Profondo rosso



Ci sono opere cinematografiche a basso costo nate per caso,diventate per caso cult e per caso tramandate ai posteri come capolavori assoluti.

Profondo rosso,diretto da Dario Argento nel 1975,è la sintesi perfetta del caso.


Non ci sono molti attori ,nel film, quelli che ci sono all’epoca erano quasi degli sconosciuti,fatta eccezione per Clara Calamai,diva del cinema muto,ma da anni in disparte.

L’assassinio della sensitiva Helga

La colonna sonora è affidata ad un gruppo assolutamente sconosciuto,i Goblin,capitanati da Claudio Simonetti,famoso all’epoca solo per essere il figlio di Enrico.
L’unico a godere di una certa fama è proprio lui,il regista.Che ha esordito come sceneggiatore e aiuto regista,aiutato sicuramente dal fatto che il papà,Salvatore,era un valente critico e produttore cinematografico.
Mangia pane e cinema,Dario.

La sensitiva Helga Ulman, l’attrice Macha Meril

Si fa le ossa come sceneggiatore,e grazie all’aiuto del padre,produce e dirige L’uccello dalle piume di cristallo,che diventa il suo primo successo al botteghino,confermato poi da Il gatto a nove code e Quattro mosche di velluto grigio.
Nel 1975 nasce,come detto,il progetto Profondo rosso.
La trama è universalmente riconosciuta,inutile quindi riproporla.
Interessante,viceversa,curiosare tra le varie scene.
In una di esse,per esempio,precisamente quella dedicata al primo omicidio,quello della sensitiva Helga Hulmann,interpretata magistralmente da Macha Meril,c’è una location che rappresenta un tributo di Argento ad un grande pittore americano,Hopper.

Il Blue bar,tributo di Dario Argento a Nighthawk di Edward Hopper

Il bar che si vede nella piazza,ricostruito alla perfezione,altri non è che la trasposizione nella realtà cinematografica di Nighthawk,quadro dalla bellezza eccezionale.
La scena dell’omicidio è magistrale.
L’assassino colpisce con un’accetta Helga,mentre,dal basso,Mark e Carlo stanno parlando.

La giornalista Gianna, interpretata da Daria Nicolodi

La scena è un piccolo gioiellino,perché porta su due piani temporali contemporanei lo spettatore;si assite al dietro le quinte dell’omicidio,quasi in anticipo su quello che vede il vero protagonista della storia,il musicista Mark.Interpretato da David Hemmings,il pianista americano è un personaggio che ispira da subito simpatia.

Come del resto ispira simpatia Gianna Brezzi,una svagata giornalista qui interpretata dalla musa di Argento,Daria Nicolodi.
La colonna sonora dei Goblin,assolutamente impeccabile,continua a percorrere,con discrezione e in parallelo,le varie scene del film.Il momento successivo,la visita del misterioso assassino a casa di Mark,è scandita dalla nenia infantile che fuoriesce con discrezione dal magnetofono.

L’assassinio della scrittrice Amanda Righetti, l’attrice Giuliana Calandra

Il passo successivo,l’assassinio di Amanda Righetti,la scrittrice autore del libro dal quale Mark ha tratto la foto della villa dei misteri ,è la scena più brutale del film.
La donna viene selvaggiamente massacrata nel suo villino,sfracellata contro il bordo della vasca da bagno.
La trovata geniale è il messaggio sullo specchio,che comparirà in seguito,quando Mark intuirà che con il vapore può far comparire il messaggio della sventurata scrittrice.
Il crescendo è rossiniano.

La terribile morte di Giordani, l’attore Glauco Mauri

La morte del professor Giordani, ucciso con selvaggia ferocia,una morte che oggi definiremmo splatter;la visita di Mark alla misteriosa villa,il dipinto coperto da intonaco sulla parete,mentre l’ossessiva musica dei Goblin scandisce inesorabile gli eventi.

Lo scheletro mummificato nella villa del bambino urlante

Mark nella villa del bambino urlante


Poi la scuola,con Gianna colpita dalla mano invisibile,Carlo che finisce con la testa sotto le ruote di un camion della spazzatura e …..

La drammatica morte di Carlo, l’attore Gabriele Lavia

Il cast risponde appieno al delirio visivo di Argento:Hemmings è svagato quanto basta,la Nicolodi altrettanto;Gabriele Lavia rende bene il personaggio tormentato di Carlo,la Calamai è perfetta nel ruolo della psicotica madre di Carlo;Glauco Mauri è così perfetto nel ruolo di Giordani da essere identificato,negli anni successivi,con il personaggio del film.
Ma qual è il motivo del successo internazionale del film,del suo essere diventato cult?
L’alchimia perfetta della storia,non banale,delle musiche assolutamente straordinarie,della regia attenta,rigorosa di Argento,del cast perfettamente integrato alla storia.Non è mai facile riuscire a integrare le varie componenti,ma in questo caso funziona tutto.


Un ricordo personale è legato alla prima del film,che vidi nella primavera del 1975.
Quando uscii dal cinema ero convinto di aver visto un capolavoro.
Solo l’Esorcista di Friedkin,Apocalipse now di Coppola e l’Arancia meccanica di Kubrick mi avevano colpito allo stesso modo.

Le scene finali del film

Ed evidentemente il pubblico che affollò le sale la pensava allo stesso modo.
Profondo rosso fu il film più visto di quell’anno,e non dimentichiamo che quell’anno uscirono Amici miei,Qualcuno volò sul nido del cuculo,Barry Lindon e film di cassetta come Fantozzi.
Un risultato straordinario per Dario Argento.
Il punto più alto del suo cinema.

Perché,come succede spesso,proprio con Profondo rosso Dario Argento segna la fine della sua parabola ascendente.
Il successivo Suspiria,pur opera di buona levatura,era una rivoluzione copernicana.
Niente giallo,ma incursione nell’horror parapsicologico.
Inferno segnerà una ulteriore caduta di tensione,che proseguirà con il pessimo Tenebre,l’incerto Phenomena fino al punto più basso,quel Il cartaio sconclusionato e brutto in maniera indecorosa.
Profondo rosso può essere definito,in pratica,il canto del cigno di un ottimo regista,che però da 25 anni ha quasi perso smalto e inventiva.



Profondo rosso, un film di Dario Argento. Con David Hemmings, Clara Calamai, Macha Méril, Eros Pagni, Giuliana Calandra, Gabriele Lavia, Glauco Mauri, Daria Nicolodi, Attilio Dottesio, Furio Meniconi, Glauco Onorato, Mario Scaccia, Piero Vida, Aldo Bonamano, Lorenzo Piani, Vittorio Fanfoni, Piero Mazzinghi, Fulvio Mingozzi, Geraldine Hooper, Salvatore Baccaro, Salvatore Puntillo. Genere Giallo, colore 123 minuti. – Produzione Italia 1975.




Villa Scott, a Torino, la villa del bambino urlante

Altre due foto di Villa Scott

La piazza del Blue bar, piazza CLN a Torino

Il mausoleo di santa Costanza, a Roma, il posto in cui si esibisce Mark

Il teatro Carignano a Torino, dove si svolge la conferenza di Helga

La villa di Amanda Righetti

 

Una Risposta

  1. un film spettacolare,io torinese sono tutt’ora suggestionato

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