Justine, ovvero le disavventure della virtù

Gennaio 24, 2009

Mentre è rinchiuso in carcere, il marchese Geremy Donatien De Sade (Klaus Kinskj), si dedica alla scrittura di un romanzo, Justine e Juliette.

Le protagoniste sono due sorelle molto diverse tra di loro; mentre Juliette è libertina e dai costumi facili, Justine è una ragazza morigerata e dalle ferme virtù. Un giorno restano orfane, e sono costrette ad andar via dal collegio in cui vivevano.

Mentre Juliette trova immediatamente la sua strada, andando a lavorare in un postribolo, per Justine l’unica strada percorribile è quella della domestica.

Ma nella casa dove va a vivere, il padrone si incapriccia di lei, e poichè non vuol cedere alle sue avance, la ragazza viene ingiustamente accusata di furto, imprigionata e condannata a morte. Grazie alla  Debois, una ladra famosissima che la prende in simpatia, evade dal carcere e segue la sua nuova protettrice a casa sua.

Dove ben presto diventa la preda ambita dei compagni di ventura della donna; qui Justine conosce il timido Raymond, un pittore, e si innamora di lui. L’uomo la strappa dai delinquenti e la porta a vivere con se; ma ben presto le guardie reali scoprono il suo nascondiglio, e lei fugge per andare a trovare rifugio da un nobile, il marchese di Bressac.

L’uomo, che ha in mente di uccidere la moglie, la mette al corrente delle sue intenzioni. Dopo aver commesso l’assassinio, Bressac decide di liberarsi di Justine, non prima di averla marchiata con l’infamante M, che distingueva i criminali dalla gente per bene. Ancora una volta Justine fugge, e questa volta trova rifugio in un convento.

Ma il convento è abitato da una masnada di monaci violenti, sadici e dediti ai piaceri della carne. All’interno dello stesso, infatti, altre ragazze sono costrette a soddisfare le voglie oscene dei prelati. Un incendio permette a Justine di fuggire, ma questa volta il nemico è la sua vecchia protettrice, la Dubois, che la costringe ad esibirsi in un circo, nuda. Alla vista dell’infamante M., il pubblico la indica come assassina, e per Justine sarebbe finita se in quel momento non passasse sua sorella Juliette………….

Diretto da Jesus Franco, il film, aldilà delle nudità generose di una giovane Romina Power, si segnala per l’ambientazione, per i costumi e per il cast, di alto livello, nel quale spiccano Terence Stamp, la Koscina, Kinsky, Rosalba Neri e Rosemary Dexter.Le musiche sono di Bruno Nicolai.

Giudizio:ValutazioneValutazione Valutazione

* Romina Power: Justine
* Klaus Kinski: Marchese de Sade
* Maria Rohm: Juliette
* Jack Palance: Fratello Antonello
* Akim Tamiroff: Mr. de Harpin
* Howard Vernon: Fratello Clement
* Horst Frank: Marchese de Bressac
* Harald Leipnitz: Raymond
* Sylva Koscina: Marchesa de Bressac
* Mercedes McCambridge: la Dubois
* Rosalba Neri: Florette
* José Manuel Martín: Victor
* Gérard Tichy: il Conte
* Carmen del Rio: Mme de Buisson
* Rosemary Dexter: Claudine
* Gustavo Re: Mr. Desroches
* Serena Vergano: una prigioniera
* Jesús Franco: un ciarlatano
* Claudia Gravi: Olivia
* Luis Ciges: Rudolf
* Oscar Angel Petit: Jasmin
* Mike Brandel: Pierre


Angelica alla corte del Re

Maggio 19, 2008

Nel primo film della serie dedicata ad Angelica de Sancé  de Monteloup, intitolato Angelica marchesa degli angeli,abbiamo lasciato l’eroina creata da Anne e Serge Golon alla corte dei miracoli, dove si è rifugiata in seguito alla condanna al rogo di suo marito Joffrey de Peyrac. La donna ben presto, grazie al suo carisma, alla sua bellezza, diventa in qualche modo la regina dei clochard e dei disperati di Parigi, che popolano il sottosuolo della città. Ma anche tra gli straccioni esistono rivalità e invidie: così la donna si trova tra due fuochi, stretta tra lotte intestine a due fazioni rivali.

