La noia

Maggio 16, 2008

Martin è un insegnante frustrato,in profonda crisi personale dopo la separazione dalla moglie.geloso (probabilmente) del nuovo rapporto sentimentale costruito da quest’ultima. Conosce Cecilie,una ragazza alquanto strana,dalle forme giunoniche,con un passato oscuro,del quale si vocifera in giro;la conosce casualmente,andando a trovare un pittore del quale la ragazza è stata l’ultima modella,e inizia così una conversazione con lei,molto limitata.

Cecilie finisce per avere con Martin una relazione,prettamente sessuale;tra i due,come in Ultimo tango a Parigi,si instaura una relazione fatta esclusivamente di sesso;Martin è soggiogato sia dall’età,sia dalle forme voluttuose della ragazza,oltre che dalla sua evidente mancanza di freni morali.

Martin non è innamorato di lei,tuttavia ne subisce l’oscuro fascino;l’uomo maturo cede a quello strano gioco delle parti,fatto di sesso e di poche parole;si,perchè lei,Cecilie,è assolutamente vuota e refrattaria ad ogni sollecitazione. Uno strano gioco delle parti,tra un pigmalione,che tale non vuol essere,e la sua allieva,che nelo stesso modo respinge il ruolo.

Le continue domande di Martin sul pittore defunto sembrano ad un certo punto diventare una simbiosi tra i due uomini;il gioco si fa sempre più morboso,in una confusione di ruoli angosciante;cecilie,come se nulla fosse,lo coinvolge nella sua vita con casualità.

Lo porta a conoscere i suoi genitori,gli confida la relazione con un suo coetaneo,gli parla del passato amoroso con il pittore;il tutto senza remore,senza coinvolgimento,sopratutto. Sembra che la ragazza viva le cose con distacco,senza provare emozioni ben definite.

La confessione della ragazza di frequentare un altro uomo,scatena in Martin,fino a quel punto desideroso solo di sesso come antidoto alla noia e al tormento personale che lo devasta,il desiderio e la bramosia del possesso;chiede a Cecilie di sposarlo,arriva anche ad offrirle dei soldi,ma la ragazza rifiuta tutto e scompare.

Martin esce nel buio con la sua auto,e finisce fuori strada;salvo per miracolo,riflette su quello che è accaduto e si lascia andare ad una considerazione scritta alla moglie:”Credo che si debba vivere ad ogni costo”

Tratto da un romanzo di Moravia,La noia ne riprende le tematiche,pur cambiando,temporalmente,la situazione logistica e temporale.

Assistiamo ad un percorso di crescita (o involuzione?) di un uomo,che dapprima accetta una relazione puramente edonistica,poi passa al possesso,poi,perso il giocattolo con cui credeva di potersi trastullare,scopre l’abiezione amorosa,con la gelosia,le meschinità e sempre più giù verso il degrado,fino alla scoperta finale.

Un film freddo e distaccato,La noia. Di un freddo chirurgico che esalta lo squallore dell’esistenza,sospesa tra la noia e la realtà.

(L’ennui)

Un film di Cédric Kahn. Con Arielle Dombasle, Charles Berling, Sophie Guillemin, Robert Kramer, Alice Grey. Genere Erotico, colore 122 minuti. - Produzione Francia 1998.


I decamerotici

Maggio 16, 2008

Il clamoroso successo di pubblico del film Il Decameron,di Pier Paolo Pasolini,uscito nel 1971,bissato l’anno successivo da I racconti di Canterbury,scatenò,ad inizi anni settanta,un’autentica corsa alla clonazione di racconti appartenenti alla storia della letteratura italiana,con il saccheggio di novelle scritte dal Ruzante,dall’Aretino,da Boccaccio e da Masuccio Salernitano.

