7151/6708610041_8f88eedd55.jpg" alt="" width="328" height="500" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Il romanzo da cui è tratto il film</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7007/6708609803_8d67e73757.jpg" alt="" width="350" height="340" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Soundtrack del film</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filmscoop.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filmscoop.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filmscoop.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filmscoop.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filmscoop.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filmscoop.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filmscoop.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filmscoop.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filmscoop.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filmscoop.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filmscoop.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filmscoop.wordpress.com/7500/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filmscoop.wordpress.com/7500/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filmscoop.wordpress.com/7500/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7500&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Milano odia: la polizia non può sparare</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 10:03:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paultemplar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Drammatico]]></category>
		<category><![CDATA[Anita Strindberg]]></category>
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		<description><![CDATA[Il personaggio di Giulio Sacchi, creato da Umberto Lenzi per il suo Milano odia: la polizia non può sparare è uno dei  più famosi del cinema poliziottesco e più in generale di quella branca particolare del genere stesso che veniva definita noir per i moltissimi punti di collegamento con il genere creato dai francesi. E&#8217; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7484&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7161/6688851797_94c358e37a.jpg" alt="" width="320" height="500" /></p>
<p>Il personaggio di Giulio Sacchi, creato da Umberto Lenzi per il suo <strong>Milano odia: la polizia non può sparare</strong> è uno dei  più famosi del cinema poliziottesco e più in generale di quella branca particolare del genere stesso che veniva definita noir per i moltissimi punti di collegamento con il genere creato dai francesi.<br />
E&#8217; il personaggio centrale del film opposto al suo alter ego Walter Grandi, uomo rigorosamente di legge che pur alla fine verrà meno ai suoi principi scegliendo di farsi vendetta da se; perchè Giulio è un delinquente irrecuperabile, un sadico e un pervertito, privo di qualsiasi scrupolo morale, come vedremo nella descrizione del plot del film.<br />
Con <strong>Milano odia: la polizia non può sparare</strong> Lenzi passa definitivamente dal cinema giallo, ormai sfruttato secondo lui fino all&#8217;osso e al quale aveva dato un contributo fondamentale attraverso film come <em>Così dolce&#8230; così perversa</em> (1969), <em>Orgasmo</em> (1969), <em>Paranoia</em> (1969) e <em>Sette orchidee macchiate di rosso</em> (1972) contribuendo in maniera determinante al successo del genere, passa dicevo al genere poliziotesco che riscuoteva un deciso successo nelle sale grazie anche alla sinistra corrispondenza tra le storie narrate sullo schermo e quanto accadeva nella vita di tutti i giorni.<br />
Lenzi era reduce dal buon successo di <em>Milano rovente</em>, che aveva seguito nelle sale il travolgente successo di <em>Milano calibro 9</em> di De Leo, forse il miglior poliziottesco girato in Italia; il risultato gli darà ancora una volta ragione, dimostrando che il fiuto cinematografico del regista era senza pari.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7167/6688850719_13bf28e927.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Anita Strindberg</strong> e <strong>Thomas Milian</strong></p>
