
Anselmo di Montebello, definito prode per arcani motivi, disputa una singolar tenzone con il cavaliere teutonico Ottone; grazie ad un volgare trucco, messo in scena da suo zio il Vescovo, batte il povero tedesco e si prepara a viaggiare in direzione di Roma, dove è incaricato di portare la mano sinistra del santo Mancinello.
Alighiero Noschese è il prode Anselmo
Al termine della missione, potrà quindi partire come crociato per la Terrasanta e impalmare la bellissima Leonzia, nipote del vescovo e sua promessa sposa. Ma Ottone capisce l’inganno in cui è caduto e vuole vendicarsi di Anselmo. Il prode in realtà altro non è che uno sbruffone bigotto, si traveste da contadino e accompagnato dallo zio e dalla bella Leonzia, entrambi travestiti da contadini, fuggono verso Roma.
Marie Sophie è Leonzia
Si rifugiano, per la notte, presso Gianpuccio Senzaterra, un villico furbissimo quanto squattrinato; qui il giovane seduce la bella Leonzia, ma deve fare i conti con il furibondo Ottone. Con una beffa, lo rende cieco da un occhio, scappa con Anselmo che deve dividersi dalla sua promessa sposa e da suo zio.

Leonzia sedotta da Gianpuccio
Inizia cosi una caccia assolutamente irresistibile condotta da Ottone con i due occasionali compagni di viaggio a fare da lepre. Durante la fuga, Anselmo e il suo scudiero si imbattono in Frà Prosdocimo Zatterin da’ San Donà di Piave, un religioso dedito ad uno strano mestiere, quello del castratore, che ha già sperimentato sul suo compagno di viaggio. Dopo una notte passata in un cimitero, in cui i due compagni si imbattono in uno strano tipo di fantasma, una donna che fa becco il marito facendogli credere di essere sonnabula, i due compagni di avventura si rifugiano in una locanda, sempre inseguiti dal furibondo tedesco.
Enrico Montesano è Gianpuccio Senzaterra
Alighiero Noschese il Prode Anselmo di Montebello
Qui i due conoscono Laura e Fiammetta, le due splendide locandiere, che si fanno sedurre senza molte resistenze. Nella locanda alloggia anche fra Prosdocimo e sempre nella locanda arriva il vendicativo Ottone; i due compagni riescono a sfuggire, ma Gianpuccio perde sventuratamente la reliquia. Imbattutisi per l’ennesima volta in Ottone, che ha ucciso per rabbia tutti i suoi compagni d’arme, privano lo sventurato tedesco della mano destra, involontariamente; la mano dovrà sostituire la reliquia finita in fondo al fiume. Anselmo e Gianpuccio arrivano così a Roma, con la falsa reliquia; ma nella fretta di sostituirla,
Uno strano tipo di fantasma
Tamara Baroni, il fantasma
Gianpuccio ha tagliato allo sfortunato tedesco la mano sbagliata.Scoperto l’inganno, Anselmo viene condannato ad essere castrato dall’ineffabile Frà Prosdocimo Zatterin; riesce a sottrarsi con l’inganno al suo destino, convincendo Gianpuccio con le lusinghe a prendere il suo posto. Conosciuto il suo vero destino , quello che lo attende a Roma, Gianpuccio, incarcerato, riesce a convincere con un trucco a far prendere il suo posto al solito sfortunato Ottone, che oltre all’occhio e alla mano destra, perderà anche la virilità.
Lino Banfi e Erminio Macario
Maria Baxa e Femi Benussi
Gianpuccio, fingendosi eunuco, raggiunge il prode Anselmo al suo villaggio, e lo convince ad entrare come servitore e paggio al servizio della bella Leonzia. Spassosa commedia degli equivoci, diretta con ritmo da Bruno Corbucci, Il prode Anselmo e il suo scudiero è una commedia farsesca che ricalca, naturalmente con meno originalità, lo storico Brancaleone di Comencini; la dove il maestro aveva puntato tuto sul linguaggio, sull’espressione e sulla comicità involontaria delle cialtronesche gesta di Brancaleone da Norcia,

Il casto Anselmo cede alle lusinghe della carne
Corbucci sostituisce l’irresistibile idioma di Brancaleone con un linguaggio forse troppo triviale, ma ugualmente spassoso. Il film ha ritmo, in alcune parti è assolutamente irresitibile, anche se Noschese non è Gassman, e in Il prode Anselmo predomina, la scurrilità e il doppio senso, elargito con abbondanza. Girato come se fosse un decamerotico, quindi con la consueta aggiunta di mariti cornuti e di beffe varie, tuttavia questo film si distacca nettamente dalla produzione del genere per la sua carica umoristica molto forte. Noschese e Montesano sono assolutamente irresistibili, e disegnano ottimamente i personaggi del pavido Anselmo e del bifolco dal cervello fino, Gianpuccio.
Renzo Montagnani
Il cast è completato dall’inefabbile Erminio Macario, con il suo sorriso ironico e la sua carica magnetica nei panni di Frà Prosdocimo Zatterin, da Mrio carotenuto, autentica istituzione di film a ispirazione decamerotico-medioevale, e dalla presenza di alcune bellezze, come Maria Baxa, Femi Benussi, Tamara Baroni e Marie Sophie. Una lode a parte per il solito grande Renzo Montagnani, che da vita allo spassoso personaggio di Ottone, lo sventurato cavaliere teutonico vittima dei due compagni di avventura, Anselmo e Gianpuccio e per Lino Banfi, irresistibile nei panni del compagno di viaggio di Fra Prosdocimo, da lui reso eunuco. Un film da riscoprire, allegro divertente e senza pretese.
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Il prode Anselmo e il suo scudiero, di Sergio Corbucci, con Lino Banfi, Tamara Baroni, María Baxa, Femi Benussi, Mario Carotenuto, Sandro Dori, Erminio Macario, Renzo Montagnani, Enrico Montesano, Rosalba Neri, Alighiero Noschese, Marie Sophie
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Lino Banfi Il compagno di viaggio di Fra Prosdocimo
María Baxa Fiammetta
Femi Benussi Laura
Mario Carotenuto Il Vescovo zio di Leonzia
Sandro Dori
Erminio Macario Frà Prosdocimo Zatterin da’ San Donà di Piave
Renzo Montagnani Ottone
Enrico Montesano Gianpuccio Senzaterra
Alighiero Noschese Prode Anselmo di Montebello
Mimmo Poli Oste
Marie Sophie Leonzia
Tamara Baroni Fantasma
Ignazio Leone Un Vescovo (non accreditato)
Marcello Martana Marcozzo il becchino (non accreditato)
Franca Sciutto (non accreditato)
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Otra sugerencia: “L´andalusa” (La lozana andaluza), 1976, con Maria Rosaria Omaggio y Diana Lorys.