Malombra


In una bella villa in campagna vivono Osvaldo e la sorella della moglie, morta anni addietro, molto somigliante alla defunta; nella casa arriva il giovane Mark, nipote di osvaldo, in compagnia del suo precettore, che ben presto si trova ad essere conteso tra una bella ragazzotta del posto e una domestica dai facili costumi, che finisce per sedurre il precettore.

Paola Senatore


Nella villa, di notte, al suono di un carillon, Mark vede passeggiare con un candelabro in mano una misteriosa figura vestita di nero; il giovane la segue e la vede spogliari e concedersi piaceri autoerotici.
La donna non è altri che la sorella della defunta proprietaria di casa, che per compiacere il cognato, che vive nel ricordo della figura della moglie, è costretta a indossare i suoi abiti e a prodursi in giochi erotici sotto gli occhi dell’uomo, che la osserva dalla sua stanza grazie ad una apertura praticata nella stanza.
La donna racconta tutto all’istitutore di Mark, del quale nel frattempo si è innamorata; ad aiutare i due amanti arriva l’improvvisa morte del padrone di casa, colpito da un infarto.

A godere di tutto è Mark, il giovane nipote, che vende tutto per andare a folleggiare a Parigi; nel frattempo si gode le grazie della bella campagnola.
Scompaginato, mal recitato e decisamente noioso questo Malombra, che nel titolo echeggia il famoso romanzo di Fogazzaro; ma, a parte l’ambientazione, il film non ha assolutamente nulla a che vedere con il romanzo.

Si tratta, infatti, di una commedia erotica soft core, una delle tante che negli inizi degli anni ottanta popolarono lo schermo, cercando di riproporre i fasti della commedia sexy in versione più spinta.
E difatti del film altro non resta che la performance di Paola Senatore, ormai al tramonto sia come attrice che fisicamente.
A farla da padrone è la noia, che regna sovrana per tutto il film; a parte l’improbabilità della storia, con il cognato che costringe la sorella della moglie a sottili giochi erotici senza peraltro spingersi oltre, a stupire è l’assoluto vuoto dei personaggi, che non solo non hanno spessore,

ma recitano in maniera dilettantesca, in una pochade grezza e priva di qualsiasi valore, fatto salvo il buon lavoro svolto con la fotografia, che quantomeno tenta di adeguarsi al periodo storico in cui è ambientato il film.

I dialoghi sono lenti e prevedibili, mentre la trama, a cui il regista Bruno Gaburro tenta di dare un tocco di imprevedibilità inserendo il misterioso personaggio che gira di notte con il candelabro in mano, perde ogni interesse man mano che il film stancamente procede sui binari del già visto.

Così la parola fine arriva come un sollievo, con le ultime scene dedicate alla metamorfosi del giovane Mark, che si trasforma da timido e impacciato ragazzotto in gaudente viveur.
Un film da scansare, decisamente, per i motivi esposti e anche per evitare improvvisi appisolamenti fuori orario.

Malombra, un film di Bruno Gaburro,con Paola Senatore, Maurice Poli, Scilla Jacu, Stefano Alessandrini, Gloria Brini, John Miles, Ludovico Floris, Alice Adams, Henry Luciani,Italia 1984, Erotico

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