
Alice è una ragazza quattordicenne, che torna a casa dai genitori per le vacanze, dopo aver passato un anno in un collegio francese per studiare. E’ una ragazzina, che sta vedendo il proprio corpo cambiare, così come incomincia a cambiare la sua psicologia, i suoi interessi. Il viaggio in casa dei suoi, con il padre che gestisce una segheria e la mamma che si occupa delle faccende domestiche si rivela uno scomodo passaggio

Alice e la sua bambola; un’adolescente che cambia
Nei primi giorni della sua vacanza, la ragazza è costretta ad ascoltare le litanie della madre, mentre attorno alla fattoria non sembra esserci nulla di interessante; al contrario, il paesaggio è sporco, degradato, per cui ben presto la ragazza, che nel frattempo assiste turbata alle modifiche del proprio corpo, a visioni notturne che le parlano con il linguaggio dei sensi e della sessualità, appare confusa, disorientata.Inizia a tenere un dirario e a vagabondare per i campi, con l’unica compagnia di una bicicletta.

Alice alla scoperta del suo corpo
Poco alla volta le pulsioni sessuali, quel corpo di adolescente in rapida mutazione, hanno la meglio, e la ragazzina inizia un percorso di conoscenza del proprio corpo; un percorso conflittuale, diviso tra sopresa e vergogna, curiosità e bisogno di approfondire quei cambiamenti che non sono solo fisici, ma anche psicologici. In ciò non trova un aiuto dai propri genitori, che al contrario sono preoccupati dapprima per le telefonate che la ragazza effettua, e poi dalla conflittualità che sfocia improvvisa all’interno della coppia, con la madre della ragazza che rinfaccia al padre le numerose infedeltà.

Alice, sola, è costretta ad affrontare quel suo corpo che si trasforma, sperimentando su di esso quelle che sono fantasie confuse. Con l’aiuto di Jim, un lavorante della segheria, andrà oltre, dopo un gioco quasi fancuillesco di sguardi e seduzione.
La bravissima Charlotte Alexandra è Alice
Catherine Breillat, regista del film e scrittrice del libro da cui il film stesso è tratto, dirige un’opera stilisticamente impeccabile, freddo, asettico. Mescolando sapientemente sogno e realtà, descrive la situazione ambigua di Alice senza mediazioni, mostrando il difficle percorso della ragazza sulla strada della comprensione di una sessualità che la ragazza stessa non capisce, preda com’è di un’educazione chiusa, che non ha insegnato alla stessa come affrontare i dubbi e le incertezze dell’adolescente.


I pregiudizi e l’attaccamento alle regole a cui Alice deve sottostare sono esposti lucidamente, analiticamente.Attraverso le sequenze del film la regista illustra il passaggio adolescenziale come una delle cause fondamentali per lo sviluppo di tabu che molto difficilmente potranno essere rimossi con la crescita. Un film sobrio, in cui l’erotismo in realtà è solo marginale; le esperienze di Alice, fatte o sognate sul proprio corpo, non hanno nulla di erotico per l’eventuale spettatore voyeur, ma sono chirurgiche, studiate come un complesso rituale di conoscenza che non è visivamente coinvolgente, ma, al contrario estraneante.


Merito anche di Charlotte Alexandra, che presta il suo volto e il suo corpo dando loro un’astrazione assoluta, che si potrebbe paragonare, in senso lato, all’interesse di un entolmologo per un insetto o una farfalla. Un film che non ha nulla di coinvolgente, giocato com’è sulla fredda documentazione della vita di Alice, un’adolescente nella quale possono riconoscersi tante coetanee.

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L’adolescente, un film di Catherine Breillat. Con Charlotte Alexandra, Hiram Keller, Rita Meiden, Bruno Balp, Georges Gueret
Titolo originale Une vraie jeune fille. Drammatico, durata 91 min. – Francia 1976-2000.
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Disculpe Don Paultemplar por el off- topic, pero ¿Cuándo va a realizar una crítica de film español “tipo españolada”? ¿Conoces “Torrente, el brazo tonto de la ley”?
Ciao
Non conosco bene il cinema spagnolo; conosco Almodovar,Bunuel, Jesus Franco e poco altro.
Nei prossimi giorni parlerò di Bella di giorno di Bunuel.
Ciao
Paul