Mimsy Farmer, in un fotogramma tratto da Il maestro e Margherita
Mimsy Farmer, americana di Chicago, dov’è nata nel febbraio del 1945, è stata una delle attrici più capaci arrivate in italia agli inizi degli anni settanta, quando venne chiamata da Dario Argento per interpretare il ruolo di Nina nel suo Quattro mosche di velluto girigio. Mimsy aveva 26 anni, ma alle spalle già una carriera consolidata, avendo esordito all’età di 17 anni in alcune produzioni americane per la Tv, come “My Three Sons” ,”The Adventures of Ozzie & Harriet” e sopratutto in due grandi successi arrivati anche in Italia, Perry Mason e Lassie.
In Italia arriva dopo aver girato Riot of sunset strip, Devil angels al fianco di Cassavetes, in The wild racers e sopratutto More, film in cui interpreta la giovane Estelle, memorabile sopratutto per la celebre colonna sonora dei Pink Floyd. Gli spettatori italiani la apprezzano anche in due fortunate produzioni, Michele Strogoff, corriere dello zar e Quando il sole scotta, in inglese Road to Salina, scabrosa storia in cui interpreta Billy, una ragazza che in passato aveva avuto una relazione incestuosa con il fratello che poi aveva ucciso.
Allonsenfant
Il ruolo che le consegna la fama anche da noi è il citato Quattro mosche di velluto grigio, diretto da Dario Argento nel 1971, in cui Mimsy Farmer interpreta Nina, la psicotica moglie di Roberto, che alla fine risulterà essere la vera e insospettabile assassina di una serie di delitti. Non è particolarmente bella, Mimsy, ma ha fascino e un carsima magnetico; corpo esile, anzi minuto, è lontana anni luce dal prototipo della vamp. Ma riesce a supllire con doti recitative eccezionali a quanto le manca sul piano fisico.
Black cat, Gatto nero
In poco tempo gira alcuni ottimi lavori, come Corpo d’amore di Fabio Carpi, La vita in gioco di Mingozzi accanto al sex symbol Helmut Berger, l’ottimo Il maestro e Margherita, di Petrovic, tratto dal famoso romanzo di Bulgakov, nel quale interpreta splendidamente Margaretha, la moglie di un polizotto innamorata dello scrittore Maksudov.

Mimsy in 4 mosche di velluto grigio
L’opera successiva ,Il camino, film del 1973 diretto da Jorge Darnell passa quasi inosservata,pur vantando nel cast Fernando Rey e Luigi Pistilli; tuttavia ottiene un altro buon successo personale lavorando con Delon e Jean Gabin in Due contro la città, opera discontinua di Josè Giovanni, in cui è la donna di Gino, un ex carcerato che finirà per essere ghigliottinato solo per aver ucciso un poliziotto che lo tormentava sadicamente.La Farmer dimostra di essere un’attrice completa, assolutamente adatta ai ruoli drammatici, in possesso di una mimica facciale che le permette di rendere al meglio i personaggi più complessi.
Mimsy Farmer in un altro fotogramma tratto dall’ottimo Allonsenfant
E’ il caso di Silvia Hacherman , personaggio principale di Il profumo della signora in nero di Barilli, uno dei film più originali del cinema italiano; il complesso personaggio di Silvia, dottoressa ossessionata dal ricordo della propria madre vista in un incontro sessuale molto crudo, dal quale esce con problemi piscologici che la porteranno sull’orlo della pazzia, mostra la maturità raggiunta. Confermata da Allonsanfant, film dei fratelli Taviani, in un altro ruolo drammatico, quello di Francesca, che riporta il nobile Fulvio sulla strada degli alti ideali rivoluzionari della carboneria, che rinnegherà tradendo i suoi compagni.
Il maestro e Margherita
Il profumo della signora in nero
Siamo nel 1974, e l’attrice continua a interpretare parti drammatiche: la successiva è nel film La polizia indaga: siamo tutti sospettati di Michel Wyn, in cui interpreta Candice, una giovane uccisa casualmente in Francia. Il 1975 segna il ritorno della Farmer ai film di ambientazione thriller; è il caso del film di Crispino Macchie solari, opera molto discussa in cui è ancora una volta una dottoressa, Simona, coinvolta in una brutta storia di omicidi in una città in cui si abbatte un’improvvisa serie di allucinanti delitti, che le autorità attribuiscono alle macchie solari del titolo.
Uno dei suoi primi lavori, il geniale More
Nei successivi due anni la Farmer lavora in Morire a Roma (La vita in gioco) di Giuseppe Mingozzi, pressochè ignorato dal pubblico e in Il sapore della paura di Leroy, un insolito film in cui interpreta Helen, una ragazza che finirà per diventare la preda di un gruppo di rispettabili notabili del posto, che dopo averla violentata la faranno morire tra le sabbie mobili.
Quando il sole scotta
Per rivedere sul grande schermo la Farmer, bisognerà attendere il 1977, quando interpreterà il ruolo di Giulia in Antonio Gramsci: i giorni del carcere, diretto da Lino Del Fra; nel 1978 lavora in L’amant de poche di Bernard Queysanne, film mai distribuito in Italia, in Ciao maschio di Ferreri e in Concorde affaire, diretta da Deodato.
