
Luigi, un professore universitario, resta vedovo dopo un incidente stradale, nel quale muore la giovane moglie. L’uomo ha un figlio, Claudio, che si gode la vita, tra donne e bisbocce varie. Un giorno Luigi, colto da improvvisa passione per la bella e seducente Laila, la corteggia e la sposa. La coppia si installa ovviamente nell’appartamento di lui, nel quale abita il giovane Claudio.
Sabina Ciuffini, la bella matrigna
Ben presto tra la giovane matrigna e Claudio, complici le continue assenze del professore, scoppia la fatidica scintilla. I due prendono ad amarsi, ma la presenza di Luigi diventa ben presto troppo ingombrante. Così i due amanti decidono di eliminarlo fisicamente, simulando un incidente, ma durante le prove generali dell’omicidio, qualcosa non funziona, e Laila rimarrà folgorata nella vasca da bagno.

Filmetto senza pretese, diretto da Guido Leoni nel 1976, Oh mia bella matrigna nelle intenzioni dei produttori e del regista avrebbe dovuto lanciare la carriera cinematografica di Sabina Ciuffini, all’epoca valletta del popolare Mike Bongiorno e del suo seguitissimo Rischiatutto. Scommessa persa per due motivi: Sabina Ciuffini, pur carina e simpatica, non possedeva le necessarie doti d’attrice, e nel film, una commediola erotica con qualche pretesa di essere un thriler o quanto meno un dramma famigliare, aldilà dei seni esposti con generosità, altro non mostra.


Il secondo, sicuramente più valido motivo, consiste nell’estrema insulsaggine della trama, trita e ritrita, nell’ambientazione quasi sempre casalinga del film, con scene ripetute degli amori tra Claudio e Laila, peraltro non condite dal solito erotismo sfacciato, ma limitato a qualche inquadratura del bel corpo della Ciuffini. Probabilmente per evitare fatidiosi problemi con la Rai, della quale era dipendente, forse anche per non guastare quella ua fama di ragazza libera ma non troppo, di fidanzatina degli italiani, la Ciuffini non girò nemmeno una scena senza slip, con risultati anche paradossali e divertenti; in una scena in cui fa la doccia, mostrando scarso senso per l’igiene, non si toglie gli slip!!!

Maurice Ronet
Aldilà della battuta, Oh mia bella matrigna non si segnala per nessun merito particolare; film abbastanza noioso, dalla trama scontata, giocato sul rapporto peraltro visivamente molto casto tra Claudio e Laila, non ha dalla sua nemmeno una recitazione di livello. A parte il povero Ronet, che sembra capitato sul set di un film con soggetto fantascientifico, nulla resta nella memoria dello spettatore. Forse un senso di liberazione alla comparsa della fatidica scritta Fine


Oh, mia bella matrigna!, un film di Guido Leoni. Con Maurice Ronet, Sabina Ciuffini, Gianfranco De Angelis, Gloria Piedimonte, Crippy Yocard
Drammatico, durata 94 min. – Italia 1976.



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Recitato da cani però.