<p>Lenzi utilizza una sceneggiatura creata da Ernesto Gastaldi per fare un film violentissimo, cupo e a tratti nichilista sopratutto nella parte finale; siamo nel cuore degli anni di piombo e il regista toscano si mostra attento osservatore della realtà quotidiana, riuscendo a cogliere i fermenti e le paure della società e a trasportarle cinematograficamente con un linguaggio che parla allo stesso modo della società stessa.<br />
<strong>Milano odia: la polizia non può sparare</strong> parte in maniera violenta, quasi a voler far capire da subito che quello che vuol mostrare altro non è che il riflesso della vita di tutti i giorni, fatta di sopprusi e violenze, sia politiche che di criminalità comune.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7153/6688850377_6d8313308f.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Henry Silva</strong></p>
<p>Il tempo di leggere il titolo e assistiamo ad una rapina in cui Giulio Sacchi si macchia le mani di sangue senza un valido motivo, uccidendo cioè un vigile urbano solo perchè voleva multarlo; eppure Sacchi potrebbe vivere bene, visto che ha anche una splendida fidanzata di nome Jole che lo ama.<br />
Lui però sogna di diventare famoso, importante e come tutti i mediocri, non potendo usare i sistemi legali, utilizza il crimine per prendersi una rivincita sulla vita; così il passo successivo è l&#8217;organizzazione e il rapimento di Marilù , figlia del commendatore Porrino che è poi il datore di lavoro della bella Jole.<br />
Ma da delinquente istintivo e poco intelligente, commette degli errori madornali, tipo quello di usare per il rapimento la macchina della sua donna e quello di servirsi di due teppistelli come Vittorio e Carmine per eseguire il rapimento.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7150/6688850275_c11f2ebb8a.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Gino Santercole</strong></p>
<p>I tre pedinano e intercettano Marilu e il fidanzato mentre si sono appartati ma di fronte alla reazione del ragazzo perdono la testa e lo uccidono; la ragazza riesce a fuggire e a trovare riparo presso l&#8217;abitazione di una ricca famiglia, che però non afferra immediatamente la situazione.<br />
Così i tre, che hanno seguito le tracce della ragazza, irrompono nella villa nella quale c&#8217;è Marilu e sottopongono a sevizie inenarrabili gli occupanti della casa.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7021/6688851199_1b6bec48ca.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7167/6688851115_226ecb84ee.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Le sevizie inflitte da Giulio alla sventurata famiglia</em></p>
<p>Alla fine Giulio, ebbro di violenza, alcool e droga stermina la famiglia inclusa una bambina che era all&#8217;interno della casa.<br />
Sulle tracce della banda e dello spietato Sacchi si mette il commissario Grandi, che è anche l&#8217;unico ad aver identificato Giulio; dopo aver visto i delitti compiuti dall&#8217;uomo, si rende conto di aver a che fare con un uomo malato, psicopatico e privo di remore morali.<br />
Ma se Sacchi è indubbiamente uno psicopatico, è anche un uomo astuto e per prima cosa, dopo aver chiesto il riscatto al padre di Marilu si premura di costruirsi un alibi.<br />
Intanto, ormai completamente impazzito, elimina la sua fidanzata Jole subito dopo averle confessato gli omicidi; la donna muore precipitando con la sua Mini da una scogliera.<br />
Poi, in una sequenza con un crescendo infernale, dopo varie vicissitudini uccide i suoi complici e anche l&#8217;ostaggio.<br />
La farebbe franca, ma&#8230;.<br />
Un film caratterizzato da una carica di violenza fortissima, dunque; un crescendo rossiniano nel quale non vengono risparmiate sequenze crude, come quella in cui le due sventurate padroni di casa dove si è rifugiata Marilù vengono torturate ed appese ad un lampadario.<br />
Non c&#8217;è tregua, nel film, che è costruito tutto attorno a Giulio Sacchi, un uomo completamente folle nella sua totale paranoia, psicopatico e assassino, bugiardo e ladro, caratterizzato quindi da tutti i peggior difetti riscontrabili in un criminale.<br />
Attorno a lui, personaggi deboli e ammaliati dalla sua personalità psicopatica, come i due delinquenti di mezza tacca Vittorio e Carmine, la fidanzata Jole.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7003/6688851311_5faaef84c4.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>La confessione a Jole</em></p>
