
Caio Cesare Augusto Germanico detto Caligola, imperatore romano, visto da Tinto Brass, da Gore Vidal e da Bob Guccione, o meglio, alla fine, visto non si sa bene da chi, come testimonia la vita cinematografica di questa pellicola, una delle più tormentate nella storia del cinema. Un film che in teoria doveva raccontare la vita e gli eccessi dell’imperatore romano che successe a Tiberio, e che alla fine si trasforma in un film che varca i labili confini tra il cinema d’autore e il cinema hard, grazie allo scempio che ne fece Bob Guccione, il produttore americano di Penthouse, che alla fine prese in mano la produzione del film, costringendo Vidal e Brass a sconfessare anche le parti da loro rispettivamente sceneggiate e dirette.
Peter O’Toole, Tiberio e Malcom Mc Dowell, Caligola
Lezioni di Tiberio a Caligola
Per rendersi conto del guazzabuglio inestricabile in cui si venne a trovare la produzione, basti pensare che ne circolarono diverse versioni, dalla più corta, quella di 105 minuti, che non contiene le scene famigerate delle varie orge. Tra tagli, censure, ripensamenti, l’opera appare quasi incomprensibile; vista nella versione integrale non si discosta poi molto da un banale film hard, in quella ridotta ci si rende conto di come sia l’eccesso la chiave di volta del film.
Uno degli scenari assolutamente improbabili del film
Adriana Asti, Ennia e Caligola
La storia narra la vicenda di Caligola, partendo quando era ancora in vita Tiberio; un Tiberio dissoluto, affetto da malattie ripugnanti della pelle, e che in pratica diventa il primo maestro di Caligola, che provvederà ( falso storico) a farlo assassinare da Macro, il suo fedele pretoriano. In questa prima parte del film domina già l’eccesso, con scene forti di orge di cui si circonda Tiberio, uomini, donne e ragazzini esposti come quadro di contorno della vita quotidiana dell’imperatore, a cui fa da contraltare il saggio Nerva, che sceglierà anche lui di morire suicida. Salito al potere, Caligola mette in mostra tutta la sua ferocia; stupra una coppia di nobili al loro banchetto nuziale, poi fa assassinare il fido Macro,
Il giuramento di Macro
Helen Mirren è la sacerdotessa Caesonia
mentre mantiene un’unione incestuosa con sua sorella Drusilla, l’unica donna che abbia poi veramente amato. La seconda parte del film indulge sulle scene più forti e al tempo stesso più lussuriose e sfrenate: Caligola, impazzito, secondo la personale visione del regista, anzi sarebbe meglio dire i registi, si dedica alle attività più folli, inclusa la decisione di far prostituire le mogli dei senatori, o quella di nominare senatore il proprio cavallo. In mezzo, la macchina mieti teste e le orge più sfrenate, la decisione di sposare Caesonia, la sacerdotessa delle vestali, che erano vergini e consacrate agli dei, e infine la pazzia totale, esplosa con la morte di Drusilla, che culmina con un atto di necrofilia. Il tutto giunge all’epilogo con la morte di Caligola, organizzata dai suoi pretoriani su istigazione dei senatori.
L’inesistente macchina falcia teste
Lo stupro della sposina
Da prendere con le molle o da bocciare tout court: non ci sono altre scelte possibili, per un film esagerato, kitsch, aberrante, oltraggioso. La cosa che sorprende di più è sicuramente il cast, che è di assoluto prim’ordine: c’è un diabolico, irriverente Peter O’Toole nei panni di Tiberio,Malcom Mc Dowell, il leggendario Alex di Arancia meccanica in quella di Caligola, c’è There ann Savoy, assolutamente libertina nella parte di Drusilla, Helen Mirren in quella di caesonia e ancora Adriana Asti nella parte di Ennia,


Leopoldo Trieste, John Gielgud in quella di Nerva, Uno stuolo di attori assolutamente sprecato, alla luce di quanto reso in definitiva dal film. E viene da chiedersi cosa abbiano pensato quando poi, alla fine, rimaneggiamento dopo rimaneggiamento, aggiunta dopo aggiunta, si sono trovati davanti ad un film che mescola tutto l’hard possibile, depravazioni incluse.




Caligola, un film di Tinto Brass. Con Leopoldo Trieste, Adriana Asti, Peter O’Toole, John Gielgud, Malcolm McDowell,Therese Ann Savoy, Donato Placido,Helen Mirren
Storico, durata 124 min. – Italia, USA 1979-1984
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