Il codice DaVinci

Aprile 26, 2008

Un libro dal successo planetario.

Dalla sua uscita,avvenuta in Usa a luglio del 2003,sono milioni le copie vendute da Dan Brown del suo romanzo,una curiosa e ben fatta raccolta di misteri d’ogni genere che hanno attraversato il corso dei secoli:dai templari al femminino sacro a presunti segreti di Leonardo da Vinci,dalla Rosslyn Chapel al Priorato di Sion.

Un libro godibile,certo,che ha i suoi limiti proprio nel tentativo,mai nascosto da parte dell’autore,di instillare il dubbio nel lettore su presunti misteri e insabbiamenti da parte della cultura ufficiale. Il film,diretto da Ron Howard,è la trasposizione fedele del romanzo.

Un arco di 24 ore di tempo,e i protagonisti del film scampati ad ogni sorta di avventure,alla fine riescono a decifrare il segreto del codice Da Vinci. A partire da quello riguardante l’identità del santo raffigurato alla destra di Gesù nel cenacolo,che la tradizione e i critici credono essere San Giovanni,ma ritenuto da sia nel romanzo,che nel film, troppo femminile.E qua Howard,come Brown, si lancia in una speculazione ardita:non è San Giovanni,ma la Maddalena.

Riprendendo Michael Baigent,che negli anni settanta portò al successo un romanzo stracolmo di ardite supposizioni e fantomatiche rivelazioni spacciate per oro colato,Howard instilla nel lettore il dubbio.

Il dubbio che la storiografia ufficiale,legata a filo doppio alla chiesa,all’Opus dei e a chissà cos’altro,abbia manipolato la verità per nascondere un grande segreto:Gesù sposò la Maddalena,ebbe dei figli,che,sbarcati in Francia,originarono la dinastia dei Merovingi,Sang real (divenuto con il tempo Santo Graal).Ipotesi ardita e poco credibile storicamente.

Se è vero,per esempio,che Gesù ebbe per Maria Maddalena attenzioni particolari,culminate con l’episodio narrato dai vangeli della resurrezione e dell’apparizione all”apostolo tra gli apostoli”,è anche vero che non ci sono tracce di nessun genere su una loro relazione più profonda.


Ma aldilà della parte storica,pur evidentemente falsa,da cui il film non si distacca,l’impianto cinematografico di Howard risulta lento,noioso e poco avvincente.Mentre nel romanzo la tensione c’è,nel film tutto risulta dilatato,didascalico.


E alla fine,quando c’è il fatidico the end,la noia,mortale,l’ha fatta da padrona.I vari personaggi,come l’albino,Aringarosa,Langdon e Sophie appaiono trasformati in sagome in movimento,prive di spessore e male interpretate

.

Il Cryptex

A disagio Hanks, troppo.Per il resto,un film,come detto,lento e poco interessante,che non ha nessun punto di forza,e che alla fine fa rimpiangere il romanzo.Che sarà anche falso come Giuda,ma almeno ha il pregio della scorrevolezza.Che al film manca clamorosamente.




(The Da Vinci Code)

Il codice Da Vinci, un film di Ron Howard. Con Tom Hanks, Audrey Tautou, Jean Reno, Alfred Molina, Paul Bettany, Jürgen Prochnow, Ian McKellen, Francesco Carnelutti. Genere Drammatico, colore 148 minuti. – Produzione USA 2006. -

 

Sophie Neveu : Audrey Tautou
Robert Langdon: Tom Hanks
Bezu Fache: Jean Reno
Silas: Paul Bettany
Sir Leigh Teabing: Ian McKellen
Luogotenente Collet: Etienne Chicot
Arcivescovo Aringarosa: Alfred Molina


Regia:                 Ron Howard
Soggetto:     dal romanzo di Dan Brown
Sceneggiatura:     Akiva Goldsman
Fotografia:     Salvatore Totino
Montaggio:     Daniel P. Hanley, Mike Hill
Musiche:     Hans Zimmer
Scenografia:     Richard Roberts

