
Afflitta da un fidanzato egoista, da una famiglia in cui il padre è riverito come un sultano, da un datore di lavoro opprimente e negriero, la giovane Gianna langue sognando un futuro migliore. Dopo l’ennesimo soppruso sul lavoro, l’ennesima lite con il padre e dopo aver avuto il responso delle analisi, che escludono una sua maternità, Gianna molla tutto e parte verso Milano.
Mariangela Melato interpreta Gianna
Renato Pozzetto interpreta Alberto
Fermatasi a Ravedrate, la giovane vede il bando di concorso per vigili urbani e decide di iscriversi. Durante il corso, risulta la migliore in assoluto e di conseguenza viene assunta .Ben presto però la volenterosa ragazza scopre che all’interno del comune vige il clientelismo più sfrenato: le multe che la giovane somministra ai negligenti cittadini, vengono stracciate dal solerte comandante, ammanigliato con i poteri forti, fra i quali spiccano un industriale inquinatore e intrallazzatore, con zio cardinale e fratello senatore,
Gigi Ballista, il datore di lavoro di Gianna
L’addio ad Alberto
ed una serie di piccoli e ignobili faccendieri, come l’analista di un laboratorio che metterà a tacere lo scandalo più grave, l’inquinamento del fiume del paese ad opera degli scarichi dell’industria dell’uomo d’affari. Sabotata in tutti i modi, Gianna viene dapprima retrocessa al controllo sull’emigrazione; scopre il caso di una povera famiglia che vive con 15 congiunti in una catapecchia, non denuncia la cosa e finisce per dover ripartire da zero.
Il bando di concorso
Mario Carotenuto
Dopo aver respinto il ritorno di fiamma dell’ex fidanzato, la donna, combattivamente, riesce a scatenare un putiferio contro l’amministrazione locale, ma tutto viene insabbiato, nonostante l’aiuto che le viene dal pretore Ruggero, innamorato di lei. Alla fine Gianna decide di rinunciare al suo incarico e va in stazione per prendere il treno che la riporterà a casa; ma viene raggiunta da Ruggero, che la obbliga a rimanere, mentre lui parte per Roma, per proseguire la sua battaglia. Una battaglia persa, che costerà ai due un trasferimento in Sicilia, che verrà però accolto come una liberazione, visto che i due si sposeranno.
Alberto Lionello
Alvaro Vitali
Commedia in agrodolce girata da Steno nel 1974, La poliziotta, pur non rifuggendo dallo schema tipico della commedia all’italiana, se ne distingue per la conosciuta bravura di Steno, che infila qua e la stilettate al malcostume italiano, in particolare quello politico, quel malaffare che sarà la costante sia della prima che della seconda repubblica. A parte la denuncia, Steno affida alla Melato, brava e assolutamente sobria e lineare nella recitazione, il compito di usare la sua maschera e la sua abilità per rendere ancor più simpatico il personaggio di Gianna, femminista e integerrima persona dai costumi morali assolutamente irreprensibili.
Orazio Orlando

Il cast del film è di notevole spessore e include Orazio Orlando nel ruolo del prefetto Ruggero, uomo che sacrifica la propria carriera per amore di Gianna, un odioso e spocchioso renato Pozzetto, abilissimo nel tratteggiare tutto gli aspetti negativi del suo personaggio, Claudio, il fidanzato di Gianna. Ci sono poi l’onnipresente Mario Carotenuto, il capo della polizia municipale, Alberto Lionello, nel ruolo del sofisticato e intrallazzatore Tarcisio, assessore al comune, oltre ad Alvaro Vitali, che interpreta l’inetto Fantuzzi, che ha il solo merito di essere nipote del Cardinale.
Film gradevole, quindi, con in mano una frusta che non prende mai il sopravvento, limitandosi a fustigare in maniera poco percettibile vizi e debolezze italiche;

ma l’intento di Steno non era quello.Come quasi sempre, Steno stigmatizza le cose, ci ride su e invita il pubblico a riflettere su quanto espone, senza tuttavia usare il vetriolo. Regista elegante, evita sempre le classiche situazioni un tantino pecorecce e molto scollacciate tipiche della commedia italiana, imbastendo un film che si lascia vedere con piacere, che fa riflettere e che sopratutto fa sorridere. Amaro, molto spesso.

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La poliziotta, un film di Steno. Con Renato Pozzetto, Mariangela Melato, Orazio Orlando, Mario Carotenuto.Gigi Ballista, Alberto Lionello, Pia Velsi, Gianfranco Barra, Renato Scarpa, Armando Brancia, Alvaro Vitali, Umberto Smaila, Gianni Solaro Comico, durata 105 min. – Italia 1974.
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Mariangela Melato: Giovanna Abbastanzi
Orazio Orlando: pretore Patanè
Mario Carotenuto: Capo della polizia
Armando Brancia: avvocato
Renato Scarpa: farmacista
Gianfranco Barra: aiutante del pretore
Umberto Smaila: figlio del sindaco
Renato Pozzetto: Claudio
Alberto Lionello: Tarcisio
Alvaro Vitali: Fantuzzi
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