C’era una volta il west

Luglio 15, 2008

C’era una volta il west,quarto film in tema western diretto da Sergio Leone,è un’epopea,che celebra in un certo senso la fine di un’epoca,quella del cinema western,e ne canta il de profundis,attraverso un’opera straordinaria,di gran respiro,pur molto dilatata nei tempi cinematografici.

E’ anche un’opera ambiziosa,la prima nella quale Leone ha un budget all’altezza,la possibilità di schierare un cast di livello eccelente ma non solo;vengono chiamati attori di grido,come Henry Fonda,Claudia Cardinale e Charles Bronson,che interpreterà il ruolo più intenso della sua carriera.

Un film in cui tutto sembra studiato per ore,fin nei minimi particolari;dagli sguardi dei protagonisti,una delle fissazioni di Leone,all’ambientazione,passando per una colonna sonora che è possibile definire sontuosa,composta dal solito,grande Morricone.Un film che celebra un genere moribondo,e che rivolge lo sguardo con nostalgia ad un’epoca ormai irrimediabilmente chiusa,ad un west selvaggio e crudele;ci sono tutti gli ingredienti delle storie classiche,dal cattivo Frank (Fonda),alla bella Jill (Cardinale),dall’uomo della vendetta,Armonica (Bronson),al bandito dal cuore d’oro,Cheyenne.

Personaggi che si mescolano e si integrano in una storia dal canovaccio classico,ormai collaudato.

Una stazione di un paesino del west;tre uomini sono uccisi da Armonica,un misterioso individuo chiamato così per la sua abitudine di suonare lo strumento a bocca.I tre erano in attesa di Frank,un crudele,spietato killer al soldo di Morton,industriale affetto da una tubercolosi ossea,che sogna di congiungere il west da una costa all’altra.Armonica resta ferito leggermente,e si rifugia in una taverna.Qui incontra Jill,una donna completamente spaesata in un ambiente tipicamente maschile (memorabile la scena della tinozza d’acqua,considerata buona solo da bere dal proprietario della taverna) e incontra anche Cheyenne,un fuorilegge che ha una banda con un segno distintivo,uno spolverino.Armonica racconta a Cheyenne di avere ucciso tre uomini con lo spolverino,ma il fuorilegge nega che i tre fossero della sua banda.

Nel frattempo Frank e i suoi uomini sterminano la famiglia McBrain,il padre e i suoi tre figli;McBrain si era da poco sistemato nella zona,dove aveva acquistato dei pezzi di terra,e aveva invitato a vivere nel suo ranch Jill,che aveva accettato.La donna si fa accompagnare alla fattoria,e trova i corpi della famiglia Mc Bain;decide comunque di restare,e durante la notte sente,in lontananza,il suono di un’armonica.

Intanto la storia si ingarbuglia;alla fattoria arriva Cheyenne,convinto che qualcuno voglia far incolpare lui e i suoi uomini dell’eccidio;apprende così da Jill le vere motivazioni dell’arrivo della donna,che in realtà è una ex prostituta,convinta da Mc Bain a venire a vivere al ranch.L’uomo le aveva raccontato di essere in procinto di diventare molto ricco.In realtà nel ranch non c’è il becco di un quattrino,e la donna,che ha già sposato in segreto McBain,è la legittima erede del ranch.Nel frattempo Armonica uccide altri due killer di Frank,che erano venuti nella fattoria per eliminare la donna.

Frank irretisce Jill e cattura Armonica,che però viene liberato da Cheyenne,che svela all’uomo dall’armonica il piano originario di McBain;acquistare i terreni la attorno,più tutto il necessario per costruire una stazione di posta;McBain era convinto,infatti,che sui suoi terreni sarebbe passata la ferrovia di Morton.

