Excalibur

Aprile 21, 2008

Una delle opere cinematografiche che meglio coniuga leggenda,storia e letteratura,è Excalibur di John Boorman. Perché attraverso tre ore di grande cinema,si assiste ad un tentativo riuscito di rendere visivamente l’affascinante storia di re Artù e i romanzi di De Troyes,mescolando con sapienza musica wagneriana e la Carmina burana,le gesta di Lancillotto e quelle di Merlino,attraverso paesaggi quasi fiabeschi,sospesi in un mondo che sa di favola,pur essendo terribilmente crudele.

Il giuramento di Artù

Così vediamo Artù,strappato dal mago Merlino a suo padre.Uther Pendragon,e a sua madre Higray,crescere all’ombra del grande mago,in attesa di compiere le antiche profezie:diventare il re che unifica la Britannia e ridare libertà e prosperità al suo popolo.

Artù sogna Merlino

I romanzi di De Troyes si fondono con quelli di Goffredo di Monmouth;vediamo Artù crescere,ed estrarre dalla roccia Excalibur,la spada del potere;riuscire,con coraggio e sangue freddo,a mettere d’accordo nobili e cavalieri,creando per loro una sorta di gran consiglio,la tavola rotonda,rotonda perché chiunque segga ad essa sia allo stesso livello di grado e di dignità di chi gli siede accanto.

L’incestuosa unione tra Morgana e Artù

Facciamo così conoscenza di Galahad,di Lancillotto,l’unico che batte in combattimento Artù,che per sconfiggerlo distruggerà Excalibur,riottenendo la spada solo grazie all’intervento della Dama del lago. Conosciamo così Parsifal,che da semplice scudiero di Lancillotto diventerà cavaliere,colui che riporterà Camelot,la città di Artù,all’antico splendore;conosciamo Ginevra,che sposa Artù,e che poi tradisce con il suo migliore amico,Lancillotto,con tanti sensi di colpa,ma anche con imbarazzante semplicità.

Boorman mescola storie e individualità,riuscendo comunque a mantenere un canovaccio che non si allontani troppo dalle avventure narrate da Monmouth e De Troyes.

L’ultima battaglia di Artù e Parsifal

Così assistiamo alla comparsa di Morgana,sorellastra di Artù,che diviene allieva del grande Merlino,dal quale impara le conoscenze arcane e magiche;e assistiamo alle prime beghe all’interno della tavola rotonda,che culmineranno nelle accuse di infedeltà alla regina Ginevra,che verrà difesa proprio dall’umile scudiero,Parsifal,e successivamente da Lancillotto. E’ il punto più alto dello splendore di Camelot,che ben presto rovina e frana moralmente.

Morgana e il figlio incestuoso, Mordred

Perché Morgana,grazie alle sue arti magiche seduce re Artù e rimane incinta;Merlino,soggiogato dalla abilità della maga,scompare di scena,relegato nella terra delle ombre,ne morto ne vivo,in animazione sospesa. La saga a questo punto vira di colpo,trasformandosi in tragedia:Artù scopre il tradimento della moglie,ma non ha l coraggio di uccidere i due amanti.

Le nozze di Ginevra e Artù

Abbandona la spada regale,Excalibur,e precipita,ben presto,in un’abulia totale,che coinvolge anche tutto ciò che lo circonda. Nel frattempo Morgana diventa sempre più potente; affina le sue armi e cresce suo figlio,l’incestuoso Mordred,nell’odio verso suo padre. A Camelot i Cavalieri della tavola rotonda si rendono conto che solo il Santo Graal,la coppa della vita,con il suo esempio e valore di purezza,può riportare tutto alla normalià,riportando alla vita la terra e Artù,che sono intimamente connessi.

La relazione adultera di Ginevra con Lancillotto

Partono tutti,ma tornerà solo Parsifal,che riuscirà a scoprire l segreto del Graal. E’ l’inizio dell’apoteosi finale.Aiutato dal Graal,da Merlino,tornato solo per l’occasione dal regno delle ombre, Artù affronta in battaglia il potente esercito di Mordred,riuscendo a sconfiggerloma morendo in combattimento.