Nel corso della battaglia finale, Nicola, il suo primo amore, colui che le ha ridato una speranza, muore, mentre i figli di Angelica vengono catturati. La donna, caparbiamente, riesce a riottenere i suoi figli, e inizia a progettare un modo per poter riottenere la nobiltà perduta, il suo titolo e il posto che le spetta di diritto in società. Stabilitasi in una taverna, grazie all’intuizione di somministrare ai suoi avventori la cioccolata, praticamente sconosciuta in Francia, ridiventa ricca; ma i nobili, gelosi del suo successo, le incendiano la taverna, uccidendo uno dei suoi figli.

Angelica, disperata, decide di ricorrere ad un mezzo estremo per denunciare il misfatto: con l’aiuto di un giovane poeta, scrive dei libelli graffianti e ironici, denigrando la nobiltà e sopratutto gli autori del criminale gesto.
Ma ancora una volta il destino si prende beffe di Angelica: il giovane poeta rimane ucciso e solo per un caso riuscirà ad arrivare a corte, dove ben presto, con il suo charme e il suo savoir faire, diventerà la protetta del re Sole, Luigi XIV. Ora Angelica è ricca, ma vuole ancora di più: tornare ad essere una nobile. Perciò cerca di farsi sposare da Filippo de Plessis-Belliere, suo cugino, del quale è a conoscenza di un segreto terribile…..

Angelica alla corte del re, seguito del primo episodio della serie, Angelica marchesa degli angeli, è diretto da Bernard Borderie, che nel 1965 riprende le avventure della nobildonna francese creata dalla fantasia di Anne e Serge Golon; il ruolo è ovviamente affidato a Michelle Mercier, bellissima e affascinante come sempre. L’attrice francese, all’epoca del film ventiseienne, si cala per la seconda volta nel ruolo dell’affascinante Angelica, tratteggiandone al meglio il profilo di donna indomabile, avventurosa, che nemmeno il destino avverso riesce a piegare.

Un nutrito cast di ottimi attori fa da comprimario alle gesta di Angelica; troviamo Giuliano Gemma nel ruolo di Nicola ( o Nicolas, come è chiamato nel romanzo il re degli straccioni della Corte dei Miracoli), Jean Rochefort in quello di Desgrez, l’ufficiale della polizia francese che diventerà in pratica l’unico vero amico della donna, segretamente innamorato di lei; Jean-Louis Trintignant nel ruolo di Claude le Petit,Claude Giraud in quello di Philippe de Plessis-Bellières, dapprima sprezzante con la cugina, accusata di essere una cioccolataia, in seguito succube di quella donna così bella e ostinata, tanto da farla ridiventare nobile sposandola;

Robert Hoffman, nei panni del Cavaliere di Lorena, Jaques Toya in quelli del re Sole, Luigi XIV, in parti minori Rosalba Neri e Claire Mauirier.
Il fascino del film c’è tutto, c’è avventura, romanticismo, vendetta, i classici ingredienti del cappa e spada; ma Angelica alla corte del re non è un cappa e spada qualsiasi, è un film che avvince grazie ai continui colpi di scena, alla trama che, anche se dilatata, riesce sempre a coinvolgere. Difatti ancora oggi, a distanza di 45 anni dalla sua prima proiezione, il film continua a riscuotere un lusinghiero successo presso il pubblico, cosa riservata a davvero pochissimi esempi di film di questo genere.

Angelica alla corte del re, un film di Bernard Borderie. Con Michèlle Mercier, Robert Hossein, Jean Rochefort, Jacques Toja, Sami Frey.Estella Blain, Fred Williams, Pasquale Martino, Jean Paredes, René Lefèvre, Michel Galabru, Philippe Lemaire, Ann Smyrner, Carol Le Besque, Michel Thomass
Titolo originale Angélique et le Roy. Avventura,  durata 107 min. – Francia 1965.

Michèle Mercier: Angélique de Peyrac
Claude Giraud: Philippe de Plessis-Bellières
Jean Rochefort: Desgrez
Jean-Louis Trintignant: Claude le Petit
Giuliano Gemma: Nicolas
Claire Maurier: Ninon de Lenclos
Ernst Schröder: Il capitano du Châtelet
Charles Régnier: Conan Becker
Jacques Toja: Louis XIV
François Maistre: Prionce de Condé
Robert Porte: Monsieur
Denise Provence: Barbre
Noël Roquevert: Maître Bourjus, l’aubergiste
Rosalba Neri: La Polak
Elisabeth Ercy: Rosine
Patrick Lemaître: Flipot
Gino Marturano: Rodogone
Jacques Hilling: Molines
Henri Cogan: Cul-de-Bois
Serge Marquand: Jactance
Nadia Barentin: Jacqueline
Pietro Tordi: Le grand Coërse
Michael Münzer: Beau-Garçon
Robert Hoffmann: Chevalier de Lorraine
Malka Ribowska: La Brinvilliers
Le Nain Roberto: Barcarolle
Dominique Viriot: Linot

