La ragazza dalla pelle di luna

Aprile 29, 2009

Zeudi Araya è Simoa

Un ingegnere, una fotografa affermata di moda; sono una coppia, Alberto e Helen, ma una coppia in profonda crisi. Un giorno ad Helen viene proposto un viaggio di lavoro a Nairobi. La donna chiede ad Alberto di accompagnarla, e seppur riluttante, l’uomo accetta.

Ugo Pagliai è Alberto, Beba Loncar è Helen

Durante uno scalo, Alberto riesce a convincere la donna a prendersi una vacanza; il posto è magnifico, Mahè, nelle Seychelles, e la donna, anche se a malincuore, accetta. All’aeroporto della cittadina, Alberto incrocia, per la prima volta, una bellissima ragazza di colore, Simoa; la reincontrerà in una discoteca e tra loro scatterà immediatamente la scintilla fatale.

La relazione tra i due, intensissima, rigenera completamente l’uomo, mentre Helen, che ben presto si renderà conto della situazione creatasi tra i due, intreccerà una fugace storia con Giacomo, uno scrittore che vive in quel paradiso. Una relazione che lascia entrambi con l’amaro in bocca, mentre anche Alberto si rende conto che la pace, la serenità e la bellezza di quei luoghi sono solo un’illusione, per lui.

Giacomo Rossi Stuart con Beba Loncar

Dopo un drammatico colloquio con la moglie, durante il quale i due si affrontano forse per la prima volta, Alberto e Helen ripartono, probabilmente incontro ad una vita di coppia più serena ed equilibrata.

Diretto con ottima mano da Luigi Scattini nel 1972,La ragazza dalla pelle di luna è un film che si lascia guardare con piacere, per merito di una serie di fattori concomitanti; il primo è sicuramente costituito dal buon cast, con Ugo Pagliai, beniamino del pubblico televisivo dell’epoca nel ruolo di Alberto, della splendida ex attrice di fotoromanzi Beba Loncar, nel ruolo di Helen, e sopratutto della bravissima e sorprendente Zeudi Araya, attrice esordiente lanciata proprio da Scattini.

La stupenda Zeudi Araya

Un altro fattore importante, direi congiunto, è l’abbinamento tra la sontuosa colonna sonora di Piero Umiliani e la location, le Seychelles, con spiagge di sabbia dal color quasi bianco e i paesaggi incontaminati. La fotografia è adeguata, misurata. Un appunto personale, fatto all’epoca e a maggior ragione da farsi oggi, è l’inutile crudeltà mostrata verso i pescecani, attraverso scene che francamente potevano essere risparmiate.

Curiosando per il web, alla ricerca di qualche crtitica o recensione di questo film, mi sono imbattuto in giudizi poco lusinghieri, in trame raccontate alla meno peggio e sopratutto in vistosi errori nella sinossi del film. Ancora una volta un segno inequivocabile che molti critici tout court i film non l vedevano, ma evidentemente se li facevano raccontare, oppure li criticavano in stile Bignami, facendo il sunto del sunto.

In questo caso non stiamo parlando di un capolavoro della cinematografia, certamente, ma di un’opera dignitosa, con un suo fascino e sopratutto scorrevole. Doti non da poco, vedendo larga parte delle produzioni italiane di quegli anni. Per chiunque volesse approfondire la trama, i dietro le quinte o capirne di più sulla nascita e sullo sviluppo del film, consiglio il blog di Luigi Scattini, all’indirizzo: http://luigiscattini.wordpress.com/ ,utilissimo anche per coloro che non hanno avuto modo, per questioni di età o altro, di conoscere il cinema di un brillante e capace regista.

La ragazza dalla pelle di luna, un film di Luigi Scattini. Con Beba Loncar, Ugo Pagliai, Giacomo Rossi Stuart, Zeudi Araja.
Zeudi Araya.Drammatico, durata 91 min. – Italia 1972

Personaggi e interpreti:

Zeudi Araya: Simoa
Ugo Pagliai: Alberto
Beba Loncar: Helen
Giacomo Rossi Stuart: Giacomo

Collaborazioni:

Fotografia:     Nino Borghesi
Montaggio:     Luigi Scattini
Musiche:     Piero Umiliani
Scenografia:     Francesco Calabrese.

Il regista del film, Luigi Scattini

visitate il suo blog, all’indirizzo: http://luigiscattini.wordpress.com/

Soundtrack del film

La locandina

Citazioni:

Ancora: è diventata una parola d’amore.” ( Alberto)

Vedi, io sono un uomo civile,quindi sono un uomo malato; non posso respirare tanta libertà tutta insieme” (Alberto)

E’ stato bello, vero? (Helen) – No, ma almeno lo abbiamo pensato (Giacomo)”