Dal film Decameron proibitissimo,Boccaccio mio statte zitto (1972)

Un saccheggio indiscriminato,in cui novelle ironiche,con qualche pizzico di licenziosità,vennero usate a pretesto per mostrare un medioevo gaudente e sollazzevole,fatto di mariti cornuti e mogli infedeli,fidanzati vogliosi e poco caste ragazze di tutti i ceti sociali;come se non bastasse i conventi divennero simbolo della lussuria più estrema,con preti,badesse e monaci impegnati più nella ricerca dei piaceri della carne che del benessere delle anime.

Incalcolabile in numero delle pellicole dedicate al florido filone;in Italia funo sicuramente una quarantina,a cui si aggiunsero opere che riportavano,solo nel titolo,riferimenti a opere del classicismo medioevale;

al Decameron 6.

Dal film Decameron 2,di Mino Guerrini (1972)

Caratteristica principale di queste opere era,ovviamente,l’erotismo;non la pornografia,in quanto la censura riusciva ancora a funzionare,eliminando dalle opere tracce dell’organo sessuale maschile o comunque scene di sesso troppo esplicite.

A fare le spese della forbice della censura furono parecchi film,che vennero sforbiciati senza pietà;in alcuni casi le storie diventarono dei caoplavori dell’assurdo,con inquadrature che spesso non avevano più alcun significato nell’interno del film.

Dal film Novelle licenziose di vergini vogliose

E pensare che il medioevo ben si era prestato,prima dell’avvento dei decamerotici,e quindi di quel filone che divenne poi omogeneo e venne chiamato commedia erotica all’italiana,a presentare opere di gran livello,come i due Brancaleone di Monicelli,il Satyricon di Fellini,ambientato però nell’antica Roma,ma con tematica di satira,e infine il capostipite,il Decameron di Pasolini.

Dal film Decameron 3,Beba Loncar,in una scena del film

Il primo in assoluto a sfruttare la scia del successo fu il Decameron n.2,di Mino Guerrini,forse uno dei migliori,pur girato con pochi mezzi e con un cast di sconosciuti;così come di buon livello furono due film successivi,sempre del 1972,Quel gran pezzo dell’Ubalda,tutta nuda e tutta calda e Quando le donne si chiamavano madonne,con lo stesso cast formato da quella che divenne la regina della commedia erotica all’italiana,Edwige Fenech,da Pippo Franco e da Mario Carotenuto.

Dal film Quando le donne si chiamavan Madonne, (nella foto,Edwige Fenech)

In seguito i prodotti persero la vena di originalità dei primi film del filone,trasformandosi in commedie scollacciate,con attrici e attricette di secondo piano pronte a mostrare le loro grazie,con storie che divennero pretesto per richiamare al cinema un pubblico più interessato proprio a queste grazie che alla trama del film.

Dal film I giochi proibiti dell’Aretino Pietro (nella foto,Femi Benussi)

Arrivarono così sullo schermo Decameron nero e Decameron proibito,Decameroticus e e Decameron proibitissimo;saccheggiato messer Boccaccio,fu la volta delle varie monache,filone inaugurato da La bella Antonia prima monaca poi dimonia;

Dal film Finalmente le mlle e una notte (nella foto Femi Benussi)

successivamente notti licenziose,racconti di Viterbury e altri filmetti girati in fretta e furia dequalificarono completamente il genere,che si trascinò,sempre più stancamente,fino al 1976,quando la commedia erotica trovò nuova linfa con dottoresse,liceali e insegnanti.

Dal film:Leva lo diavolo tuo da lo mio convento

Se del genere decamerotico si può salvare veramentepoco,è indubbio che costituì comunque una boccata d’ossigeno per i vari produttori,che investendo poche centinaia di milioni di lire,spesso vedevano decuplicati i rientri in termini di botteghino.

Fiorina la vacca e la Betia,Una cavalla tutta nuda e Jus primae noctis sono solo alcuni dei titoli che portarono sullo schermo le novelle del Ruzante,che lanciarono futuri protagonisti del cinema italiano,come Renzo Montagnani,per esempio,

Dal film Metti lo diavolo tuo ne lo mio convento

Tra le attrici del filone,vanno segnalate per la loro bellezza,non priva anche di doti artistiche specifiche,janet Agren,Beba Loncar,Orchidea De Santis,Mlaisa Longo,Krista Nell,Femi Benussi. Più una marea di attrici esordienti,molte delle quali girarono particine in cui mostravano sederi e seni senza spesso avere una sola battuta da pronunciare.