Regia:     Bernard Borderie
Soggetto:     Anne & Serge Golon
Sceneggiatura:     Claude Brulé, Bernard Borderie, Francis Cosne e Daniel Boulanger
Produttore:     Francis Cosne e Raymond Borderie
Casa di produzione:     Films Borderie
Fotografia:     Henri Persin
Montaggio:     Christian Gaudin
Musiche:     Michel Magne
Scenografia:     René Moulaert
Costumi:     Rosine Delamare


Angelica (Marchesa degli angeli)

Maggio 15, 2008

Angélique de Sancé il de Monteloup,(da noi semplicemente Angelica) è una splendida ragazza che vive nella Francia del Re Sole,Luigi XIV;libera,intelligente e poco propensa alla disciplina,viene inviata da suo padre in casa del cugino,dove,involontariamente,ascolta una conversazione tra persone che complottano contro la vita di Luigi XIV.La ragazza ruba la fiala del veleno che i congiurati avrebbero dovuto utilizzare,il principe di Condè,uno dei congiuati,fa in modo che la ragazza venga inviata in un convento,per metterla a tacere.

Angelica resta in convento 4 anni,ed esce solo perchè il padre ha deciso di darla in moglie al ricco e nobile Joffrey de Peyrac,dl quale Angelica sa soltanto che è molto più vecchio di lei,che è zoppo e che ha il volto deturpato da una cicatrice;la ragazza,disperata,si concede al suo unico amore,Nicola,ma viene sorpresa dal padre.

Così Angelica arriva a casa di De Peyrac,dove scopre che l’uomo che sta per sposare ha effettivamente i difetti fisici vociferati,ma che è anche una persona dal cuore gentile,pieno di premure per la sua bellissima sposa,e che è un uomo istruito e intelligente.

Un uomo che non esita a dare asilo ad un innocente ricercato dall’inquisizione;Angelica,così,scopre di amare il marito e l’unione tra i due è allietata dalla nascita di un figlio.

Ma il destino è in agguato:il re Luigi XIV,durante la sua visita al castello di Joffrey,si invaghisce di Angelica;da quel momento per suo marito la vita si farà difficile,fino al giorno in cui De Peyrac viene arrestato con l’accusa di essere un eretico ed uno stregone;inutilmente la donna tenta di convincere il re a liberare suo marito.

Che viene invece condannato a morte;Angelica,che ha avuto il secondo figlio,affida i suoi bambini alla sorella,e si rifugia nella Corte dei miracoli,dove incontra il suo vecchio amore,Nicola. L’uomo chiede ad Angelica di stringere un patto;la liberazione del marito in cambio della promessa di andare a vivere tutti e due in America. Angelica accetta,ma Nicola e i suoi arrivano troppo tardi in piazza De Greves;De Peyrac è bruciato sul rogo.

Angelica,disperata,decide di rimanere a vivere nella corte dei miracoli,e cambia il suo nome in Marchesa degli Angeli.

Tratte dai romanzi della coppia Anne e Serge Golon,le avventure della meravigliosa Angelica,com’era chiamata in Francia,altro non sono che un feuilleton di discreto livello. Il cinema si impossessò del suo personaggio,e grazie alla bellezza di Michele Mercier ne fece un personaggio conosciuto in tutto il mondo. Lei,la bellissima Mercier,interpretò anche i 4 film successivi,che restarono comunque di buon livello,grazie alla sapiente scelta di costumi e location,davvero ottimi,e sopratutto grazie anche al binomio amore/vendetta,un’accoppiata che al cinema paga sempre.


Un film di Bernard Borderie. Con Philippe Lemaire, Robert Hossein, Giuliano Gemma, Michèlle Mercier, Rosalba Neri, Jean Rochefort, Claude Giraud. Genere Avventura, colore 105 minuti. – Produzione Francia 1964.

