
Abbiamo lasciato Angelica De Plessis Belliere, ora Angelica De Peyrac, in fuga dalla corte di Francia, dopo il tentativo di omicidio nei suoi confronti ma sopratutto dopo la scoperta che il suo amato marito, Geoffrey, non è morto, ma è riuscito a scappare. Con l’aiuto del fido Savarys, Angelica carica una carrozza e parte a spron battuto verso la costa, diretta ad una costruzione a strapiombo sul mare che dovrebbe essere il rifugio del marito.

Qui trova invece il fratello della sua mortale nemica, il duca De Vivonne, che è soprintendente alle galere del Re; con il ricatto, Angelica ottiene di farsi trasportare, con savarys, abordo della nave, per battere i porti del Mediterraneo e ritrovare finalmente De Peyrac. Il duca è alla ricerca di un pirata tristemente famoso, della cui identità nessuno sa nulla, chiamato semplicemente Il Rescator.

Il destino ancora una volta gioca un brutto scherzo ad Angelica; la nave sulla quale viaggia viene attaccata proprio dal Rescator, che in realtà altro non è che Geoffrey De Peyrac. La nave ammiraglia viene affondata, e mentre Savarys viene raccolto morente dagli uomini di Peyrac, Angelica sopravvissuta miracolosamente aggrappata a dei relitti, viene recuperata da una nave pirata, comandata da un nobile rinnegato, Mathieu Marchese d’Escrainville. Ma il salvataggio ad opera dell’uomo si rivela ben presto una caduta dlla padella nella brace; l’uomo, che odia le donne, ben presto tratta Angelica come una sua schiava, arrivando a darla in pasto ai galeotti della nave, dai quali la donna si salva solo per l’intervento di un marinaio che ne comprende il valore economico una volta venduta come schiava.


La nave del rinnegato incrocia quella di De Peyrac, che sale a bordo; ma il marchese pirata non racconta a De Peyrac di aver raccolto Angelica in mare, così ancora una volta Angelica arriva ad un passo da suo marito, ma deve separarsene. Condotta a Atangeri per essere venduta come schiava, Angelica viene esposta nel mercato in cui tutti i ricchi vanno ad acquistare gli schiavi: durante un’asta in cui si arriva all’esorbitante somma di 200.000 zecchini, la donna viene aggiudicata ad un misterioso compratore.

L’uomo non è altri che Geoffrey De Peyrac, che paga 500.000 zecchini per riavere sua moglie. I due sono finalmente ricongiunti
Ma ancora una volta la bellezza di Angelica è fonte di guai: la donna viene rapita sotto gli occhi del marito……..
Siamo nel 1967, e il nuovo capitolo della saga di Angelica viene accolto bene, ma ormai la serie inizia a mostrare evidenti segni di stanchezza.


La bella Mercier ci mette tutto il suo impegno, ma appare chiaro che l’attrice, che pur lavora in altre produzioni, inizia ad essere stufa di essere identificata con la Marchesa degli Angeli; è lo stesso destino che subi la bella Romy Schneider, che il pubblico identificò per molti anni con il personaggio di Sissi.


Il film, quasi interamente girato in mare, a bordo di una nave, ha comunque un suo ritmo, si lascia guardare, anche se icuramente è il meno interessante di tutta la serie; come già detto, le continue vicissitudini di Angelica alla fine creano un effetto abitudine e la conseguente dissaffezione del pubblico, che comunque gremì le sale per vederlo, anche se in quantità minore rispetto al previsto. Da segnalare la buona prova di Roger Pigaut, il mefistofelico pirata poco gentiluomo, mentre dalla saga scompare Savary, interpretato da Pasquale Martino.

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L’indomabile Angelica, un film di Bernard Borderie. Con Ettore Manni, Robert Hossein, Roger Pigaut, Michèlle Mercier,Mino Doro, Paul Müller, Mimmo Poli, Arturo Dominici, Sieghardt Rupp, Paolo Giusti, Gianni Solaro
Titolo originale L’indomptable Angélique. Avventura, durata 95 min. – Francia 1967.


Michèle Mercier … Angélica de Peyrac
Robert Hossein … Jeoffrey de Peyrac
Roger Pigaut … Il Marchese d’Escrainville, Mathieu il pirata
Christian Rode … Il Duca de Vivonne
Ettore Manni … Jason
Bruno Dietrich … Coriano
Pasquale Martino Savary
Sieghardt Rupp … Millerand

Regia: Bernard Borderie
Soggetto: Anne Golon & Serge Golon
Sceneggiatura: Bernard Borderie, Francis Cosne, Pascal Jardin e Louis Agotay
Produttore: François Chavane e Francis Cosne
Casa di produzione: Films Borderie
Fotografia: Henri Persin
Montaggio: Christian Gaudin
Musiche: Michel Magne
Scenografia: Robert Giordani
Costumi: Rosine Delamare e Maria Nasalli Rocca




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