Lo squartatore di New York


Inizio dalla fine; questo film di Lucio Fulci è una delusione. Divenuto un cult per motivi abbastanza misteriosi, per altro; forse sarà stata la concomitanza di due elementi di cui il film abbonda, il connubio sempre valido sesso-violenza, forse l’atmosfera cupa e morbosa in cui il film è immerso, un’atmosfera malata, rreale, forse la combinazione di questi fattori più altri, inspiegabili.

Fatto sta che il film, con il passare degli anni, è diventato quasi il simbolo della produzione di un regista tra i più bravi e tecnicamente dotati del cinema italiano. E allora perchè parlo di delusione? Semplicemente perchè la sceneggiatura è molto lacunosa, la recitazione a tratti irritante (vedere il pessimo Andrea Occhipinti, per esempio), perchè aldilà dello splatter tutto appare preso per i capelli, messo assieme alla rinfusa con un risultato finale di dubbia validità.

Cinzia De Ponti, la studentessa uccisa nel ferry boat

Partiamo dall’inizio, e dalla scena che da il via al film; un uomo, che gioca con il suo cane sulle rive dell’Hudson, fiume di New York, si vede riportare la mano di un cadavere. E’ quello di una donna, che è stata orrendamente sventrata. Il tenente Williams non dedica molto tempo alla cosa, perchè, come fa notare all’anatomo patologo, “a New York muiono assassinate 10 persone al giorno e sette sono donne “.

L’autopsia della studentessa

Poco tempo dopo tocca ad una studentessa finire massacrata, all’interno di un ferry boat; abbiamo già una prima descrizione dell’assassino, che parla in falsetto, con la voce di Paperino. Questo secondo omicidio, avvenuto con le stesse modalità del primo, porta il tenente Williams a sospettare dell’esistenza di un serial killer. Mentre è a letto con Kitty, una prostituta, il tenente riceve una telefonata del misterioso assassino, che lo sfida annunciandogli, sempre parlando in falsetto con la irritante voce di Paperino, una serie di omicidi.

Zora Kerova, la porno attrice

Jack Hadley, il tenente Williams e Daniela Doria, Kitty

Il tenente decide così di consultare uno psicologo, l’ambiguo dottor Davis, che però si limita ad annunciargli l’impossibilità, visti gli elementi in mano al tenente, di identificare in qualche modo la causa scatenante degli omicidi. L’assassino si rifà vivo poco dopo; in un quartiere a luci rosse, una donna, Jane, assiste ad uno spettacolo porno. Al suo fianco c’è un uomo misterioso, con la mano destra priva di due dita.

Alessandra Delli Colli, Jane con Howard Ross, Mikos Scellenda

La donna si masturba durante l’esibizione degli attori, e subito dopo l’assassino colpisce ancora, uccidendo con una bottiglia la ragazza protagonista del live show erotico. Jane, sempre alla ricerca di forti emozioni, sobillata anche dal marito, si reca in un quartiere abitato da ispanico americani, dove cerca di concedersi un’altra delle sue trasgressioni. Qui però viene umiliata da due giovani portoricani, e la donna fugge.

La morte di Jane

Nel frattempo Faye, una brillante  studentessa, viene molestata e inseguita  in metro da un uomo con la mano mancante di due dita. Si rifugia, dopo una corsa, in un cinema, dove viene aggredita dal misterioso serial killer; la donna riesce a sfuggire all’attacco e si risveglia in ospedale, con il tenente Williams che le chiede spiegazioni. La ragazza fornisce al tenente la descrizione dell’uomo on le due dita in meno, e in tal modo da il via alle indagini che ora hanno qualcosa di concreto su cui muoversi.

Almanta Keller è Fay Majors, Andrea Occhipinti è Peter Bunch

Intanto Jane ha agganciato il misterioso uomo dalla mano monca; lo segue in un albergo e si fa legare ad un letto. Ma alla fine dell’amplesso, mentre l’uomo dorme, ascolta il comunicato della polizia, con quella che è la descrizione del killer presunto. La donna si libera e fugge, ma viene uccisa in albergo. La polizia identifica l’uomo dalla mano monca: è Mikos Scellenda, erotomane e modello di foto porno.