Parigi, il Louvre

Il Louvre, la piramide

Parigi, chiesa di San Sulpice

Rosslyn Chapel

Milano, refettorio di Santa Maria delle Grazie


Appunti sul libro Il codice Da Vinci

Ripresa dall’introduzione della recensione
“Dalla sua uscita,avvenuta in Usa a luglio del 2003,sono milioni le copie vendute da Dan Brown del suo romanzo,una curiosa e ben fatta raccolta di misteri d’ogni genere che hanno attraversato il corso dei secoli:dai templari al femminino sacro a presunti segreti di Leonardo da Vinci,dalla Rosslyn Chapel al Priorato di Sion.
Un libro godibile,certo,che ha i suoi limiti proprio nel tentativo,mai nascosto da parte dell’autore,di instillare il dubbio nel lettore su presunti misteri e insabbiamenti da parte della cultura ufficiale.
Un arco di 24 ore di tempo,e i protagonisti del romanzo scampati ad ogni sorta di avventure,alla fine riescono a decifrare il segreto del codice Da Vinci.
A partire da quello riguardante l’identità del santo raffigurato alla destra di Gesù nel cenacolo,che la tradizione e i critici credono essere San Giovanni,ma ritenuto da Brown troppo femminile.
E qua l’autore si lancia in una speculazione ardita:non è San Giovanni,ma la Maddalena.
Riprendendo Michael Baigent,che negli anni settanta portò al successo un romanzo stracolmo di ardite supposizioni e fantomatiche rivelazioni spacciate per oro colato,Brown instilla nel lettore il dubbio.
Il dubbio che la storiografia ufficiale,legata a filo doppio alla chiesa,all’Opus dei e a chissà cos’altro,abbia manipolato la verità per nascondere un grande segreto:Gesù sposò la Maddalena,ebbe dei figli,che,sbarcati in Francia,originarono la dinastia dei Merovingi,Sang real (divenuto con il tempo Santo Graal).
Ipotesi ardita e poco credibile storicamente.
Se è vero,per esempio,che Gesù ebbe per Maria Maddalena attenzioni particolari,culminate con l’episodio narrato dai vangeli della resurrezione e dell’apparizione all”apostolo tra gli apostoli”,è anche vero che non ci sono tracce di nessun genere su una loro relazione più profonda.
Ancor meno credibile il tentativo di Brown di accreditare il fantomatico Priorato di Sion,organizzazione a detta di Baigent che avrebbe avuto,tra i suoi grandi maestri,Leonardo,Botticelli e Newton,giusto per citare qualcuno molto famoso.
Il che è un falso storico.
Il priorato di Sion nacque per mano di Pierre Plantard negli anni 50,quando comparve l’atto costitutivo ufficiale depositato a Parigi.Non esiste nessuna traccia storica antecedente a tale data.
Nessuna prova che sia nato da una frattura dell’organizzazione templare.Ridicolo poi il pensare che due persone che si detestavano cordialmente come Botticelli e Leonardo potessero farne parte.
Ma ritornerò su questo.
Un libro che solleva il drappo su molti scenari,che alla fine convincono il lettore sulla bontà delle argomentazioni di Brown.
Che,da gran furbo,naturalmente avalla.

Annotazioni.

Nel Codice Da Vinci Langdon trova il direttore del Louvre,Sauniere,steso nudo sul pavimento.
Ha disposto il suo corpo raffigurando l’uomo vitruviano.
Le proporzioni del corpo umano,studiate da Vitruvio,vennero riprese e ampliate da Leonardo.
“da esso gomito al termine della isspalla fia la ottava parte di esso omo; dal di sotto del mento alla somità del capo è l’ottavo dell’alteza de l’uomo….Tutta la mano fia la decima parte dell’omo [...]Il piè fia la settima parte dell’omo. Dal disotto del piè al disotto del ginochio fia la quarta parte dell’omo. Dal disotto del ginochio al nasscimento del membro fia la quarta parte dell’omo”
In definitiva,come sintetizzò Leonardo “tanto apre l’omo ne’ le braccia, quanto è lla sua alteza”
Leonardo applica genialmente le proporzioni del corpo dapprima in un quadrato,e poi in un cerchio.
Magicamente,ecco l’uomo diventare un qualcosa di perfetto,in cui nulla è lasciato al caso.
Basta semplicemente guardare l’immagine:tracciando una croce si vedrà che l’ombelico coincide esattamente con il centro del cerchio.
L’espressione di Ermete Trismegisto “grande miracolo è l’uomo!”riflette l’ammirazione per l’uomo stesso,ma anche per l’opera realizzata dal genio di Vinci