Dal film:Fratello homo sorella bona (nella foto,a destra,Malisa Longo)

Decameron 2,(1972)un film di Mino Guerrini. Con Pupo De Luca, Enzo Pulcrano, Mario Brega, Claudia Bianchi, Salvatore Giocondo.

Decameron 3,(1972) un film di Italo Alfaro con Femi Benussi, Beba Loncar, Marina Malfatti

Decameron proibitissimo,(1972) un film di Franco Martinelli con Franco Agostini, Enzo Andronico, Alberto Atenari, Bruna Beani.

Gli altri racconti di Canterbury,(1972) un film di Mino Guerrini con Enza Sbordone, Toni De Leo, Alida Rosano, Giuseppe Volpe

Le calde notti del Decamerone,(1972) un film di Gian Paolo Callegari con Don Backy, Femi Benussi, Orchidea De Santis,

Dal film La calandria,di Pasquale Festa Campanile (1972)

con Agostina Belli, Lando Buzzanca, Salvo Randone, Cesare Gelli, Barbara Bouchet, Giusi Raspani Dandolo, Maria Grazia Spina, Mario Scaccia, Franco Fantasia, Roberto Antonelli, Ignazio Leone, Toni Ucci, Giuliana Calandra.

Dal film Decamerone nero,di Piero Vivarelli (1972) (nella foto Beryl Cunningham)

con Beryl Cunningham, Djbril Diop, Serigne N’Diaye, Jacqueline Scott.

Dal film La bella Antonia,prima monica poi dimonia (1972) di Mariano Laurenti

(nella foto Piero Focaccia e Malisa Longo)

con Edwige Fenech, Riccardo Garrone, Luciana Turina, Piero Focaccia.


Angelica (Marchesa degli angeli)

Maggio 15, 2008

Angélique de Sancé il de Monteloup,(da noi semplicemente Angelica) è una splendida ragazza che vive nella Francia del Re Sole,Luigi XIV;libera,intelligente e poco propensa alla disciplina,viene inviata da suo padre in casa del cugino,dove,involontariamente,ascolta una conversazione tra persone che complottano contro la vita di Luigi XIV.La ragazza ruba la fiala del veleno che i congiurati avrebbero dovuto utilizzare,il principe di Condè,uno dei congiuati,fa in modo che la ragazza venga inviata in un convento,per metterla a tacere.

Angelica resta in convento 4 anni,ed esce solo perchè il padre ha deciso di darla in moglie al ricco e nobile Joffrey de Peyrac,dl quale Angelica sa soltanto che è molto più vecchio di lei,che è zoppo e che ha il volto deturpato da una cicatrice;la ragazza,disperata,si concede al suo unico amore,Nicola,ma viene sorpresa dal padre.

Così Angelica arriva a casa di De Peyrac,dove scopre che l’uomo che sta per sposare ha effettivamente i difetti fisici vociferati,ma che è anche una persona dal cuore gentile,pieno di premure per la sua bellissima sposa,e che è un uomo istruito e intelligente.

Un uomo che non esita a dare asilo ad un innocente ricercato dall’inquisizione;Angelica,così,scopre di amare il marito e l’unione tra i due è allietata dalla nascita di un figlio.

Ma il destino è in agguato:il re Luigi XIV,durante la sua visita al castello di Joffrey,si invaghisce di Angelica;da quel momento per suo marito la vita si farà difficile,fino al giorno in cui De Peyrac viene arrestato con l’accusa di essere un eretico ed uno stregone;inutilmente la donna tenta di convincere il re a liberare suo marito.

