
Come ha confessato in una sua intervista di qualche tempo fa, Ursula Andress ha l’Italia nel sangue, nel destino e nella fortuna. Quel destino che le fece incontrare, da ragazza, ancora minorenne, un giovane italiano con il quale fuggì di casa per una fuga d’amore interrotta soltanto dai genitori, che la riportarono indietro. Sempre l’Italia anche nella carriera, con un terzo dei circa 50 film interpretati di provenienza italiana.
Ursula Andress in 007 licenza d’uccidere
Ursula, bellezza straordinaria, altera, è nata a Berna nel 1936, e dopo una fulminea carriera da fotomodella, esordisce nel cinema a diciotto anni, nel 1954, nel celebre Un americano a Roma, del grande Steno, nel quale ha una piccola parte accanto al gigante Sordi, che si apprestava a diventare ormai una star del cinema italiano. La sua eccezionale bellezza non passa inosservata,
Nel film Colpo in canna
tanto che in due anni gira altri tre film, La figlia di Mata Hari di Renzo Merusi, un brutto film ambientato in oriente sull’invasione giapponese delle isole del Borneo, seguito da La catena dell’odio di Piero Coschi e da Le avventure di Giacomo Casanova ,nuovamente diretta da Steno.
Se le doti recitative sono appena sufficienti, la Andress si distingue principalmente per una bellezza assolutamente straordinaria; ed è la bellezza a valerle un ruolo cinematografico che la consegnerà alla leggenda. Terence Young, che si appresta a dirigere 007 Licenza di uccidere, tratto dal romanzo di Jan Fleming Dottor No, la scrittura e le affida la parte di Honey Rider nel film da lui diretto.
L’infermiera
La montagna del dio cannibale
La scena in cui Honey/Ursula esce dall’acqua, in un bikini succinto bianco, guardata con stupore da James Bond-Sean Connery, diventa una seconda pelle. Il film ha un successo straordinario, e lancerà anche al cinema il mito dell’agente segreto inglese con licenza di uccidere. Ma è anche la notorietà mondiale per Ursula: siamo nel 1962, e la ventiseienne attrice svizzera diventa di colpo una star. Hollywood la chiama a se; lavora in L’idolo di Acapulco, film del 1963 diretto da Richard Thorpe, al fianco di Elvis Presley, in I quattro del texas, nel ruolo di Maxine Richter diretto da un altro grande di Hollywood, Robert Aldrich, in un film con un grande cast, che include Frank Sinatra, la nuova stella lanciata da Fellini Anita Ekberg, Dean Martin e Charles Bronson
La Andress in Letti selvaggi
e ancora in Sfida sotto il sole di John Derek, accanto allo stesso Derek, a Sammy Davis Jr. e a Robert Duvall. E’ proprio con Derek il primo matrimonio dell’attrice: un matrimonio destinato a durare pochissimo, e che si concluderà nel 1966 con il divorzio dall’attore/regista. I film successivi, La dea della città perduta e Ciao Pussycat, una mega produzione diretta da Donner su soggetto di Woody Allen, brillante scrittore americano, conosciuto per la verve umoristica, riscuotono un buon successo; è sopratutto Ciao Pussycat a mostrare che l’attrice può anche entrare in cast e in film dal contenuto in stile commedia brillante.
Sole rosso
Infatti il suo lavoro successivo è L’uomo di Hong Kong, una scatenata commedia umoristica girata al fianco di Jean Paul Belmondo, ricca di colpi di scena.
Nel 1965, sempre più famosa, accetta di lavorare in uno dei film più sottovalutati degli anni sessanta, il visionario La decima vittima, di Elio Petri,tratto da The Seventh Victim di Robert Sheckley,romanzo a metà strada tra il fantascientifico e il surreale.
Nella commedia Spogliamoci così senza pudor
La Andress è Caroline Meredith, una abilissima killer che deve uccidere la sua decima vittima per diventare campione di decatlhon; la sua ultima vittima, un indolente (tipico romano almeno nelle intenzioni di Petri) Mastroianni, che finirà per innamorarsi di lei, con tanto di matrimonio finale tra vittima e cacciatrice.
Ancora una volta va rimarcata una peculiarità dell’attrice: la sua straordinaria avvenenza fisica e la sua particolare bellezza le danno però un aspetto algido e freddo, che finiscono per caratterizzarsi in una scarsa mobilità del viso e in una espressione mimica limitata. E’ uno dei motivi per cui la Andress finirà, nella seconda parte della sua carriera, per partecipare a film di scarso valore.
