
Due anni dopo il travolgente successo di Profondo rosso,Dario Argento torna dietro la macchina da presa,e questa volta opera una svolta copernicana nella sua produzione. Al thriller canonico,come L’uccello dalle piume di cristallo,Il gatto a nove code e 4 mosche di velluto grigio,si sostituisce il theriller parapsicologico/horror,con protagoniste le tre madri infenali,Mater tenebrarum,Mater sospiriorum e Mater lacrimorum,trilogia inizata con Suspiria,proseguita con Inferno e chiusa,ai giorni nostri,con La terza madre. Suspiria racconta la storia di Susy Bannon, una ragazza americana arrivata in Germania per studiare danza, che si troverà da subito in una situazione terrificante,tra omicidi,messe nere e situazioni al limite del paranormale.

L’incursione di Argento nel gotico-noir,con spiccata predilezione per i colori accesi e le situazioni splatter,stravolge completamente i canoni che il regista aveva seguito;al thriller schematico,con il classico binomio assassino/motivazione,con la consueta scoperta dell’insospettabile mano omicida,si sostituisce un genere che Argento non aveva mai nemmeno sfiorato.

I risultati,almeno nel caso di Suspiria,appaiono di buon livello,anche se il regista mostra la tendenza a voler stupire ad ogni costo,abbandonando la liquidità della trama che diventa più complessa e di minor presa iniziale;tendenza che sarà esasperata in Inferno,in cui avremo il trionfo dei colori accesi,mentre Suspiria è il trionfo del nero,dell’oscurità.
In Suspiria Susy è la classica brava ragazza che riesce a sconfiggere la prima delle tre madri,il bene che trionfa sul male;esce indenne da attentati in serie,sempre casualmente,come se fosse protetta da qualcosa di arcano.

Il film mostra la capacità di Dario Argento di impressionare con scene ad effetto,come la caduta del lucernario,o la pioggia di vermi,o la scena finale,quando riesce a uccidere helena,la fondatrice dell’istituto.
Il film resta oscuro per buona parte,perchè la trama risente della necessità di un seguito esplicativo,cosa che avremo con Inferno,in cui molte delle parti oscure di Suspiria,verranno chiarite.

Buona la recitazione dei vari protagonisti,sopratutto quella della luciferina Alida Valli,perfida e insopportabile nel ruolo di una delle direttrici.
La colonna sonora,affidata a quel geniaccio di Simonetti e dei suoi Goblin è ottima,anche se non all’altezza del capolavoro creato con profondo rosso;un binomio,quello di Argento-Goblin interrotto con Inferno,dove un grande Keith Emerson creerà una delle musiche più belle ascoltate nei film orror,Mater tenebrarum,ripresa poi dallo stesso Simonetti.

Giudizio:
Un film di Dario Argento. Con Flavio Bucci, Alida Valli, Stefania Casini, Jessica Harper, Miguel Bosè, Barbara Magnolfi, Rudolf Schundler, Fulvio Mingozzi, Renato Scarpa, Udo Kier, Susanna Javicoli, Renata Zamengo, Eva Axen, Joan Bennett. Genere Horror, colore 97 minuti. – Produzione Italia 1977.