<p>Il merito principale del film di Lenzi è quello di esasperare volutamente i caratteri negativi dei personaggi; qui i cattivi sono davvero tali, Giulio Sacchi è il prodotto di una società violenta che alla fine riuscirebbe anche a farla franca non fosse per l&#8217;ostinazione del commissario Grandi, deciso a vendicare le vittime anche a costo di porsi aldilà della legge.<br />
Che è poi quello che farà.<br />
Caratterizzato da un cast di comprimari di assoluto livello, con le debite eccezioni dei due protagonisti principali,<strong>Milano odia: la polizia non può sparare</strong> presenta un Thomas Milian in stato di grazia.<br />
Perfido, istrionico, crudele e sociopatico, il personaggio di Giulio è interpretato dall&#8217;attore cubano con una capacità espressiva che lascia stupefatti; che Milian fosse uno dei migliori attori in circolazione lo si sapeva già e questo film sarà per lui un trampolino di lancio per i personaggi futuri legati sempre al mondo del poliziottesco.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7167/6688850101_276e8ffe12.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Ray Lovelock</strong></p>
<p>La sorpresa è anche costituita da Henry Silva; l&#8217;attore statunitense, lasciati i ruoli di &#8220;cattivo&#8221; o di gangster si ricicla nei panni del commissario Walter Grandi in maniera misurata e oserei dire dolente. Il suo personaggio sembra acquisire spessore proprio grazie all&#8217;aria malinconica che lo distingue.<br />
Tutte ineccepibili le protagoniste femminili, dalla splendida Anita Strindberg che interpreta la sortunata fidanzata di Giulio, Jole a Laura Belli, che veste i panni di Marilù Porrino, la ragazza scelta per il rapimento per finire con Rosita Toros, una delle attrici di contorno più affascinanti del cinema italiano, sfruttata però pochissimo per ruoli di primo piano.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7162/6688850013_9e2b65c1ae.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Laura Belli</strong></p>
<p>Sua è l&#8217;interpretazione della sventurata Marta, la ragazza seviziata e appesa dal folle Giulio ad un lampadario.<br />
Da segnalare anche le interpretazioni di Ray Lovelock e Gino Santercole nei ruoli rispettivamente di Carmine e Vittorio ovvero i due sciagurati compagni di Giulio.<br />
Le musiche appropriate sono di Ennio Morricone, per un film che con La mala ordina e Milano calibro 9 è da considerarsi come uno dei prodotti migliori del noir italiano del passato.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7170/6688852521_c2e4e0c102.jpg" alt="" width="451" height="197" /></p>
<p><strong>Milano odia: la polizia non può sparare</strong><br />
Un film di <strong>Umberto Lenzi</strong>. Con <strong>Henry Silva, Tomas Milian</strong>, Mario Piave, <strong>Laura Belli</strong>, Nello Pazzafini, Guido Alberti, Pippo Starnazza, Lorenzo Piani, <strong>Ray Lovelock</strong>, Luciano Catenacci, Elsa Boni, <strong>Gino Santercole, Rosita Torosh, Anita Strindberg, </strong> Poliziesco, durata 100 min. &#8211; Italia 1974.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7151/6688852115_58f5e242f1.jpg" alt="" width="447" height="67" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7163/6688849927_99298ffa6f.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>La prima vittima della spirale di sangue</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7141/6688851015_87c95d9b19.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Il corpo dello sventurato fidanzato di Marilu</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7026/6688850913_cb642387e5.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Le sevizie continuano</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7152/6688850793_972a0013f7.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Il tragico epilogo dell&#8217;irruzione in casa della famiglia che ha accolto Marilu</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7020/6688850611_023c4c7854.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Un&#8217;altra morte inutile</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7150/6688850169_1db63dfe8d.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Un intenso primo piano di Thomas Milian</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7024/6688850511_f2de98dd75.jpg" alt="" width="450" height="200" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Giustizia o vendetta?</em></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7008/6688852219_92d658cffd.jpg" alt="" width="446" height="70" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Tomas Milian: Giulio Sacchi</strong></em><br />
