
Dal film Cannibal Holocaust,diretto da Ruggero Deodato,1979
Un fenomeno eminentemente italiano,un pò come la commedia all’italiana,gli spaghetti western e i decamerotici.Un genere passato alla storia cinematografica come cannibal movie,sia per l’ambientazione,generalmente posti selvaggi e primitivi,mai raggiunti prima o quasi sconosciuti,sia per i protagonisti,generalmente cannibali,privi di civiltà di riferimento.Film che però spesso mostravano il cannibalismo come atto estremo di difesa da una civiltà incapace di capirli,che fagocitava a velocità impressionante sparute minoranze di gente che,senza alcun contatto con la civiltà,viveva con leggi e usanze tipicamente tribali,da secoli.

Zora Kerowa nel film Cannibal Ferox,di Umberto Lenzi
I film di questo filone,che ebbe uno straordinario quanto effimero successo,non furono in realtà moltissimi;i più conosciuti,quelli di un livello accettabile,non sono più di dieci,e appartengono ad un arco temporale che va grosso modo dal 1972,anno di uscita del capostipite della serie,Il paese del sesso selvaggio,di Umberto Lenzi,al 1985,anno di uscita di Nudo e selvaggio,di Massimo Michele Tarantini,uno degli ultimi prodotti del genere.

Un’altra scena dal film Cannibal ferox
Che si caratterizzavano per l’estrema violenza delle immagini,crude e spesso estremamente realistiche,sopratutto nelle parti riguardanti le uccisioni di animali,qualche volta vere,qualche volta ricostruite.scene violentissime,che fecero la fortuna,peraltro relativa di alcuni prodotti come Cannibal holocaust e Cannibal ferox,due film diventati dei cult
Un fortissimo impulso alla diffusione del genere lo dette il regista Ruggero Deodato con un prodotto esplicito,in cui le scene di cannibalismo non erano più limitate,ma abbondavano nella pellicola.Girato nel 1977,il film ebbe un buon successo di pubblicoattirato dalle scene quasi da snuff movie e dall’erotismo che fu l’altra costante del filone.Ultimo mondo cannibale mostra un europeo,Robert,costretto ad assistere a scene violentissime,a stupri e a uccisioni rituali,tanto che,quando riuscirà a liberarsi,ucciderà il capo tribù e ne divorerà il fegato,in un’azione decisamente splatter.


Due scene dal film Cannibal holocaust
Anche Joe D’Amato non volle essere da meno e girò un film con protagonista la sua attrice preferita,Laura Gemser,che interpretava l’eroina Emmanuelle,alle prese con gli ultimi cannibali,come recita la locandina del film;Emmanuelle e gli ultimi cannibali,film del 1977,si segnala però più per le scene erotiche che per la violenza delle immagini.Nel 1978 tocca a Sergio Martino ottenere un lusinghiero successo con La montagna del dio cannibale,per il quale viene scritturata una star del calibro di Ursula Andress,nel pieno della sua maturità,che non esita a mostrarsi nuda in un prodotto,indefinitva,poco più che mediocre..Ambientato in Nuova Guinea,racconta delle peripezie di una donna alla ricerca del marito scomparso.

Laura Gemser e Monica Zanchi in Emmanuelle e gli ultimi cannibali

Susan Scott alle prese con un cannibale in Emmanuelle e gli ultimi cannibali
Ma è nel 1979 che esce il rpodotto più duro e crudo,quel Cannibal holocaust,diretto nuovamente da Ruggero Deodato,che sconvolge gli spettatori.Il film è violentissimo,e culmina nell’immagine di una ragazza impalata,tanto realistica che furono in molti a pensare che si trattasse di uno snuff movie;le uccisione di animali,vere,e la iolenza che si respira per tutto il film ne fecero da subito un grande successo,anche se Deodato venne in pratica linciato dalla critica e vide il suo film sequestrato più volte.

Luigina Rocchi nel film La montagna del dio cannibale
In realtà nel film non manca la denuncia del mondo occidentale,che non capisce le usanze dei nativi e che condanna senza avere la cultura necessaria per capire che quel mondo,violento e selvaggio,altro non fa che seguire leggi secolari.Le traversie giudiziarie del film durarono anni,e solo nel 1984 potè tornare nelle sale,sforbiciato pesantemente,e con il divieto ai minori di 18 anni.All’estero invece il film ebbe un successo clamoroso,tanto da arrivare ad incassare l’impressionante cifra di 200 milioni di dollari.

Paola Senatore nel film Mangiati vivi,di Umberto Lenzi

Janet Agren in Mangiati vivi
Anche Lenzi non volle essere da meno del collega,e l’anno successivo propose Mangiati vivi,uno scialbo filmetto con Janet Agren e Paola Senatore,con qualche scena erotica e qualche immagine di cannibalismo;sempre del 1980 è Zombi holocaust,una curiosa mescolanza di due generi,quello ormai affermato degli zombi e quello del cannibal movie,con esiti alquanto deludenti.Il film,diretto da Marino Girolami,era una produzione low budget,e l’interpretazione degli attori,tutti sconosciuti,aggrava la sensazione di presappochismo della pellicola.

Ursula Andress nel film La montagna del dio cannibale
Di ben altro livello è il terrificante Antropophagus,del solito D’Amato,alias Aristide Massacesi;scene splatter abbondano,come la caverna piena di resti umani.Un film che venne contestato moltissimo sopratutto all’estero,ma che in Italia piacque molto;nel film c’è una giovane Serena Grandi e sopratutto c’è il cameo della scrittrice Margaret Mazzantini.


Scene dal film Antropophagus,di Joe D’Amato
Nel 1981 ci riprova anche Umberto Lenzi,con il terrificante Cannibal ferox,che vede scene davvero impressionanti come la Kerowa appesa per i seni a dei ganci da macellaio e la testa di un uomo aperta e svuotata del cervello.

Dal film Zombie holocaust

Dal film Cannibal holocaust
Per quattro anni in pratica,salvo qualche prodotto minore,non viene girato nessun film di rilievo.Solo nel 1985 ci saranno,nelle sale,ben tre prodotti;Schiave bianche violenza in Amazzonia di Gariazzo,Nudo e crudele di Tarantini e Inferno in diretta dell’immancabile Deodato,nel quale però di cannibali non se ne vedono.
Il genere termina bruscamente di affascinare le platee,per altro già alle prese con dottoresse,marinai e colonnelli;i B movie hanno avuto la loro stagione di gloria,e hanno chiuso il loro ciclo vitale.Oggi,a distanza di tanti anni,solo alcuni di essi,come Cannibal holocaust,sono diventati prodotti di culto.Un genere non rimpianto,o almeno non tanto quanto i thriller all’italiana e i decamerotici.L’horror e le scene splatter,alla lunga,non riescono evidentemente ad affascinare generazioni differenti.

dal film Nudo e selvaggio

Zora Kerowa in Cannibal ferox
Locandine

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Luglio 21, 2008 alle 7:07 pm |
Susan Scott (Nieves Navarro) russa extraordinariamente sexy
Luglio 21, 2008 alle 7:08 pm |
También subgénero italiano de las Mondo Movies, Hombres Salvajes Bestias Salvajes, Sex O Clock USA, Mundo de Noche Hoy…….
Luglio 22, 2008 alle 12:55 pm |
La Scott era davvero una splendida donna,ma un’ attrice mediocre.
Ciao
Paul