Il solco di pesca


Cosa sia il solco di pesca è lasciato alla fervida immaginazione dello spettatore; qualora lo stesso non fosse abbastanza smaliziato, diremo che si tratta del sedere femminile, elevato al rango di feticcio in puro stile Tinto Brass in questo film del 1975, diretto da Maurizio Liverani, alla sua seconda e ultima prova da regista, e verrebbe da dire, fortunatamente.

La storia inzia con il giovane ex seminarista Davide, che dopo aver scelto la strada della laicità, si improvvisa fotografo. In questo modo fa conoscenza con la giovane, bella e disinibita Vivien, donna sposata ad un attore cinematografico. Innamorato dei glutei femminili, il giovane Davide coinvolge la vogliosa Vivien nel suo gioco preferito.

Gloria Guida

Tra i due scoppia una torrida passione fatta di estasi e sensi, che con il protrasi del tempo finisce per giungere a noia a.d entrambi; a quel punto Davide punta la giovane servetta di casa, attratto anche in questo caso dal solco di pesca (in verità davvero bello) della ragazza. Tuttavia Tonina, che è vergine, non vuole sacrificare la sua verginità, così con sommo gaudio di Davide, i due trovano una soluzione che possiamo definire, di compromesso.

Il marito di Vivien all’improvviso si scopre geloso, e caccia di casa la donna, che si rifugia dall’amante. Il quale, alla fine, decide di tornare in conveno, dove porterà la sua strana passione verso altre mete, in questo caso un ambiguo frate. Tonina si concede al massaggiatore di Vivien, mentre quest’ultima si consola assumendo una nuova colf.

Filmetto dalla chiara matrice erotica, Il solco di pesca si segnala  per la la noia quasi insopportabile che assale dopo pochi minuti, quando diventa chiaro che il film è il classico espediente per mostrare le nudità della Brochard e sopratutto di Gloria Guida; basato su una sceneggiatura approssimativa, il film mostra, fotogramma dopo fiotogramma, una povertà quasi imbarazzante di idee, affidandosi ad una tama tanto pruriginosa quanto banale.

I personaggi hanno uno spessore estremamente limitato, così alle povere attrici altro non resta da fare che seguire diligentemente il copione, mettere in mostra il solco di pesca earrivare alla ingloriosa fine, quando, in maniera quasi boccacesca, i assiste all’improbabile ritorno di Davide tra le mura conventuali, in un ancor più improbabile amorazzo questa volta di stile omosex.

Le due attrici, la bella Martine Brochard, alle prese con le profferte pseudo artistiche del seminarista/fotografo, mostrano tutto il loro splendore, che effettivamene resta un gran bel vedere; se c’è una scena da ricordare, è quella in cui la Brochard presta le sue natiche per una serie di tatuaggi/timbri, mentre Gloria Guida, che sfodera un doppiaggio in bolognese quasi surreale, è l’altra cosa per la quale il film potrebbe valere una visione.

Martine Brochard

Il solco di pesca, un film di Maurizio Liverani. Con Gloria Guida, Martine Brochard, Emilio Cigoli, Alberto Terracina, Diego Ghiglia, Andrea Camilleri
Erotico, durata 90 min. – Italia 1976

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