
Il film di Cicero, del 1981, segna la fine malinconica di un’epoca e l’inizio di un’altra. La commedia all’italiana è morta, e lo stesso cinema italiano è in debito d’ossigeno. Le sale si riempiono di prodotti nazionali di dubbio gusto, con titoli espliciti, come questo di Cicero che strizza l’occhio alla foca protagonista del film ma anche ad una parte anatomica femminile, con il semplice cambio di una vocale.
Da sinistra a destra: Michela Miti, Dagmar Lassander, Lori Del Santo

Film a suo modo nemmeno da bocciare in toto, non fosse altro che per il tentativo di Cicero di gettarlo sulla goliardata pura, attraverso non sense e qualche buono spunto,che però sono solo sprazzi. Il resto è comicità davvero becera, sguaiata e di bassissima lega, ruotante tra l’altro attorno alle grazie di Lori Del Santo, fresca del successo ottenuto con il Drive in televisivo, epsoste in tutte le maniere possibili. Sulla trama ci sarebbe da glissare su, ma della recensione resterebbero solo le immagini, per cui provo ad esporla con poche parole, essendo anche scontata in maniera triste.



Andrea, una giovane infermiera, si trasferisce a Roma, per sfuggire alla noia, ma anche per affrontare una nuova sfida lavorativa. Finisce per trovare lavoro presso la famiglia del dottor Patacchiola, uno strano tipo di medico che spende una fortuna in sostanze afrodisiache, famiglia che include anche una moglie più che ninfomane, un nonno satiro e allupato, una figlia beatamente ingenua che si concede al primo che capiti e un figlio che è così ritardato da non sapere nemmeno cosa si fa con una donna.



Dopo aver vinto un concorso fotografico, Andrea si ritrova per casa una foca, prmio del concorso stesso; nella famiglia ne succedono di tutti i colori, così come alla stesa Andrea capitano situazioni surreali. Alla fine, dopo aver fallito anche una prova televisiva, Andrea viene assunta da una signora molto ricca, che intende creare una clinica per ricchi obesi ; sarà la sua fortuna.


Se la trama appare scontata e in carta carbone con tante altre pellicole girate sul finire degli anni settanta, al regia di Cicero cerca di salvare il salvabile, imbastendo un’improbabile storia attorno a Lori del Santo; ma la triste realtà finale è quella di un film che più che surreale diventa grottesco, ma senza alcun senso positivo. Le battutacce dell’onnipresente Bombolo, il nonno eccitato, la moglie ninfomane sono le ennesime, stanche repliche dei vecchi film della commedia sexy.


Il tentativo di rinverdirne le gesta naufraga totalmente, di fronte all’assoluta inconsistenza di una trama degna di menzione o di qualche situazione che susciti un minimo di ilarità. Siamo ormai negli anni ottanta, il risultato si vede, purtroppo.


W la foca, un film di Nando Cicero. Con Lory Del Santo, Michela Miti, Riccardo Billi, Bombolo, Victor Cavallo, Franco Bracardi, Dagmar Lassander, Moana Pozzi, Alfredo Adami, Angelo Pellegrino, Fabio Grossi, Giovanni Attanasio, Sergio Di Pinto, Enio Drovandi, Anna Fall, Carmine Faraco, Vito Fornari, Bobby Rhodes, Carlo Marini


A sinistra: Moana Pozzi

Franco Lechner alias Bombolo

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giudizio troppo severo. Questa pellicola è pura poesia.
Giudizio troppo negativo. Questa pellicola è pura poesia.
Dici?
Poesia della chiappa e della tetta?
La grana della pellicola è di grande qualità rispetto a quella, scadente, dei vari Pierino (che poi è il personaggio della Del Santo).
La volgarità c’è, ma è boccaccesca e liberatoria, lieve e, appunto, assolutamente poetica.
E la fotografia? Il suono dal vivo? E Bombolo per la prima volta professionista? E le trovate comiche?
Io grido al capolavoro. Punto.
finalmenteee!!!!!!!!cicero era un grande uomo di cinema alla faccia di tutte le volgarità di cui lo accusavano !evviva nando!!!!
fra i Martufelli le Canali i Mattioli e le Pozzi si salva almeno per aver scoperto (avessi detto !) Ennio Drovandi ! il refrain che + spesso si sente potrei giurarci di averlo sentito in un altro film ma non ricordo. W la foca è molto simile ai Pierino, 0 trama e tante scenette attaccate assieme alla belle meglio (pero’ su alcune di esse si ride a volte), e per almeno una volta è Bombolo che da scapaccioni (al figlio) e non le prende (da Milian) !!!