Il commissario Pepe


Siamo nella provincia veneta, a Bassano del Grappa, paese che non viene menzionato mai nel film, ma riconoscibile dalle immagini. Il commissario Pepe, arguto e tranquillo funzionario di polizia, si è adattato in qualche modo ai ritmi della vita di provincia, anche sul lavoro. Routine di ordinaria amministrazione, la sua, in una cittadina in cui sembra non accadere mai nulla, e in cui il massimo della turbativa dell’ordine pubblico sembra essere rappresentato da qualche ubriaco e dalla figura ambigua di un reduce di guerra, privo delle gambe, che sembra essere a conoscenza dei segreti intimi degli abitanti.

Il commissario Pepe riceve ordini dall’alto

Un giorno al commisario arriva l’ordine di indagare su alcuni fatti che hanno a che fare con la morale pubblica; a malincuore Antonio Pepe inizia le indagini, scoprendo che sotto la quiete della cittadina si agitano turpi vizi, storie boccaccesche, prostituzione e persino atti di pedofilia e omosessualità.

Il bordello mascherato

Lo sconcertato commissario, che ha una relazione segretissima con Matilde, una bella ragazza del posto, si imbatte in Silvia, una studentessa minorenne legata ad uno squallido personaggio che si prostituisce un pò per noia e un pò per amore, in una suora che ha atteggiamenti lesbici nei confronti di una sua allieva, in una nobildonna che organizza strani festini, nella sorella di un collega della polizia che fa una vita mondana,

Una insospettable frequentatrice

industriali che frequentano minorenni e dulcis in fundo, scopre che Matilde, la sua donna, in realtà durante le assenze per lavoro, a Milano, posa per delle foto pornografiche con il soprannome di Yolanda. L’amareggiato commissario, che ha raccolto un sostanzioso dossier sui vizi della cittadina, parla con il suo superiore, che lo invita a fare piazza pulita solo dei pesci piccoli, risparmiando notabili e persone in vista, per non turbare l’ordine sociale e sopratutto per evitare, in campagna elettorale, un grosso scandalo.

L’irruzione della polizia nel postribolo

Una mattina Pepe, recatosi davanti alla locale chiesa, vede entrare tuti i personaggi coinvolti nello scandalo per partecipare alla messa; appare chiaro che i potenti hanno una vita regolamentata dall’ipocrisia. Commettono i peggiori peccati, salvo poi confessarsi e riprendere tutto come prima. Pepe, che dovrebbe a questo punto mandare sotto processo i piccoli, probabilmente i meno colpevoli, sceglie di non scegliere; brucia il dossier raccolto faticosamente, rassegna le dimissioni e si reca a prendere Matilde dalla stazione.

Antonio Pepe, interpetrato da Tognazzi con Matilde, interpretata da Marianne Comtell

Ma quando arriva il treno, lui non aspetta la donna: si incammina triste e solitario sul viale della stazione, rivlge un’occhiata alla camera e con sguardo triste e malinconico dice ” E voi? Siete tutti leoni? “

Silvia tenta di liberarsi denudandosi

Il commissario Pepe, film del 1969 diretto da Ettore Scola è uno splendido affresco della vita di provincia, quella provincia italiana laboriosa ma anche viziosa sotto il suo manto di perbenismo; è una denuncia, amara e malinconica, del sistema di potere che garantisce ai forti l’impunità su qualsiasi cosa, che sia un reato morale o più grave.

Rita Calderoni

Elsa Vazzoler, interpreta la mondana in pensione

Antonio Pepe, che ha una dignità, una moralità adattabile si, ma scevra da compromessi, alla fine sceglie la via più difficile, quella di non scegliere, lasciando al suo sostituto il compito di riaprire le indagini o far finta di nulla. Dovrà essere lui, il suo successore a decidere, commenta amaro nel finale:  se sarà peggiore di lui dovrà accettare quello che lui non ha voluto subire , incriminerà i pesci piccoli salvando i potenti;  se sarà migliore di lui farà quello che lui non ha avuto il coraggio di fare, cioè incriminare tutti senza favoritismi.

