Il nome della rosa

Aprile 27, 2008

Anno 1327

Guglielmo da Baskerville,ex inquisitore,attualmente frate francescano,viaggia verso un monastero dell’Italia settentrionale in compagnia di un suo allievo,Adso. Nel monastero dovrebbe avvenire un incontro cruciale per il mondo cattolico,quello tra i francescani e i domenicani,con la mediazione degli inviati del papa.

Sean Connery è Fra Gugliemo da Baskerville

Ma appena arrivato nel monastero,accolto con diffidenza dai monaci residenti,Guglielmo si rende conto che qualcosa non va;è l’inizio di una serie raccapricciante di delitti,mentre all’interno del monastero vengono fuori una serie di segreti inconfessabili,come relazioni omosessuali,incontri con una ragazza,gelosia e tutto il campionario delle umane meschinerie.

Guglielmo da Baskerville indaga tra reticenze e strani ed ambigui personaggi,come due ex eretici dulciniani,tra ostacolo frapposti ad arte e soprattutto in conflitto con l’inquisitore Bernardo Guy.

Tratto dal romanzo di Eco,il film si muove come un gotico medioevale,sviluppando una trama complessa come quella descritta da Eco nel suo libro. Mancano,com’e’ ovvio,la profondità dei personaggi,tratteggiati dallo scrittore in un libro molto lungo.

Tuttavia l’operazione di Annaud può dirsi riuscita,grazie alle buone interpretazioni degli attori,ma soprattutto grazie ad una storia ben congegnata,che non fa rimpiangere i dialoghi alle volte ironici,alle volte troppo dotti,del libro da cui è tratto. Qualche difetto,come un’ eccessiva dose di anticlericalismo si avverte qua e la,ma non tale da inficiare il risultato finale.

Bella la location del film,girato in arte a Roma,negli studi di Cinecittà e in parte nel castello di Kloster Eberbach,in Germania, il monastero del romanzo e del film.

Il nome della rosa, un film di Jean-Jacques Annaud. Con Sean Connery, F. Murray Abraham, Christian Slater, Kim Rossi Stuart, Ron Perlman, Gianni Rizzo, Francesco Maselli, Franco Marino, Vernon Dobtcheff, Pietro Ceccarelli, Umberto Zuanelli, Armando Marra, Franco Diogene, Peter Berling, Giordano Falzoni, Michael Lonsdale, Andrew Birkin, William Hickey, Valentina Vargas, Francesco Scali. Genere Thriller, colore 130 minuti. – Produzione Italia, Francia, Germania 1986.

Sean Connery    …     Guglielmo di Baskerville
Christian Slater    …     Adso di Melk
Helmut Qualtinger    Remigio da Varagine
Elya Baskin    …     Severinus
Michael Lonsdale    Abate
Volker Prechtel    …     Malachia
Feodor Chaliapin Jr.    Jorge de Burgos
William Hickey    …     Ubertino da Casale
Michael Habeck    …     Berengar
Urs Althaus    …     Venantius
Valentina Vargas    La ragazza
Ron Perlman    …     Salvatore
Leopoldo Trieste    …     Michele da Cesena
Franco Valobra    …     Jerome di Kaffa
Vernon Dobtcheff    Hugh di Newcastle

Giunto al termine della mia vita di peccatore, mentre declino canuto insieme al mondo, mi accingo a lasciare su questa pergamena testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui mi accadde di assistere in gioventù, sul finire dell’anno del Signore 1327. Che Dio mi conceda la grazia di essere testimone trasparente e cronista fedele di quanto allora avvenne in un luogo remoto a nord della penisola italiana, in un abbazia di cui è pietoso e saggio tacere anche il nome.

Quando la femmina, che per sua natura è tanto perversa, diventa sublime per la sua santità, essa può essere il più nobile veicolo della grazia… Pulchra enim sunt ubera, quae paulum supereminent (Ubertino)

Apprendi a mortificare il tuo intelletto! Piangi sulle ferite di Nostro Signore! E soprattutto getta tutti i tuoi libri! (Ubertino, fuggendo dall’abbazia)

Ma ora che sono molto, molto vecchio, mi rendo conto che di tutti i volti che in passato mi ritornano in mente, più chiaro di tutti, vedo quello della fanciulla che ha visitato tante volte i miei sogni di adulto e di vegliardo. Eppure, dell’unico amore terreno della mia vita non avevo saputo mai, né seppi mai: il nome..(Adso)

Verba vana ad risu apte non loqui (trad: Non pronunziare parole vane che inducono al riso) (Jorge da Burgos)