Classifica al botteghino,anno 1971

Maggio 7, 2008

Questi sono i film più visti nei cinema italiani nell’anno 1971

I dati sono forniti dal magnifico sito:hitparadeitalia.it,il sito più completo in Italia per conoscere la storia delle vendite di 45 giri e Lp.

1) Continuavano a chiamarlo Trinità

di E.B. Clucher; con: Terence Hill – Bud Spencer – Yanti Somer – Enzo Tarascio – Pupo De Luca – Dana Ghia.

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazione

2) Il Decameron

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazioneValutazione

di Pier Paolo Pasolini; con: Franco Citti – Ninetto Davoli – Pier Paolo Pasolini – Angela Luce – Silvana Mangano – Guido Alberti.

3) Agente 007 – Una cascata di diamanti (Diamonds Are Forever)

di Guy Hamilton; con: Sean Connery – Jill St. John – Lana Wood – Charles Gray – Bruce Cabot.

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazione

4) Mimì Metallurgico ferito nell’onore

di Lina Wertmuller; con: Giancarlo Giannini – Mariangela Melato – Turi Ferro – Agostina Belli – Elena Fiore – Luigi Diberti.

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazione

5) Bello onesto emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata

di Lugi Zampa; con: Alberto Sordi – Claudia Cardinale – Riccardo Garrone – Angelo Infanti.

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazione

6) Love Story (Love Story)

di Arthur Hil; con: Ali MacGraw – Ryan O’Neal – Ray Milland – John Marley – Katherine Balfour – Russel Nype – Tommy Lee Jones.

Giudizio:

ValutazioneValutazione

7) Giù la testa

di Sergio Leone; con: Rod Steiger – James Coburn – Romolo Valli – Maria Monti – Rik Battaglia – Franco Graziosi – Antonio Domingo – Memé Perlini.

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazioneValutazione

8 ) Sole rosso

di Terence Young; con: Charles Bronson – Ursula Andress – Toshiro Mifune – Alain Delon – Capucine.

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazione

9) Gli Aristogatti (The Aristocats)

di Wolfgang Reithermann; con: [cartoni]

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazioneValutazione

10) I diavoli (The Devils)

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazioneValutazione

di Ken Russell; con: Vanessa Redgrave – Oliver Reed – Dudley Sutton – Max Adrian – Gemma Jones

Seguono:

Er Più – Storia d’amore e di coltelli, di Sergio Corbucci; con: Adriano Celentano – Claudia Mori – Romolo Valli – Vittorio Caprioli – Maurizio Arena – Ninetto Davoli.

Quattro mosche di velluto grigio, di Dario Argento; con: Michael Brandon – Mimsy Farmer – Jean-Pierre Marielle – Francine Racette – Bud Spencer – Marisa Fabbri – Oreste Lionello – Stefano Satta Flores – Laura Troschel – Stefano Oppedisano.

Homo Eroticus, di Marco Vicario; con: Rossana Podestà – Lando Buzzanca – Adriana Asti – Luciano Salce – Ira Fürstenberg – Angela Luce – Femi Benussi – Bernard Blier – Sylva Koscina – Lino Patruno.

La Betia, di Gianfranco De Bosio; con: Nino Manfredi – Rosanna Schiaffino – Lino Toffolo – Mario Carotenuto – Smoki Samardì – Olivera Markovic.

Gli scassinatori (La casse), di Henri Verneuil; con: Jean-Paul Belmondo – Omar Sharif – Dyan Cannon – Robert Hossein – Renato Salvatori – Nicole Calpan.

Detenuto in attesa di giudizio, di Nanni Loy; con: Alberto Sordi – Elga Andersen – Lino Banfi – Mario Pisu – Gianni Bonagura.

Roma bene, di Carlo Lizzani; con: Senta Berger – Vittorio Caprioli – Philippe Leroy – Virna Lisi – Irene Papas – Nino Manfredi – Umberto Orsini – Gastone Moschin – Michèle Mercier – Franco Fabrizi – Minnie Minoprio – Enzo Cannavale – Annabella Incontrera.

Il vichingo venuto dal Sud, di Steno; con: Lando Buzzanca – Pamela Tiffin – Renzo Marignano – Gigi Ballista.

La polizia ringrazia, di Stefano Vanzina; con: Enrico Maria Salerno – Mariangela Melato – Mario Adorf – Franco Fabrizi – Cyril Cusack.

Bianco rosso e…, di Alberto Lattuada; con: Sophia Loren – Adriano Celentano – Fernando Rey – Enzo Cannavale – Alessandra Mussolini.


