Per qualche dollaro in più


Se Ombre rosse è passato alla storia del cinema per l’assalto alla diligenza,Per qualche dollaro in più deve la sua eterna fama alle sequenze conclusive del film,quelle del famoso duello tra Mortimer,un Lee Van Cleff duro come il profilo di pietra della sfinge e la maschera nervosa,psicopatica di Indio,il personaggio immortalato da Gian Maria Volontè.E sopratutto alla scenza del carillon,con quella musica ipnotica composta da Morricone,mentre i protagonisti del duello si guardano,e mentre la macchina da presa di Leone indugia sui volti dei protagonisti,lentamente,come in un thriller.

Nel olito,sperduto paese ai confini con il Messico arrivano due personaggi,il primo è un pistolero senza nome (come quello di per un pugno di dollari9,chiamato il monco,perchè para con una mano e tiene l’altra costantemente coperta dal poncho;il secondo è un colonnello dell’esercito,anche lui un cacciatore di taglie,il colonnello Douglas Mortimer,infallibile con la pistola,che usa con un calcio aggiuntivo,che gli permette di sparare quasi avesse tra le mani un fucile.

Gian Maria Volontè è Indio

I due sono sulle tracce di Indio,un pericoloso bandito,psicopatico e assassino,che si è ricongiunto con la sua banda con l’intento di rapinare la banca di El Paso,la più fornita del New Mexico.

Monco e Mortimer,entrambi sulle tracce di indio,si sfidano in un epico duello senza spargimento di sangue,in seguito al quale decidono di diventare soci.Monco si infiltra nella banda di Indio il giorno prima della rapina alla banca,che ha successo,con la conseguente fuga della banda verso Agua Caliente,un posto sperduto al confine con il Messico.

Lee Van Cleef è il Colonnello Douglas Mortimer

I due soci,Mortimer e Indio,si impadroniscono del bottino della banda,ma Indio,che aveva capito il gioco dei due,li fa cattuare e sottoporre ad un pestaggio brutale.Nel frattempo Indio,che ha deciso di non dividere il bottino con i suoi uomini,li uccide ad uno ad uno,con la mira di far ricadere la colpa della rapina sui due soci.

Clint Eastwood è Il monco

Nelle scene finali,Mortimer e Monco riescono a liberarsi,e si arriva al duello finale tra Indio e il colonnello;quest’ultimo uccide Indio,e rinuncia sia alla sua parte di taglia su tutti i componenti della banda,sia al frutto della rapina.Lui aveva inseguito Indio non per i soldi,ma per vendicare la morte della sorella,uccisa durante un tentativo di rapina dal bandito.Si riprende il medaglione con la foto della sorella,che Indio aveva custodito,e dopo aver salutato Monco,si allontana velocemente a cavallo.

Il secondo western di Leone,comprendente la famosa e indimenticabile trilogia del dollaro,è opera matura,equilibrata e affascinante.Le psicologie dei personaggi diventano un alibi per mostrare le varie motivazioni dei due soci,Monco,partico e sbrigativo,interessato principalmente al denaro,e Mortimer,più riflessivo e astuto,che insegue il sogno tanto cullato della vendetta.Una vendetta che però non avrebbe se alla fine non fosse proprio il suo socio temporaneo a offrirgiela su un vassoio d’argento,nella memorabile scena del duello finale,scandito dai rintocchi del carillon,con la foto della sorella di Mortimer,morta per mano dell’Indio.


Un film di una bellezza eccezionale,diventato immediatamente un culto,al pari dei celebrati western americani,che però non avevano mai avuto una simile caratterizzazione dei personaggi,nè una cura cos’ maniacale dei dettagli.

Grandissimo merito del successo del film va alle maschere dei protagonisti;Clint Eastwood tratteggia da par suo il ruolo di Monco,bounty killer con un cuore,spietato con i banditi,ma fermo sulla parola data.Lee van Cleff,nel ruolo di Mortimer,è implacabile,duro e spietato nella sua ricerca di vendetta.Sembra un idolo di ossidiana,con quella faccia scolpita nella pietra,che mostrerà la sua umanità,tuttavia,quando rinuncerà volontariamente,alla sua parte di bottino.E infine Gian Maria Volontè,nel ruolo di indio,con quel volto in cui brillano due occhi pervasi dalla follia,quelli del killer psicopatico che non esita a uccidere la moglie e i figli di un suo antico compare solo per vendicarsi di un vecchio  tradimento.

Straordinarie le musiche di Morricone,che con i western di Leone ebbe fama e successo,assolutamente meritati e confermati poi in una carriera strepitosa.


Per qualche dollaro in più,un film di Sergio Leone. Con Gian Maria Volonté, Luigi Pistilli, Klaus Kinski, Lee Van Cleef, Clint Eastwood, Mario Brega, Dante Maggio, Benito Stefanelli, Roberto Camardiel, Aldo Sambrell, Rosemarie Dexter, Tomas Blanco, Mara Krupp, Joseph Egger, Panos Papadopulos, Luis Rodríguez, Mario Meniconi, Sergio Mendizábal, Lorenzo Robledo, Diana Rabito, Giovanni Tarallo
Western, durata 130 min. – Italia 1965.

