Brancaleone da Norcia è in viaggio con la sua accozzaglia di straccioni e sbandati, diretto verso la Terra Santa per “liberare lo Santo sepolcro”
Ma è destino che la sventurata banda non ci arrivi;attaccato,il gruppo viene sterminato, ad eccezione di Brancaleone che,quando rinviene da un colpo preso in battaglia, resosi conto dell’accaduto, invoca la morte per mettere fino “ a lo disonore mio”

All’improvviso la morte appare davvero, e Brancaleone, spaventato, le chiede una tregua, onde possa riscattarsi dalla sua onta. Si mette in viaggio con una raccogliticcia armata di straccioni, fra i quali c’è un tedesco, Thorz, al quale ha fermato il braccio mentre quest’ultimo si apprestava ad affogare il rampollo infante di un re normanno, una strega, Tiburzia, strappata al rogo, e Pattume, un uomo che si è reso, a suo dire, colpevole di una tto così infame che “orecchie umane non possono udire”

Trascina quest’ultimo dal santo eremita Pantaleo, per chiedere perdono delle malefatte,ma questi,udito l’inconfessabile segreto, inorridisce, e lo stesso pattume viene inghiottito da una voragine. La avventure continuano; l’armata si imbatte in un lebbroso, e accoglie anche quest’ultimo personaggio tra le sue fila; in realtà il lebbroso è una principessa, Berta. Dopo aver incontrato papa Gregorio e il suo avversario, l’antipapa Clemente, e aver diramato la questione con un giudizio di dio, finalmente la strampalata armata si imbarca per la Terra Santa.


Qui Brancaleone consegna il piccolo al padre e viene da questi nominato barone; potrebbe impalmare anche la bella Berta se un incantesimo fatto da Tiburzia non gli facesse perdere il duello decisivo con il campione dei musulmani.
Inferocito, Brancaleone insegue Tiburzia nel deserto, dove però riappare la morte, venuta a reclamare il suo credito. Sarà la giovane strega a salvargli la vita, morendo e liberando così Brancaleone dal suo debito.


Girato nel 1970 da Monicelli, dopo lo straordinario successo di L’armata Brancaleone,del 1966, questo secondo episodio mantiene le promesse del primo, anche se il riscontro del pubblico non fu altrettanto lusinghiero;tuttavia il film fu gradito moltissimo, grazie alla presenza di un cast di livello,con attori caratteristi davvero bravi, come Proietti,Villaggio,la Sandrelli,la Loncar e Adolfo Celi.
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Un film di Mario Monicelli. Con Vittorio Gassman, Paolo Villaggio, Adolfo Celi, Stefania Sandrelli, Beba Loncar, Lino Toffolo, Luigi Proietti, Alberto Plebani, Franco Balducci, Gianrico Tedeschi, Renzo Marignano, Sandro Dori, Christian Alegny, Augusto Mastrantoni. Genere Commedia, colore 116 minuti. – Produzione Italia 1970.
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Vittorio Gassman: Brancaleone da Norcia
Adolfo Celi: Re Boemondo
Stefania Sandrelli: Tiburzia da Pellocce
Beba Loncar: Berta d’Avignone
Gigi Proietti: Pattume, Colombino
Lino Toffolo: Panigotto da Vinegia
Paolo Villaggio: Thorz
Gianrico Tedeschi: Pantaleo
Sandro Dori: Rozzone
Gianluigi Crescenz: Taccone
David Norman Shapiro: Zenone
Doppiatori italiani:
Angiola Baggi: Tiburzia de Pellocce
Noemi Gifuni: Berta d’Avignone
Nino Dal Fabbro: Panigotto da Vinegia
Enzo Liberti: Rozzone
Fotografia: Aldo Tonti
Montaggio: Ruggero Mastroianni
Effetti speciali: Armando Grilli
Musiche: Carlo Rustichelli
Scenografia: Mario Garbuglia
“Sono impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto di lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio.”






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