Nuda per Satana


Parlare di cinema non significa necessariamente parlare di film memorabili, ma anche di pellicole che in qualche modo sono rimaste nella memoria collettiva come autentiche boiate, ovvero film in cui la trama è pressochè inesistente, la commistione tra i generi cinematografici risulta pressochè indistinguibile, oppure la recitazione è di così basso livello da far rimpiangere i soldi spesi per il biglietto.

Rita Calderoni e James Harris

In alcuni casi questi tre elementi si sposano, contribuendo in maniera determinante all’insuccesso di un film. Quando poi questo film è di una bruttezza, squallore e insulsaggine addirittura commoventi, si può assistere, per uno dei frequenti paradossi del mondo della celluloide, ad un suo perdurare nella memoria, fin quasi alla sua elevazione a emblema di un certo tipo di cinema, che in alcuni casi viene battezzato come z movie, ad indicare come il film stesso sia indegno di qualsiasi visione. Nuda per Satana, diretto nel 1974 da Luigi Batzella (ovvero Paolo Solvay) rientra a pieno diritto in questa fascia cinematografica, anzi, in qualche modo è il fiero portabandiera di un genere che pure, incredibilmente, vanta parecchi aficionados.

Tre fotogrammi del film con protagonista Rita Calderoni

Perchè questo film può vantare tanti meriti in negativo? Eccoli elencati brevemente:

- La trama è confusa, scoordinata e la sceneggiatura è imbarazzante; la storia, che vorrebbe riprendere un tema usurato come quello del doppio, finisce per diventare un labirinto in cui lo spettatore ,disorientato, si smarrisce, senza capire dove il regista lo voglia portare, e sopratutto cosa in realtà stia guardando, ossia una storia psicologicamente contorta, oppure la solita fiera di nudità più o meno malcelate ed eposte ad uso e consumo del voyeur di turno;

La tragicomica inquadratura con il ragno in arrivo

-La recitazione degli attori ( concessione ardita del genere a cui appartengono i nemmeno volenterosi protagonisti della pellicola) si distingue per la sua sciattezza, per la mancanza assoluta di profondità, sicuramente non agevolata dalle numerose incongruenze del film, che assomiglia più ad un’opera allucinata (anzi, allucinante) derivata dalla mancanza di idee.

Rita Calderoni (insolitamente vestita)

Rita Calderoni

-La pessima idea di voler ad ogni costo stupire con atmosfere tipiche del cinema di Polselli, con contrasti violenti di luci, atmosfere degne di un fumatore di hascisc e incongruenze sia in campo visivo che nei dialoghi

-Infine lo squallore dell’ambientazione, con la scena memorabile in cui la nudissima Rita Calderoni, star di questi z movie, viene assalita da un ragno gigante, costruito in maniera così artigianale da far pensare ad un prodotto girato da bambini, o al massimo ad un cartoon mediocre.

Scene saffiche nel film

Detto questo, addentrarsi nella spiegazione della trama appare davvero esercizio da equilibrista senza rete; la storia parte con un dottore che, mentre sta andando a fare una visita in un casolare che non c’è, incontra una ragazza discinta sulla strada, cosa che provoca lo sbandamento dell’auto sulla quale viaggia il medico e conseguente incidente. Rinvenuto dallo svenimento, il dottore assiste ad un altro incidente in cui è coinvolta un’altra ragazza, che, dopo un vano tentativo di soccorso, lo porta a cercare un luogo dove poter telefonare.

Imbattutosi casualmente in una villa, il medico finirà per avere un’esperienza allucinante, ovvero la visione di se stesso e della ragazza trasformati in docili servi del padrone di casa, che utilizza i due per combattere il più antico nemico dell’uomo, Satana in persona. Sarà una formula evocativa a permettere al dottore di liberarsi del suo padrone e del diavolo, contemporaneamente; ma forse è stato tutto un sogno, perchè il dottore si sveglia nella sua auto, mentre accanto a lui avviene nuovamene l’incidente con protagonista la ragazza.

La delirante orgia finale, tra fumo e belle donne

Capisco che raccontata così la storia sembra assurda; ma è anche vero che ricostruire una trama di per se lacunosa, incredibile e sconclusionata è operazione difficile. Se proprio volete rendervi conto, visionatevi il film e passerete, in questo modo due ore del vosto tempo annoiandovi a morte e bestemmiando come turchi. In fondo, il cinema è anche questo, delirio allo stato puro. In ultimo una segnalazione sulla incredibile orgia finale; fumo, movimenti al rallentatore, protagonisti che sembrano muoversi secondo gli schemi di un incubo reale, girata con tanta e tale approssimazione da diventare l’emblema di cosa non deve essere messo in una pellicola.

Nuda per Satana, un film di Paolo Solvay. Con Rita Calderoni, James Harris, Stelio Candelli, Renato Lupi
Fantastico, durata 93 min. – Italia 1974.

5 Risposte

  1. Término “aficionados”……¿”Españolismo” introducido por Paul Templar?

  2. “Aficionado” en italiano = “Aficionado apasionado” ?

  3. e propoi una schifezza

  4. Vero, un film indecente

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