La spada nella roccia

Mordred uccide i Cavalieri mandati alla ricerca del Graal

Sarà Parsifal a restituire Excalibur alla Dama del lago,in attesa di un re di valore,puro di cuore,che possa nuovamente impugnarla. Artù morto viene trasportato dagli spiriti verso Avalon.

Il padre di Artù, Uther Pendragon e Merlino

Morgana e Merlino, due vecchi nemici che si riaffrontano

Se la trama risente di qualche forzatura,è però quasi del tutto convincente. La storia dei Cavalieri della tavola rotonda,di Artù e di Merlino trasporta lo spettatore in un mondo magico,fatto di uomini veri,con vizi e virtù,ma imbevuti di ideali forti e pregnanti E alla fine non ti accorgi che sono passate tre ore, che in fin dei conti di scene di battaglie ne vedi all’inizio e alla fine del film,e che il resto del tempo lo impieghi a seguire le vicende di Gauwein,di Galahad,di Parsifal….

Lancillotto e Ginevra

E che la leggenda,alle volte,affascina molto più del reale,quasi da farti provare una nostalgia acuta per personaggi e ambienti in cui avresti vissuto volentieri.

Artù grazia i due amanti….

… ma lascia la sua spada

“Un re senza spada, un regno senza re”

Morte di Artù

Excalibur, un film di John Boorman. Con Nicholas Clay, Helen Mirren, Nigel Terry, Nicol Williamson, Liam Neeson, Corin Redgrave, Gabriel Byrne, Charley Boorman, Patrick Stewart, Keith Buckley, Cherie Lunghi, Brid Brennan, Clive Swift, Ciarán Hinds, Katrine Boorman, Robert Addie, Barbara Bryne, Paul Geoffrey, Niall O’Brien, Ciarin Hinds, Liam O’Callaghan, Michael Muldoon, Manix Flynn, Garrett Keogh, Emmet Bergin. Genere Fantastico, colore 140 minuti. – Produzione Gran Bretagna 1981.

Nigel Terry: Re Artù
Nicol Williamson: Merlino
Helen Mirren: Morgana
Nicholas Clay: Lancillotto
Cherie Lunghi: Ginevra
Paul Geoffrey: Parsifal
Robert Addie: Mordred
Gabriel Byrne: Uther Pendragon
Keith Buckley: Uryens
Katrine Boorman: Igrayne
Liam Neeson: Galvano
Corin Redgrave: Cornwall
Niall O’Brien: Kay
Patrick Stewart: Leodegrance
Clive Swift: Sir Hector
Ciarán Hinds: Lot

Soggetto:     Thomas Malory
Sceneggiatura:     Rospo Pallenberg, John Boorman
Fotografia:     Alex Thomson
Montaggio:     John Merritt, Donn Cambern
Musiche:     Trevor Jones
Scenografia:     Anthony Pratt
Costumi:     Bob Ringwood



Casablanca

Aprile 21, 2008

C’è una misteriosa alchimia nel film Casablanca,che lo rende ben superiore ai suoi indiscussi meriti.
Un’opera sottilmente antinazista,che strizza l’occhio a tutte le componenti per fare un film indimenticabile:una storia d’amore perduta,onore,patria,il ritrovare l’amore,il cinico,la bella,la fedeltà coniugale,l’amore indissolubile.
Mettiamoci poi interpreti indimenticabili,bravissimi,come Ingrid Bergman e Humphrey Bogart,mettiamoci una colonna sonora meravigliosa e avremo un cocktail di emozioni e sentimenti tali da rendere impossibile dimenticare un film come Casablanca.

Girato da Michael Curtiz nel 1942,quando ancora la guerra sembra poter volgere a favore dei nazisti,Casablanca è un film tutt’altro che esente da pecche.
Un pò di retorica,qualche dialogo molto forzato,i buoni che sono buoni e i cattivi che sono cattivi,non ne fanno un capolavoro dal punto di vista estetico.
Ma un film può avere altre componenti che lo rendono indimenticabile,come già detto prima.