De Vardès     Philippe Lemaire
Nicolas Merlot     Giuliano Gemma
François Desgrez     Jean Rochefort
Joffrey de Peyrac    Robert Hossein
Angélique Sancé de Monteloup     Michèle Mercier
Bernard d’Andijos     Bernard Woringer
Maître Bourié     Jean Topart
Il principe di condè de Condé     François Maistre
Jactance     Serge Marquand
Louis XIV     Jacques Toja
Philippe de Plessis-Bellières     Claude Giraud
L’arcivescovo di Toulouse    Jacques Castelot
Carmencita     Geneviève Fontanel
La Polak     Rosalba Neri
Le chevalier de Lorraine    Robert Hoffmann
Procureur Fallot     Yves Barsacq
Cul-de-bois     Henri Cogan
Barbe     Denise Provence
Margot     Noëlle Noblecourt



Cleopatra

Maggio 12, 2008

La lotta per il potere tra Caio Giulio Cesare e Pompeo è ormai alla fine;Cesare affronta nell’ultima battaglia il rivale,lo sconfigge e lo insegue per i mari,fino in Egitto,dove Pompeo chiede aiuto a Tolomeo XIV,fratello di Cleopatra,con la quale è in lotta per il trono d’Egitto.

Per inimicarsi il vincitore,Tolomeo fa uccidere e decapitare Pompeo,ma Cesare,inorridito,e soprattutto per dare una lezione a chiunque avesse attentato alla vita di un romano,decide di mettere sul trono d’Egitto la bellissima Cleopatra.

Rex Harrison è Giulio Cesare

Il fascino della donna,le sue arti di seduzione,vincono ben presto il cuore del condottiero romano,e i due diventano amanti,tanto che dalla loro unione nasce un figlio,Cesarione. Cesare porta con se la regina a Roma,dove però viene ucciso da una congiura organizzata dal figliastro Bruto,in collaborazione con Cassio.

Ad Antonio,generale romano,viene affidato l’incarico di inseguire i due fuggitivi;Antonio arriva in Egitto,e anche lui si innamora della bellissima Cleopatra,che nel frattempo è ritornata nel suo paese.

Elizabeth Taylor è Cleopatra

La passione tra i due sfocia inevitabilmente in una congiura di corridoio a Roma,dove Antonio viene visto come un nemico della patria,avendo scelto di restare in Egitto con la sua amante. E’ l’erede di Cesare,Ottaviano,che ad Azio sconfigge le poche legioni fedeli a Antonio e a Cleopatra,che,perduti,decidono di darsi la morte. Polpettone storico in stile peplum,Cleopatra costò una cifra spropositata,e il non felice esito ai botteghini mandò quasi in rovina la 20th Century Fox,che aveva investito moltissimo nel titanico lavoro di Mankievitz;Cleopatra venne girato negli studi di Cinecittà,a Roma,con uno sfarzo imponente,ma con scarsa aderenza storica.

Tutto appare troppo grande,dalla profusione dei costumi fino alla bellezza davvero eccessiva di Cleopatra,della quale,storicamente,si elogiava solo la cultura e il fascino,doti che potrebbero appartenere anche ad una donna non bella.

Il film portò comunque alle stelle la notorietà di Elizabeth Taylor,assolutamente inarrivabile nella sua straordinaria bellezza,e si trasformò in una miniera di gossip per anni,grazie allo sbocciare della storia d’amore tra Liz e Richard Burton,l’Antonio del film.

In pratica Cleopatra fu uno degli insuccessi più clamorosi della storiia del cinema;i motivi sono da ricercare probabilmente nello scarso fascino che esercitò il film sulle platee mondiali,unito probabilmente all’eccessiva lunghezza dello stesso.

Cleopatra, un film di Joseph L. Mankiewicz. Con Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rex Harrison, Hume Cronyn, George Cole, Pamela Brown, Roddy McDowall. Genere Storico, colore 243 minuti. – Produzione USA 1963.

