
Mentre passeggia per la città in compagnia di un’amica, Alice, ricca studentessa, viene rapita da tre uomini, caricata a forza su un auto e poi , dopo un trasbordo in un furgone, viene portata in un casolare, legata con una catena al letto e stordita con potenti sedativi.
Flavio Bucci è Paolo
I tre autori del sequestro sono tre sprovveduti, manipolati da una mente; uno di essi, Gino, è un giocatore di biliardo, il secondo, Paolo, un riparatore di flipper e a tempo perso contrabbandiere, ed è anche l’amante della moglie di Gino. Il terzo, Michele, il più ingenuo dei tre, è un emigrante calabrese, che fino a poco tempo prima era un pescatore.
Michele Placido è Michele
E’ proprio Michele a dover badare alla ragazza, a provvedere alle sue necessità fisiologiche e a doverle somministrare i sedativi. Mentre la ragazza è sotto l’effetto dei farmaci, Michele la spoglia e la accarezza, fermandosi quando la ragazza da segni di risveglio. Intanto la polizia, guidata da un astuto commissario, riesce a mettersi sulle tracce dei rapitori; arresta dapprima Gino e subito dopo, con un inseguimento a piedi, Paolo.

Rena Niehaus è Alice
Nel frattempo nel casolare i due giovani sembrano vivere un rapporto se non d’amore, di complicità; ma all’arrivo della polizia nel casolare, Alice, ricevuta la pistola da Michele, che vuole arrendersi, gli spara brutalmente. sarà il commissario a prendersi la rsponsabilità della morte di Michele, evitando problemi alla ragazza.


Diretto da Eriprando Visconti nel 1976, La orca è u film di dubbia colocazione; non è un thriller, perchè l’ambientazione e la trama sono distanti dal genere. Non è un poliziesco, o meglio, ha qualcosa che ricorda lontanamente il genere. In effetti è un ibrido, un film che tenta di coniugare un’analisi sociale, a volte psicologica, partendo dalle motivazioni e dai comportamenti dei protagonisti. Ma resta comunque sul vago, mantenendo una certa fumosità che pregiudica il risultato finale. Buone le prove degli attori, fra i quali si segnalano Flavio Bucci nei panni di Paolo, di un giovane ma già padrone della scena Michele Placido, nel ruolo di Michele, il carceriere ingenuo, e di Rena Niehaus, perfida quanto basta nei panni di Alice.

Il perspicare commissario è interpretato da Vittorio Mezzogiorno. Secca la recitazione e i dialoghi, con una fotografia dai toni morbidi; l’ambientazione è spoglia e monotona, tanto che il casolare che funge da prigione finisce per riempire di un’aria di malinconia tutto il film.
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Un film di Eriprando Visconti. Con Michele Placido, Flavio Bucci, Rena Niehaus, Bruno Corazzari.Vittorio Mezzogiorno,Piero Palermini, Otello Toso
Drammatico, durata 90 min. – Italia 1976.







Michele Placido: Michele
Rena Niehaus: Alice
Lisa Morpurgo: Elisa
Flavio Bucci: Gino
Bruno Corazzari: Paolo
Carmen Scarpitta: Irene

Regia Eriprando Visconti
Soggetto Eriprando Visconti, Roberto Gandus
Sceneggiatura Eriprando Visconti, Roberto Gandus
Produttore Michele Placido
Fotografia Blasco Giurato
Montaggio Franco Arcalli
Effetti speciali Luciano Anzelotti
Musiche Federico Monti Arduini
Scenografia Francesco Vanorio

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