
Abbiamo lasciato il gruppo scanzonato e dissacrante di amici alle prese con il funerale del Perozzi,e con l’ultima atroce beffa perpetrata ai danni del pensionato.Comencini,per riprendere il discorso,affida le vicende all’uso sapiente del flashback,e ci mostra i 5 alle prese con le loro vicende famigliari e con nuove,crudeli ma esilaranti beffe.
C’è il Necchi (questa volta impersonato da Renzo Montagnani) alle prese con la sua perenne gelosia;il Perozzi afflitto come al solito dai suoi problemi,tra i quali un figlio serioso e agli antipodi rispetto al padre;il conte Mascetti,nobile decaduto,che cerca di mantenere la sua dignità,e il sassroli,il primario annoiato,alla ricerca della botta di vita,oltre al solito Melandri.
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Le beffe sono di quelle che fanno epoca,come quando il gruppo fa sgomberare la torre di Pisa con la scusa che è pericolante,mentre loro con dei cavi invitano la gente a tirare per evitare che la stessa cada;c’è l’espediente del conte Mascetti,che abbaglia giovani attricette con fiori e inviti a cena,che dopo la rituale notte di sesso,si trasformano in una fuga ignominiosa dello stesso,senza pagare i conti.C’è la distruzione del paesino,con i nostri che vanno in piccoli paesini della Toscana,vestiti di tutto punto come ingegneri o tecnici e comunicano alla gente che proprio sul paese dovrà passare l’autostrada,con conseguente abbattimento di cae,chiese e d edifici.
E c’è anche spazio per lo humour nero e per la commozione,come nel momento in cui il conte Mascetti,adirato con gli amici,viene colpito da un ictus che lo riduce sulla sedia a rotelle;partecipaerà ad una gara per paraplegici,dove arriverà ultimo sotto la bandiera pisana,per fare un dispetto ai cittadini di quella città.
Monicelli nel rpimo film si era divertito con un humour duro e graffiante;nel secondo film affiora invece un pessimismo quasi leopardiano,tutte le zingarate del gruppo di amici divntano più crudeli,una metafora del cupo pessimismo che sembra voler trasmettere il regista attraverso immagini forti,come la già citata corsa di portatori di handicap.
Amici miei II segna la fine della grande stagione della commedia all’italiana,che da quel momento non avrà quasi più spazio al cinema;l’amarezza e la drammatica corrosività di Monicelli,sembrano essere un epitaffio sulla commedia all’italiana,in piena crisi di idee ma sopratutto di interpreti. Il cupo pessimismo del film sembra avvolgere la storia,rendendola sicuramente meno brillante del primo atto,Amici miei,ma sicuramente più tesa ad un’analisi spietata di un periodo,di una generazione in crisi con il rapporto verso l’età e le nuove generazioni.
Giudizio:



Un film di Mario Monicelli. Con Ugo Tognazzi, Adolfo Celi, Gastone Moschin, Renzo Montagnani, Paolo Stoppa, Franca Tamantini, Milena Vukotic, Alessandro Haber, Philippe Noiret, Angela Goodwin, Tommaso Bianco, Domiziana Giordano. Genere Commedia, colore 117 minuti. – Produzione Italia 1982.
Personaggi e interpreti:
Ugo Tognazzi: Il Conte Mascetti
Gastone Moschin: Il Melandri
Philippe Noiret: Il Perozzi
Renzo Montagnani: Il Necchi
Adolfo Celi: Il Professore Sassaroli
Paolo Stoppa: Savino Capogreco, lo strozzino
Alessandro Haber: Paolo, il vedovo
Milena Vukotic: Alice Mascetti
Franca Tamantini: Carmen Necchi
Angela Goodwin: la moglie del Perozzi
Maurizio Scattorin: il figlio del Perozzi






Giugno 24, 2008 alle 6:11 pm |
Auténtica Obra Maestra del Humorismo Italiano y Latino.