
Dopo il saccheggio a piene mani del Boccaccio, ecco una versione alternativa delle classiche novelle licenziose trecentesche, prese a pretesto per imbastire un film, I giochi proibiti de l’Aretino Pietro, che, a differenza di molti altri prodotti simili, ha quantomeno il pregio di suscitare qualche risata. L’Aretino, considerato autore licenzioso e fuori dagli schemi, diventa così il nume tutelare di un onesto prodotto, non di certo il peggiore della fortunata serie denominata decamerotici. L’ingrendiente principale è, al solito, lo stuolo di belle ragazze impegnato a mostrare centimetri di epidermide, sfruttando una storia imbastita secondo i canoni più classici del filone.

Orchidea De Santis (sulla destra) è Lisa
Siamo in Umbria, precisamente a Gubbio, dove quattro donne sono state denunciate all’autorità preposta per una serie di violazioni del vincolo coniugale che hanno del beffardo. Angelica, che è una suora affatto contenta del suo stato, ha un amante, Righetto, con il quale si sollazza, per usare un termine boccaccesco, ad ogni occasione utile. Ma un giorno decide di dividere tal fortuna con le consorelle, provocando nel giovane una vera e propria crisi fisica. Violetta, moglie trascurata di un villico e bifolco paesano,si è furbescamente sostituita ad una donna di facili costumi, concedendosi così all’ignaro marito e a tutti i suoi amici, prima di essere scoperta e denunciata dal marito fedifrago.

In questo fotogramma: Femi Benussi è Violetta
La sostituzione di Violetta
Poi c’è Lisa, che è una domestica, che si mette d’accordo con l’amante per estorcere, grazie alle sue doti fisiche furbescamente messe in mostra al momento giusto, una somma di denaro, ed infine Bettina, che inganna il proprio marito fingendosi morta. Portata in un monastero, diventa l’amante dei locali frati, restando però incinta. Per cavarsi dai guai, in accordo con i frati gaudenti, cercherà inutilmente di far credere al marito geloso di essere miracolosamente resuscitata.



La trama del film è ovviamente un pretesto, anche se comunque qualche risata, quà e là, si riesce anche a rimediarla; il punto di forza resta però la bellezza fisica delle protagoniste, fra le quali spiccano Orchidea De Santis, bellissima come al solito, Femi Benussi, che è doppiata nel film con un curiosissimo accento che sembra romano e che i realtà chissà da dove viene,oltre alla ex star dei fotoromanzi Angela Covello e a Rosita Torosh. Particolarmente simpatico l’episodio con protagonista Femi Benussi, alias Violetta, che beffa il marito concedendosi in una sola volta, allo stesso più volte e a tutti i suoi amici. Il finale, che vede le quattro donne assolte da un giudice che poi saprà approffittare delle grazie delle donne, è ovviamente in linea con il racconto. Il regista, Pietro Regnoli, fa il suo lavoro con una qualche dignità, che mancherà in molti altri prodotti del genere.


I giochi proibiti de l’Aretino Pietro, di Pietro Regnoli, con Orchidea de Santis, Tony Kendall, Fausto Tommei, Femi Benussi, Pupo De Luca, Tiberio Murgia, Paola Corazzi, Angela Covello, Rosita Torosh, Shirley Corrigan, Luigi Leoni, Franco Agostini, Ben Carra, Livio Galassi.Italia,1973
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