
Variazione in chiave sexy delle novelle decamerotiche, questa volta ispirato alle Mille e una notte, il classico orientale. Almanud, sultano, scopre di non poter più consumare con la bella Zumurud; disperato, si rivolge ai suoi consiglieri, che decidono di convocare a corte alcuni narratori di novelle, con la segreta speranza di risvegliare la virilità del sultano.
Femi Benussi

Il primo dei narratori racconta la storia di un ingenuo sultano, gabbato da un giovane; questo sultano, sopravvalutando le sue prodezze amatorie, sfida il concorrente, che non solo gli circuisce la moglie, ma riesce a carpirgli anche una grossa somma in monete d’oro. La novella non riscuote successo presso Almanud, così viene convocato un altro narratore; sono due giovani, che raccontano la storia di Aladino e di Marian.


Aladino, giovane e focoso, è innamorato senza speranza di un’altra donna, bellissima, sposata ad un ricco mercante. Pur di cirucire la donna dei suoi sogni, Aladino si rivolge al genio della lampada, chiedendogli, come desiderio, un tappeto volante. Sul tappeto salgono i due amanti, consumando vari amplessi. Ma una notte, per errore, sul tappeto sale il mercante; per poter tornare a terra i due sono costretti ad amarsi, perchè la legge del genio della lampada ha stabilito che solo consumando un rapporto amoroso è possibile riprendere terra.


Ancora una volta la storia non sortisce l’effetto sperato, così viene convocato un nuovo narratore, questa volta una donna, che racconta la storia della amorale principessa azis, che metteva all’asta, una volta l’anno, il suo corpo, promettendo di sposare l’uomo capace doi congiungersi con lei tredici volte nell’arco della notte, ma facendo tagliare inesorabilmente il capo a colui che non fosse riuscito nell’ardua impresa.


Saranno sette gemelli a vincere la sfida, alternandosi l’un l’altro nel corso della notte; costretta a sposarne uno, Aziz sposa l’ottavo di loro, che non aveva partecipato all’inganno in quanto evirato sin dall’infanzia. E’ quest’ultima novella a risvegliare nel sultano la virilità dormiente, così il tuto si conclude felicemente, con il sultano che ama, una dietro l’altra, la narratrice e Zumurud.

Scanzonata rilettura del classico orientale, Finalmente le mille e una notte, diretto da Margheriti nel 1972, nel pieno del boom del filone decamerotico, è di certo il meno sguaiato di tutti gli innumerevoli prodotti della serie, grazie anche ad una regia e a una sceneggiatura che privilegiano l’aspetto ironico delle storie piuttosto che la morbosità delle classiche scene di nudo.


Alla fine vien fuori un prodotto dignitoso, a tratti anche divertente, ben supportato da tutti gli attori del cast, come le bellissime Barbara Bouchet e Femi Benussi, i caratteristi Ballista, De Luca e l’immancabile Crla Mancini.Belli i costumi e l’ambientazione, un film gradevole e mai volgare.



Finalmente le mille e una notte, un film di Antonio Margheriti. Con Femi Benussi, Barbara Bouchet, Pupo De Luca, Ignazio Leone, Gastone Pescucci, Gigi Ballista, Esmeralda Barros, Carla Mancini, Gino Milli, Barbara Betti, Vassili Karis, Barbara Marzano, Elisabeth Felchner, Salvatore Puntillo
Comico, durata 93 min. – Italia 1972.
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