Nel Codice ad un certo punto viene citato il vangelo di Tommaso.
Nella sostanza il quinto vangelo non differisce poi tantissimo dai 4 canonici.
Ritrovato fortuitamente grazie a due pastori,in una grotta di Qumran,in Egitto,ci è giunto in traduzione copta,su un originale distrutto dalla furia iconoclasta dei primi scriba cristiani.
Contiene alcuni passi di difficile interpretazione,ma è considerato uno dei testi più importanti per capire gli insegnamenti di Gesù.
“Egli disse: “Chiunque trova la spiegazione di queste parole non gusterà la morte”.
“Gesù disse: “Coloro che cercano cerchino finché troveranno. Quando troveranno, resteranno commossi. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto.”
“Gesù disse, “Non mentite, e non fate ciò che odiate, perché ogni cosa è manifesta in cielo. Alla fine, nulla di quanto è nascosto non sarà rivelato, e nulla di quanto è celato resterà nascosto.”

Nessun messaggio sconvolgente,quindi,ma un Gesù,se vogliamo più umanizzato.
Non bisogna dimenticare comunque che le sue parole vennero tramandate per tradizione orale,in quanto,molto probabilmente,Gesù non lasciò scritto nulla,a parte forse il documento Q,sulla cui esistenza si dibatte tutt’oggi.

Brown cita più volte il quadro di Poussin I pastori d’Arcadia.Nella scena agreste si vedono due pastori e una pastora che guardano un sarcofago:su di esso c’è scritto ET IN ARCADIA EDO-ED IO IN ARCADIA (curiosa la mancanza del verbo)
L’anagramma della frase dice: I TEGO ARCANA DEI-IO CELO I SEGRETI DI DIO.
Questo quadro sarà alla base di uno degli intrighi più misteriosi dell’800,l’affaire Rennes les Chateaux.
Una delle ipotesi sulla sua realizzazione sostiene che Poussin abbia dipinto questo quadro come una speciale mappa del tesoro.
Attraverso esso sarebbe possibile risalire al tesoro dei catari.”


Dopo il matrimonio

Aprile 26, 2008



Jacob vive in India,dove si occupa di bambini senza famiglia. Ha passato gli ultimi vent’anni a redimere un passato non proprio edificante, fatto di alcool, sesso e droga.
Ma il piccolo rifugio che ha contribuito a costruire sta per crollare: i soldi sono finiti,e senza soldi tutta l’opera di jacob è destinata al fallimento.

Mads Mikkelsen

Inaspettatamente arriva un’offerta dalla Danimarca;un uomo d’affari,Jorgen,è disposto a finanziare l’opera di Jacob,a patto che quest’ultimo torni in Danimarca a presentare il resoconto di quello che ha fatto finora.
Così,a malincuore,Jacob torna nella sua terra natia,incontra il miliardario Jorgen che gli propone un finanziamento di 4 milioni di dollari.
Tra le condizioni poste da Jorgen per finanziare l’opera di Jacob,c’è quella di partecipare al matrimonio della figlia del miliardario;pur stupito,Jacob accetta.
Ma l’invito nasconde mire che Jacob non conosce.


Perché al matrimonio della ragazza ad aspettarlo c’è il passato,quel passato dal quale è fuggito,e che ritorna facendogli conoscere una realtà insospettata.
Per Jacob si spalancherà la strada dolorosa dei ricordi,e dovrà convivere con la necessità di fare delle scelte,fra il suo idealismo e la realtà che lo aspetta.


Perché scoprirà che la moglie del miliardario è la donna che ha amato e dalla quale è fuggito,e che la ragazza che sta per sposarsi altro non è che sua figlia.
E che tutto è stato preordinato perché………

Dopo il matrimonio è un film sul destino,sul libero arbitrio,sul passato;è un film sull’amore e sugli ideali,e sul tributo che fatalmente dobbiamo al nostro passato.
E’ un film delicato,fatto principalmente di dialoghi,di sguardi,d’amore che supera e travalica anche le nostre sensazioni,il nostro senso del possesso.

E’ la rinuncia,o meglio,la consapevolezza che una rinuncia può aprire altre porte,e che si può continuare a inseguire quello in cui crediamo facendo scelte che all’inizio appaiono dolorose.