Elizabeth Taylor: Cleopatra
Richard Burton: Antonio
Rex Harrison: Giulio Cesare
Pamela Brown: High Priestess
George Cole: Flavio
Hume Cronyn: Sosigene
Cesare Danova: Apollodoro
Kenneth Haigh: Bruto
Andrew Keir: Agrippa
Martin Landau: Rufio
Roddy McDowall: Ottaviano – Cesare Augusto
Robert Stephens: Germanico
Francesca Annis: Eiras, Cleopatra’s handmaiden
Gregoire Aslan: Potino
Martin Benson: Ramos
Herbert Berghof: Teodoto
John Cairney: Febo
Jacqui Chan: Lotos, royal taster
Isabelle Cooley: Charmian
John Doucette: Achilla
Andrew Faulds: Canidio
Michael Gwynn: Cimber
Michael Hordern: Cicerone
John Hoyt: Cassio
Marne Maitland: Euphranor
Carroll O’Connor: Casca
Richard O’Sullivan: Faraone Tolomeo XIII
Gwen Watford: Calpurnia
Douglas Wilmer: Decimo

Regia:     Joseph L. Mankiewicz
Soggetto:     Carlo Mario Franzero
Sceneggiatura:     Joseph L. Mankiewicz, Ranald MacDougall, Sidney Buchman
Fotografia:     Leon Shamroy
Montaggio:     Dorothy Spencer
Effetti speciali:
Musiche:     Alex North
Scenografia:     Herman Blumenthal, Hilyard Brown, John de Cuir, Boris Juraga, Maurice Pelling, Jack Martin Smith, Elven Webb, Paul S. Fox, Ray Moyer, Walter M. Scott


Le crociate

Maggio 3, 2008

Baliano è un fabbro che vive in un piccolo paese della Francia;un giorno muore sua moglie e lui scopre che un sacerdote del villaggio ha profanato il suo corpo essendo morta suicida. Lo uccide,e da quel momento diventa un ricercato. Ma per sua fortuna sulle sue tracce c’è suo padre,Goffredo di Ibelin,che gi consiglia,per guadagnarsi il perdono,di diventare crociato,partecipando alla difesa di Gerusalemme.


Baliano accetta,proprio mentre un gruppo di soldati attacca il gruppo di Goffredo,che rimane gravemente ferito. Baliano e i sopravissuti si recano in Puglia,dove si imbarcano per la terra santa;ma durante il viaggio la nave sulla quale è Baliano affonda;il giovane riesce miracolosamente a salvarsi e si inoltra nel deserto,dove uccide,in leale combattimento,un arabo,risparmiando la vita al suo servitore,che in realtà è il braccio destro del potente Saladino,il capo dell’esercito musulmano.


Baliano arriva a Gerusalemme,mentre suo padre,dopo avergli consegnato l’anello nobiliare,muore per le conseguenze delle ferite riportate nel combattimento. Il giovane adesso è un nobile,ma deve fare i conti con il potente Guido di Lusingano,che ha sposato la sorella de re lebbroso Baldovino IV,Sibilla. Nel frattempo,i continui attacchi dei cavalieri crociati alla popolazione araba dei dintorni di Gerusalemme,provocano una grave crisi;durante uno di essi,infatti, Reginaldo di Chatillon,crudele braccio destro di Guido,uccide senza motivo la sorella del Saladino.


Che muove all’attacco di Gerusalemme,fermato solo dal re,Baldovino,che promette di punire i colpevoli. Ma il re muore,e Guido di Lusingano,stoltamente,attacca le truppe del Saladino,che massacra l’esercito cristiano. Gerusalemme è ormai priva di difese,ma Baliano,che è riuscito a dotarla di buone difese,regge eroicamente all’assedio,aiutato da tutti gli uomini validi della città,consci che con la presa della città nessuno avrebbe avuto salva la vita.


Saladino,per non dissanguare ulteriormente le sue truppe,concede ai coraggiosi difensori l’onore delle armi,concedendo a tutti la vita,a patto di lasciare la città per sempre. Cosi’ Baliano,accompagnato da Sibilla,di cui si è innamorato,si imbarca per la Francia;ad attenderlo c’è la vecchia vita da maniscalco,in compagnia della donna amata.

Ridley Scott gira un film epico e abbastanza attendibile storicamente,pieno di splendide scene di battaglia,fra le quali va segnalata quella dell’assedio di Gerusalemme. Buon ritmo,splendida fotografia e soprattutto bei costumi. Ottime le prove degli attori,fra i quali si segnalano Orlando Bloom e Eva Green un’affascinante Sibilla.