Kitty sta per essere seviziata

Scatta la caccia, che però porta ad una scoperta inaspettata. L’uomo viene rinvenuto cadavere 8 giorni dopo. Nel frattempo il misterioso killer si è fatto beffe del tenente, portandolo ad una cabina telefonica nella quale ha attivato un registratore, mentre nel frattempo fa asscoltare in diretta a Williams le fasi delle sevizie e della successiva morte di Ketty, la prostituta che il tenente frequenta.

L’atroce morte di Kitty

Mi fermo qui con la descrizione della trama, perchè da questo punto in poi l’assassino è facilmente identificabile. Non c’è un vero colpo di scena finale, perchè negli ultimi minuti si intuisce il finale, anche se mancano le motivzaioni degli omicidi. La trama, fin quà, pur tra vari contorcimenti, ha retto. Non regge il finale, frettoloso e a tratti inverosimile, così come sono inverosimili alcune scene, Una, in particolare, ha anche del comico: Faye viene inseguita in una metro deserta ( a New York!), dal misterioso uomo con la mano monca.

La morte di Mikos Scellenda, l’uomo dalla mano monca

Non solo:  quando la ragazza esce dalla stazione della metro, è inseguita per le strade sempre dallo stesso uomo, e durante il lungo percorso non si vede un’anima viva in giro. A parte queste incongruenze, appare forzatissimo l’inserimento del personaggio di Jane, la ninfomane a caccia di emozioni, così come appare inspiegabile per lunghi tratti la figura di Mikos, che agisce evidentemente per conto del serial killer, ma la cui figura non è mai centrata nelle motivazioni dei suoi comportamenti, nè lo sarà in seguito. A tratti la mano del regista è sicura, ferma; a tratti è impacciata, colpa probabilmente dei buchi della sceneggiatura, colpa della voglia di stupire attraverso scene splatter che in seguito saranno ampiamente sforbiciate dai censori. Il film, violentemente pessimista e cinico, rischia il naufragio in vari punti, concludendosi poi in maniera frettolosa. Aiutano poco po le performance degli attori, fra i quali si possono segnalare, come degne di menzione, quelle di Howard Ross e di Alessandra Delli Colli. Poco credibili quelle di Malco, che interpreta lo psicologo, quella di Jack Hedley nel ruolo del tenente Williams e sopratutto quella di Andrea Occhipinti, personaggio chiave della storia, fidanzato di Faye, interpretata da un’incerta Almanta Keller.Tante ombre, poche luci.

La chiave dell’enigma

Fulci ha già superato, nel 1982, data di uscita di Lo squartatore di New york, la sua fase più creativa. D’ora in poi girerà film di modesto livello, con l’unica eccezione del durissimo e crudo Gatto nel cervello. Film per fucliani accaniti, quindi, coloro che perdonano tutto ad un regista entrato con questo film nella parte meno importante della sua luminosa carriera.

Lo squartatore di New York, un film di Lucio Fulci. Con Jack Hedley, Howard Ross, Almanta Keller, Andrea Occhipinti, Daniela Doria, Paolo Malco,Zora Kerova, Alessandra Delli Colli, Cinzia De Ponti
Thriller, durata 92 min. – Italia 1982.

Jack Hedley: Tenente Williams
Howard Ross: Mikos Scellenda
Andrea Occhipinti: Peter Bunch
Alessandra Delli Colli: Jane Lodge
Paolo Malco: Dottor Davis
Daniela Doria: Kitty
Zora Kerowa: donna del sexy show
Lucio Fulci: funzionario di polizia
Urs Althaus: uomo del sexy show
Cinzia De Ponti: studentessa
Almanta Keller: Fay Majors

 

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