Marisa Mell


Parlando di Marisa Mell, una delle star cinematografiche più amate e rimpiante nel campo delle pellicole di genere del periodo che va da metà anni sessanta a metà anni ottanta, non si può non notare la mano preponderante del destino, che l’ha messa di fronte a dure prove prima di portarla alla morte a soli 53 anni, il 16 maggio del 1992, per le conseguenze di un devastante cancro alla gola.

Bella, ricca, lieve difetto fisico cerca anima gemella

Una fine terribile, aggravata e resa più sinistra dalle condizioni di estrema indigenza in cui versava la popolare attrice, ridotta sul lastrico e con pochi e fidati amici intorno. Eppure, quel destino che la portò via prematuramente, le aveva dato una chance nel 1963, quando, dopo un incidente automobilistico, rischiò di restare sfigurata, uscendo invece dalla sala operatoria con un labbro leggermente all’insù, che diede al suo bellissimo volto quell’aria leggermente ironica che fu una delle sue caratteristiche.

Il primo, grande successo di Marisa Mell: Diabolik

Nata a Graz il 24 febbraio del 1939, Marlies Theres Moitzi, in arte Marisa Mell, ha interpretato oltre 60 film, dall’esordio avvenuto nel 1954 fino all’ultimo lavoro, Amo Vienna, del 1991. Una carriera segnata da molte pellicole di genere, che spaziano dal thriller alla commedia, fino all’erotico, che fu l’ultima spiaggia dell’attrice, coinvolta in storie di droga e ridotta alla disperazione dalla mancanza di denaro.

Dal film Sette orchidee macchiate di rosso

In mezzo una vita costellata da episodi dubbi, giocata sul filo dell’eccesso, fino al rapido declino che la costrinse ad accettare umilianti partecipazioni a servizi fotografici a luce rossa, dove prestava soltanto il suo bellissimo corpo, senza esserne parte attiva.

E pensare che ad Hollywood, dove erano in molti i produttori convinti delle sue capacità, era pronto un mega contratto per sette film da girare in America, e che lei rifiutò perchè, come si legge dalla sua autobiografia, “ avrei avuto bisogno del permesso anche per andare in toilette

Con un’altra attrice scomparsa, Sylva Koscina nel film Nel buio del terrore


Una costante, la sua, quella di voler essere indipendente. Conscia dei propri mezzi, e sopratutto fiera della sua straordinaria bellezza, Marisa Mell non accettò compromessi, salvo poi lanciarsi spericolatamente in una carriera fatta di film di buon livello, ma anche infarcita di pellicole mediocri.

Marisa Mell nell’ottimo Una sull’altra

Film, questi ultimi, che abbondarono verso la fine della sua carriera, quando la straordinaria bellezza del suo volto aveva lasciato il posto a lineamenti più marcati, segnati dalla vita irregolare e dalle vicissitudini personali, fra le quali l’uso di droghe. Sicuramente gli anni più appaganti e artisticamente rilevanti sono quelli che vanno dal 1967 al 1977,segnati da partecipazioni a film di ottima fattura. Il primo di questi è sicuramente il film di Mario Bava Diabolik, girato nel 1968 accanto a Law, nel quale è la bellssima compagna del criminale creato dalle sorelle Giussani. Lei è una Eva Kant credibile; bellissima e altera, con quel suo corpo appena nascosto per sfuggire alle dure maglie della censura. Un ruolo che le permette un’affermazione personale clamorosa; il film diventa rapidamente un cult, e le procura subito altri contratti.

Con Helmut Berger in La belva col mitra

Il che avviene immediatamente, nel 1969: a volerla sul set è Lucio Fulci, che le affida il duplice ruolo di Susan Dumurrier-Monica Westonnello splendido Una sull’altra (Perversion story), un thriller serratissimo in cui la Mell mostra grandi capacità interpretative e in cui si mostra in tutta la sua bellezza, che in Italia verrà apprezzata parzialmente vista la formidabile censura a cui venne sottoposto il film. Sexy, bellissima, Marisa Mell è protagonista di una delle scene a più alta densità erotica del decennio sessanta, quella dello spogliarello sulla moto. Gli stessi colleghi della Mell, la Martinelli e Jean Sorel, restarono incantati dalla sua esibizione, che resero visivamente nelle inquadrature della sequenza, in cui il loro stupore appare genuino e non simulato.

Marisa Mell nel film La profezia

Nel film Marisa fu protagonista di un’altra celebre sequenza, quella saffica con Elsa Martinelli. Nello stesso anno è nel cast di Senza via d’uscita, nel quale è la bellissima Michelle, accanto a Lea Massari e Philippe Leroy. Negli anni successivi si specializza in thriller, quasi che il suo volto, reso volutamente ambiguo, da vera dark queen, sia l’ideale per rendere al meglio le anime quasi perverse dei personaggi che interpreta. Nascono così i personaggi di Carla, in Diabolicamente sole con il delitto, il doppio ruolo di Anna e Maria in Sette orchidee macchiate di rosso, di Laura in Doppia coppia con Regina.