<em><strong> Anita Strindberg: Jole Tucci</strong></em><br />
<em><strong> Laura Belli: Marilù Porrino</strong></em><br />
<em><strong> Guido Alberti: commendator Porrino</strong></em><br />
<em><strong> Lorenzo Piani: Gianni</strong></em><br />
<em><strong> Henry Silva: commissario Walter Grandi</strong></em><br />
<em><strong> Mario Piave: agente di polizia</strong></em><br />
<em><strong> Gino Santercole: Vittorio</strong></em><br />
<em><strong> Ray Lovelock: Carmine</strong></em><br />
<em><strong> Luciano Catenacci Ugo Maione</strong></em><br />
<em><strong> Francesco D&#8217;Adda: Romano</strong></em><br />
<em><strong> Rosita Toros: Marta</strong></em><br />
<em><strong> Annie Carol Edel: sua amica</strong></em><br />
<em><strong> Pippo Starnazza: papà</strong></em><br />
<em><strong> Nello Pazzafini: cliente del bar</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_c728b108-b142-2094-1536-d6b7c75a3a42.gif" alt="" width="450" height="190" /></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7004/6688852307_ff0642cc28.jpg" alt="" width="448" height="67" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong> Regia Umberto Lenzi</strong></em><br />
<em><strong> Sceneggiatura Ernesto Gastaldi</strong></em><br />
<em><strong> Fotografia Federico Zanni</strong></em><br />
<em><strong> Montaggio Daniele Alabisio</strong></em><br />
<em><strong> Effetti speciali Giuseppe Carozza</strong></em><br />
<em><strong> Musiche Ennio Morricone</strong></em><br />
<em><strong> Tema musicale Rapimento</strong></em><br />
<em><strong> Costumi Luciano Sagoni</strong></em><br />
<em><strong> Trucco Fausto De Lisio</strong></em></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://gickr.com/results3/anim_e976a4df-64d5-ab54-618a-bf19ce91192e.gif" alt="" width="450" height="210" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7155/6688852389_d36d86a1fa.jpg" alt="" width="448" height="67" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7018/6688852039_1d93b4f4f7.jpg" alt="" width="300" height="215" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7144/6688851965_31b99739a9.jpg" alt="" width="350" height="500" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7168/6688851613_31a8782435.jpg" alt="" width="350" height="492" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7167/6688851409_8840e74790.jpg" alt="" width="300" height="297" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/filmscoop.wordpress.com/7484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/filmscoop.wordpress.com/7484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/filmscoop.wordpress.com/7484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/filmscoop.wordpress.com/7484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/filmscoop.wordpress.com/7484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/filmscoop.wordpress.com/7484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/filmscoop.wordpress.com/7484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/filmscoop.wordpress.com/7484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/filmscoop.wordpress.com/7484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/filmscoop.wordpress.com/7484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/filmscoop.wordpress.com/7484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/filmscoop.wordpress.com/7484/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/filmscoop.wordpress.com/7484/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/filmscoop.wordpress.com/7484/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7484&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Supervixens</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 09:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paultemplar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Erotico]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Napier]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Pitts]]></category>