Gli uomini di Cheyenne,usando il materiale che l’irlandese aveva previdentemente acquistato,costruiscono la stazione di posta;nel frattempo lo sceriffo mette all’asta i terreni,che diventerebbero,per soli 500 dollari,di proprietà di Frank,se all’ultimo istante non arrivasse Armonica ad offrire 5000 dollari.I soldi sono quelli della taglia sulla testa di Cheyenne,che viene così catturato dagli uomini dello sceriffo.

Morton corrompe gli uomini di Frank,per sbarazzarsi del killer,ormai fuori controllo;ma inaspettatamente è proprio Armonica a salvarlo.Ma è un espediente,perchè Armonica rivela a Frank di essere il fratello di un uomo costretto a stare sulle spalle di Armonica proprio mentre,con un cappio al collo,ascoltava il suono dello strumento.

Il duello si conclude con la morte del killer,Frank;così Armonica può consegnare a Jill la stazione di posta,proprio mentre arriva il primo treno.La donna è ormai ricca,e invita Armonica a restare con lui.

Ma l’uomo va via con Cheyenne,che nel frattempo si è liberato;ma per Cheyenne non c’è futuro,perchè Morton gli ha sparato e Cheyenne spira tra le braccia di armonica,proprio mentre il suono della locomotiva,simbolo del progresso,lacera l’aria.

Nelle scene finali,le più alte e liriche dell’intero cinema di Leone,c’è il rimpianto per un mondo in dissoluzione;è proprio la locomotiva,che sostituisce in qualche modo il cavallo,il simbolo della fine di un’epoca,sottolineato dalle struggenti note di Sean Sean,mitica colonna sonora di Morricone.

Un film straordinario,epico,grandissimo.Un sogno che dura tre ore,attraverso la violenza tipica del west,genetica e strettamente legata a quel mondo ormai scomparso.I volti di Armonica e di Frank,di Cheyenne e di jill sembrano mescolarsi in una saga che mostra la commozione del regista nel desrivere un mondo selvaggio,con leggi dure,ma in cui i ruoli sono rispettati.E ancora una volta il finale è amaro,ma allo stesso tempo in linea con il racconto.Armonica va via,anche se al fianco di jill potrebbe trovare la felicità e la tranquillità.Ma il richiamo della prateria,dell’avventura,è per lui troppo forte,come per l’uomo senza nome di Per un pugno di dollari,o di Monco,o di Biondo………

Giudizio:ValutazioneValutazioneValutazioneValutazione

Charles Bronson: Armonica

Henry Fonda: Frank

Claudia Cardinale: Jill McBain

Jason Robards: Manuel “Cheyenne” Gutiérrez

Gabriele Ferzetti: Morton

Paolo Stoppa: Sam

Woody Strode: Stony, membro della banda di Frank

Jack Elam: Snaky, membro della banda di Frank

Keenan Wynn: Sceriffo

Frank Wolff: Brett McBain

Lionel Stander: Barista

Al Mulock: Knuckles

Fotografia: Tonino Delli Colli

Montaggio: Nino Baragli

Effetti speciali:

Musiche: Ennio Morricone

Scenografia: Carlo Simi

Costumi: Carlo Simi

Charles Bronson è Armonica

Henry Fonda è Frank

Claudia Cardinale è Jill

Jason Robarts è Cheyenne

Le locandine originali del film


Per un pugno di dollari

Luglio 15, 2008

Per un pugno di dollari è un’opera fondamentale per il cinema.I motivi sono diversi,e sono legati a quell’alchimia magica che fa di un prodotto cinematografico nato senza grosse pretese,con un budget ridottissimo,con attori semisconociuti,uno dei capisaldo del cinema,un’opera diventata immortale ben aldilà dei pur rilevanti meriti che possiede.

Sergio Leone reinventa un genere,il western,che era in grossa crisi e lo rilancia,eliminando l’equivoco dei famigerati indiani cattivi,e sostituendo il personaggio dello sconosciuto senza nome che porta la libertà la dove c’è la tirannia del più forte agli stereotipi sepolti dalla polvere di un cinema datato,quello che voleva i prodi cowboy quasi sempre alle prese con feroci e cattivi pellerossa.

