La noia

Maggio 16, 2008

Martin è un insegnante frustrato,in profonda crisi personale dopo la separazione dalla moglie.geloso (probabilmente) del nuovo rapporto sentimentale costruito da quest’ultima. Conosce Cecilie,una ragazza alquanto strana,dalle forme giunoniche,con un passato oscuro,del quale si vocifera in giro;la conosce casualmente,andando a trovare un pittore del quale la ragazza è stata l’ultima modella,e inizia così una conversazione con lei,molto limitata.

Cecilie finisce per avere con Martin una relazione,prettamente sessuale;tra i due,come in Ultimo tango a Parigi,si instaura una relazione fatta esclusivamente di sesso;Martin è soggiogato sia dall’età,sia dalle forme voluttuose della ragazza,oltre che dalla sua evidente mancanza di freni morali.

Martin non è innamorato di lei,tuttavia ne subisce l’oscuro fascino;l’uomo maturo cede a quello strano gioco delle parti,fatto di sesso e di poche parole;si,perchè lei,Cecilie,è assolutamente vuota e refrattaria ad ogni sollecitazione. Uno strano gioco delle parti,tra un pigmalione,che tale non vuol essere,e la sua allieva,che nelo stesso modo respinge il ruolo.

Le continue domande di Martin sul pittore defunto sembrano ad un certo punto diventare una simbiosi tra i due uomini;il gioco si fa sempre più morboso,in una confusione di ruoli angosciante;cecilie,come se nulla fosse,lo coinvolge nella sua vita con casualità.

Lo porta a conoscere i suoi genitori,gli confida la relazione con un suo coetaneo,gli parla del passato amoroso con il pittore;il tutto senza remore,senza coinvolgimento,sopratutto. Sembra che la ragazza viva le cose con distacco,senza provare emozioni ben definite.

La confessione della ragazza di frequentare un altro uomo,scatena in Martin,fino a quel punto desideroso solo di sesso come antidoto alla noia e al tormento personale che lo devasta,il desiderio e la bramosia del possesso;chiede a Cecilie di sposarlo,arriva anche ad offrirle dei soldi,ma la ragazza rifiuta tutto e scompare.

Martin esce nel buio con la sua auto,e finisce fuori strada;salvo per miracolo,riflette su quello che è accaduto e si lascia andare ad una considerazione scritta alla moglie:”Credo che si debba vivere ad ogni costo”

Tratto da un romanzo di Moravia,La noia ne riprende le tematiche,pur cambiando,temporalmente,la situazione logistica e temporale.

Assistiamo ad un percorso di crescita (o involuzione?) di un uomo,che dapprima accetta una relazione puramente edonistica,poi passa al possesso,poi,perso il giocattolo con cui credeva di potersi trastullare,scopre l’abiezione amorosa,con la gelosia,le meschinità e sempre più giù verso il degrado,fino alla scoperta finale.

Un film freddo e distaccato,La noia. Di un freddo chirurgico che esalta lo squallore dell’esistenza,sospesa tra la noia e la realtà.

(L’ennui)

La noia (L’ennui) Un film di Cédric Kahn. Con Arielle Dombasle, Charles Berling, Sophie Guillemin, Robert Kramer, Alice Grey. Genere Erotico, colore 122 minuti. – Produzione Francia 1998.


I decamerotici

Maggio 16, 2008

Il clamoroso successo di pubblico del film Il Decameron,di Pier Paolo Pasolini,uscito nel 1971,bissato l’anno successivo da I racconti di Canterbury,scatenò,ad inizi anni settanta,un’autentica corsa alla clonazione di racconti appartenenti alla storia della letteratura italiana,con il saccheggio di novelle scritte dal Ruzante,dall’Aretino,da Boccaccio e da Masuccio Salernitano.

Dal film Decameron proibitissimo,Boccaccio mio statte zitto (1972)

Un saccheggio indiscriminato,in cui novelle ironiche,con qualche pizzico di licenziosità,vennero usate a pretesto per mostrare un medioevo gaudente e sollazzevole,fatto di mariti cornuti e mogli infedeli,fidanzati vogliosi e poco caste ragazze di tutti i ceti sociali;come se non bastasse i conventi divennero simbolo della lussuria più estrema,con preti,badesse e monaci impegnati più nella ricerca dei piaceri della carne che del benessere delle anime.

Incalcolabile in numero delle pellicole dedicate al florido filone;in Italia funo sicuramente una quarantina,a cui si aggiunsero opere che riportavano,solo nel titolo,riferimenti a opere del classicismo medioevale;

al Decameron 6.

Dal film Decameron 2,di Mino Guerrini (1972)

Caratteristica principale di queste opere era,ovviamente,l’erotismo;non la pornografia,in quanto la censura riusciva ancora a funzionare,eliminando dalle opere tracce dell’organo sessuale maschile o comunque scene di sesso troppo esplicite.