		<category><![CDATA[Haji]]></category>
		<category><![CDATA[Shari Eubank]]></category>
		<category><![CDATA[Supervixens]]></category>
		<category><![CDATA[Uschi Digard]]></category>

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		<description><![CDATA[Supervixens è un cartoon, un film violento, è un film sexploitation ma è anche un&#8217;esplosione di colori e musica. Russ Meyer lo gira nel 1975, usando un basso budget ma introducendo una novità assoluta nel film, ben sette donne che aumentano a dismisura il tasso erotico della pellicola sopratutto per la inevitabile scelta del regista [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=filmscoop.wordpress.com&amp;blog=3365240&amp;post=7471&amp;subd=filmscoop&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7023/6683474795_8642c7fcb2.jpg" alt="" width="338" height="500" /></p>
<p><strong>Supervixens</strong> è un cartoon, un film violento, è un film sexploitation ma è anche un&#8217;esplosione di colori e musica.<br />
Russ Meyer lo gira nel 1975, usando un basso budget ma introducendo una novità assoluta nel film, ben sette donne che aumentano a dismisura il tasso erotico della pellicola sopratutto per la inevitabile scelta del regista di utilizzare donne molto, molto in carne.<br />
Il regista americano, fermo da tre anni dopo l&#8217;audace esperimento di <em>Carne cruda</em>, un film fuori dai suoi canoni, costruisce quello che diverrà un autentico cult, apprezzato anche da tantissimi dei suoi denigratori che hanno sempre guardato in modo torvo al suo cinema eccessivo, eroticamente portato all&#8217;eccesso e politicamente scorretto.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7161/6683474303_fb23b5e273.jpg" alt="" width="450" height="245" /><br />
Meyer prende qualcosa quà e là, saccheggiando i cartoon (memorabile il finale alla Vil Coyote e la scritta That&#8217;s all folks mutuata dai Looney Tunes) con citazioni per il nazismo, come nel caso di Martin Bormann, nome affibbiato al gestore della pompa di benzina o anche per Harry la carogna-Eastwood per i nomi dei due protagonisti, Clint ed Harry.<br />
Un film che sembra un autentico parco dei divertimenti, con situazioni folli e surreali, omicidi e avventure di sesso che confluiscono alla fine in un prodotto comico e grottesco, che è al tempo stesso irriverente e beffardo.<br />
Che il film cerchi ad ogni costo il colpo ad effetto appare chiaro dopo poche scene; sono appena state introdotte le prime due figure, quella del benzinaio Clint e della sua moglie rompiballe Super Angelica che assistiamo al primo colpo di coda. Clint, stanco della moglie litiga furiosamente ma lei per tutta risposta gli distrugge il furgone e lo caccia di casa. Alla stazione di servizio arriva il poliziotto Harry, chiamato da un vicino, che per prima cosa tenta di portarsi a letto Super Angelica.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7023/6683474239_32104d2cf7.jpg" alt="" width="450" height="241" /><br />
Ma l&#8217;uomo è palesemente impotente così deve beccarsi gli sfottò della donna; lui, per tutta risposta la getta in una vasca e la uccide a calci.<br />
Ma come in un cartoon ecco che Super Angelica riemerge dalla vasca così Harry per togliersela dai piedi getta nella vasca una radio, facendola morire fulminata.<br />
Inizia così la caccia di Harry a Clint, che si è rifugiato in un bar dove è diventato l&#8217;oggetto del desiderio della procace cameriera SuperHaji; respinta la corte della donna, Clint viene anche accusato dell&#8217;assassinio della moglie.<br />
La fuga di Clint riprende, con situazioni paradossali ad ogni angolo, fra donne con seni enormi che tentano di sedurlo e mariti gelosi, padri gelosissimi e ladri in agguato.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7003/6683474011_555a49c4b0.jpg" alt="" width="450" height="245" /><br />
Clint viene quindi ferito, derubato e picchiato fino a quando non conosce Supervixen, una ragazza che sembra la reincarnazione della defunta moglie Super Angelica.<br />
