
Il giovane rampollo di una famiglia bene, David, incontra una ragazza; lei, Alberta, dopo la fugace avventura, chiede la giovane di portarla con se, perchè sente di essere in pericolo. Ma David, appagato da quella che per lui è una semplice avventura, la scarica.
Raffaella Carrà è Alberta
Il giorno dopo il cadavere della ragazza viene ritrovato in un campo, e da quel momento il giovane si lascia andare, preda dei rimorsi, convinto anche di essere in qualche modo responsabile della morte di Alberta. Diventa così dipendente dall’alcool, tanto che un medico, Lamberti, decide di aiutarlo ad uscire dal tunnel nel quale David si è infilato.


Contemporaneamente Lamberti svolge delle indagini per suo conto, scoprendo che la giovane morta aveva accettato di farsi fotografare nuda d un misterioso personaggio. Aiutato da Livia, una delle amiche di Alberta, Lamberti riesce ad identificare il misterioso maniaco, salvando grazie anche a David, la giovane Livia dalla stessa sorte capitata ad Alberta.



Il maniaco morirà per mano di Davide. Tratto da un romanzo di Giorgio Scerbanenco Venere privata, scritto nel 1966, Il caso Venere privata diretto dal regista francese Yves Boisset è un giallo abbastanza tradizionale, girato con mestiere e indubbia abilità, anche se difetta di profondità e pathos. Prodotto in Francia nel 1970, presenta una deliziosa Raffaella Carrà, non ancora diventata soubrette di fama in un ruolo abbastanza scabroso, una giovanissima Agostina Belli in una particina e la splendida futura conduttrice di Discoring, Vanna Brosio, in una piccola parte ambientata in discoteca.

Bravo Bruno Cremer, futuro Maigret, circondato però da attori mediocri, per un film che non lascia tracce profonde, perchè si limita ad essere un noir d’ambiente, senza spessore psicologico nei personaggi. Da sottolineare la bella prestazione del solito Adorf, anche se limitata a pochi minuti d’apparizione.



C’è grossa discrepanza tra il romanzo di Scerbanenco e il film, e non poteva essere altrimenti; tutta la carica feroce, la scabrosità del romanzo risultano nel film ammorbidite , colpa probabilmente della sceneggiatura, mirata ad aveitare possibili problemi con la censura. Curiosa la parte con la Carrà, in evidente imbarazzo nel posare nuda davanti al fotografo maniaco, incatenata.


Il libro di Scerbanenco
![]()
Il caso Venere privata,un film di Yves Boisset. Con Renaud Verley, Bruno Cremer, Marianne Comtell, Raffaella Carrà, Claudio Gora,Marina Berti, Agostina Belli, Vanna Brosio
Titolo originale Cran d’arrêt. Giallo, durata 90 min. – Francia 1970.
Pubblicato da paultemplar