Stereotipi,appunto. In questo film un pistolero senza nome ( del quale non sapremo mai nulla,nè da dove viene,nè come si chiama,nè il suo passato) arriva a San Miguel,un polveroso e malandato paese di provincia ai confini con il Messico e per prima cosa va a sistemarsi nella locanda del burbero Silvanito,del quale,alla fine,diverra’ amico.

Da lui apprende la situazione del paese,stretto tra la morsa della famiglia Royo,capitanata dal crudele e feroce Ramon (un grandissimo Gian Maria Volontè) e quella dello sceriffo Baxter,venditore di alcool,al contrario della famiglia Royo,che traffica in armi.

L’uomo senza nome decide di vendersi,per un pugno di dollari,prima ai Baxter e poi ai Royo,in un doppio gioco molto pericoloso;mette ripetutamente le due famiglie contro,ricavandone denaro che darà a Marisol,una bellissima donna prigioniera di Ramon,separata da suo figlio e da suo marito per salvare loro la vita.E’ un gesto di grande generosità;lo straniero senza nome permette alla donna,a suo marito e al piccolo Jesus di lasciare il paese,grazie anche ai soldi che ha ricavato dalle due famiglie. Ma la buona stella che lo ha sorretto fino ad allora sembra abbandonarlo;l’uomo senza nome viene scoperto,e torturato selvaggiamente.si salva,e grazie al becchino del paese,si rifugia al sicuro,in attesa di guarire e di compiere la sua vendetta.

Ramon e i Royo,convinti che lo straniero senza nome si sia rifugiato dai Baxter,ne approfittano per liquidare i conti,e sterminano tutti i Baxter,compresi la moglie e il figlio.

E’ arrivata però l’ora della resa dei conti;l’uomo senza nome,rimessosi dalle ferite,affronta ad uno ad uno gli uomini dei Royo,uccidendoli tutti,prima di affrontare Ramon in un duello entrato nella storia del cinema.Ramon spara al cuore dell’uomo senza nome,ma quest’ultimo ha provvidenzialmente indossato una lastra di ferro,e rimane in piedi sotto i colpi di Ramon,che cadrà dopo la famosissima frase;

“Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto”.Vediamo se è vero”

Così come è arrivato,l’uomo va via,in silenzio.Le musiche di Morricone,l’atmosfera carica di tensione nel film,la recitazione senza sbavature,la location spagnola che sembra davvero il Messico,il carsima magnetico di Eastwood sono solo alcune delle componenti di un film che ha segnato un’epoca,quella che spregiativamente venne definita degli spaghetti western,e che invece dette nuova linfa al cinema di genere,scatenando una valanga di epigoni non solo in Italia,ma anche in Usa.

Leone,che riprese un soggetto originale di Akira Kurosawa,Yojimbo,creò un un nuovo modo di interpretare il western,basandolo sulla personalizzazione dei vari soggetti,come lo straniero senza nome,una specie di vendicatore dalle buone motivazioni di fondo,un cavaliere della valle solitaria anni sessanta,ma ben lontano dal personaggio impomatato interpretato da Alan Ladd.

La scelta di Eastwood si rivelò intelligente,e contribuì in maniera determinante alla carriera dell’attore.Ecco cosa disse Leone a proposito della sua scelta:

