
Tratto dal romanzo omonimo di George Orwell,il film di Michael Radfrod ripercorre,in maniera fedelissima,la trama originale;una guerra ha creato tre grandi gruppi di stati,Oceania, Eurasia e Estasia,perennemente in guerra tra loro. L’Inghilterra,che è parte dell’Oceania,è dominata da un partito che controlla in maniera ossessiva levite di tutti i cittadini. Ogni notizia viene filtrata,controllata e poi dirmata dopo le opportune modifiche.
Winston è uno degli addetti al controllo,un lavoro noioso,alienante;si fa molte domande,Winston,senza trovare una risposta. Attorno a lui tutto è desolato.Il mondo appare in colori cupi,in cui predomina il grigio e il giallo.

Londra stessa sembra avvolta da una cappa tetra e indissolubile,sotto cui si muove un’umanità che sembra aver perso qualsiasi interesse per la vita;Winston subisce questa situazione fino al giorno in cui incontra Giulia,una ragazza che gli fa un cenno di intesa e gli passa un bigliettino. Nel paese i rapporti sessuali sono accettati solo ed esclusivamente per la procreazione,quindi i due,diventando amanti,si mettono fuori legge.

Winston riesce ad affittare una miserabile camera,dove i due si incontrano e fanno l’amore. E’ l’occasione per parlarsi,per nutrire un minimo di speranza che attraverso l’amore si possa sfuggire ad una vita alienante. Ma la loro relativa felicità dura poco;l’uomo che ha affittato il locale è al servizio dello stato e i due vengono imprigionati.
Winston viene sottoposto a torture durissime,ma non tradisce la sua donna,quella che considera tale;ma portato in una stanza che materializza gli incubi delle persone (per Winston la repulsione assoluta per i topi),finisce per cedere,e tradisce Giulia.

La ragazza ha fatto lo stesso,e quando usciranno dal carcere,rieducati,i due si incontreranno,ma non avranno più nulla da dirsi. Per Winston,che ormai è controllato in spirito e in animo dal potere,si apre la stagione della fedeltà assoluta al potere.
Amaro,come del resto il romanzo,1984 è una dura denuncia del potere,in tutte le sue forme. Girato in colori cupi,con personaggi che sembrano trasportati di peso da un incubo assoluto e totalizzante,è una parabola cinica e spietata,che si segnala per la splendida caratterizzazione dei personaggi,fra i quali spicca Richard Burton,nella sua ultima apparizione.
Bravissimi John Hurt e Suzanne Hamilton,rispettivamente Winston e Giulia,due esseri umani che vengono risucchiati nel gorgo nero del controllo delle coscienze. Davvero bella la fotografia.

Giudizio:


(1984)
Un film di Michael Radford. Con Richard Burton, John Hurt, Suzanna Hamilton, Cyril Cusack, Gregor Fisher, James Walker, Andrew Wilde, David Trevena, Corinna Seddon, David Cann, Peter Frye, Roger Lloyd-Pack, Anthony Benson, Martha Parsey, Rupert Baderman. Genere Drammatico, colore 115 minuti. – Produzione Gran Bretagna 1984.





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1984, George Orwell, 1949
Un mundo feliz, Aldous Huxley, 1932
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