Ancora un fotogramma da L’infermiera
Subito dopo il film di Petri, che ebbe scarsa fortuna per poi essere rivalutato nel corso del tempo come prodotto eccezionalmente innovativo, la Andress lavora in La caduta delle aquile, classico film bellico diretto da John Guillermin che narra le gesta di una pattuglia di aviatori impegnata nella Grande guerra, e successivamente in Operazione San Gennaro di Dino Risi, divertente commedia interpretata da Totò, Nino Manfredi, Senta Berger, Mario Adorf e Dante Maggio in cui i protagonisti cercano nientemeno che di rubare il tesoro di San Gennaro.
Acapulco
Nel 1967 Ursula torna nel cast di un film di James Bond, nel ruolo di Vesper Lynd; si tratta dello scombinato Agente 007 Casino Royale, un fiasco clamoroso a cui parteciparono i registi John Huston, Val Guest, Ken Hughes, Joseph McGrath e Robert Parrish e il cast ricchissimo che lo componeva, ovvero David Niven, Charles Boyer, William Holden, Deborah Kerr, Ursula Andress,Daliah Lavi, Peter Sellers, Woody Allen, John Huston, Joanna Pettet, Orson Welles, George Raft, Jean-Paul Belmondo, Jacqueline Bisset.
I quattro moschettieri
La Andress si ritrovò su un set che sembrava preda di un isterismo di massa, causato dalla lite tra Peter Sellers e sua moglie Britt Ekland, che rivolse troppe attenzioni a Orson Welles, tanto che l’attore inglese fini per non rivolgere più la parola all’illustre collega attore e regista, con il risultato finale che i registi furono costretti a girare le scene che vedevano i due attori protagonisti in controcampo. Il film, una sgangherata parodia di James Bond si rivelò un fiasco, ma la Andress, per sua fortuna, aveva un ruolo limitato; dopo aver partecipato, nel 1968 a Le dolci signore e La stella del sud, l’attrice svizzera gira nel 1970 il curioso Colpo da 500 milioni alla National Bank (Perfect Friday) , nel quale compare completamente nuda, mentre nel 1971 è nel cast del western Sole rosso, con Charles Bronson, Alain Delon, Ursula Andress, Toshiro Mifune, Capucine diretto da Terence Young; il film è un western atipico, in cui si assiste ad una strana alleanza tra un samurai e un fuorilegge per recuperare una spada che il samurai deve consegnare al Presidente degli Stati Uniti.
Con Mastroianni in La decima vittima
Scontro di titani
Anche questa volta la sua recitazione è sufficiente, ma nulla più. L’attrice ha 35 anni, quindi è nel pieno della maturità fisica; la bellezza è sempre notevole, ma il cinema inizia a riservarle le prime amarezze. In tre anni gira solo film leggeri, commedie allegre senza grosse pretese, come Africa Express, del 1975 accanto a Giuliano Gemma, l’erotico L’infermiera, classica commedia sexy degli anni 70 in cui però da modo di far apprezzare al suo pubblico il fisico assolutamente scultoreo che possiede, in una serie di nudi da antologia. Segue Spogliamoci così senza pudore, altra commedia sexy a episodi diretta da Sergio Martino, seguito da Safari express, questa volta diretta da Duccio Tessari, in cui ricostruisce la coppia formata con Giuliano Gemma con il quale aveva lavorato nel discreto Africa Express.
Dove osano le aquile
Ormai l’attrice lavora stabilmente in Italia; infatti nel 1976 Enzo Castellari la chiama per lavorare in Le avventure e gli amori di Scaramouche, filmetto senza pretese e di scarso successo in cui è l’unica attrice di una certa fama a prendere parte al cast.Segue il buon thriller Doppio delitto, diretto da Steno, con la partecipazione anche di Agostina Belli, Peter ustinov e Marcello Mastroianni; segue il mal riuscito Colpo in canna , film del 1975, diretto da Fernando Di Leo, bizzarro tentativo da parte del regista pugliese di coniugare un poliziesco/thriller con i canoni della commedia ironica. Ancora una volta l’unica cosa degna del film è la bellezza sfolgorante della Andress, sempre ad altissimi livelli estetici.
