Il terrore sorge dalla tomba


Alarico de Marnac, nobile che vive nella Francia del XV secolo, appassionato di occultismo, è accusato di una serie di crimini orrendi, quali l’aver praticato messe nere, di mangiare carne umana e di bere sangue.
A tenere compagnia al nobile negli orrendi riti è la compagna Mabille de Lancrè; il nobile, accusato dei misfatti anche dal fratello, viene condannato ad essere decapitato cosa che avviene in una foresta, non prima che il nobile abbia maledetto i presenti e le generazioni future.

Apprendiamo questa storia mentre scorrono i titoli di testa; è l’inizio di un viaggio nel tempo che ci trasporta ai giorni nostri, che vede Hugo de Marnac, discendente del nobile e un suo amico pittore,Maurice, impegnati in strani rituali ai confini del paranormale. Hugo è perseguitato da sogni in cui vede nitidamente la testa spiccata dal busto del suo antenato; non sa che l’amico Maurice è discendente proprio da uno di coloro che giustiziarono Alarico.

La bellissima Helga Linè

Decide cosi di evocare in una seduta spiritica proprio il suo antenato, che appare e rivela dove sono sepolti i suoi resti.
Hugo e Maurice ritrovano la testa e il corpo di Alarico, naturalmente in due posti separati; un uomo del villaggio, adepto e seguace della magia nera, ricongiunge la testa al corpo con il risultato di far rivivere Alarico; è l’inizio di una catena di sangue e di orrore che si scatena sul villaggio, che terminerà solo quando il pittore troverà il modo di fermare la maledizione……

Helga Linè e Paul Naschy

Il terrore sorge dalla tomba, diretto da Carlos Aured , è un horror ben congegnato e bel interpretato dai due protagonisti principali, Paul Naschy, star del genere horror e dalla bellissima e intrigante Helga Linè, che nel film interpreta il ruolo della compagna dannata di alarico, Mabille.

Naschy nel film si ritrova ad interpretare il doppio ruolo di Alarico e di Hugo, un nobile del 500 e un uomo del 2000; ovviamente grazie alle sue particolari doti interpretative riesce ad essere credibile, in un film che se presenta alcune incongruenze e sopratutto alcune scene abbastanza ingenue, come l’attacco dei banditi, si lascia guardare sia per il mestiere del regista, che crea un’atmosfera diabolica tesa, sia per la capacità degli attori di risultare “in parte”, essere cioè calati nei personaggi.

Alcune scene sono dirette con sapienza.
La sequenza iniziale, girata in una campagna brulla, danno un senso di spettralità che aiuta lo spettatore ad entrare immediatamente in sintonia con l’atmosfera del film; successivamente, la scena della decapitazione, davvero ben girata, trasporta al futuro, nel quale vediamo Hugo iniziare un duello a distanza con il suo malefico antenato, spalleggiato dalla bellissima Mabille.

Nel film ci sono diverse scene di nudo, che probabilmente influirono sulla decisione del regista di ambientare la vicenda in Francia e di girarlo fuori dai confini nazionali; le scene di sangue sono abbastanza ben congegnate,ed elevano il prodotto dallo standard tipico delle produzioni horror degli inizi dei settanta, affollati da una pletora di film insulsi.
Un’abbuffata di licantropi, zombie e vampiri che rieccheggia molti altri prodotti tipici del B movie, a cui bene o male appartiene anche questo film, che però si differenzia, come già detto, per una certa sobrietà d’immagine e per l’eleganza formale del prodotto.

Un buon film, a cui giova sicuramente la fotografia accesa, quasi in stile Bava, pur essendo gli ambiti dei due registi, Aured e Bava stesso, molto differenti; se la storia come già detto presenta qualche incongruenza e delle cadute di percorso, arriva alla fine con dignità, riuscendo ad attrarre lo spettatore che assiste alle gesta terribili del risorto Alarico, prima del classico happy end.

Il film ha avuto edizioni internazionali di buon successo, note in Spagna con il titolo El espanto surge de la tumba, mentre per i paesi anglofoni con il titolo Horror Rises From The Grave ( o the tomb in alcune versioni)
Il terrore sorge dalla tomba, di Carlos Aured, con Paul Naschy, Emma Cohen, Helga Line, Victor Alcazar, Beisabe Ruiz, Elsa Zabala, Montserrat Julio, Julio Pena, Maria Jose Tantudo, Horror, Spagna 1973

Paul Naschy     …     Alaric de Marnac / Hugo de Marnac / Armand de Marnac
Emma Cohen    …     Elvira
Víctor Alcázar    …     Maurice Roland / Andre Roland
Helga Liné    …     Mabille De Lancré
Betsabé Ruiz    …     Sylvia
Luis Ciges    …     Alain “Le Raté”,
Julio Peña    …     Jean
María José Cantudo    …     Chantal
Juan Cazalilla    …     Gastone
Ramón Centenero    …     André Govar
Montserrat Julió    …     Dale
Elsa Zabala    …     Madame Irina
Esther Santana    …     Vittima in rosso

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