I racconti di Canterbury


Chaucer, lo scrittore dei Racconti di Canterbury, è in viaggio con un gruppo di pellegrini, meta la cittadina inglese; per rendere meno noioso il viaggio, propone ad ognuno dei pellegrini di raccontare una storia, che allieti il viaggio stesso. Così assistiamo a otto novelle raccontate con malizia e impudicizia, divertimento misto a ironia anti religiosa; vediamo un ricco mercante, anziano e bavso, smaniare per passare la prima notte di nozze con la bella Maggio, che lo cornificherà quando l’uomo perderà la vista.

Il mercante, Hugh Griffith e la bella Maggio, Josephine Chaplin

Il mercante la riacquista proprio nel momento in cui la donna si gode il suo amplesso, ma la ragazza stessa riuscirà a far credere al marito di aver avuto le traveggole. Sarà poi la volta di un giovane agghindato come il monello di Chaplin che si muove arraffando cibo dove può, assistendo alle varie unioni carnali (spesso omosessuali), prima di finire sulla gogna, passando per il diavolo

Punizione di un sodomita

Festa di matrimonio

che beffa un taglieggiatore portandolo con se all’inferno, per una quattro volte vedova che al quinto matrimonio finisce per morire accidentalmente per colpa del neo marito, del quale si vendicherà strappandogli il naso a morsi, per un giovane che beffa un legnaiolo seducendogli la moglie, ma che verrà a sua volta beffato da un innamorato respinto dalla donna stessa, che lo punirà, involontariamente, mettendogli un bastone infuocato nelle terga. Infine, assisteremo alla parte più cupa del film, con tre giovani che si uccideranno fra loro per impossessarsi di un tesoro, prima del gran finale con un frate trasportato agli inferi, dove i suoi correligiosi vengono sputati fuori direttamente dal deretano di un gigantesco demonio.

L’allegro vagabondo, Ninetto Davoli, alla gogna

Seconda parte della trilogia della vita, I racconti di Canterbury è dei tre film il meno riuscito, anche se esteticamente e fotograficamente, probabilmente è il migliore. Chaucer è lontano da Boccaccio, diviso da oltre 50 anni, e si vede; lo scrittore inglese non ha la finezza e lo stile narrativo di messer Boccaccio, e sembra che Pasolini faccia a gara con se stesso per rimarcarlo nel corso della sua narrazione, che questa volta è meno rigorosa, più scollacciata e sicuramente meno divertita rispetto al Decameron e meno ancora rispetto al Fiore delle mille e una notte.

Una beffa ripagata atrocemente

Rimane comunque la solarità, anche se solo a tratti, delle situazioni, degli ambienti e delle persone di quel medioevo visto da Pasolini come un’epoca in cui probabilmente tutto era più semplice, anche se gestito dai poteri forti, il re, i ricchi e il clero. Ma ancora una volta assistiamo alla rivincita dell’umile, dello straccione, nei confronti dei potenti: lo dimostra l’abile Maggio, che beffa il bavoso mercante, così come l’anticlericalismo è tutto nelle scene finali, con il frate trasportato in un inferno flatulente, in cui diavoli rigorsamente colorati di rosso e blu sputano fuori a intervalli regolari dai loro posteriori orde di confratelli.

Laura Betti, vedova 5 volte

La beffa ad un marito credulone

Il percorso dl film non è omogeneo, mancando il regista di quell’umorismo greve, ma autenticamente popolare che possedeva Chaucer; lo stesso percorso del film, che inizia allegramente, con la novella del mercante e di Maggio, finisce in maniera tetra con i racconti finali, quello dei due ragazzi che beffano il mugnanio seducendogli moglie e figlia, quello dei tre giovani che si ammazzano per denaro e con il citato episodio del frate.

Questa volta, però, Pasolini abbonda in costumi, scenografia e ambientazione, andando a girare il film proprio in Inghilterra, restitueno quanto meno l’aria che pervade il libro di Chaucer, attraverso le costruzioni inglesi medioevali, costumi semplici ma assolutamente a tono, sopratutto utilizzando splendidamente la fotografia, luminosa e ariosa, che ci restituisce un medioevo non cupo e drammaticamente pervaso da morte e miseria, ma un’epoca quasi ridanciana, in cui i poveri sembrano vivere allegramente le loro vite,

La parte cupa del film: l’arrivo del frate all’inferno

Il girone dei religiosi

beffandosi di oro e gloria, vanità e alterigia, grazie alla loro capacità di usare quel poco che hanno, ovvero l’aria, i campi e sopratutto il sesso, vera valvola di sfogo anche a livello sociale. Ecco, il sesso, in questo film di Pasolini, non ha la stessa valenza di altri suoi film; le stesse scene erotiche sono ridotte al luumicino, le beffe sessuali non hanno la valenza che avevano in Decameron e che avranno in Il fiore delle mille e una notte. Tant’è vero che il film stesso non venne perseguitato come il precedente Decameron; Pasolini sceglie anche, questa volta, attori presi dalla strada, con l’eccezione dei fidi Ninetto Davoli, che interpreta il giovane che si muove come Chaplin, Franco Citti, che interpreta il diavolo, la bravissima Laura Betti, la pluri vedova dell’episodio più riuscito del film assieme a quello del mercante (Hugh Griffith, bravissimo) e di sua moglie Maggio, la giovane Josephine Chaplin.