La storia d’amore tra Ricky e Ilsa,moglie fedele del patriota Lazlo,storia impossibile di un amore impossibile,è in effetti il perno del film,il suo motore.
Sono loro i due personaggi centrali,immersi in un’atmosfera cupa,appena mitigata dalle risate forzate del Ricky bar.

Ed è su di loro che passa il temporale della guerra,che spazza via i loro destini,segnati dalla profonda devozione di Ilsa a Lazlo e la conversione di Ricky,che tutto appare tranne che un’opportunista.
L’amore ha irrimediabilmente cambiato l’uomo,che da cinico osservatore degli avvenimenti diventa protagonista in positivo,quando uccide Strasser,il colonnello tedesco,per favorire la fuga della donna amata e del rivale in amore.
Così Casablanca diventa l’emblema del riscatto,il sacrificio più completo e toale di un uomo,che rinuncia all’amore per amore:un controsenso nemmeno velato.

Ma l’amore è volere anche il bene dell’oggetto amato,e alla fine Ricky riscatta la sua vita anonima con un gesto nobile e generoso.
Una morale che abbiamo visto mille volte,al cinema.
In letteratura,in poesia.
Ma che questa volta viene reso visivamente in maniera prepotente grazie al bianco e nero,che sembra trasformare i paesaggi del film in un mondo malinconico,in cui ricordo,speranza e addio sembrano assumere vesti diverse,sublimate in un fato crudele.
L’addio di Ricky a Ilsa,l’ultimo bacio d’amore,non è sciropposo film d’appendice,ma pagina d’umanità.

La follia della guerra non esiste più.
Esistono due esseri umani persi nella nebbia,che seguono il loro destino.

Forse crudele,ma ineluttabile.
E’ questa la vera forza del film.
Il saper mescolare gioia e dolore sapientemente.
Nel trattare l’amore con un senso di dolce e malinconico rimpianto.
Chiuso dalla bellissima scena finale,in cui Renault,il capo della polizia,prende sottobraccio Ricky e gli dice “questo è l’inizio di una bella amicizia”.

L’amore supera l’egoismo,e si trasforma nel motore che da vita alla vita.


Per parlare di Casablanca a chi non dovesse aver avuto la ventura di vederlo,cosa improbabile,basta far cenno ad una scena memorabile.
Quella in cui Ilsa chiede a Sam di cantare la struggente “As time goes bye”.
Sentiamo la voce roca e sensuale della donna chiedere,con insistenza,dolcemente,irresistibilmente “Play it,Sam,play As time goes by.
“Suonala Sam,suona ancora Mentre il tempo se ne va”
Struggente è la voce di Sam,mentre intona la canzone.
E lei,rapita,ascolta le note riportarla indietro nel tempo.

Ho scelto due filmati.
Quello in cui Ingrid siede accanto a Sam,e una versione meravigliosa della canzone interpretata da Frank Sinatra

You must remember this,
a kiss is still a kiss,
a sigh is just a sigh
The fundamental things apply,
as time goes by.
And when two lovers woo,
they still say “I love you”,
on that you can rely.
No matter what the future brings,
as time goes by.
Moonlight and lovesong’s
never out of date,
hearts full of passion,
jealousy and hate.
Woman needs man,
and man must have his mate,
that no one can deny.
It’s still the same old story,
a fight for love and glory,
a case of do or die.
The world will always
welcome lovers,
as time goes by.
You must remember this,
a kiss is still a kiss
a sigh is just a sigh
The fundamental things apply,
as time goes by.
And when two lovers woo,
they still say “I love you”,
on that you can rely.
No matter what the future brings,
as time goes by.
as time goes by.

Bogart e la Bergman
Peter Lorre
Paul Henreid
Sidney Greenstreet
Claude Rains

Il regista Curtiz