Apocalypse now

Maggio 7, 2008

A 4 anni dalla fine della guerra nel Vietnam,Coppola gira il film più crudele,duro e affascinante sulla tragedia che vide 50.000 soldati Usa e un numero imprecisato di vietnamiti perire in una guerra che non fece onore a nessuno.
Un film che ebbe anche un percorso travagliato.
Girato nelle Filippine,ebbe ritardi paurosi per una malattia che colpì Sheen,oltre a tifoni e uragani che rallentarono le riprese,e per buon conto lo sforamento del budget (40 milioni di dollari).

La trama è molto semplice:un ufficiale dell’esercito Usa deve trovare e uccidere il colonnello Kurtz (un luciferino e possente Marlon Brando),il quale,rifiutandosi di obbedire agli ordini,simile a un Dio crudele e sanguinario, combatte una sua guerra efferata e spietata,uccidendo buoni e cattivi,ammesso che si possa fare una distinzione di questo genere.
Duro atto di accusa sulla guerra in generale,sulla sua follia e sulla sua crudeltà,il film si snoda in tre ore di appassionante denuncia e folgoranti scene da antologia del cinema.Memorabile Hopper,nel bombardamento di un villaggio,fatto sulle note della cavalcata delle valchirie (adoro l’odore del napalm,dice il colonnello,mentre ghignando massacra la popolazione del villaggio).

Film sulla psiche umana,anche. Tratto da Cuore di tenebra di Conrad,è un indagine sulla follia che può colpire gli uomini messi a contatto con l’orrore quotidiano della violenza.Kurz diventa un’emblema e metafora sulla capacità della violenza di estrarre e adattare l’animo umano al potere e alla sua devastante capacità di creare il superuomo senza morale.
Un film di denuncia,colpito in patria da ostracismo totale,ma diventato in seguito un cult e,forse,il miglior film di denuncia sulla guerra di tutti i tempi.
Da segnalare la matrice Kubrickiana del film,nel suo aspetto di introspezione sulla follia del potere che colpisce i vertici dell’esercito:in alcuni punti si riconoscono l’influenza di Orizzonti di gloria,la sua allucinata violenza,l’ottusità dei generali,per i quali il soldato è solo carne da macello.
In ultimo segnalo la favolosa The end dei Doors,che contribuisce a rendere ancora più spettrale l’atmosfera del film.

Di seguito l’intervento del mio amico WebMichi sul forum iod.forumfree.net:

Come spesso succede ad opere di questo livello, è naturale che il ricordo vada istintivamente ad alcuni “colpi” geniali, ma non altrettanto facilmente va all’essenza della rappresentazione.
In parole povere, Apocalypse Now non è secondo me un film sulla guerra del Vietnam (Oliver Stone ha fatto film molto più circostanziati all’argomento), che credo sia semplicemente il riferimento storico familiare a Coppola, né è soltanto un film contro la guerra, pur raggiungendo in questo caso risultati come pochissimi altri film hanno fatto (appunto “Orizzonti di Gloria” e “Full Metal Jacket”, o, in tempi più recenti, il bellissimo “La Sottile Linea rossa”): se la finzione fosse stata applicata all’Invasione Persiana della Grecia, alla Guerra dei Cent’Anni o alla spedizione di Cortez il Conquistatore, non sarebbe cambiato molto.

In realtà penso che tutto il film trovi il suo risultato più importante proprio nella descrizione simbolica e reale della deriva totale della psiche applicata alla realtà degenerata della guerra, che la determina ma che essa stessa contribuisce a sviluppare.
E penso anche, pur se questo è di un pessimismo terribile, che la Guerra assuma il ruolo di rilevatore chimico delle peggiori tendenze primitive del comportamento e della relazione tra individui.
All’epoca, dopo un paio di visioni del film, la discussione con gli amici si sviluppò su di un tema preciso: per me, infatti, la chiave di volta del film era ed è nel viaggio della pilotina verso il villaggio di Kurz, perchè questo rappresenta materialmente il viaggio a ritroso dalla ragione verso la follia, dalla contemporaneità verso la notte dei tempi, e i pensieri di Willard ne sono la conferma più evidente.

