Giorgio e Silvia, Irem e Barbara; i primi due formano una coppia legata da un rapporto di sudditanza della donna verso l’uomo, un ricchissimo, cinico e amorale industriale, con tendenze sadiche. Gli altri due sono dei giramondo, vagabondi legati da un rapprto non esclusivo, una coppia aperta in definitiva. Un giorno Giorgio invita Barbara, e di riflesso anche Irem, a fare una minicrociera sul suo lussuoso yacht, portandosi dietro ovviamente Silvia.
Elizabeth Turner è Silvia
E’ l’inizio di uno strano gioco delle coppie, in cui si mescolano le differenti psicologie dei personaggi, e in cui si intravedono, da subito, le enormi diversità legate alle convenzioni dei rispettivi mondi di appartenenza. Lui, Giorgio, industriale con il pelo sullo stomaco, non esiterà a mettere in cassa integrazione 600 dipendenti, pur di guadagnare qualche lira in più; lei, Silvia, la sua donna, accetterà di farsi schiavizzare psicologicamente da Giorgio, incapace com’è di intraprendere qualsiasi cosa senza l’autorizzazione di quello che appare più un padrone che un amante.
Silvia Dionisio è Barbara, John Steiner è Giorgio
Barbara accetterà, con cinismo misto a divertimento, i goffi tentativi di Giorgio di sedurla, tentativi legati più all’impossibilità da parte dell’uomo di dominare la ragazza che da vero desiderio . Così il viaggio sullo yacht si trasforma ben presto in un incubo; le differenti personalità vengono in conflitto. Irem, provetto marinaio, trova in Silvia una donna fragile, e ben presto inizia con lei una relazione, mentre mantiene viva quella libera con Barbara. Giorgio, frustrato e sempre più dipendente dall’alcool, si lascia andare a gesti di violenza gratuita, come quando massacra ferocemente una povera murena.

E a niente vale la discesa su un’isolotto, dove i quattro provano, con il cambio di coppia, a trovare un senso al loro esperimento di vita in comune. Infatti troppe sono le differenze tra i personaggi, e troppo instabile è il carattere di Giorgio. Così le tensioni sullo yacht aumentano, fino all’uccisione di Silvia da parte dell’allucinato industriale, che morirà anch’esso, vittima della sua follia. Sopravvivono Barbara e Irem, che riprendono il viaggio, da veri vagabondi, verso il mare aperto.
Al Cliver è Irem
Diretto da Ruggero Deodato nel 1975, il film è un tentativo, a volte riuscito, di coniugare un cinema di denuncia, impersonato dalle differenti estrazioni sociali dei protagonisti, il thriller canonico, che a volte affiora attraverso la tensione palpabile dei protagonisti e, buon ultimo, il pruriginoso cinema erotico, per evidenti ragioni di cassetta. E alla fine è proprio l’erotismo la maggior componente del film; Elizabeeth Turner, e sopratutto Silvia Dionisio, splendida moglie del regista, passano più tempo a mostrare le loro grazie che con gli indumenti addosso.

A scusante di deodato, va dato credito di essere stato il primo a girare un film ambientato su uno yacht, antesignano di molti film successivi . Altra difficoltà, superata parzialmente, quella di reggere un film con soli quattro attori; che comunque svolgono egregiamente le loro parti. Pare che Silvia Dionisio, durante le riprese del film, avesse grossi problemi a girare le scene di eros sotto la direzione del marito. Se andò così, il risultato mostra che se la cavò brillantemente.





Una nota a margine: mi chiedo quanti recensori cinematografici abbiano visto in realtà il film. Quasi tutti chiamano Irem l’industriale e Giorgio il giovane marinaio; errore marchiano, perchè i nomi sono esattamente da invertire. Evidentemente c’è la pessima usanza di fare critica senza aver visto le pellicole.


Una ondata di piacere, un film di Ruggero Deodato. Con Elizabeth Turner, Al Cliver, Silvia Dionisio, John Steiner
Erotico, durata 88 min. – Italia 1975.
Pubblicato da paultemplar





