
Io sono leggenda,in originale I am legend,è un romanzo tra i più belli della fantascienza d’autore.
Scritto da Richard Matheson,è un claustrofobico romanzo noir,di stampo esistenzialista,che mal si addice a esumazioni di stampo visivo.
Perché il libro è estremamente descrittivo,sospeso in un tempo in cui solo le gesta e la vita di Robert Neville contano davvero.
Conta la sua solitudine,il suo essere l’ultimo umano sulla terra (apparentemente),in un mondo popolato da strani esseri,per metà vampiri per metà esseri senzienti,fotofobici,ormai padroni di quella che una volta era la terra degli umani.
Robert crede che siano loro l’anomalia;in realtà loro sono il futuro,ed è lui la vera anomalia.
Il film di Lawrence non ha quasi nulla di questo impianto narrativo,ma visivamente si regge sulla solitudine di Robert ,interpretato da un convincente Will Smith.

Robert si aggira in una metropoli desolata,dove sono ancora visibili i segni dell’epidemia che ha spazzato via la quasi totalità della razza umana.
A tenergli compagnia è solo un cane,mentre deve vedersela con dei mostri terrificanti,che altro non sono che il risultato del virus.
Il film vive quindi su questo senso di solitudine dell’uomo,prima dell’incontro con la donna e il bambino che cambierà la sua vita;e vive senza attori,a parte i mostri e qualche raro flashback,che ci portano indietro,nel passato dell’uomo.
Il film è sostanzialmente questo,l’avventura di Robert in una città divenuta all’improvviso ostile come una giungla impenetrabile.

Ma ancora una volta una trasposizione del romanzo manca clamorosamente l’appello con l vero significato del libro,quel suo voler immaginare un’umanità diversa,evoluta in un’altra forma,nella quale l’unica vera realtà estranea è proprio la figura di Robert.
Leggiamo un attimo Matheson:
Morire, senza conoscere la gioia intensa e il relativo conforto dell’abbraccio di chi si ama. Affondare in quel coma orrendo, poi nella morte, e forse tornare per compiere vagabondaggi sterili, spaventosi. Senza sapere cosa significasse amare ed essere amati. Una tragedia che superava quella di trasformarsi in vampiro.
Ecco,il romanzo è questo,descrizione di attimi,di stati d’animo.

Nel film non c’è nulla di questo.
Niente implicazioni filosofiche, ma una piatta riedizione di un film che ha visto già in passato tentativi sempre poco riusciti di tradurre il libro in immagini.
Ci aveva provato Ragona nel 1964,con L’ultimo uomo sulla terra,

con Vincent Price nel ruolo di Robert;in seguito Romero aveva preso spunto dal romanzo per il suo La notte dei morti viventi,

sostituendo i vampiri fotofobici con gli zombie.
Poi c’era stato Sagal,con 1975 occhi bianchi sul pianeta terra,(The Omega man)

con Heston nel ruolo di Robert,il tentativo più riuscito,ed anche più fedele,di adattare il romanzo allo schermo.
Infine,cinque anni fa,28 giorni dopo

e l’anno scorso 28 settimane dopo,buoni film ma molto lontani dalle implicazioni filosofiche di Matheson.
Io sono leggenda si regge solo su Smith,sul suo senso di solitudine e di paura.
E si basa sulla paura che i mostri possono suscitare nello spettatore.
Null’altro.
Un’operazione poco più che decorosa,preceduta da un battage pubblicitario che lasciava pensare ad un capolavoro del genere.
Nulla di più lontano dalla verità.
(I Am Legend)
Un film di Francis Lawrence. Con Will Smith, Alice Braga, Dash Mihok, Charlie Tahan, Salli Richardson, Willow Smith. Genere Azione, colore 101 minuti. – Produzione USA 2007. – Distribuzione Warner Bros Italia -





