
Simon e Duck sono una coppia di reporter da prima linea,corrispondendti di guerra;Simon è il giornalista,Duck il cameraman.
Sono stati in mezzo a tutti i conflitti del globo,rischiando la pelle,e tra loro è nata una forte amicizia.Un giorno Simon,durante una cronaca in diretta dalla Bosnia,ancora sconvolto per le scene di atrocità viste,tra le quali l’assassinio della sua giovane compagna incinta,esplode in diretta e di conseguenza viene licenziato in tronco.

Duck invece fa carriera nel network televisivo,ma un giorno ritrova il vecchio amico che ora vive ai margini del giornalismo attivo,facendo il free lance per televisioni di paesi di secondo piano.Simon racconta a Duck di essere sulle tracce della Volpe,il comandante di una famigerata compagnia di sterminio in azione in Bosnia,l’uomo responsabile dell’eccidio di migliaia di musulmani,oltre che responsabile della morte della sua donna.
Convince Duck a mettersi sulle tracce dell’uomo,sulla cui testa pende una taglia di 5 milioni di dollari,e parte con l’ex cameraman e con un giovane reporter,figlio del vice direttore del network per il quale lavora Duck.

Sarà un viaggio pericolosissimo,in un paese ancora scosso da una guerra devastante,La Serbia,e poco incline ad aiutarli nella ricerca del criminale.
Che è ricercato,ma solo a parole,anche dall’Onu;infatti la taglia sulla sua testa è solo uno specchiietto per le allodole,visto che Usa,Francia e Inghilterra non hanno alcun interesse alla cattura dell’uomo,condannato in contumacia per crimini di guerra.
La lunga caccia si concluderà con un colpo di scena.

Un film bello e tirato,girato come un documentario,ma in cui le vicende dei due amici si mescolano alla dolorosa esperienza di gente che ha subito un olocausto dimenticato da tutti;un’opera di denuncia,non sempre riuscita,perchè la tendenza del cinema americano di oggi è virata alla spettacolarizzazione degli eventi.
The hunting party non si sottrae a questa logica,pur mantenendo un impianto narrativo di prim’ordine,grazie anche alle splendide interpretazioni di Richard Gere,nel ruolo di Simon Hunt,un cronista coraggioso che non esita a gettare a mare una sfolgorante carriera solo per denunciare l’oblio a cui è condannata una sporca guerra come quella balcanica,e grazie anche a Terence Howard,un ironico Duck,amico per la pelle di Simon,disposto anche lui a tutto pur di seguire l’uomo.
Un film ben girato,nonostante un finale leggermente troppo affrettato,ma opera di sicuro rilievo.
Giudizio:
Un film di Richard Shepard. Con Richard Gere, Terrence Howard, Jesse Eisenberg, James Brolin, Ljubomir Kerekeš, Kristina Krepela, Diane Kruger. Genere Azione, colore 103 minuti. – Produzione USA, Croazia, Bosnia-Herzegovina 2007. – Distribuzione Mikado










Maggio 4, 2008 alle 10:45 am |
[...] Marco Giacosa: [...]