Ugo Tognazzi

Matilde, in arte Yolanda, torna da Milano

Antonio Pepe è interpretato in maniera ineguagliabile da Ugo Tognazzi, che presta il suo volto, la sua recitazione, al malinconico personaggio di Scola; malinconico si, ma anche arguto, ironico ,a tratti sarcastico. Interpretazione tra le migliori in assoluto di un grande attore, capace di cogliere le minime sfaccettature dei personaggi. Altrettanto brava è Silvia Dionisio, giovanissima, che interpreta la equivoca studentessa Silvia,  cos’ come brava è Marianne Comtell, che interpreta Matilde, fidanzata all’apparenza perbenista del commissario.

Silvia Dionisio è Silvia

Veronique Vendell, la nobildonna

Cameo per Rita Calderoni, la giovane circuita dalla sua superiora, e per Elsa Vazzoler, nel ruolo di una simpaticissima mondana in pensione. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Ugo Facco de La Garda, e a distanza di 40 anni è godibile come quando uscì.

Il commissario Pepe,un film di Ettore Scola. Con Ugo Tognazzi, Giuseppe Maffioli, Silvia Dionisio, Marianne Comtell, Elsa Vazzoler,Pippo Starnazza, Gino Santercole, Dana Ghia, Elena Persiani, Rita Calderoni
Commedia, durata 107 min. – Italia 1969.

5 Risposte

  1. “El Comisario y la Dolce Vita”, título español.

  2. peccato per la parte minuscola e le poche scene in cui recita la Dionisio (in formissima e divina in pelliccia nella scena in cui aspetta l’industriale in camera), film godibilissimo e un grande Tognazzi (come al solito)… simpaticissima la vecchina che parla in dialetto che fa da domestica nell’appartamento di Tognazzi, scene (2) memorabili quelli della volante a sirene spiegate (ripresa dal tettuccio della macchina) per poi scoprire che succedeva di tutto tranne che un’emergenza (protagonista in entrambe le scene il bravo caratterista Cimarosa)

    • Pensa che l’ho visto alla sua uscita, ero piccolo tutto sommato ma mi fece una grande impressione.
      Più in là ovviamente l’ho rivisto, anche perchè ero innamorato della Dionisio, come penso tutti, all’epoca.
      Tognazzi fra la fine dei sessanta e l’inizio dei settanta era superiore anche a Sordi come attore.
      Ciao :)

  3. Gran bel film!Con un grandissimo Tognazzi che interpreta alla perfezione il commissario protagonista del film;davvero magistrale.La regia e la sceneggiatura sono di un grande maestro qual’è Ettore Scola dunque già i nomi fanno pensare ad un risultato grandioso.E così è stato;”Il commissario Pepe” è un film riuscitissimo,questa descrizione di un micromondo di una cittadina del Veneto in apparenza di qualità morale ineccepibile,quasi da manuale del buon cittadino,ma che poi ognuno di essi,anche appartenenti al clero come la suora saffica,hanno centinaia di scheletri nell’aramadio.Un film di denuncia coraggiosa per l’epoca al punto che,oggi,43 anni dopo,è ancora di un attualità tremenda oltre che di una realtà sconvolgente.La scena che mi piace di più per il suo significato è quella della Chiesa nella quale vanno a confessarsi ogni specie di birbaccione,protettori di prostitute,cummenda con l’amante minorenne ecc.i quali prima vanno a confessarsi poi fanno gli stessi peccati e pure peggio.Questo sottolinea la grande ipocrisia dell’Italia perbenista finta;ed è per questo che a me piace.
    Un bel ritratto sociale a mio modo di vedere.Da segnalare una giovanissima ma già bellissima Silvia Dionisio molto sensuale nella parte della studentessa prostituta un pò spaesata alla ricerca di amore,personaggio molto ben interpretato dalla bellissima e bravissima attrice.Oltretutto la Dionisio era bellissima anche con gli occhiali da vista cosa da non sottovalutare anzi direi il contrario.

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