Le crociate, un film di Ridley Scott. Con Orlando Bloom, Eva Green, Liam Neeson, Jeremy Irons, Jouko Ahola, Shane Attwooll, Tim Barlow, Christian Boeving, Marton Csokas, Samira Draa, Eriq Ebouaney, Khaled El Nabaoui, Jon Finch, Michael Fitzgerald, Brendan Gleeson, Ghassan Massoud, Kevin McKidd, Nasser Memarzia, Edward Norton, Michael Shaeffer, Michael Sheen, Alexander Siddig, David Thewlis, Ulrich Thomsen, Velibor Topic. Genere Drammatico, colore 145 minuti. – Produzione USA, Spagna, Gran Bretagna 2005. -

Nathalie Cox    …     La moglie di Baliano
Eriq Ebouaney    …     Firuz
Jouko Ahola    …     Odo
David Thewlis    …     Hospitaler
Liam Neeson    …     Godfrey de Ibelin
Orlando Bloom    …     Balian de Ibelin
Bronson Webb    …     Appredista

Nikolaj Coster-Waldau    …     Sceriffo del villaggio
Steven Robertson    …     Marito di Angelica
Marton Csokas    …     Guy di Lusignano
Alexander Siddig    …     Imad
Velibor Topic    …     Almaric
Michael Shaeffer    …     Giovane sergente
Eva Green    …     Sibylla
Brendan Gleeson    …     Reynald de Chatillon
Nasser Memarzia    …     Muslim Grandee
Jeremy Irons    …     Tiberias
Jon Finch    …     Jerusalem
Edward Norton    …     Re  Baldovino
Lotfi Yahya Jedidi    …     Il vecchio Ibelin
Samira Draa    …     Domestica di Sibylla
Ulrich Thomsen    …     Mestro dei templari
Matthew Rutherford    …     Cavaliere
Michael Fitzgerald    …     Humphrey
Ghassan Massoud    …     Saladino
Khaled Nabawy    …     Mullah
Karim Saleh    …     Messaggero dei saraceni
Shane Attwooll    …     Reginaldo cavaliere Templare
Giannina Facio    …     La sorella di saladino
Emilio Doorgasingh    Ingegnere Saraceno
Peter Cant    …     Ragazzo paesano
Angus Wright    …     Richard’s Knight
Iain Glen    …     Riccardo Cuor di leone

Regia:     Ridley Scott
Soggetto:
Sceneggiatura:     William Monahan
Produttore:     Ridley Scott
Casa di produzione:     20th Century Fox
Distribuzione (Italia):     Medusa Film
Fotografia:     John Mathieson
Musiche:     Harry Gregson-Williams

È una suicida: tagliale la testa. E riporta l’accetta.

Non do alcun credito alla religione. Sotto la parola religione ho visto la follia di fanatici di ogni denominazione venire chiamata “Volontà di Dio”, la santità sta nell’agire rettamente e nel coraggio da parte di coloro che non possono difendersi, la bontà, ciò che Dio desidera sta qui, secondo ciò che decidete di fare ogni giorno, sarete un uomo buono o no.

- Non abbiate timore innanzi ai vostri nemici. Siate impavidi e retti, cosicché Dio possa amarvi! Dite il vero anche se vi conduce alla morte! Salvaguardate gli indifesi. È il vostro giuramento! E questo affinché te ne ricordi. Sorga un cavaliere!… Sorga un cavaliere!
- Chi credete di essere? Pensate che fare di un uomo un cavaliere lo farebbe combattere meglio?
- Si!

Se Dio non ti ama, come hai potuto fare tutto quello che hai fatto?

Che uomo è un uomo che non rende il mondo migliore?

Sono quello che sono… qualcuno deve pur esserlo…

Come puoi essere all’Inferno se sei nei mio cuore?

Non abbiate timore innanzi ai vostri nemici, siate impavidi e retti così che Dio possa amarvi.dite il vero… anche se vi conduce alla morte, salvaguartdate gli indifesi, è il vostro giuramento. Sorga un cavaliere!

Siate senza paura di fronte al nemico;
Siate coraggiosi e giusti;
Proclamate la verità, anche a costo della vita.
Difendete gli oppressi e non piegatevi al male.
Questo è il vostro giuramento!!

A Dio non importa, e se gli dovesse importare, allora non è Dio

Amico, la tua fama sarà nota ai tuoi nemici prima ancora che tu li abbia conosciuti.

Chi conduce la resistenza?
Baliano di ibelin, mio signore.
Quello che tu hai lasciato in vita a Kerak?
Sì, lui… mi chiedevo se fosse stato meglio che tu lo uccidessi… non avrei dovuto avere te come re!







Il nome della rosa

Aprile 27, 2008

Anno 1327

Guglielmo da Baskerville,ex inquisitore,attualmente frate francescano,viaggia verso un monastero dell’Italia settentrionale in compagnia di un suo allievo,Adso. Nel monastero dovrebbe avvenire un incontro cruciale per il mondo cattolico,quello tra i francescani e i domenicani,con la mediazione degli inviati del papa.