La compagna di viaggio

La liceale al mare

Ma non ci sono soltanto ruoli drammatici, nella carriera di Marisa Mell; da segnalare il surreale Bella,ricca, lieve difetto fisico cerca anima gemella, di Cicero, girato nel 1973, in cui è Paola, preda ambita da un cacciatore di donne ricche che cambia sesso, seduce la moglie del malcapitato seduttore e la mette incinta. Film massacrato dalla critica e rivelatosi un buon successo di pubblico.

Con Tony Curtis nel mediocre Casanova e C.

E’ in questo momento che la carriera della Mell diventa difficilmente inquadrabile: a parte Milano rovente, di Lenzi, nel quale è Jasmine, i film successivi mostrano la tendenza, da parte di registi e produttori, a sottovalutare le sue capacità interpretative a tutto vantaggio della sua innegabile carica erotica. Così gira film dai titoli inequivocabili, come La moglie giovane, dignitosa produzione americana, Amori letti e tradimenti di Alfonso Brescia,Perversione,Taxi love servizio per signora. Il genere è sempre lo stesso, pellicole pericolosamente ammiccanti all’erotismo, come confermato dalla mega commedia Casanova e C, in cui è al massimo della bellezza, lavora con un cast di prim’ordine, ma alla fine si tova prigioniera del clichè che le hanno costruto, quello della bellissima da mostrare nuda.

Doppia coppia con regina

Nel film Che notte, ragazzi

In questo film rivaleggia con uno stuolo di belle donne, in primis la Berenson, oltre alla Koscina ed altre bellezze. Il ritorno al thriller avviene con La belva con il mitra, pretenzioso poliziesco interpretato al fianco di Helmut Berger, per la regia di Grieco. Celebre, in questo film, la scena di sesso con Berger. Le parti che le sottoporranno d’ora in poi riguarderanno solo commedie sexy: La compagna di viaggio, Peccati a Venezia, La liceale al mare con l’amica di papà, La dottoressa preferisce i marinai confermano una specie di declino professionale ormai inarrestabile. L’ultima parte della sua carriera è assolutamente trascurabile, così come è meglio stendere un velo pietoso sulla sua vita privata.

Ancora Diabolik, di Mario Bava

Marisa Mell apparirà ,dopo la seconda metà degli anni settanta, su riviste di un certo livello, come Playboy, in nudi quantomeno artistici, per poi passare a veri servizi hard, in cui si limita a comparire in parti non attive, come in quelli proposti dal mensile Le ore, in cui il triste declino dell’artista si accompagna al rammarico per il talento sprecato.

Due fotogrammi tratti da Boccaccio 70

Come nel caso di altre attrici dalle indubbie doti interpretative, come Lilli Carati, ad esempio, la Mell ha dovuto fare i conti con la bestia peggiore in cui poteva incappare un’attore in quegli anni vissuti a tutta velocità: la dipendenza da droghe. E anche Marisa Mell non sfuggì alla dura legge che vuole associare il declino di attore a quello umano, proprio in virtù dell’assunzione di sostanze stupefacenti.

Marisa Mell in un fotogramma dell’introvabile E dopo di che uccide il maschio e lo divora

La dottoressa preferisce i marinai

Un sinistro destino, comune a Karin Schubert, passata ai film porno e alle chat erotiche. Un vero peccato, perchè proprio la Mell le qualità le aveva, e le ha mostrate sopratutto agli inizi della sua carrierà, che lasciava presagire ben altri risultati. Restano, di lei, le bellissime sequenze di Una sull’altra, di Diabolik, film che ne hanno lanciato la figura facendola diventare una star.

 

Bella ricca lieve difetto fisico cerca anima gemella

Savage city

Vita privata di un pubblico accusatore

La liceale al mare con tutta la classe

Sette orchidee macchiate di rosso

Perversione

 

 

 

5 Risposte

  1. bellissima anche oggi!!!!!

  2. Quando si scoprì ammalata era in Italia e poverissima. Rientrò da sua madre in un anonimo palazzo di edilizia popolare in una cittadina dell’Austria a morirvi per un cancro in gola.

  3. Marisa Mell è Una delle mie attrici preferite di tutti i tempi. Ha qualcosa della Bardot, ma è più oscura e misteriosa di lei. La sua bellezza è prorompente eppure obliqua, enigmatica. Spero solo che quei film oggi introvabili vengano un giorno alla luce. Intanto, guardo e riguardo le sue pellicole migliori, citate da questo bell’articolo.

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