
Valentina Demy, Snack bar Budapest
Ho già parlato della carriera del cineasta veneziano; è il caso di gaurdare un pò le muse ispiratrici dei suoi film, con uno sguardo particolare alle 13 pellicole girate da Brass nel periodo tra il 1983, data di uscita di La chiave, prima pellicola dichiaratamente a sfondo erotico, interpretata da Stefania Sandrelli, fino a Monamour,film del 2005 che ad oggi resta il suo ultimo lavoro cinematografico.

Yulija Mayarchuck, Tra(sgre)dire
Un percorso segnato da una crescita esponenziale dell’epidermide femminile, con una conseguente perdita di credibilità cinematografica, visto che si passa da un soggetto erotico, La chiave, esplicitamente scabroso, ma girato con una certa raffinatezza ed eleganza, e con una trama ancora presente, alle sue ultime fatiche, che guardano al sesso in maniera esplicita, con abbondante esposizione di nudi ai limiti del porno e con un’esposizione abbastanza penosa di falli maschili, molto spesso finti, che in definitva cercano di esaltare il ruolo gaudente della filosofia di Brass, contestata e scurrile quanto si vuole, ma non priva di elementi di riflessione.

Serena Grandi, Miranda

Silvia Rossi, Fallo!

Stefania Sandrelli,La chiave
Il successo di La chiave spinse Brass a tentare un’incursione che prendesse spunto da un classico della letteratura italiana, La locandiera di Goldoni. Nacque così Miranda, con protagonista Serena Grandi, nella quale la procace artista riveste il ruolo di una locandiera piuttosto disinibita, che, in attesa del ritorno del marito, disperso in guerra, non esita a divertirsi con gli avventori della sua locanda, prima di impalmare un suo dipendente. Il film ebbe un grosso risultato di audience, così, due anni dopo, Brass lancia la giovane Francesca Dellera in Capriccio, storia pruriginosa, anche se non priva di qualche eleganza formale, di una giovane coppia che si concede sani passatempi erotici, prima di tornare iniseme più legati di prima.

Raffaella Ponzo, Fallo!

Sarah Cosmi, Fallo!
La Dellera è quella che, in un film di Brass, si spoglia di meno; cosa che non accadrà invece alla debuttante Debora Caprioglio, che nel film Paprika del 1991, espone più volte le proprie abbondanti grazie agli sguardi dello spettatore. La trama, con qualche pretenziosità, vorrrebbe raccontare l’iter di vita di una giovane che, in accordo con il fidanzato, per abbreviare l’attesa per potersisposare, non esita ad entrare in una casa di tolleranza, poco prima della promulgazione della legge Merlin.

Fermo posta Tinto Brass

Loredana Cannata- Corti circuiti erotici
Nel 1992 Brass lancia un’altra esordiente, Claudia Koll, nel film Così fan tutte, storia di un’adultera molto libertina che sperimenta tutto quello che il sesso può offrire in materia di trasgressione. Il successo sarà rilevante, e porterà la Koll, dopo questo esordio piuttosto imbarazzante, ad una carriera paradossalmente legata alle fiction, prima della sua conversione totale che la allontanerà dallo schermo. Nell’Uomo che guarda, girato due anni dopo e liberamente ispirato a Moravia, Brass abbandona anche le tematiche care, dandosi a un film in cui c’è un’imbarazzante sfilata di falli finti e di situazioni osè, che spesso confinano con l’hard core; delle “muse” di Brass, lanciate in questo film, si ricordano Cristina Garavaglia,Katerina Vassilissa,Raffaella Offidani e Martine Brochard,

Maruska Albertazzi, Fallo!

Raffaella Offidani, L’uomo che guarda
che il regista aveva già scritturato per Paprika. delle prime tre non si sono più avuto tracce; la mancanza di una storia accettabile, le frequenti scene di sesso, non hanno funzionato nel caso di questo film da cassa di risonanza. Così l’anno successivo arriva un film assolutamente ai confini dell’hard, Fermo posta Tinto Brass,in cui la trama è praticamente inesistente; nello studio del regista, affiancato dalla solita procace segretaria, arrivano le lettere erotiche e un filmato di affezionati cultori di Brass, che raccontano le loro pruderie, prima di un finale assolutamente desolante. Le attrici del film si chiamano Cinzia Roccaforte, Erika Saffo Savastani, Carla Solaro,Cristina Rinaldi,Gabriella Brbuti,Alessandra Antonelli. Anche di loro si perdono ben presto le tracce, vista la scarsa mostra di abilità recitativa richiesta e mostrata nel film.