Sean Connery è Fra Gugliemo da Baskerville

Ma appena arrivato nel monastero,accolto con diffidenza dai monaci residenti,Guglielmo si rende conto che qualcosa non va;è l’inizio di una serie raccapricciante di delitti,mentre all’interno del monastero vengono fuori una serie di segreti inconfessabili,come relazioni omosessuali,incontri con una ragazza,gelosia e tutto il campionario delle umane meschinerie.

Guglielmo da Baskerville indaga tra reticenze e strani ed ambigui personaggi,come due ex eretici dulciniani,tra ostacolo frapposti ad arte e soprattutto in conflitto con l’inquisitore Bernardo Guy.

Tratto dal romanzo di Eco,il film si muove come un gotico medioevale,sviluppando una trama complessa come quella descritta da Eco nel suo libro. Mancano,com’e’ ovvio,la profondità dei personaggi,tratteggiati dallo scrittore in un libro molto lungo.

Tuttavia l’operazione di Annaud può dirsi riuscita,grazie alle buone interpretazioni degli attori,ma soprattutto grazie ad una storia ben congegnata,che non fa rimpiangere i dialoghi alle volte ironici,alle volte troppo dotti,del libro da cui è tratto. Qualche difetto,come un’ eccessiva dose di anticlericalismo si avverte qua e la,ma non tale da inficiare il risultato finale.

Bella la location del film,girato in arte a Roma,negli studi di Cinecittà e in parte nel castello di Kloster Eberbach,in Germania, il monastero del romanzo e del film.

Il nome della rosa, un film di Jean-Jacques Annaud. Con Sean Connery, F. Murray Abraham, Christian Slater, Kim Rossi Stuart, Ron Perlman, Gianni Rizzo, Francesco Maselli, Franco Marino, Vernon Dobtcheff, Pietro Ceccarelli, Umberto Zuanelli, Armando Marra, Franco Diogene, Peter Berling, Giordano Falzoni, Michael Lonsdale, Andrew Birkin, William Hickey, Valentina Vargas, Francesco Scali. Genere Thriller, colore 130 minuti. – Produzione Italia, Francia, Germania 1986.

Sean Connery    …     Guglielmo di Baskerville
Christian Slater    …     Adso di Melk
Helmut Qualtinger    Remigio da Varagine
Elya Baskin    …     Severinus
Michael Lonsdale    Abate
Volker Prechtel    …     Malachia
Feodor Chaliapin Jr.    Jorge de Burgos
William Hickey    …     Ubertino da Casale
Michael Habeck    …     Berengar
Urs Althaus    …     Venantius
Valentina Vargas    La ragazza
Ron Perlman    …     Salvatore
Leopoldo Trieste    …     Michele da Cesena
Franco Valobra    …     Jerome di Kaffa
Vernon Dobtcheff    Hugh di Newcastle

Giunto al termine della mia vita di peccatore, mentre declino canuto insieme al mondo, mi accingo a lasciare su questa pergamena testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui mi accadde di assistere in gioventù, sul finire dell’anno del Signore 1327. Che Dio mi conceda la grazia di essere testimone trasparente e cronista fedele di quanto allora avvenne in un luogo remoto a nord della penisola italiana, in un abbazia di cui è pietoso e saggio tacere anche il nome.

Quando la femmina, che per sua natura è tanto perversa, diventa sublime per la sua santità, essa può essere il più nobile veicolo della grazia… Pulchra enim sunt ubera, quae paulum supereminent (Ubertino)

Apprendi a mortificare il tuo intelletto! Piangi sulle ferite di Nostro Signore! E soprattutto getta tutti i tuoi libri! (Ubertino, fuggendo dall’abbazia)

Ma ora che sono molto, molto vecchio, mi rendo conto che di tutti i volti che in passato mi ritornano in mente, più chiaro di tutti, vedo quello della fanciulla che ha visitato tante volte i miei sogni di adulto e di vegliardo. Eppure, dell’unico amore terreno della mia vita non avevo saputo mai, né seppi mai: il nome..(Adso)

Verba vana ad risu apte non loqui (trad: Non pronunziare parole vane che inducono al riso) (Jorge da Burgos)


Gesù di Nazareth

Aprile 25, 2008

Sei ore e undici minuti di sceneggiato,per raccontare la vita di Gesù di Nazareth,presa quasi per intero dai Vangeli canonici,con qualche escursione tra gli episodi più noti degli apocrifi.
Girato da Franco Zeffirelli nel 1977,produzione inglese,venne accolto con diverso favore dagli spettatori nel mondo.

