Beatrice Cenci

Lucio Fulci riprende la storia di Beatrice Cenci, nobildonna romana, figlia di un uomo violento, dedito all’alcool e odiato da tutti, a cominciare dalla sua famiglia,e ne fa una saga a tinte cupe, attraverso il racconto dell’omicidio di Francesco Cenci organizzato ed eseguito da Olimpio, valletto personale di Beatrice, di lei innamorato a tal punto da rischiare in prima persona la vita. Siamo negli ultimi anni del 1500, e Francesco Cenci, grazie ad un’interpretazione molto personale di alcune leggi in vigore, approfitta del suo status per abbandonarsi a sopprusi di ogni genere, finendo per colpire indiscriminatamente piccoli e grandi proprietari delle terre in cui abita.

L’inizio del film:  Beatrice e la mamma Lucrezia in attesa dell’esecuzione

Ma anche il lassismo generale ha un limite, e quando Cenci lo supera, le guardie dello stato pontificio intervengono, spogliandolo di parte dei suoi possedimenti e confinandolo nella tenuta di famiglia. Qui l’uomo si abbandona a gesti di violenza verso i suoi congiunti, al punto che una notte Beatrice, bellissima figlia di Francesco, confidandosi con il suo valletto personale ed amante Olimpio, ottiene da quest’ultimo una promessa; Olimpio ucciderà Francesco, simulando un incidente.

Francesco Cenci, uomo brutale e violento

Olimpio e Beatrice Cenci

Il valletto si reca da un noto bandito e lo convince ad eseguire il delitto; il tutto viene portato a compimento una notte in cui Francesco, dopo essersi dedicato ai consueti bagordi, ritorna a casa completamente ubriaco. Il bandito uccide Francesco e Betarice, con l’aiuto della sua famiglia, lo getta da una finestra, simulando un incidente. Ma un servo di Cenci, che ha intuito la verità, informa le autorità con una lettera anonima dell’accaduto, e queste ultime indagano.

Adrienne La Russa è Beatrice Cenci

Le indagini portano immediatamente al bandito, che ha avuto l’impudenza di girare con il mantello di Francesco, dimostrando anche una disponibilità economica molto sospetta. Questa e altre prove convincono le autorità che dietro la disgrazia in realtà si cela un omicidio, e la famiglia Cenci, con Olimpio, vengono arrestati e sottoposti a tortura. Olimpio resiste eroicamente, e nega la partecipazione dell’amata Beatrice al complotto; lo stesso fa la ragazza, ma sia il fratello che la madre non resistono alla ferocia della torura e confessano i loro ruol nella vicenda.

Il bandito che ucciderà Francesco Cenci

Beatrice a questo punto cede, e racconta anche alcuni retroscena della vita violenta del padre, inclusa la violenza sessuale subita dallo stesso. Ma è tutto inutile; tutti i protagonisti vengono condannati a morte, una morte orribile. Solo Beatrice verrà condannata ad essere decapitata, senza squartamento. Ma da quel momento inizia la leggenda della martire Beatrice, venerata come una santa dal popolo, che inizierà a fare pellegrinaggio sulla sua tomba.

La tortura su Olimpio

Beatrice Cenci, film del 1969 diretto dal maestro Lucio Fulci è un prodotto asciutto, rigoroso, splendidamente ambientato e ottimamente recitato; Beatrice è interpretata da una giovane e affascinante Adrienne La Russa, che purtroppo nel corso della sua carriera non toccherà più il livello di eccellenza di questa interpretazione. Molto bravo anche Thomas Milian nel ruolo di Olimpio; il film è interessante, con il suo alternarsi di passato e presente, e in maniera inusuale, parte dalla fine, dall’attesa della sentenza per ricostruire le fasi delle vite tragiche dei protagonisti. Bravissimo George Wilson, che interpreta in maniera luciferina il torbido personaggio di Francesco, uomo violento e dissoluto.

Beatrice chiede ad Olimpio di uccidere il padre

Adrienne La Russa

Alcuni cenni storici sulla tragica vicenda di Beatrice Cenci, extra film.
Durante il processo a Beatrice e alla sua famiglia,vennero ascoltati testimoni,che confermarono tutto quanto rivelato dagli accusati,gli stupri,le sevizie morali e materiali a cui erano sottoposti.
E forse la sentenza sarebbe stata differente se proprio durante i giorni del processo non si fossero verificati altri casi di parricidio.

La tortura

Il papa decise che bisognava dare un esempio forte e definitivo,per porre un freno al dilagare degli omicidi in famiglia;così il tribunale,messo alle strette,condannò tutti alla pena capitale,con l’unica eccezione di Bernardo,che ebbe salva la vita.
L’undici settembre 1599 la carretta con i condannati giunse,stretta tra due ali di folla silenziosa,in piazza Castel Sant’Angelo.

Lo stupro incestuoso di Francesco Cenci su sua figlia Beatrice

Fu fatto scendere Bernardo,che venne obbligato ad assistere al supplizio; subito dopo toccò  a Lucrezia, che venne giustiziata dalla mannaia in stato di incoscienza; toccò poi a Beatrice,che con il viso pallido, ebbe tuttavia la forza di ravvivarsi i capelli,in un ultimo gesto di civetteria.
Un attimo dopo,a mannaia del boia troncò la testa della sventurata fanciulla,mentre i due fratelli, Giacomo e Bernardo urlavano per la disperazione.
L’ultimo ad essere decapitato fu Giacomo, che fino all’ultimo gridò che Bernardo era innocente.
I corpi dei condannati restarono sulla piazza fino a tarda notte, come ammonimento,per poi essere rimossi e inviati in vari posti per la sepoltura;Beatrice venne sepolta in un loculo nella chiesa di san Pietro in Montorio.
Nel 1798 Roma era piena di truppe francesi.
Un giorno una delle soldataglie entrò nella chiesa di san Pietro in Montorio,mentre il pittore Camuccino lavorava ad un quadro all’interno della chiesa stessa.

Le utlime ore di Beatrice Cenci

Dobbiamo alla sua testimonianza se ci è arrivato il racconto dell’ultimo oltraggio subito dalla ragazza.
Sembra che i  soldati  fossero entrati in chiesa, alla ricerca di preziosi.
Aprirono alcune tombe,e fra esse quella di Beatrice Cenci;all’interno rinvennero un piatto d’argento,su cui era appoggiata una sacca nera,che conteneva il capo di Beatrice reciso dalla mannaia;gli uomini portarono via il piatto,non prima di aver gettato tra i rifiuti il cranio della giovane.
Un ultimo oltraggio brutale e gratuito.
La pietà popolare iniziò a fare girare,da allora,una leggenda,che racconta come in alcuni giorni dell’anno sia possibile vedere lo spettro della fanciulla vagare alla ricerca del suo capo.
Un’ultima annotazione riguarda i due boia che eseguirono le condanne dei Cenci;uno di loro si uccise 15 giorni dopo,oppresso dai ricordi e dal rimorso per aver eseguito la condanna;l’altro venne ucciso un mese dopo durante un tentativo di rapina.

Beatrice Cenci, un film di Lucio Fulci. Con Raymond Pellegrin, Tomas Milian, Antonio Casagrande, Adrienne La Russa,Georges Wilson, Amedeo Trilli, Mirko Ellis, Stefano Oppedisano, Umberto D’Orsi, John Bartha, Ernesto Colli, Massimo Sarchielli
Drammatico, durata 90 min. – Italia 1969.

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