
Una carriera dai due volti, quella di Carmen Villani, nata in provincia di Modena, a Ravarino, comune abitato da 6000 anime il 21 maggio 1944; una come cantante, con discreto successo e una come attrice di punta del florido filone della commedia sexy all’italiana, anche se limitata a pochi film, girati prevalentemente tra il 1974 e il 1979, con qualche eccezione prima e dopo questo periodo.
Appassionata di musica, la Villani esordi molto giovane nell’ambito musicale, a 15 anni, con un repertorio che includeva brani ripresi dalla tradizione swing; era il 1959, la musica italiana non era ancora stata scossa dalle fondamenta dai cicloni Modugno e Celentano, che portarono novità sostanziali nel panorama musicale italiano.
Carmen Villani si mette in mostra proprio come attrice, grazie al film Un uomo da bruciare, di Valentino Orsini e dei fratelli Taviani , girato quando aveva 18 anni, nel 1962 , film nel quale canta in maniera eccellente il brano Un domani per noi,le cui musiche sono composte da Enrico Intra, futuro jazzista e musicista di valore e da Federico Monti Arduini, che avrà una buona fama con il soprannome di Guardiano del faro.

Carmen Villani in due fotogrammi tratti da La signora ha fatto il pieno
Per tre anni la cantante si fa le ossa, cantando un pò dappertutto, prima di ottenere un grande successo con quella che sarà la sua hit più conosciuta, Bada Caterina, colonna sonora inserita nel film Adulterio all’italiana con Nino Manfredi e Catherine Spaak, diretto dal regista Pasquale Festa Campanile, bissato poi da Piccola piccola, un altro brano che le darà fama anche all’estero.
Per qualche anno la cantante gode di buona fama, anche se non diverrà mai una star della musica, nonostante il buon impianto vocale; così, agli inizi degli anni settanta, inizia a valutare meglio le possibilità di una carriera cinematografica, spinta in questo anche dal marito, il regista Mauro Ivaldi, che la lancia proprio come attrice in Brigitte, Laura, Ursula, Monica, Raquel, Litz, Florinda, Barbara, Claudia, e Sofia le chiamo tutte… anima mia, una commedia velata di nero che narra le vicende di un playboy convertito al matrimonio dalla bella Francesca, interpretata proprio dalla Villani, che rischierà la vita per colpa di quella che crede una sua ex amante e che invece si rivelerà essere un suo amico troppo invidioso del successo che l’uomo ha con le donne.
La Villani nel film Lettomania
Il discreto successo riscontrato dal film e dalla sua interpretazione la convince a ripresentarsi sul set nel 1975, nella commedia sexy L’amica di mia madre, nuovamente diretta da Mauro Ivaldi; il film è davvero brutto, ma riscuote ancora un discreto successo, nonostante l’esile trama del film; la Villani è Andrea, che fa girare la testa al giovane Billy, che finirà per consolarsi con un’amica di sua madre, interpretata da Barbara Bouchet.
Ecco lingua d’argento
Nello stesso anno ecco il grande successo, anche se limitato ovviamente dall’appartenenza al filone della commedia sexy, del film La supplente: il suo ruolo principale, quello della affascinante professoressa Loredana, che fa girare la testa ai ragazzi della classe in cui è chiamata a sostituire l’insegnante di ruolo, ottiene grande successo, principalmente perchè la bionda attrice si mostra generosamente senza veli.
Nel film L’amica di mia madre
Di gran carriera viene girato da Vincenzo Rigo il film Lettomania, proprio per sfruttare la popolarità dell’attrice; nel film Carmen interpreta Dora, una donna sposata ad un anziano scrittore che tornerà dal marito dopo aver tentato inutilmente di avere una relazione stabile con il giovane protagonista del film. Nel 1976 Rigo ripresenta la Villani nel film Passi furtivi in una notte boia – Zelmaide, discreta commedia in cui la Villani è affiancata da uno dei grandi comici del cinema italiano, Valter Chiari. Carmen vi interpreta il ruolo di Ida ( Zelmaide),una cameriera decisa a diventare proprietaria di un bar, che non esita a coinvolgere il suo amante in un goffo tentativo di furto che insperatamente avrà esiti positivi.
Polvos magicos (Lady Lucifera)