In America e in Italia fu un trionfo,molto meno in Inghilterra,dove i critici imputarono a Zeffirelli uno stile troppo da kolossal ,seguiti,in questo,da alcuni critici nostrani,che denigrarono la mania copiata dagli americani di voler trasformare anche la vita di Gesù in un polpettone.

Sicuramente un’accusa ingiusta,in quanto Zeffirelli cercò di mediare la necessità di portare sullo schermo un Gesù adatto alla grande platea con quella di non trasformare tutto in un’operazione meramente commerciale.

Per il Gesù venne messo su un cast stellare: Robert Powell,Olivia Hussey,Anne Bancroft, James Mason, Rod Steiger, Peter Ustinov;,R. Richiardson, J. Philips, Claudia Cardinale, Ian Holm, James Earl Jones, Renato Rascel, Laurence Olivier,Valentina Cortese,Anthony Quinn,Michael York,Ernest Borgnine: praticamente il meglio della cinematografia mondiale.

Il ruolo di Gesù venne ricoperto da uno straordinario ed intenso Robert Powell,dal viso ascetico,scarno,un credibile Messia che si aggira sui posti dove realmente avvenne la più grande storia mai raccontata.
Il Gesù di Zeffirelli si muove in un mondo poco propenso a dare credibilità ad un uomo venuto non per portare la guerra,ma per annunciare,al mondo,che il figlio di Dio è sceso tra gli uomini per redimerli e per dare loro una speranza;i miracoli,come il ridare la vista al cieco (un sublime Renato Rascel) diventano la testimonianza dell’amore di Dio per la sua creatura prediletta.

E’ questa,in sintesi,l’opera di Zeffirelli,che cerca di restare fedele ai racconti tradizionali,senza molti voli pindarici,ma semplicemente rispecchiando le storie dei Vangeli.
Seguiamo quindi tutto il percorso del Messia,dalle sue prime predicazioni all’incontro con la Maddalena,dalle nozze di Cana ai tormenti dell’orto del Getsemani fino alla tragica ed esaltante conclusione sulla croce.
Un film ad ampio respiro,che riesce a coinvolgere lo spettatore con una storia accurata e precisa,in cui Gesù diventa faro di luce e di speranza per l’umanità.
Un film ortodosso nel senso della sua regia,accurata e attenta ai dettagli,ben coadiuvata da un’ottima colonna sonora,di Jean Michel Jarre.

In un film del genere inutile cercare tra gli attori chi si è calato meglio nella parte;tuttavia restano dei pezzi di bravura quelli di Lawrence Olivier,quello di Anthony Quinn nei panni di Erode e di Olivia Hussey in quello della Vergine,oltre al citato cameo di Renato Rascel.

Robert Powell Gesù
Olivia Hussey Maria
Yorgo Voyagis Giuseppe
Anne Bancroft Maddalena
James Farentino Pietro
Tony Vogel Andrea
John Duttin Giovanni evangelista
Keith Washington Matteo
Steve Gardner Filippo
Ian McShane Giuda
Michael York Giovanni Battista
Anthony Quinn Caifa
Rod Steiger Pilato
Ernest Borgnine il centurione
Abdelmajid Lakhal lo zelota
Claudia Cardinale l’adultera
Renato Rascel il cieco nato
Murray Salem Simone Zelota
James Earl Jones Baldassarre
Donald Pleasence Melchiorre
Fernando Rey Gaspare
Stacy Keach Barabba
James Mason Giuseppe d’Arimatea
Laurence Olivier Nicodemo
Peter Ustinov Erode il Grande
Christopher Plummer Erode Antipa
Valentina Cortese Erodiade
Isabel Mestres Salomè
Ralph Richardson Simeone
Tony Lo Bianco Quintilio

Robert Powell è Gesù

Anne Bancroft è la Maddalena

Olivia Hussey è Maria

Laurence Olivier è Nicodemo

Yorgo Voyagis è Giuseppe

Rod Steiger è Ponzio Pilato

Anthony Quinn è Caifa

Maria Carta è la madre di Lazzaro

Renato Rascel è il cieco