« Ciò che più di ogni altra cosa mi affascinò di Clint, era il modo in cui appariva e la sua indole. Nell’episodio ‘’Incident of the Black Sheep’’ Clint non parlava molto… ma io notai il modo pigro e rilassato con cui arrivava e, senza sforzo, rubava a Eric Fleming tutte le scene. Quello che traspariva così chiaramente era la sua ‘’pigrizia’’. Quando lavoravamo insieme lui era come un serpente che passava tutto il tempo a schiacciare pisolini venti metri più in là, avvolto nelle sue spire, addormentato nel retro della macchina. Poi si srotolava, si stirava, si allungava… L’essenza del contrasto che lui era in grado di creare nasceva dalla somma di questo elemento con l’esplosione e la velocità dei colpi di pistola. Così ci costruimmo sopra tutto il suo personaggio, via via che si andava avanti, anche dal punto di vista fisico, facendogli crescere la barba e mettendogli in bocca il cigarillo che in realtà non fumava mai.Quando gli fu offerto il secondo film, ‘’Per qualche dollaro in più’’, mi disse:”Leggerò il copione, verrò a fare il film, ma per favore ti imploro solo una cosa: non mi rimettere in bocca quel sigaro!” E io gli risposi:”Clint, non possiamo tagliare fuori il sigaro. È il protagonista!”

Il debito di Leone a Kurosawa c’è,ed è evidente;in realtà Leone utilizza Goldoni,in particolare Arlecchino,ponendo il suo straniero senza nome tra i Baxter e i Royo “I Baxter da una parte,i Royo dall’altra,e io nel mezzo…”,come dice lo straniero senza nome all’inizio del film.

Ma il grande successo di Per un pugno di dollari è anche dovuto all’alter ego di Eastwood,il cattivo di turno,che ha la maschera diabolica,dura e impenetrabile di un magnifico Gian Maria Volontè nei panni di Ramon.

Per finire va citato ancora una volta Leone,che una volta,in un’intervista,disse;Il cinema dev’essere spettacolo, è questo che il pubblico vuole. E per me lo spettacolo più bello è quello del mito” E cosa c’è di più mitologico,di più vero e allo stesso tempo di più attraente del giustiziere che uccide i cattivi in un’orgia di sangue e morte e riporta la giustizia la dove non c’era più? In fondo il grande fascino di Per un pugno di dollari è anche questo.

Per un pugno di dollari,un film di Sergio Leone. Con Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Marianne Koch, Wolfgang Luschky, Sieghardt Rupp, Antonio Prieto, José Calvo, Margarita Lozano, Daniel Martin, Benito Stefanelli, Bruno Carotenuto, Joseph Egger, Mario Brega, Aldo Sambrell, Umberto Spadaro
Western, durata 100 min. – Italia 1964

Clint Eastwood: Joe, lo straniero

Gian Maria Volonté: Ramón Rojo

Marianne Koch: Marisol

Wolfgang Lukschy: John Baxter, lo sceriffo

Sieghardt Rupp: Esteban Rojo

Antonio Prieto: Don Miguel Rojo

José Calvo: Silvanito

Margarita Lozano: Consuelo Baxter

Daniel Martín: Julio

Benito Stefanelli: Dougy

Bruno Carotenuto: Antonio Baxter

Joseph Egger: Piripero

Mario Brega: Chico

Aldo Sambrell: Rubio

Fotografia: Massimo Dallamano, Federico G. Larraya

Montaggio: Roberto Cinquini, Alfonso Santacana

Effetti speciali: Giovanni Corridori

Musiche: Ennio Morricone

Scenografia: Carlo Simi, Sigfrido Burmann

Costumi: Carlo Simi

Trucco: Rino Carboni, Dolores Clavel (truccatrice)

” Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto! “

” Vuoi diventare ricco eh? Allora sei arrivato nel posto adatto, se sarai furbo; perchè qui tutti sono o molto ricchi o morti.”

” Quando si vuole uccidere un uomo bisogna colpirlo al cuore. “

” Sono una donna abbastanza ricca per apprezzare gli uomini che si possono comprare. “

” Devo ancora trovare un posto dove non ci siano padroni. “

” Fate molto male a ridere: al mio mulo non piace la gente che ride. Ha subito l’impressione che si rida di lui. “

” Starete come a casa vostra ” ” Spero di no, a casa mia stavo malissimo “