Il boss


E’ davvero un’impresa raccontare in maniera succinta la trama di Il boss, film del 1972 di Fernando Di Leo, uno dei registi più capaci del nostro cinema. Un film violento, in cui non si contano i morti, in una guerra di mafia che coinvolge tre famiglie dell’onorata società, un poliziotto marcio e un sottobosco fatto di onorevoli in odore di mafia, avvocati collusi sempre con l’onorata società e con la polizia che per una volta si limita a guardare, con il risultato finale di vedere decapitato il vertice della mafia stessa. Solo all’apparenza….

Lanzetta compie la strage

In una sala cinematografica un gruppo di 9 mafiosi si gode la visione di un film pornografico. Lanzetta,un killer al soldo del boss Carrasco, armato di un fucile lancia bombe, stermina gli uomini dal primo all’ultimo. Cocchi, unico superstite del gruppo, l’unico a non essere presente in sala, decide di vendicare l’affronto, e con l’aiuto dei suoi uomini fa sequestrare la figlia di Giuseppe D’Aniello, che è un amico e socio in affari di Carrasco, nonchè protettore dello stesso Lanzetta. Da Carrasco arriva a quest’ultimo un ordine preciso: evitare qualsiasi trattativa con Cocchi, in caso contrario, ovvero un cedimento di D’Aniello verso i rapitori, l’uomo deve essere eliminato.

Richard Conte è Don Carrasco, il Boss

Lanzetta riesce ad individuare il rifugio dei sequestratori, a liberare la ragazza, Daniela, una giovane drogata e ninfomane, uccidendo i sequestratori. L’uomo porta la ragazza nel suo rifugio, nel quale ha una storia di sesso con la stessa, proprio mentre all’esterno la guerra tra bande raggiunge l’apice. A farne le spese sarà proprio Cocchi, ucciso dal corrotto commissario Torri, uomo al soldo di Carrasco.

Mario Pisu è il capo dell’Antimafia, Vittorio Caprioli è il Questore di Palermo

Ma Lanzetta, che ha fiutato la trappola in cui vorrebbe farlo cadere Carrasco, uccide sia Torri che i sicari della mafia che erano in compagnia di Cocchi. Lanzetta e Pignataro, gli unici superstiti delle due famiglie vincenti, Carrasco e D’Aniello, decidono di eliminare il boss dei boss, Carrasco, e ci riescono, scatenando un inferno di fuoco sugli uomini del boss. La polizia, guidata dal questore di palermo, assiste imperturbabile agli eventi, limitandosi a tenere solo la conta dei morti ammazzati. Tra i due superstiti, Lanzetta e Pignataro, c’è uno di troppo……

Antonia Santilli è Daniela D’Aniello

Pier Paolo Capponi è Cocchi

Film complesso, velocissimo; per una volta Di Leo bada poco al discorso sociale, limitandosi a sfiorare il discorso denuncia sulle connessioni, sull’intreccio politica-mafia-istituzioni, privilegiando viceversa l’azione, le sparatorie e il ritmo. Se il film difetta di profondità, guadagna tutto sul piani della velocità,affidando tutto ad una serie impressionante di sparatorie, morti ammazzati, colpi di scena. Se l’impianto narrativo risulta troppo complesso, lo si deve alla volontà del regista di supplire ad una trama che (non dimentichiamo), è tratta da un romanzo, Il mafioso. Sicuramente di alto livello il cast:

Lanzetta libera Daniela

- Richard Conte è Don Carrasco, con una caratterizzazione del personaggio così puntigliosa da far credere davvero ad una sua identificazione reale con il mafioso interpretato;
- Henry Silva,  impassibile, freddo, spietato, è Lanzetta, il killer che riesce alla fine a soprravvivere a tutti gli scontri, agli agguati. Un’interpretazione di prim’ordine, la sua;
- Vittorio Caprioli è il questore, con un accento siciliano poco credibile, ma sempre all’altezza;
- Gianni Garko, nel ruolo del corrotto commissario Torri, anche lui con un accento siciliano assolutamente da dimenticare:
- Pier Paolo Capponi, sobrio e asiutto nel ruolo del mafioso Cocchi;
- Antonia Santilli, brava e sexy nel ruolo di Daniela;
- Corrado Gaipa, l’avvocato Rizzo, un altro specialista nelle interpretazioni di personaggi viscidi,
- Howars Ross, che interpreta Melende, uno degli uomini della banda di Cocchi, accreditato come Renato Rossini.

L’inizio di un legame morboso

E’ guerra totale tra bande

Il boss ebbe una serie di traversie giudiziarie, per un curioso incidente; il ministro Gioia, sentendosi diffamato in una sequenza del film in cui sembra venisse accostato il suo nome a quello di altri mafiosi, chiese il sequestro del film. La storia non ebbe seguito in quanto lo stesso ministro ritirò poi la denuncia.

Lanzetta si rammollisce

Il boss, un film di Fernando Di Leo. Con Henry Silva, Vittorio Caprioli, Richard Conte, Antonia Santilli, Gianni Musy, Mario Pisu, Andrea Aureli, Andrea Scotti, Gianni Garko, Salvatore Billa, Corrado Gaipa, Giorgio Dolfin, Marino Masé, Pietro Ceccarelli, Claudio Nicastro, Sergio Ammirata, Pier Paolo Capponi
Thriller, durata 111 min. – Italia 1972.

Daniela muore accidentalmente

Morte di un commissario corrotto

La fine del Boss

Tocca a Lanzetta?

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.