La commedia riscuote un tiepido successo, anche se va detto che la Villani se la cava in maniera sufficiente; l’anno successivo lavora in La signora ha fatto il pieno , di Juan Bosch, commedia sexy in cui è Lola, una escort ingaggiata per sedurre un politico.
Il film è davvero poca cosa, e ancora una volta si fa apprezzare solo per le nudità della belle attrice, che replica in maniera standard il suo ruolo in Ecco lingua d’argento, ancora su direzione del marito Ivaldi, che riprende in qualche modo la trama di L’amica di mia madre, con gli stessi protagonisti; questa volta il giovane Billy riuscirà alla fine a sedurre l’ambita preda.
Passi furtivi in una notte boia
Ormai musa del marito, la Villani recita in Grazie tante arrivederci (1977), interpretando il ruolo di Monica, una disinibita fotomodella che riuscirà a sedurre un giovane destinato a prendere i voti, titubante però sul suo futuro.
La stella di Carmen Villani però sta arrivando velocemente al declino; il finire degli anni settanta, con la conseguente morte della commedia sexy, non la vede pronta ad un cambio di passo: intrappolata nel clichè della bellona sexy, la Villani non riesce ad ottenere parti che la stacchino dal clichè che ormai le si è cucito addosso.
La supplente
Così arrivano film come L’anello matrimoniale (1979), in cui stancamente ripete il personaggio della donna affascinante, questa volta attratta da un vicino di casa, che arriva a chiedere al marito il permesso di poterlo tradire proprio con l’uomo di cui è infatuata, ricevendone in cambio un poco credibile nulla osta.
Dopo aver tentato senza successo di esportarsi a livello internazionale con Polvos mágicos (1979), diretto da José Ramón Larraz, arrivato in sordina in Italia con il titolo di Lady Lucifera, la Villani tentò il rilancio in Italia con La supplente va in città, sempre nel 1979, film diretto da Vittorio De Sisti;
La supplente và in città
lei è Rubina, una giovane maestrina veneta ( la Villani era poco credibile, a 35 anni, in quel ruolo) che con astuzia e arti erotiche sedurrà una famiglia intera presso la quale andrà a servizio.
E’ l’ultimo film di discreto successo dell’attrice; i successivi La sposa allegra (1981), I flirts di Stefania (1982) e Una spia innamorata diretti tutti e tre da Augusto Fenollar, girati in Spagna, non ottengono nessun successo e l’attrice abbandona le scene.
Una carriera che si è evoluta in due distinti binari, quindi; se dal punto di vista musicale si può dire che abbia lasciato una traccia, sia perchè interprete di buon livello, sia perchè dotata di una voce ben impostata, non altrettanto si può dire dal punto di vista cinematografico.
La supplente va in città
L’anello matrimoniale
Va detto che l’attrice Carmen Villani è stata sfruttata male, confinata sopratutto in ruoli tipici della commedia sexy, senza avere la possibilità di mostare le doti che indubbiamente aveva in ruoli diversi da quelli standard della bellona fatale.
In Passi furtivi in una notte boia Carmen mise in mostra un talento che poteva essere sicuramente sfruttato meglio; purtroppo per lei la sua carriera iniziò a metà anni settanta, quando il genere commedia sexy era si al massimo dello splendore, ma era ormai completamente inflazionato; erano tante, troppe le starlette di un genere che mostrava già le prime crepe.
Un’altra scena tratta da L’anello matrimoniale
Va anche detto che per fortuna la Villani evitò l’errore di voler ad ogni costo restare sulla breccia; non aprtecipò quindi all’ultima fase della trasformazione della commedia sexy in comedia softcore prima e hard poi; l’attrice tentò un rilancio come cantante prima nel 1984, poi nel 1988, ma la distanza temporale tra le sue interpretazioni di fine anni sessanta e il nuovo panorama musicale di metà anni ottanta era troppo ampia, con la conseguenza che passò quasi inosservata.
L’amica di mia madre
Resta oggi oggetto di culto di un nutrito gruppo di fans che non hanno dimenticato la sua carica sensuale e la sua bellezza; c’è anche un folto gruppo di persone che la ricorda sopratutto come cantante di buone doti e di buone possibilità, probabilmente non compiutamente espresse.
Grazie tante arrivederci
Ecco lingua d’argento