E’ proprio nel 1979 che la Farmer decide di accettare nuovamente ruoli televisivi, per cui la troviamo in Martin Eden, di Giacomo Battiato, ripreso dal famoso romanzo di Jack London, nel quale è Lizzie, al fianco di Delia Boccardo e Capucine e subito dopo in un’altra fiction (oppure sceneggiato Tv, com’erano chiamate all’epoca le produzioni di telefilm televisive), Il treno per Istambul, regia di Mingozzi, al fianco di William Berger e Stefano Satta Flores.

Mimsy Farmer in due fotogrammi tratti da Macchie solari
Ovviamente non dimentica il cinema, e ancora una volta lavora in un thriller, Gatto nero, di Lucio Fulci, tratto da un romanzo di Poe in cui interpreta Jill, una fotografa che rischierà di morire sepolta viva, e che sarà salvata proprio da un gatto nero. Alternando lavori in tv e al cinema, la Farmer mostra un eclettismo che ha pochi riscontri nel mondo del cinema; cosi alle produzioni tv alterna lavori selezionati, come La ragazza di trieste, il dramma di Pasquale Festa Campanile nel quale è al fianco, anche se in una parte secondaria, di ben Gazzarra e Ornella Muti, per poi passare a Don Camillo, nel quale per la prima volta si trova sul set di un film con risvolti comici, un remake del vecchio successo interpretato dagli indimenticabili Gino Cervi e Fernandel;
Riot on Sunset strip
Con Lee Van Cleef in Arcobaleno selvaggio
in questo caso ci sono Terence Hill e Colin Blakely, e il risultato è davvero modesto. Torna in Tv, nel 1984, per La bella Otero, di José María Sánchez, che schiera attori di gran livello, come Ángela Molina, Harvey Keitel, Aurore Clément, Luciano Salce, Vittorio Caprioli,Gigi Proietti,Gianni Cavina,Lina Sastri, mentre al cinema la vediamo in La mort de Mario Ricci , Il quartetto Basileus , Arcobaleno selvaggio.
Pian piano l’attrice inizia a diradare gli impegni cinematografici e televisivi; trasferitasi in Francia, si appassiona alla scultura e alla pittura, anche per merito di Francis Poirier,lo scultore che diventerà suo marito. Interpreta qualche altro film, come La ragazza dei lilla, di Flavio Mogherini, nel 1985, Un foro nel parabrezza di Sauro Scavolini e Sensi, lavoro brutto e scoordinato di Gabriele Lavia.
Concorde affaire 79
Nel 1987 lavora in Camping del terrore di Deodato, brutto e pasticciato thriller, in Poisons, di Pierre Maillard, in Il segreto dell’uomo solitario, di Ernesto Guida e nei lavori Tv Sei delitti per padre Brown, prima di chiudere definitivamente con il cinema e la stessa tv nel 1991, con la fiction Safari diretta da Roger Vadim. Da quel momento in poi Mimsy Farmer si dedicherà anima e corpo alla scenografia, lavorando principalmente in Francia, ma non solo: Troy, Marie Antoinette, La fabbrica di cioccolato sono soltanto alcuni dei film ai quali ha partecipato come realizzatrice di sculture utilizzate poi in scena.
Un’attività che la bravissima attrice svolge a tempo pieno, avendo ormai accantonato da tempo i set cinematografici che l’avevano vista protagonista di tanti film importanti.
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Black cat
Sensi
Les suspects
Codename wildgeese
Sul set di Corpo d’amore
Ciao maschio
Con Delon e Gabin in Due contro la città
Due contro la città
More
La traque
Concorde affaire 79
Il profumo della signora in nero
Antonio Gramsci: i giorni del carcere
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Il segreto dell’uomo solitario 1988
Poisons (1987)
Camping del terrore (1987)
Her Fragrant Emulsion (1987)
Sensi (1986)
Un foro nel parabrezza (1985)
La ragazza dei lilla (1985)
Fratelli (1985)
Arcobaleno selvaggio 1984
La mort de Mario Ricci (1983)
Il quartetto Basileus (1983)
Don Camillo (1983)
La ragazza di Trieste (1982)
Black Cat (Gatto nero) (1981)
Même les mômes ont du vague à l’âme (1980)
La légion saute sur Kolwezi (1980)
Concorde Affaire ’79
Ciao maschio 1978
L’amant de poche 1978
Antonio Gramsci: i giorni del carcere (1977)
Il sapore della paura 1975
Morire a Roma (1975)
Macchie solari (1975)
La polizia indaga: siamo tutti sospettati (1975)
Allonsanfàn (1974)
Il profumo della signora in nero (1974)
Les mille et une mains (1974)
Due contro la città 1973
Camino-La faccia violenta di New York (1973)
Il maestro e Margherita (1972)
La vita in gioco (1972)
Corpo d’amore (1972)
4 mosche di velluto grigio (1971)
Quando il sole scotta 1970
Strogoff (1970)
More (1969)
The Wild Racers (1968)
Devil’s Angels (1967)
Riot on Sunset Strip (1967)
Hot Rods to Hell (1967)
Bus Riley’s Back in Town (1965)
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