Raggiunto da Harry, Clint dovrà difendere la sua nuova vita in un convulso e parossistico finale, durante il quale dapprima Harry tenta di uccidere Supervixen infilandole un candelotto di dinamite fra le gambe e poi tentando di ucciderli assieme legandoli e infilando un candelotto di dinamite nel posteriore di Clint.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7170/6683473941_396be004ab.jpg" alt="" width="449" height="242" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Uschi Digard</strong></p>
<p>Le cose andranno diversamente&#8230;<br />
Preso come un vero e proprio divertissement, <strong>Supervixens</strong> non tradisce le attese grazie al suo ritmo sfrenato e alla quantità di gag inserite dal regista americano nella sceneggiatura; a fare da contorno le grazie abbondantissime di Uschi Digard (Supersoul, ribattezzata Tetta nella versione tradotta in italiano), di Shari Eubank (Super Angelica e Supervixen) oltre che di Christy Hartburg, Sharon Kelly, Deborah McGuire, Haji.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7165/6683473743_dedeee4883.jpg" alt="" width="450" height="239" /></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7018/6683473651_11842bf9c3.jpg" alt="" width="450" height="245" /><br />
Un film scatenato e un pò folle, che ottenne un grandissimo successo tanto da incassare ben 16 milioni di dollari a fronte di un investimento di circa 100.000 dollari che divennero 400.000 secondo Meyer solo per impressionare i tanti critici che il regista aveva, e che a dire del regista non amavano le produzioni low budget.<br />
Del resto nel film la scenografia è ridotta all&#8217;osso.<br />
A farla da padrone sono i deserti, le stazioni di servizio e gli enormi seni delle protagoniste, come quelli di Shari Eubank che però dopo questo film venne completamente dimenticata dal cinema o come quelli della splendida attrice svedese Uschi Digard che aveva lavorato già con Meyer e che in seguito si specializzò in film pornografici.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7166/6683473593_5b8382f409.jpg" alt="" width="450" height="242" /><br />
Altra starlette del film è Baby Girl Downes conosciuta come Haji che interpretò quattro film con Meyer lavorando successivamente in una decina di pellicole.<br />
Meyer quindi si diverte e diverte, introducendo elementi surreali presi dai cartoon e lanciando in qualche modo una moda che diverrà operativa almeno un ventennio dopo; suo il merito di aver scelto per il ruolo dell&#8217;impotente e sadico Harry l&#8217;attore Charles Napier, che lo ripagò con una prestazione superlativa tanto da far dire allo stesso Meyer che &#8220;<em>Senza Napier il film non avrebbe mai avuto lo stesso successo, ne sono sicuro, nonostante le grandi tette e le sette ragazze</em>.&#8221;</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7031/6683473515_ae5429cb78.jpg" alt="" width="450" height="245" /><br />
L&#8217;attore, morto a ottobre del 2011, ebbe una carriera tutto sommato lusinghiera, lavorando per qualche anno in Italia (interpretò <em>Camping del terrore di Ruggero Deodato (1986), Alien degli abissi di Antonio Margheriti (1989), Sulle tracce del condor di Sergio Martino (1990) e Obiettivo poliziotto (Cop Target), regia di Umberto Lenzi (1990</em>) grazie anche alla fama ricavata da questo film; aveva lavorato già in passato con Meyer in <em>Cherry, Harry &amp; Raquel</em> film nel quale era comparso completamente nudo.<br />
<strong>Supervixens</strong> è in definitiva un prodotto erotico ma di classe, permeato da un erotismo solare e ridanciano come del resto lo erano stati in passato altri film del regista americano.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7011/6683473451_96bb977ec1.jpg" alt="" width="450" height="245" /></p>
<p><strong>Supervixens</strong><br />
Un film di <strong>Russ Meyer</strong>. Con <strong>Charles Napier, Shari Eubank, Charles Pitts, Uschi Digard, Haji</strong>,Henri Rowlands,Christy Hartburg,Sharon Kelly,Deborah McGuire-Commedia erotica, durata 105 min. &#8211; USA 1975</p>
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<p style="text-align:center;"><em><strong>Shari Eubank: SuperAngelica/SuperVixen</strong></em><br />
