Il merlo maschio

Maggio 22, 2008

Nel 1971 Pasquale Festa Campanile,regista e scrittore,diresse questo film apparentemente senza pretese;prese due attori tutto sommato non molto conosciuti,Lando Buzzanca e la giovane e sensuale Laura Antonelli,prendendo come soggetto un tema molto scabroso per l’epoca,una storia di esibizionismo,una rivincita sulla frustrazione dovuta al quotidiano attraverso lesposizione della splendida moglie del protagonista.

Lando Buzzanca e Lino Toffolo

Una storia semplice,che risultò,alla fine,come uno dei film più visti dell’anno,e non solo per la sovraesposizione delle bellezze fisiche,peraltro notevolissime,della Antonelli.Si,perchè Il merlo maschio è una storia arguta,ironica,garbata e mai volgare,nonostante la Antonelli reciti praticamente nuda per quasi tutto il film.

La storia inizia a Verona,dove un violoncellista anonimo,Niccolò Vivaldi (omen nomen),vive una carriera in ombra,senza grosse soddisfazioni,anzi;è quasi invisibile ai colleghi,principalmente al suo direttore d’orchestra. Ma un giorno,mentre osserva la moglie che dorme,nuda,le scatta una foto e la manda ad un giornale osè. E’ l’inizio di una rivincita,non più legata alle proprie doti,ma a quelle della moglie,un senso di rivincita per interposta persona,che lo porta ben presto a capire quale livello di libidine scateni negli altri la visione del morbido corpo della consorte.

Che,per amore,e forse anche lusingata,accetta di buon grado. Dottori e casuali e occasionali guardoni si contendono ben presto le grazie (solo visive) della bellissima e ingenua donna,che si spinge sempre più in là,in rotta di collisione con la morale dell’epoca,anche se,formalmente,l’onore è salvo.

Perchè lei è sposata (in Italia il divorzio era lungi da venire),ed è una moglie fedele,almeno fino al giorno in cui Niccolò,che ha perso il senso delle proporzioni e che sogna un tributo ampissimo da una grande platea,non la mette in una custodia di violoncello,nuda come l’ha fatta mamma,e la espone al ludibrio della platea maschile dell’Arena di Verona,stracolma.

E’ il punto finale,il trionfo dell’uomo,ma anche la sua fine;finirà in manicomio,e la sua compagna finirà probabilmente nelle mani di qualche avido e interessato guardone. Un finale amaro per un film a metà strada tra il grottesco,sottolineato da alcune scene abbastanza incredibili e la denuncia di una società sicuramente bacchettona,in cui la sessualità è vissuta con vergogna,e in cui certe cose si fanno solo con le donnacce.

Perbenismo e ipocrisia quindi alla frusta,pur nei limiti di un film che non esce mai dai canoni della commedia,pur di buon livello. Bravi sicuramente lando Buzzanca e la splendida Antonelli,che vide fare un balzo in vanti alla sua carriera,culminata con quel capolavoro di erotismo vedo-non vedo che è Malizia.


Il merlo maschio (1971) un film di Pasquale Festa Campanile con Lando Buzzanca, Laura Antonelli, Lino Toffolo, Ferruccio De Ceresa.


La ragazza del lago

Maggio 22, 2008

In una splendida e solare mattina,una cittadina di provincia si sveglia con l’incubo del rapimento di una bambina;bastano poche ore e l’allarme rientra,perché la bambina si è allontanata spontaneamente,per seguire un giovane ritardato,ma inoffensivo.

Ma la calma è solo apparente e viene rotta drammaticamente dal ritrovamento del corpo nudo di una ragazza,sulle sponde di uno splendido lago. Qui la scena è girata magistralmente,perché l’immobilità del corpo morto contrasta in maniera stridente con la calma bucolica del posto;il primo ad arrivare sul luogo del delitto è il commissario Giovanni Sanzio,padre di Francesca,che vive lontano dalla moglie affetta da gravi problemi neurologici.

Sanzio,aiutato dal collega Siboldi e da Alfredo,suo vecchio amico e conoscente dei posti,inizia una difficile ricerca dell’assassino,che ha agito apparentemente senza un valido motivo.

Pian piano il film,che mostra tutti i lati caratteriali dei personaggi,le difficoltà di relazione,come il difficile rapporto tra Sanzio e sua figlia Francesca,si trasforma in una sottile opera psicologica,lenta e formalmente inappuntabile,con dialoghi studiati,intensi,come quello fra Sanzio e la figlia.

La provincia friulana fa da sfondo,con paesaggi assolutamente incantevoli,che scorrono come quadri impressionisti dietro le figure di tutti i protagonisti.

La ragazza del lago,sepolto sotto una valanga di David,è un noir italiano che sembra privilegiare dialoghi e luoghi,trasformandosi da thriller in spaccato della vita di provincia;forse l’unica cosa che centra poco con il film è la complessa situazione famigliare di Sanzio,ma evidentemente il regista ha privilegiato le storie personali,senza curarsi molto dell’ambientazione thriller tipica dei film con omicidi e assassini.

Ottimo Servillo,ormai un’assoluta garanzia,brava la Golino in una piccola parte.

Ottima fotografia e ottima location.

Giudizio:ValutazioneValutazioneValutazioneValutazione

Un film di Andrea Molaioli. Con Toni Servillo, Nello Mascia, Marco Baliani, Giulia Michelini, Fausto Maria Sciarappa, Denis Fasolo, Franco Ravera, Sara D’amario, Heidi Caldart, Alessia Piovan, Nicole Perrone, Enrico Cavallero, Anna Bonaiuto, Omero Antonutti, Fabrizio Gifuni, Valeria Golino. Genere Commedia, colore 95 minuti. – Produzione Italia 2006. – Distribuzione Medusa – [Uscita nelle sale venerdì 14 settembre 2007]

Personaggi e interpreti:

Toni Servillo: commissario Sanzio

Valeria Golino: Chiara Canali

Fabrizio Gifuni: Corrado Canali

Anna Bonaiuto: moglie di Sanzio

Omero Antonutti: padre di Mario

Marco Baliani: Nadal

Denis Fasolo: Roberto

Franco Ravera: Mario

Giulia Michelini: Francesca

Nello Mascia: Alfredo

Fausto Maria Sciarappa: Siboldi

Heidi Caldart: Silvia