
Un castello, sito in un luogo imprecisato, è portatore di un’antica leggenda; si narra che una donna, isabella, sia stata bruciata viva dalla popolazione locale, dopo che essa aveva svolto, all’interno dello stesso castello, riti demoniaci innominabili, con tanto di vampiri e feudatario dedito a orge di ogni genere.


Il castello viene acquistato da Jack Nelson, che si reca nel castello con la figlia Laureen ( che sembra la reincarnazione della sacerdotessa Isabella, tale è la somiglianza tra le due), accompagnato anche da due amiche della ragazza, Krista e Steffy. Ma all’interno del castello agisce ancora la combriccola degli adoratori del demonio, che vorrebbe far rivivere, nella notte della venticinquesima luna, la sacerdotessa.


Per fare ciò però è necessario il sacrificio delle tre ragazze, in particolare di Laureen.
Dopo alcuni colpi di scena, Jack riesce a salvare, con l’aiuto del fidanzato di Laureen, Richard, la ragazza; determinante è l’aiuto della gente del posto, che scende ancora una volta in campo contro il male.
Inizialmente intitolato La reincarnazione di Isabel, il film diretto dall’ineffabile Renato Polselli, prese il titolo di Riti, Magie nere e segrete orge nel Trecento in ossequio alle volontà dei produttori, che tentarono di spacciarlo per un decamerotico, genere all’epoca molto seguito.


E si tratta di una porcata di dimensioni bibliche: a parte la location, il castello di Balsorano nelle marche, il film è di una bruttezza addirittura sconcia. La solita fotografia psichedelica di Polselli si unisce ancora una volta ad un cast assolutamente e totalmente penoso, fatta eccezione in parte per Rita Calderoni, che non sarà stata una grande attrice, ma che accanto ai vari Raul Lovecchio,Raul Lovecchio,Mickey Hargitay,Marcello Bonini Olas e Consolata Moschera fa la sua porca figura.
Rita Calderoni

Il film è un delirio di sciocchezze inenarrabili, a cominciare dalle scene iniziali, in cui una ragazza, legata ad un altare scarficiale, urla come fosse presa dai dolori del parto piuttosto che dalla paura, per concludersi con il solito happy end e l’arrivano i nostri, in questo caso degli abitanti del paesino raccattati al costo di una brioche e cappuccino.
In un certo senso bisogna essere riconoscenti a Polselli di essersi firmato con lo pseudonimo acchiappa gonzi, ovvero Ralph Brown: sarebbe stato davvero imbarazzante condividere la sua nazionalità con la firma sotto le locandine.


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Riti, Magie nere e segrete orge nel Trecento, un film di Ralph Brown ( Renato Polselli), con Mickey Hargitay, Rita Calderoni, Raul Lovecchio, Krysta Barrymore, Moschera Consolata, Max Dorian, William Darni, Gabriele Bentivoglio, Stefania Fassio, Italia 1973
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Mickey Hargitay … Jack Nelson
Rita Calderoni … Isabella / Laureen
Raul Lovecchio … Occultista
Christa Barrymore Christa
Consolata Moschera
William Darni … Richard Brenton
Marcello Bonini Olas Gerg
Stefania Fassio … Steffy
Gabriele Bentivoglio Prete
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Nazione: Italia
Produzione: G.R.P. Cinematografica
Soggetto: Renato Polselli
Sceneggiatura: Renato Polselli
Fotografia: Ugo Brunelli
Montaggio: Renato Polselli
Direzione artistica: Giuseppe Ranieri
Musiche: Romolo Forlai, Gianfranco Reverberi
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