Le malizie di Venere


Uscito per il mercato estero con il titolo Venere in pelliccia, questo film di Massimo Dallamano, o anche Max Dilmann, come talvolta si è firmato, è un’opera complessa, difficilmente valutabile da coloro che hanno visto la versione spaventosamente mutilata che circolava in Italia negli anni settanta. Il film, uscito all’estero nel 1969, era ben altra cosa rispetto alla versione italiana; tratto da un romanzo di Leopold Von Masoch, autore già di per se dannato per la scabrosità trattata nelle sue opere, fatte di descrizione crude di rapporti intrisi di schiavitù psicologiche e fisiche, Le malizie di Venere era già condannato, per il tema trattato, all’oblio, almeno in Italia.

La storia narra le vicende di Xavier, un ricco e affascinante tedesco, che nel corso di una vacanza conosce una disinibita ragazza italiana, Wanda, dalla mente perversa, libera e amorale. L’uomo si innnamora perdutamente della bellissima wanda, una insolitamente bionda Laura Antonelli, che però non esita a tradirlo, mostrando una vocazione assolutamente tendente alla poligamia sessuale che l’uomo è costretto ad accettare. Decide di portarla con se in Italia, degradandosi sempre più pur di raccogliere le briciole che Wanda gli riserva;

la donna lo costringe a diventare il suo autista personale durante le scorribande erotiche che ha con occasionali partner. Durante un’orgia, Wanda uccide un vagabondo che aveva sedotto, ma la ragazza, con la complicità delle cameriere, scompare, e Xavier si autoaccusa del delitto. Sarà in tribunale, all’ultimo momento, che Xavier verrà scagionato dalle accuse, grazie alle testimonianze di una persona della servitù che racconterà la verità.

Libero, Xavier cerca la sua ossessione bionda, Wanda, la rincorre di paese in paese e alla fine si libera di colpo dei suoi problemi psicologici uccidendo la perversa donna, e ponendo fine al suo rapporto sadomasochistico.

Il film, visto in edizione integrale, ha un suo svolgimento anche abbastanza logico, ma la versione che circolò in Italia, sforbiciata e integrata con scene girate con altri attori e con un altro finale, rende la visione difficlmente sopportabile, viste le incongruenze che la trama va ad assumere.

Nel film si respira un’aria quasi tossica, parallelamente alla visione della vicenda torbida a cui assistiamo. Il rapporto di sudditanza tra Xavier e Wanda, la crudeltà di Wanda, le scene torride di sesso alimentano il tutto, grazie anche al commento sonoro, molto adeguato, di Reverberi. Maiuscola la prova di laura Antonelli, volto da ingenua che in questo film si trasforma in una dark queen assolutamente amorale, ben aldilà dei limiti della ninfomania.

I meriti del film finiscono qui, perchè manca, per esempio, uno spessore psicologico che nel libro è la parte fondamentale. Dallamano cerca più il colpo ad effetto, insistendo moltissimo sulle splendide nudità della Antonelli, sulla tendenza di Wanda, a passare oltre i confini della morale, entrando in un mondo fatto di soli istinti primordiali, in cui il dominio assoluto del partner diventa forma di affermazione del proprio malsano io.

Nella versione italiana, girata per raggiungere il tempo necessario a farne un film che potesse uscire nelle sale, Xavier racconta parti della sua storia, come se fossero dei flashback, mentre è in galera in attesa del processo. Un espediente necessario, ma che trasforma il tutto in un’opera indigesta, in cui l’unica cosa a salvarsi davvero è la presenza della splendida Antonelli.

Per gli amanti dei film originali, l’unica possibilità che esiste di vedere il film in versione integrale consiste nel procurarsi il dvd giapponese, con tanto di sottotitoli in inglese, edito dalla Happinet pictures e distribuito per una cifra non indifferente, 37 dollari, reperibile a questo indirizzo: http://www.cdjapan.co.jp/detailview.html?KEY=BBBF-5165


Le malizie di Venere (Venere in pelliccia), un film di Massimo Dallamano. Con Laura Antonelli, Renate Kasch, Rex Duval, Mady Rahl
Erotico, durata 90 min. – Italia 1969-75.

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