Clint Eastwood: il Monco

Lee Van Cleef: Colonnello Douglas Mortimer

Gian Maria Volontè: El Indio

Mario Brega: El Niño

Mara Krupp: Mary

Luigi Pistilli: Groggy

Klaus Kinski: Wild, il gobbo

Joseph Egger: il vecchio profeta

Benito Stefanelli: Luke, membro della banda dell’Indio

Aldo Sambrell: Cuchillo

Lorenzo Robledo: Tomaso, il traditore

Sergio Mendizábal: direttore della banca di El Paso

Doppiatori italiani:

Enrico Maria Salerno: “Il Monco”

Emilio Cigoli: Colonnello Douglas Mortimer

Nando Gazzolo: El Indio

Fotografia: Massimo Dallamano

Montaggio: Eugenio Alabiso, Adriana Novelli, Giorgio Serrallonga

Effetti speciali: Giovanni Corridori

Musiche: Ennio Morricone

Scenografia: Carlo Simi

Costumi: Carlo Simi

Trucco: Rino Carboni


Joseph Egger è il vecchio profeta

Luigi Pistilli è Groggy

Klaus Kinski è Wild, il gobbo


Le frasi del film

Abitualmente fumo dopo mangiato. Perché non torni tra dieci minuti?”. “Tra dieci minuti fumerai all’inferno“.

“Ci sono molte taglie su voi galantuomini e le taglie significano denaro. E io sul denaro non ci sputo mai sopra.”

Le domande non sono mai indiscrete, le risposte a volte lo sono a volte.”

“Quei due piuttosto che averli alle spalle è meglio averli di fronte, in posizione orizzontale… possibilmente freddi.”

“Lee Van Cleef chiede: “Qualcosa non va, ragazzo?”. E Clint Eastwood risponde: “Niente vecchio… non mi tornavano i conti. Me ne mancava uno”.

“Dove vai?”. “A dormire. Quando devo sparare, la sera prima vado a letto presto…”

5 Risposte

  1. El crítico de cine Don Eduardo Torres- Dulce dice desesperarse con la lentitud de los films del maestro Sergio Leone……..

  2. I film di Leone non sono lenti,ma hanno la caratteristica di essere come dei thriller,con primi pani e tensione.Mi spiace per il tuo critico,ma non credo capisca molto di cinema. :)
    Paul

  3. Buon giorno,
    Sono Giuseppe Basile, pittore contemporaneo nonché fumettista, legato al
    “realismo radicale” o iperrealismo. Lo stile dei miei dipinti e dei soggetti
    grafici rappresentano tale movimento.
    Oggi, l’opera grafica realizzata prende come oggetto il film “Per
    qualche dollaro in più”, di Sergio Leone. Attualmente ne rappresenta una
    novità, vista l’originalità del progetto. L’inventiva consiste nella
    trasformare il cinema in fumetti, adattandosi ai mutevoli bisogni del lettore.
    Potrà interessare un pubblico adulto che potrà rivivere le emozioni degli anni
    creativi del western italiano, nonché giovanile, da stimolare verso la
    conoscenza di una storia cinematografica che ha superato la prova del tempo.
    La tecnica di elaborazione consiste in uno scrupoloso lavoro grafico che
    ritrae le scene del sopraccitato film con i relativi testi. I disegni ammontano
    a 904, con un totale complessivo di 178 tavole. I disegni sono strettamente
    fedeli alle immagini del film. Si tratta ovviamente di una realizzazione punto
    per punto modificabile ed aperta a qualsiasi mutazione o variazione.
    Per visualizzare le prime docici tavole si può consultare il sito
    http://www.basilestudi.jimdo.com nella parte riservata al fumetto.

    In attesa di un eventuale riscontro, resto disponibile per eventuali
    chiarimenti, che potranno delucidare meglio la fattibilità e la particolarità
    dell’iniziativa.

    Cordiali saluti.
    Giuseppe Basile

  4. io non credo molto a classifiche di attori, ma credo un poco di + a belle storie e bei ruoli, ma fidandomi di Leone (che sprezzante dopo un litigio disse che Clint aveva 2 espressioni, con e senza sigaro) e dopo aver visto un Lee Van Cleef (in una puntata moltomolto old de ‘i confini della realtà’) che senza baffi perde 3/4 di credibilità, affermo pure che Volontè non lo batte nessuno, superlativo in ogni film, che ho visto, un grande !!!

  5. Volontè è sicuramente, di gran lunga, quello che offre la proa migliore; era già accaduto in Per un pugno di dollari.
    Così come grandissimo sarà Wallach in Il buono il brutto e il cattivo.
    Eastwood però riesce a rendere immortale il suo personaggio, grazie a tutta una serie di fattori concomianti: la simpatia che ispira il suo personaggio, quell’aria monotematica che esprime perfettamente ecc.
    Van Cleef è eccezionale, e lo dimostrerà in quell’altro gioiello che è 1997 fuga da New York
    Ciao

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