Il Vietnam centra poco o nulla: fateci caso, non vedi mai un vietcong in faccia, e la battaglia intorno al ponte ti dice chiaramente che non è importante neppure chi sia il nemico, che vale neppiù e nemmeno te stesso. Quando poi avviene l’uccisione di uno dei marines con il giavellotto, arma primitiva che la spunta sulla tecnologia bellica dell’imbarcazione e degli stessi uomini e sul tempo in cui questi agiscono, il quadro atemporale e amorale della follia ( o della nostra natura) è completo

Apocalypse now, un film di Francis Ford Coppola. Con Robert Duvall, Dennis Hopper, Martin Sheen, Marlon Brando, Frederic Forrest, Harrison Ford, Larry Fishburne, Scott Glenn, Albert Hall, Francis Ford Coppola, Vittorio Storaro, Dean Tavoularis, Mark Coppola, Sam Bottoms, Bo Byers, Larry Carney, Colleeen Camp, Linda Carpenter, James Keane, Damien Leake, Tom Mason, Ron McQueen, Herb Rice, Jerry Ross, Kerry Rossall, G.D. Spradlin, William Uptone, Dick White, Cyntia Wood, Jerry Ziesmer. Genere Guerra, colore 150 minuti. – Produzione USA 1979

.

Robert Duvall

Dennis Hopper

Marlon Brando

Charlie Sheen


“A condurre la guerra era un gruppo di clown con quattro stelle che avrebbero finito per dar via tutto il circo.”

“Lo senti ? Lo senti l’odore ? “
” Cosa ?”
“Napalm figliuolo, non c’e’ nient’ altro al mondo che odori cosi’, mi piace l’ odore del napalm di mattina, una volta una collina la bombardammo per 12 ore e finita l’ azione andai li’ sopra , non ci trovammo piu’ nessuno, neanche un lurido cadavere di viet, ma quell’ odore, si sentiva quell’ odore di benzina, tutta la collina, odorava di …… di vittoria”

“Sai perché non ci si bagna due volte nello stesso fiume?”
“Perché il fiume scorre sempre.”

” Io volevo una missione, e per scontare i miei peccati, me ne assegnarono una.”







Histoire d’O

Maggio 7, 2008

Siamo nel 1975,e il cinema sembra aver fretta di abbattere tutti i tabu,mostrando storie spesso ai limiti o oltre la morale;confini all’epoca abbastanza rigidi,con codici comportamentali ben definiti. Just Jaecklin va oltre quel confine,riducendo per lo schermo il romanzo O,che divenne Histoire d’O,scritto da Dominique Aury,che scelse lo pseudonimo di Pauline Reage proprio per il tema scabroso del romanzo,in cui il sesso la fa dapadrone,sopratutto in una visione ed ottica masochistica,in cui la protagonista,la bella O,si concede al suo amante in spericolati giochi bondage.

Il film racconta la storia di O,ingenua (ma nemmeno tanto) ragazza della buona borghesia,che si innamora del bel Renè;un amore che ben presto si trasforma in un erotico gioco raffinato,in cui O diventa un oggetto nelle mani di Renè,che approfitta del corpo della ragazza per soddisfare tutte le sue voglie più recondite.

Non c’è ovviamente alcuno spessore culturale,nel film,come del resto mancava nel romanzo;tutto diventa un alibi per mostrare le perversioni del sesso,dai rapporti sado masochistici alla sodomia; la ragazza,in un crescendo di perversione,viene costretta a presentarsi bendata in autentiche orge,dove tutti approfittano di lei.

Che mantiene un certo candore,che evidentemente scatena la libido di un ricco e perverso nobile,Stephen,che all’inizio fa della ragazza quello che crede,prima di cedere la follia erotica ad un sentimento più complesso,in cui i ruoli si capovolgono. E’ lui,il ricco e vizioso nobile a diventare oggetto di vessazioni sessuali,è O adesso ad approfittare della situazione,facendo dell’amante il suo schiavo.

Non è una liberazione femminista,è solo erotismo; O non è più una donna ma un oggetto erotico,e lo è dal momento in cui cede ai suoi principi in nome di una carnalità esplicitamente mostrata in situazioni di aberrazione della personalità.

Histoire d’O è un film tutto sommato per guardoni,che destò scandalo e che pertanto venne decurato di alcune scene ritenute troppo osè;unico pregio del film è aver spianato la strada alla bella Corinne Clery,che comunque nel corso della sua carriera non ebbe mai picchi di recitazione importanti.

Histoire d’O , un film di Just Jaeckin. Con Christiane Minazzoli, Corinne Cléry, Alain Noury, Udo Kier, Martine Kelly. Genere Erotico, colore 112 (95) minuti. – Produzione Francia, Germania 1975.