<em><strong> Charles Napier: Harry Sledge</strong></em><br />
<em><strong> Charles Pitts: Clint Ramsey</strong></em><br />
<em><strong> Uschi Digard: SuperSoul</strong></em><br />
<em><strong> Henri Rowlands: Martin Boorman</strong></em><br />
<em><strong> Christy Hartburg: SuperLorna</strong></em><br />
<em><strong> Stuart Lancaster: Lute</strong></em><br />
<em><strong> Sharon Kelly: SuperCherry</strong></em><br />
<em><strong> Deborah McGuire: SuperEula</strong></em><br />
<em><strong> Glenn Dixon: Luther</strong></em><br />
<em><strong> Haji: SuperHaji/Gina</strong></em><br />
<em><strong> Big Jack Provan: sceriffo</strong></em><br />
<em><strong> Garth Pillsbury: pescatore</strong></em><br />
<em><strong> Ann Marie: moglie del pescatore/donna con il bikini rosa</strong></em><br />
<em><strong> Ron Sheridan: poliziotto</strong></em><br />
<em><strong> John Lawrence: dottor Scholl</strong></em><br />
<em><strong> R. Rufus Owens: Rufus</strong></em><br />
<em><strong> John Furlong: commentatore della CBS</strong></em><br />
<em><strong> Paul Fox: ladro</strong></em><br />
<em><strong> John Steen: pilota</strong></em><br />
<em><strong> Russ Meyer: proprietario del motel</strong></em><br />
<em><strong> Stan Berkovitz: autista</strong></em><br />
<em><strong> Richard Brummer: camionista</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7149/6683475515_7012f6b3d9.jpg" alt="" width="449" height="77" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Regia Russ Meyer</strong></em><br />
<em><strong> Soggetto Russ Meyer</strong></em><br />
<em><strong> Sceneggiatura Russ Meyer</strong></em><br />
<em><strong> Produttore Russ Meyer, James Ryan</strong></em><br />
<em><strong> Casa di produzione RM Films International</strong></em><br />
<em><strong> Fotografia Russ Meyer</strong></em><br />
<em><strong> Montaggio Russ Meyer</strong></em><br />
<em><strong> Musiche William Loose, Danny Darst</strong></em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7149/6683474975_e5611a666a.jpg" alt="" width="350" height="493" /></p>
<p><em>Shari Eubank è la &#8220;tettona&#8221; soprannominata Superclito (!), moglie del fessacchiotto Clint (Charles Pitts), marito dall&#8217;aspetto di tontolone, ma circondato da donne che le piovono addosso con i loro abbondanti seni. La SuperVixen dal clitoride facile viene presa di &#8220;mira&#8221; dal poliziotto Harry (Charles Napier), che l&#8217;affronterà in un finale cartoonistico, mèmore dei prodotti Loooney Tunes (Silvestro e Willy Coyote su tutti). Incredibile divertissement, girato a mò di metacinema (nel finale Meyers appare dietro le rocce con cinepresa!). Piccante.</em></p>
<p><em></em><br />
<em> Trucissimo poliziotto tenta ripetutamente di accoppiarsi con vicina tettona. Esacerbato dall&#8217;insuccesso dovuto a sue disfunzioni, la uccide e scarica la colpa sul di lei marito, che fugge&#8230; Delirio di Russ Meyer, fra poppe extralarge, falli (fintissimi) elefantiaci, iper-violenza (la sequenza dell&#8217;uccisione della bellona è incredibile) e vari altri eccessi. Cinema in acido, una sorta di quintessenza del drive-in movie, un po&#8217; tirato per le lunghe. Il cattivo è Charles Napier, valoroso caratterista del cinema USA.</em></p>
<p><em></em><br />
<em> Fumettistico, surreale, sessuomane: enchiridio del pensiero e dell’estetica di Meyer, che in un pirotecnico montaggio ripropone i suoi casolari ai margini del deserto ove si scatenano eroine dai seni XXXL per sfidare o sottomettere &#8211; al ritmo di musiche diffuse diegeticamente da radio e dischi &#8211; uomini tonti, gelosi, folli o impotenti. L’esplosivo gran finale cita sia Motorpsycho! che i cartoni animati di Willy Coyote. Superlativo Napier, in una delle sue interpretazioni più caratterizzanti di poliziotto rude, violento e guerrafondaio; doppio ruolo “super” per la Eubank.</em><br />
<em> Divertente e &#8220;porcello&#8221; come molti film di Meyer, può contare anche su un gran ritmo, altra caratteristica tipica dei film del regista. Stile da fumetto ma anche da cartoon (c&#8217;è più di qualche reminiscenza di Willy e Beep-beep), ottimi il montaggio e la fotografia (dello stesso Meyer) e poi ci sono tante figliole belle e polpose da stropicciarsi gli occhi. Come sempre anche gli ambienti hanno importanza nei film di Russ. Mandate il cervello in vacanza e godetevelo.</em></p>