Il giardino proibito del mercante

Il mercante beffato

Accolto in maniera difforme dalla critica, che ancora una volta si divise tra strenui difensori e accaniti contestatori, I racconti di canterbury, pur non possedendo l’energia selvaggia e dissacratrice di altri lavori del regista, rimane comunque un’opera pregevole, anche grazie alle sue numerose pecche. Pasolini ridà corpo all’anima spontanea del cinema, senza voler costruire un racconto imbellettato da attori che declamano stentorei e fini dicitori. Utilizza come al solito gente qualsiasi, rendendo quindi spontaneo il rapporto tra il racconto popolare e  la sua anma più vera, il popolano, che in fin dei conti è il vero protagonista delle storie. Ci riesce, anche se solo a tratti, e consegna ancora una volta alla storia del cinema un’opera che quanto meno fa discutere e meditare.

Pier Paolo Pasolini, la voce narrante

I racconti di Canterbury, un film di Pier Paolo Pasolini. Con Hugh Griffith, Franco Citti, Laura Betti, Ninetto Davoli, Joséphine Chaplin, Alan Webb, Tom Baker, Vittorio Fanfoni, Anita Sanders, Vernon Dobtcheff, Jenny Runacre, Philip Davis
Commedia, durata 122 (111) min. – Italia 1972.

 

 

Hugh Griffith: Sir January
Laura Betti: la donna di Bath
Ninetto Davoli: Perkin il buffone
Franco Citti: il diavolo
Alan Webb: il vecchio
Josephine Chaplin: May
Pier Paolo Pasolini: Geoffrey Chaucer


Regia:     Pier Paolo Pasolini
Soggetto:     I racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer
Fotografia:     Tonino Delli Colli
Montaggio:     Nino Baragli
Musiche:     Ennio Morricone
Scenografia:     Dante Ferretti

Interni Safa Palatino, Roma,
Esterni Canterbury, Abbazia di Battle,
Warwick,
Maidstone,
Cambridge,
Bath,
Hastings,
Lavenham,
Rolvenden (Inghilterra)
Etna (Sicilia)

 

«C’è dentro ogni ben di Dio», scrisse John Dryden dei Canterbuiy Tales di Geoffrey Chaucer (1340?-1400), vasto affresco incompiuto in versi sulla società inglese del XIV secolo. Ispirandosi forse a Boccaccio, ma comunque da buon conoscitore degli autori nostri, Chaucer immagina che nell’aprile 1383, durante un pellegrinaggio da Southwark all’abbazia di Canterbury, i partecipanti si narrino delle storie. Questi racconti dovevano essere 120: l’autore ne completò ventuno, ne lasciò abbozzati tre. Pasolini (che ridacchia in prima persona impersonando Chaucer nel film) ne ha scelti otto di tipo grottesco e scurrile, sorvolando sulla cornice che nel testo invece è molto significativa. » Tullio Kezich

Ancora una volta il verdetto di una giuria cinematografica non aderisce all’opinione che la maggioranza del pubblico e della critica si è fatta di un film. Un applauso striminzito, e commenti imbarazzati nonostante molte grasse risate durante la proiezione, hanno accolto la prima mondiale dei Racconti di Canterbury, il film di Pier Paolo Pasolini girato in Inghilterra (e quella inglese è l’edizione che l’autore considera originale) ma presentato dall’Italia al Festival di Berlino, secondo pannello d’un trittico ideale, governato dalla gioia di raccontare, che fu aperto dal Decameron e sarà chiuso dalle Mille e una notte. » Giovanni Grazzini

Tratto da The Canterbury Tales (prima edizione: 1478), l’opera maggiore e incompiuta del poeta inglese Geoffrey Chaucer (1343-1400). In cammino verso Canterbury – per onorare le spoglie dell’arcivescovo Thomas Beckett – Chaucer (P.P. Pasolini) e altri pellegrini raccontano storie e aneddoti. Tra i 24 che compongono la raccolta, il regista ne ha scelti 8, talvolta liberamente rielaborandoli o inventando. Tra Il Decameron (1971) e Il fiore delle Mille e una notte (1974), è il 2° film della cosiddetta “trilogia della vita”, e il meno riuscito. Chaucer è un grande umorista; Pasolini è talvolta ilare, ma quasi privo di umorismo. Nell’uno c’è gaiezza in penombra, nell’altro tetraggine. Il primo è licenzioso, il secondo scurrile con una programmata provocazione in cui entrano, forse, anche il calcolo e un esibizionismo quasi infantile. A livello figurativo sono innegabili l’occhio e il gusto di Pasolini, ma non c’è più l’orecchio, almeno nell’edizione italiana. Non mancano le figure azzeccate (L. Betti, F. Citti) né gli episodi riusciti, ma l’amalgama non convince. Morandini

5 Risposte

  1. [...] Fonte: http://filmscoop.wordpress.com/2009/08/21/i-racconti-di-canterbury/ Segnala presso: Tags: Bastone, Canterbury, Chaucer, Cupa, Divertimento, Gran Finale, Hugh Griffith, Inferno, Josephine Chaplin, La Vista, La Volta, Malizia, Ninetto Davoli, Novelle, Pellegrini, Prima Notte, Seconda Parte, Sua Volta, Tesoro, Trilogia [...]

  2. Un bel film, anche se non il migliore di Pasolini. La scena dell’infero è fantastica, ma ci sono dei racconti senza l’ironia del Decameron. Ma è ancora um film divertentìssimo.

    • Si, credo tu abbia ragione.
      Nella trilogia è il più debole dei tre, il mio preferito resta Il fiore delle mille e una notte, film solar e lontano dalla cupezza dei primi due

  3. sito stupendo e stracuratissimo, complimenti

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.