Francesca Nunzi- Monella

Gabriella Barbuti, Fermo posta Tinto Brass

Alessandra Antonelli, L’uomo che guarda
Nel 1997 Brass propone Monella, tentativo di riportare il suo cinema ad un minimo di credibilità per quanto riguarda la trama; questa volta la protagonista è Anna Ammirati,che interpreta il ruolo di una lolita che prima di convolare a nozze si concede qualche peccatuccio nemmeno tanto veniale. Per tre anni Brass resta fermo, prima di tornare alle produzioni erotiche sempre più basate sulla sua visione di una donna subdolamente erotica, pervasa, come dice lui, “dagli stessi aneliti dell’uomo, solo più nascosti”

Angela Ferlaino, Fallo!

Anna Ammirati, Monella
Con Tra(sgre)dire lancia la bellezza nordica di Yuliya Mayarchuck,affiancata da quella più nostran di Francesca Nunzi;nel film, una bella ragazza sceglie di allontanarsi dal troppo geloso fidanzato, va a LOndra, dove sperimenta anche l’amore saffico, oltre a collezzionare qualche trasgressione che la appagheranno fisicamente.

Katerina Vassilissa, L’uomo che guarda

Deborah Caprioglio, Paprika
Con Senso 45, Brass tenta due anni dopo di rientrare dalla finestra in una dimensione cinematografica che privilegi la storia rispetto all’epidermide; un tentativo mal riuscito, nonostante la presenza della bella, matura e sensuale Anna Galliena, molto a disagio nella parte di una ricca e matura signora che cede ai sensi, tradisce il bolso marito concedendo i suoi favori ad un ufficiale nazista amorale, che punta solo ai suoi soldi. Il film ha un finale tragico, ma, nonostante le premesse permettessero lo svolgimento di un film di livello, lo stesso si perde in scene di sesso senza alcuna spiegazione.

Federica Palmer, Fallo!
Nel 2003 arriva Fallo!, in cui la trama ormai non esiste più; esistono, e si vedono, uno stuolo di belle ragazze: Maruska Albertazzi,Sarah Cosmi, Silvia Rossi, Raffaella Ponzo, Angela Ferlaino, Federica Palmer, interpreti dei vari episodi, tutti pruriginosi e spesso legati solo a trasposizioni su celluloide delle fantasie del regista. Con Monamour, forse il punto più basso in assoluto toccato da Brass, la solita tiritera delle avventure galanti di giovani e vogliose, oltrechè insoddisfatte mogli, tocca il punto più basso. L’interprete principale è Anna Jimskaja, ma vengono lanciate anche Nela Lucic e qualche altra disinibita attricetta.

Cristina Garavaglia, L’uomo che guarda

Cristina Rinaldi, L’uomo che guarda
A parte i casi di Stefania Sandrelli e Anna Galliena, le altre protagoniste dei film di Brass o erano esordienti o erano attrici dal passato poco significativo; La Dellera, la Caprioglio, Serena Grandi e Claudia Koll in qualche modo sono tiuscite a liberarsi del pesante fardello dell’interprete di film erotici; è accaduto a molte attrici del passato di passare attraverso il soft core, per poi lanciare la propria carriera in film di ben altro livello. Tutte le altre non sono più riuscite a scrollarsi di dosso il clichè di attrici brassiane, finendo spesso in produzioni di serie B, o in film che nessuno ricorda. L’ultima delle star lanciate da Brass fu Claudia Koll; che è stata anche l’attrice che ha rinnegato in toto il proprio passato, scegliendo una vitaben diversa da quella sotto i riflettori. Da allora sono passati 16 anni, e il cinema di Brass in pratica si è specializzato in una moderna versione dell’erotico d’autore in stile Emmanuelle o Histoire d’O; pellicole ormai destinate solo ad una fascia ben definita di pubblico.

Deborah Cali nel corto L’ultimo metro

Anna Galliena in Senso 45

Cinzia Roccaforte, Fermo posta Tinto Brass

Claudia Koll, Così fan tutte
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ottima panoramica,complimenti