A fare le spese della forbice della censura furono parecchi film,che vennero sforbiciati senza pietà;in alcuni casi le storie diventarono dei caoplavori dell’assurdo,con inquadrature che spesso non avevano più alcun significato nell’interno del film.

Dal film Novelle licenziose di vergini vogliose

E pensare che il medioevo ben si era prestato,prima dell’avvento dei decamerotici,e quindi di quel filone che divenne poi omogeneo e venne chiamato commedia erotica all’italiana,a presentare opere di gran livello,come i due Brancaleone di Monicelli,il Satyricon di Fellini,ambientato però nell’antica Roma,ma con tematica di satira,e infine il capostipite,il Decameron di Pasolini.

Dal film Decameron 3,Beba Loncar,in una scena del film

Il primo in assoluto a sfruttare la scia del successo fu il Decameron n.2,di Mino Guerrini,forse uno dei migliori,pur girato con pochi mezzi e con un cast di sconosciuti;così come di buon livello furono due film successivi,sempre del 1972,Quel gran pezzo dell’Ubalda,tutta nuda e tutta calda e Quando le donne si chiamavano madonne,con lo stesso cast formato da quella che divenne la regina della commedia erotica all’italiana,Edwige Fenech,da Pippo Franco e da Mario Carotenuto.

Dal film Quando le donne si chiamavan Madonne, (nella foto,Edwige Fenech)

In seguito i prodotti persero la vena di originalità dei primi film del filone,trasformandosi in commedie scollacciate,con attrici e attricette di secondo piano pronte a mostrare le loro grazie,con storie che divennero pretesto per richiamare al cinema un pubblico più interessato proprio a queste grazie che alla trama del film.

Dal film I giochi proibiti dell’Aretino Pietro (nella foto,Femi Benussi)

Arrivarono così sullo schermo Decameron nero e Decameron proibito,Decameroticus e e Decameron proibitissimo;saccheggiato messer Boccaccio,fu la volta delle varie monache,filone inaugurato da La bella Antonia prima monaca poi dimonia;

Dal film Finalmente le mlle e una notte (nella foto Femi Benussi)

successivamente notti licenziose,racconti di Viterbury e altri filmetti girati in fretta e furia dequalificarono completamente il genere,che si trascinò,sempre più stancamente,fino al 1976,quando la commedia erotica trovò nuova linfa con dottoresse,liceali e insegnanti.

Dal film:Leva lo diavolo tuo da lo mio convento

Se del genere decamerotico si può salvare veramentepoco,è indubbio che costituì comunque una boccata d’ossigeno per i vari produttori,che investendo poche centinaia di milioni di lire,spesso vedevano decuplicati i rientri in termini di botteghino.

Fiorina la vacca e la Betia,Una cavalla tutta nuda e Jus primae noctis sono solo alcuni dei titoli che portarono sullo schermo le novelle del Ruzante,che lanciarono futuri protagonisti del cinema italiano,come Renzo Montagnani,per esempio,

Dal film Metti lo diavolo tuo ne lo mio convento

Tra le attrici del filone,vanno segnalate per la loro bellezza,non priva anche di doti artistiche specifiche,janet Agren,Beba Loncar,Orchidea De Santis,Mlaisa Longo,Krista Nell,Femi Benussi. Più una marea di attrici esordienti,molte delle quali girarono particine in cui mostravano sederi e seni senza spesso avere una sola battuta da pronunciare.

Dal film:Fratello homo sorella bona (nella foto,a destra,Malisa Longo)

Decameron 2,(1972)un film di Mino Guerrini. Con Pupo De Luca, Enzo Pulcrano, Mario Brega, Claudia Bianchi, Salvatore Giocondo.

Decameron 3,(1972) un film di Italo Alfaro con Femi Benussi, Beba Loncar, Marina Malfatti

Decameron proibitissimo,(1972) un film di Franco Martinelli con Franco Agostini, Enzo Andronico, Alberto Atenari, Bruna Beani.

Gli altri racconti di Canterbury,(1972) un film di Mino Guerrini con Enza Sbordone, Toni De Leo, Alida Rosano, Giuseppe Volpe

Le calde notti del Decamerone,(1972) un film di Gian Paolo Callegari con Don Backy, Femi Benussi, Orchidea De Santis,

Dal film La calandria,di Pasquale Festa Campanile (1972)

con Agostina Belli, Lando Buzzanca, Salvo Randone, Cesare Gelli, Barbara Bouchet, Giusi Raspani Dandolo, Maria Grazia Spina, Mario Scaccia, Franco Fantasia, Roberto Antonelli, Ignazio Leone, Toni Ucci, Giuliana Calandra.

Dal film Decamerone nero,di Piero Vivarelli (1972) (nella foto Beryl Cunningham)

con Beryl Cunningham, Djbril Diop, Serigne N’Diaye, Jacqueline Scott.

Dal film La bella Antonia,prima monica poi dimonia (1972) di Mariano Laurenti

(nella foto Piero Focaccia e Malisa Longo)

con Edwige Fenech, Riccardo Garrone, Luciana Turina, Piero Focaccia.