Sidse Babett Knudsen

Un film che fa risaltare,vividamente,il contrasto tra la realtà vissuta da Jacob in India,tra bambini poveri e miseria,tra lotta per la sopravvivenza e emergenze quotidiane,e il dorato mondo danese,con le sue cene e le sue lussuose città,tra paesaggi mozzafiato e ville con daini e camosci,tra bambini che sembrano vivere in un mondo incantato,in una realtà che sembra diametralmente opposta a quella dei loro coetanei indiani.


Tutti i personaggi sembrano vivere le proprie passioni,i propri ruoli,ad una velocità superiore;piangono e ridono,si abbattono e si esalano,in un mondo che non conosce altra realtà che la propria,quella dorata e forse un po’ vuota esistenza abituata ad agi e comodità.

Jacob,stretto fra la necessità di trovare i finanziamenti per i suoi ideali e l’obbligo derivato dalla presa di coscienza della paternità,finirà per fare la scelta più giusta.

Rolf Lassgard

Perché gli ideali,alle volte,vanno modificati secondo la realtà,e la vita stessa delle persone richiede sacrifici elevati per poterli realizzare.
Mads Mikkelsen,che interpreta Jacob,si conferma attore di assoluto valore,dopo aver dato prova di se nel magnifico Le mele di Adamo;la regista Susanne Bier,alla sua seconda opera,conferma la maturità raggiunta,firmando un opera che non è esente da pecche,ma che le supera brillantemente con una regia delicata,e sfruttando un soggetto quanto meno
originale.



(Efter brylluppet)

Un film di Susanne Bier. Con Mads Mikkelsen, Sidse Babett Knudsen, Rolf Lassgård, Stine Fischer Christensen, Christian Tafdrup, Frederik Gullits Ernst. Genere Drammatico, colore 120 minuti. – Produzione Danimarca, Svezia 2006. – Distribuzione Teodora Film


Agente 007,dalla Russia con amore

Aprile 26, 2008

Secondo film dedicato all’agente 007,creato dalla fantasia di Jan Fleming

Questa volta James Bond deve vedersela con un agguato teso dalla SPECTRE in Turchia,ad Istanbul.

A Bond viene detto che un’agente russo,Tatiana,è disposta a consegnare una macchina decodificatrice,il Lektor,a patto che a prenderla sia proprio l’agente segreto inglese.

La splendida Daniela Bianchi

Bond fiuta la trappola e il tentativo di vendetta della SPECTRE,soprattutto dopo la morte di uno dei suoi membri,il dottor NO,ma si reca ugualmente all’appuntamento. Girandola di avventure e solito innamoramento fugace per la bellona di turno,la Bond girl Daniela Bianchi.

Per la seconda volta a dirigere un film su 007 venne chiamato Terence Young,con un ricco budget e soprattutto con una storia veramente all’altezza,una delle migliori di Fleming;Connery era maturato moltissimo,e in questo film appare perfettamente a suo agio.

Siamo nel 1963,e compaiono le prime diavolerie studiate appositamente per l’agente segreto;compare la prima auto dotata di telefono,per esempio;tra le cose più belle del film il viaggio sul Trans Europe Express,con inseguimenti mozzafiato e azione a tutta velocità.

(From Russia With Love)

Agente 007, dalla Russia con amore, un film di Terence Young, con Sean Connery, Daniela Bianchi,Bernard Lee, Anthony Dawson, Lois Maxwell, Robert Shaw, Lotte Lenya, Pedro Armendariz, Martine Beswick durata 118 min. – Gran Bretagna 1963

Sean Connery: James Bond
Daniela Bianchi: Tatiana Romanova
Bernard Lee: M
Anthony Dawson: Blofeld
Lois Maxwell: Miss Moneypenny
Desmond Llewelyn: Q
Lotte Lenya: Rosa Klebb
Robert Shaw: Donald ‘Red’ Grant
Eunice Gayson: Sylvia Trench
Pedro Armendáriz: Kerim Bey
Walter Gotell: Morzeny
Vladek Sheybal: Kronsteen
Neville Jason: Autista di Kerim
George Pastel: Capotreno
Nadja Regin: ragazza di Kerim
Peter Madden: McAdams, scacchista
Martine Beswick: Zora, la zingara






Il presagio (The Omen)

Aprile 26, 2008

Una coppia infelice,quella formata da Robert e Kathy. Il problema è che non riescono ad avere un figlio,dopo due aborti e un bambino che nasce morto. Ma durante l’ultimo parto,conclusosi funestamente, un sacerdote affida a Robert un bambino nato da una donna che è morta all’atto del concepimento.