Con Peter Sellers in Casino Royale
Ursula Andress in L’ultima chance
Il successivo La montagna del dio cannibale, diretto da Sergio Martino, nel quale è Susan Stevenson, una donna alla ricerca del marito, sperduto tra le foreste della Nuova Guinea infestata di cannibali. Un film di modesta levatura, ancora una volta; così come modesti sono i risultati di Letti selvaggi, film diretto da Luigi Zampa nel 1979, una delle ultime, stanche commedie all’italiana, costituito da otto episodi con protagonisti nomi di rilievo del cinema, come Monica Vitti, Sylvia Kristel e Monica Vitti, oltre ad un giovanissimo e surreale Roberto Benigni.
Questo può essere definito l’ultimo film importante in cui la Andress ha una parte da protagonista.
What’s new Pussycat
Gira ancora I quattro moschettieri nel 1981 e Scontro di titani, una mega produzione a sfondo mitologico in cui ovviamente è chiamata a ricoprire il ruolo di Venere, dea dell’amore. Anche se ha 40 anni, l’attrice è ancora bellissima e avvenente, ma da quel momento il cinema le riserverà solo la partecipazione a Messico in fiamme del 1982; da quel momento in poi Ursula lavorerà in produzioni televisive, come Manimal e Love Boat, con l’eccezione rappresentata da Liberté, égalité, choucroute , film diretto da Jean Yanne nel 1985, ambientato durante la rivoluzione francese nel quale è Maria Antonietta, consorte di Michel Serrault/Luigi XVI.
Africa express
In seguito lavorerà ancora in serie televisive, anche di fama come Falcon crest, Pietro il Grande, l’italianissimo Fantaghirò.
Se la carriera cinematografica della Andress non si può definire da grande star, la vita privata dell’attrice ha avuto invece proprio le caratteristiche della vedette, inseguita e fotografata per i suoi amori e le sue relazioni amorose, a cominciare da quella con il regista pigmalione Derek, passando per gli attori con cui ha avuto relazioni più o meno lunghe, come Jean Paul Belmondo, Warren Beatty, Ryan O Neal e Harry Hamlin, 20 anni più giovane di lei, con il quale ha avuto il figlio Dimitry.
Doppio delitto
Come considerazione finale, si può dire che la bellissima attrice è oggi un mito più per le scene memorabili di 007 licenza di uccidere che per lo svolgimento della sua carriera; una carriera onorevole, in cui però manca l’acuto, il film importante, l’interpretazione memorabile.

Colpo in canna
Sole rosso
L’ultima chance
Casino Royale
La decima vittima
Africa express
La caduta delle aquile
Casanova
I quattro moschettieri
Perfect friday
L’infermiera
Libertè, egualitè…
L’uomo di Hong Kong
L’etoile du sud
Messico in fiamme
Le dolci signore
Le avventure e gli amori di Scaramouche
La stella del Sud
La dea della città perduta
I 4 del Texas
Fantaghirò
Cremaster

Liberté, égalité, choucroute (1985)
The Fifth Musketeer (1979)
Letti selvaggi (1979)
La montagna del dio cannibale (1978)
Doppio delitto (1977)
Le avventure e gli amori di Scaramouche (1976)
Africa Express (1976)
Safari Express (1976)
Spogliamoci così senza pudor (1976)
L’infermiera (1975)
Colpo in canna (1975)
L’ultima chance (1973)
Sole rosso (1971)
Perfect Friday (1970)
L’étoile du sud (1969)
Le dolci signore (1968)
Casino Royale (1967)
Once Before I Die (1966)
The Blue Max (1966)
La decima vittima (1965)
L’uomo di Hong Kong (1965)
What’s New Pussycat (1965)
She (1965)
Nightmare in the Sun (1965)
4 for Texas (1963)
Fun in Acapulco (1963)
007 licenza di uccidere (1962)
Le avventure di Giacomo Casanova (1955)
La catena dell’odio (1955)
Un americano a Roma (1954)
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En “L´uomo de Hong Kong”, 1965, (Tribulaciones de un Chino en China) hay una escena en que Belmondo, la Andress y creo que Mario David (agente de seguros “La equitativa”(?)) se introducen en un túnel, y entonces el personaje interpretado por David, aprovecha para “meter mano” a la Andress, que grita algo así como “¡Hay que ver cómo se están pasando estos de la “Equitativa”!
Buon Natale, Amigo Paultemplar.
E’ passato su Sky qualche mese addietro, l’ho visto a spezzoni.
Ciao e buon fine d’anno.
Paolo