<p><em></em><br />
<em> Forse il film che meglio sintetizza il cinema di Russ Meyer: attrici prosperose, volti maschili tipicamente da b-movies (inespressivi ma caratteristici), comicità surreale e fumettistica, scene erotiche comicamente eccessive, trama sconnessa e ripetitiva, regia semplice ed effettistica, montaggio veloce, ambientazioni che più americane non si potrebbe (il lontano ovest rappresentato nella sua essenza), frecciate antimilitariste. Senza dubbio un filmetto, per giunta dalla durata eccessiva, ma viste le premesse sarebbe un peccato perderselo.</em></p>
<p><em></em><br />
<em> Meyer ha ormai scelto di dare un risvolto più frivolo alle sue storie, ma il mestiere è sempre buono. Il film si lascia vedere e certe scene con la Eubank e la Digard sono intriganti. Sempre presente il giusto tasso di follia (si veda la fine di Clito) anche se il finale a mo&#8217; di fumetto mi pare esagerato.</em></p>
<p><em></em><br />
<em> Lo stile di Meyer è ormai entrato di diritto nella storia del cinema e questo film è probabilmente tra i suoi più riusciti. Definirlo un film erotico sarebbe riduttivo. Meyer mette in scena un campionario di follie assortite dal ritmo cartoonesco, dove persino le sequenze sleazy con protagoniste le solite maggiorate non possono esser prese troppo sul serio. Per non parlare delle esplosioni di violenza inaspettate, i dialoghi incredibili (volgarissimi nel doppiaggio italiano), le corse in dune-buggy, le location da Willy il Coyote&#8230; Delirante!</em></p>
<p><em></em><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7152/6683474473_94cfcc7533.jpg" alt="" width="350" height="260" /><br />
<em> Quando vidi questo film per la prima volta in un cinema della provincia savonese (nel 1978), poco conoscevo del porno-soft &#8220;comico&#8221; (non ricordo proprio se all&#8217;epoca avevo già scoperto Flesh Gordon e la serie danese dei &#8220;Tegn&#8221;). Comunque, mi divertì molto e in seguito cercai di trovare atri Meyer, che però &#8211; escludendo l&#8217;inedito &#8220;Cherry, Harry and Raquel&#8221; del 1970 &#8211; non mi fecero lo stesso effetto (forse perché non ero più un ragazzino&#8230;). Senz&#8217;altro un cult-movie della mia adolescenza.</em></p>
<p><em></em><br />
<em> La parola &#8220;super&#8221; racchiude tutte le componenti di questo sorprendente film erotico. Russ Meyer, dopo il provocante Vixen, eleva al superlativo i temi a lui cari e ci mostra una figura femminile che rappresenta l’apice dell’eccesso. Non solo nelle forme, sempre più super-abbondanti, o nei nomi (SuperAngelica, SuperLorna), ma anche nella bramosia super-vorace. Gli uomini al confronto diventano semplici figurine di contorno. Assicura un ritmo elevatissimo, belle sequenze on the road e momenti di suspence (con un gustoso momento splatter). Cult.</em></p>
<p><em></em><br />
<em> Il più surrealista tra i film di Meyer. Sarà esagerato, ma ci vedo anticipate alcune suggestioni del lynchiano Strade perdute. Un viaggio folle e lisergico in un&#8217;America provinciale piena di insidie e popolata di fameliche maggiorate. Sesso fumettistico si mescola a umorismo surreale e brutali esplosioni di violenza in maniera più che mai libera. Per tutti gli amanti delle grandi tette, è una vera festa, potendo contare su un cast tra i più clamorosi mai visti in un film di Russ Meyer. Divertente ma a tratti veramente enigmatico.</em></p>
<p><em></em><br />
<em> Secondo episodio erotico/pop di Russ Meyer, un prodotto frivolo e grottesco, molto meno serio nelle tematiche rispetto a Vixen ma con un abbondante repertorio di seni prosperosi. Le scenette si fanno leggermente un po&#8217; più hot e anche la violenza si ritaglia un posticino nel film. Godibile.</em></p>
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<p style="text-align:center;"><em>Lobby card del film</em></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7155/6683475077_8625b8b86b.jpg" alt="" width="300" height="451" /></p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Shari Eubank</strong></em></p>
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