Un uomo da bruciare (1962)
Per una valigia piena di donne (1965)
Brigitte, Laura, Ursula, Monica, Raquel, Litz, Florinda, Barbara, Claudia, e Sofia le chiamo tutte… anima mia, regia di Mauro Ivaldi (1974)
L’amica di mia madre (1975)
La supplente (1975)
Lettomania (1976)
Passi furtivi in una notte boia (1976)
Ecco lingua d’argento (1976)
La signora ha fatto il pieno (1977)
Grazie tante arrivederci (1977)
L’anello matrimoniale (1979)
Polvos mágicos (1979)
La supplente va in città (1979)
La sposa allegra (1981)
I flirts di Stefania (1982)
Una spia innamorata (1984)
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Renato Pozzetto è Primo Baffo
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Haidee Politoff in Bora Bora di Ugo Liberatore, 1968
Lisa Gastoni in Grazie zia, di Samperi, sul tema incesto
Carla Gravina in Cuore di mamma, di Samperi, 1969
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Un altro film importante: Justine, di Jess Franco, con Romina Power
Uno dei film con protagonista Edwige Fenech, L’uomo dal pennello d’oro
Uno dei peplum con un nudo femminile: La calata dei barbari, con Honor Blackman
Anche nei western compare un nudo: il film è Blindman, il pistolero cieco
Una giovanissima Helen Mirren in L’età del consenso (1969)
Maria Antonietta Beluzzi, la tabaccaia di Amarcord, regia di Fellini
Brigitte Bardot e Jane Birkin, una scena saffica da Una donna come me
Il nudo nel thriller: Catherine Spaak in Il gatto a nove code
Il nudo nell’horror: Dalila Di Lazzaro in Il mostro è in tavola barone Frankenstein
Dayle Haddon nella commedia La cugina
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Uno dei rarissimi nudi di Luciana Paluzzi: il film è L’infermiera
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Il Casanova di Fellini
Un classico del nudo, la doccia; Edwige Fenech in Io e Caterina
Verso i confini con l’hard: Cinzia De Carolis in Libidine
Nudo d’autore: Antonioni in Identificazione di una donna
Il celebre fotogramma tratto da Ultimo tango a Parigi
Simonetta Stefanelli in Il padrino, di Francis Ford Coppola
Annie Belle in Baccanales sexuelles
Nel film Levres de sang, o anche Lips of blood di Rollin
Annie Belle in La fine dell’innocenza…..
… e in Laure, di Emmanuelle Arsan
Con Susan Scott nel film Velluto nero
Annie Belle in La notte dell’alta marea
Nel torrido L’alcova, di Joe D’Amato
La compagna di viaggio
Con Mastroianni in Mogliamante
Pronto, Lucia
Fuga dall’arcipelago maledetto
Al bar dello sport
L’ammiratrice
La casa sperduta nel parco
Rosso sangue

La venexiana
Baccanales sexuelles
Rosso sangue
Pronto,Lucia
Zampognaro innamorato
L’ammiratrice
Luna di sangue
La croce dalle sette pietre







Annie Belle in un cineracconto
Nudo d’autore per Annie Belle

Vittorio Caprioli, Virna Lisi, Nino Manfredi
Franco Fabrizi, Michele Mercier, Gigi Ballista
Senta Berger,Gastone Moschin
Virna Lisi, Ely Galleani
Senta Berger
Irene Papas
Philippe Leroy
Senta Berger















Lino Banfi è Lillino
Fran Fullenwider è Angela Mainardi
Marilda Donà è Rosaria
Enzo Cannavale è il maresciallo Esposito
Gloria Guida è Giorgia Mainardi
Vittorio Caprioli è l’Onorevole Vincenzi
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