Robert non racconta alla moglie dello scambio,così la coppia lascia l’ospedale con il piccolo. Passano 5 anni,e l’uomo diventa ambasciatore Usa in Inghilterra;il giorno del quinto compleanno la bambinaia di Damien,com’è stato battezzato il piccolo,ha un incidente terribile.

Uno dei sacerdoti presenti all’atto dello scambio dei neonati tenta di mettere in guardia Robert sul piccolo;è nato 1l 6-6-76 (666,il numero dell’anticristo),ma l’uomo lo caccia in malo modo. Poco dopo il sacerdote sarà vittima di un incidente,perchè morirà trafitto da un parafulmine staccatosi da una chiesa. Nel frattempo Kathy è rimasta incinta,ma un giorno,mentre è affacciata da una balaustra di casa,precipita nel vuoto;si salverà,ma perderà il bambino che aspettava.


A questo punto Robert inizia a vedere qualcosa di strano negli avvenimenti,e,aiutato da un fotografo,inizia ad indagare sul piccolo. A casa del sacerdote rimasto ucciso,troveranno appunti nel quale il sacerdote rivela la vera identità di Damien. I due decidono di andare in italia,e scoprono che l’ospedale nel quale avvenne il fatidico scambio,andò completamente bruciato poco dopo l’avvenimento,ma non solo. Scoprono che padre Spilletto,il sacerdote che affidò il bambino alla coppia è ancora vivo,anche se orrendamente sfigurato.

Su indicazione del prete,i due vanno in un cimitero,dove scoprono un’orrenda verità:nelle tombe in cui dovevano esserci la donna realmente madre di Demien e il piccolo Thorne nato morto ci sono,in realtà,il corpo di uno sciacallo femmina e i resti del povero piccolo,con il cranio sfondato.

Robert e il fotografo raggiungono Megiddo,per trovare il professor Bugenhagen,che possiede i sette pugnali con i quali è possibile uccidere l’anticristo;Robert conserva dei dubbi,e vorrebbe risparmiare il bimbo,ma quando vede l’amico fotografo morire orrendamente,capisce che non può sottrarsi al suo compito.

Torna a casa,prende il piccolo Demien e lo porta in una chiesa,ma mentre sta per compiere il sacrificio,la polizia irrompe nella chiesa,e durante una sparatoria,uccide Robert. Demien,salvo,viene affidato a degli zii.Primo film dedicato alla saga su Demien,l’anticristo,il presagio è di gran lunga il più riuscito.

Il regista Richard Donner lavoro sul soggetto librario di Seltzer,ricavandone un film dalla ottima tensione,splendidamente recitato dal solito impagabile Gregory Peck e dalla bravissima Lee remick. Eravamo nel periodo successivo all’uscita sugli schermi di L’esorcista,il film di Friedkin che aveva riscosso un successo straordinario,e Il presagio ne sfruttò l’onda lunga.

Il film ebbe tre sequel:La maledizione di Damien nel 1978,Conflitto finale,nel 1981e Omen IV,presagio infernale nel 1991,oltre ad un film basato sulla stessa trama,Holocaust 2000,con Kirk Douglas e Agostina Belli,oltre ad un remake abbastanza onesto nel 2006.

(The Omen)

Il presagio (The Omen) ,un film di Richard Donner. Con Gregory Peck, David Warner, Lee Remick. Genere Horror, colore 111 minuti. – Produzione USA 1976.

 

 

Gregory Peck    …     Robert Thorn
Lee Remick    …     Katherine Thorn
David Warner    …     Jennings
Billie Whitelaw    …     Mrs. Baylock
Harvey Stephens    Damien
Patrick Troughton    Padre Brennan
Martin Benson    …     Padre Spiletto
Robert Rietty    …     Monk
Tommy Duggan    …     Prete
John Stride    …     Lo psichiatra
Anthony Nicholls    Dr. Becker
Holly Palance    …     Nanny
Roy Boyd    …     Reporter
Freda Dowie    …     La Suora
Sheila Raynor    …     Signora Horton