2001 Odissea nello spazio

Agli albori dell’umanità un gruppo di ominidi lotta per la sopravvivenza in un mondo ostile,arido e difficile;un giorno un monolite nero appare davanti alla grotta degli ominidi,e il loro capo all’improvviso maneggia un osso,capisce che può utilizzarlo come arma e lo brandisce,poi lo lancia verso il cielo,e all’improvviso tutto cambia,nel cielo appare un’astronave.

Sono passati tre milioni di anni da allora,siamo nel 2001 e il dottor Floyd è chiamato sullabase lunare per osservare una stupefacente scoperta;in uno scavo è apparso un monolite nero.Mentre Floyd si appresta a fotografare il monolite nero,un raggio di sole lo colpisce,e subito dopo un segnale radio parte da esso,direzione Giove.

Un altro balzo nel tempo,e troviamo 5 astronauti che in stato di ibernazione stanno viaggiando verso Giove,mentre l’astronave è sotto il controllo del supercomputer HAL 9000,un’intelligenza artificiale molto sofisticata.hal ha istruzioni di non rivelare a Bowmann e Poole,i due astronauti di guardia,la vera natura del viaggio,ma questa istruzione provoca problemi ai complessi circuiti del computer,che è stato programmato per collaborare con l’uomo,non per nascondergli informazioni;Hal,arrivato nei pressi di Giove,tenta di uccidere gli umani,per risolvere il problema,ma Bowmann riesce a sopravvivere e a riportare il computer alla programmazione originale;in un filmato,il dottor Floyd rivela a Bowmann la vera natura della missione,e all’ultimo astronauta in vita non resta che dirigersi verso la fonte del segnale.

Qui Bowmann viene letteralmente cooptato dal terzo monolite,che lo spedisce in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio,fino a portarlo in uno strano appartamento,dove l’astronauta,vede un altro se stesso invecchiare rapidamente,fino a ritornare allo stadio di feto,dove rinascerà in forma di figlio dello spazio,che scruta il pianeta terra dall’infinito spaziale.

Kubrick riprende il romanzo di Arthur C.Clarke,rispettando la splendida solitudine dei vuoti spaziali,usando la lentezza dello spazio stesso come un valore aggiunto,evitando quindi il rischio di stravol:gere il romanzo originale,che una sintesi metafisica dell’uomo,del suo rapporto con l’infinito,con lesue radici,con il suo divenire.

Un film denso di interrogativi,di icognite,incluso il finale aperto a tutte le interpretazioni e a tutte le soluzioni,come ebbe a dire il geniale Regista:

“Se qualcuno ha capito qualcosa, ciò significa che io ho sbagliato tutto.”

Segnalazioni per la stupenda colonna sonora,Also spracht zarathustra e per la fotografia,splendidamente curata,che a distanza di quasi 40 anni mostra ancora soluzioni tecnologiche invidiabili,oltre ad una perfetta miscela di colori e chiaroscuri.

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(2001: A Space Odyssey)

Un film di Stanley Kubrick. Con Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter, Leonard Rossiter, Margaret Tyzack, Robert Beatty, Sean Sullivan, Douglas Rain, Frank Miller [I], Bill Weston, Ed Bishop, Glenn Beck, Alan Gifford. Genere Fantascienza, colore 139 minuti. – Produzione USA, Gran Bretagna 1968.

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