Che viene invece condannato a morte;Angelica,che ha avuto il secondo figlio,affida i suoi bambini alla sorella,e si rifugia nella Corte dei miracoli,dove incontra il suo vecchio amore,Nicola. L’uomo chiede ad Angelica di stringere un patto;la liberazione del marito in cambio della promessa di andare a vivere tutti e due in America. Angelica accetta,ma Nicola e i suoi arrivano troppo tardi in piazza De Greves;De Peyrac è bruciato sul rogo.

Angelica,disperata,decide di rimanere a vivere nella corte dei miracoli,e cambia il suo nome in Marchesa degli Angeli.

Tratte dai romanzi della coppia Anne e Serge Golon,le avventure della meravigliosa Angelica,com’era chiamata in Francia,altro non sono che un feuilleton di discreto livello. Il cinema si impossessò del suo personaggio,e grazie alla bellezza di Michele Mercier ne fece un personaggio conosciuto in tutto il mondo. Lei,la bellissima Mercier,interpretò anche i 4 film successivi,che restarono comunque di buon livello,grazie alla sapiente scelta di costumi e location,davvero ottimi,e sopratutto grazie anche al binomio amore/vendetta,un’accoppiata che al cinema paga sempre.

Giudizio: ValutazioneValutazioneValutazione

Un film di Bernard Borderie. Con Philippe Lemaire, Robert Hossein, Giuliano Gemma, Michèlle Mercier, Rosalba Neri, Jean Rochefort, Claude Giraud. Genere Avventura, colore 105 minuti. - Produzione Francia 1964.



2001 Odissea nello spazio

Maggio 15, 2008

Agli albori dell’umanità un gruppo di ominidi lotta per la sopravvivenza in un mondo ostile,arido e difficile;un giorno un monolite nero appare davanti alla grotta degli ominidi,e il loro capo all’improvviso maneggia un osso,capisce che può utilizzarlo come arma e lo brandisce,poi lo lancia verso il cielo,e all’improvviso tutto cambia,nel cielo appare un’astronave.

Sono passati tre milioni di anni da allora,siamo nel 2001 e il dottor Floyd è chiamato sullabase lunare per osservare una stupefacente scoperta;in uno scavo è apparso un monolite nero.Mentre Floyd si appresta a fotografare il monolite nero,un raggio di sole lo colpisce,e subito dopo un segnale radio parte da esso,direzione Giove.

Un altro balzo nel tempo,e troviamo 5 astronauti che in stato di ibernazione stanno viaggiando verso Giove,mentre l’astronave è sotto il controllo del supercomputer HAL 9000,un’intelligenza artificiale molto sofisticata.hal ha istruzioni di non rivelare a Bowmann e Poole,i due astronauti di guardia,la vera natura del viaggio,ma questa istruzione provoca problemi ai complessi circuiti del computer,che è stato programmato per collaborare con l’uomo,non per nascondergli informazioni;Hal,arrivato nei pressi di Giove,tenta di uccidere gli umani,per risolvere il problema,ma Bowmann riesce a sopravvivere e a riportare il computer alla programmazione originale;in un filmato,il dottor Floyd rivela a Bowmann la vera natura della missione,e all’ultimo astronauta in vita non resta che dirigersi verso la fonte del segnale.

Qui Bowmann viene letteralmente cooptato dal terzo monolite,che lo spedisce in un viaggio attraverso il tempo e lo spazio,fino a portarlo in uno strano appartamento,dove l’astronauta,vede un altro se stesso invecchiare rapidamente,fino a ritornare allo stadio di feto,dove rinascerà in forma di figlio dello spazio,che scruta il pianeta terra dall’infinito spaziale.

Kubrick riprende il romanzo di Arthur C.Clarke,rispettando la splendida solitudine dei vuoti spaziali,usando la lentezza dello spazio stesso come un valore aggiunto,evitando quindi il rischio di stravol:gere il romanzo originale,che una sintesi metafisica dell’uomo,del suo rapporto con l’infinito,con lesue radici,con il suo divenire.

Un film denso di interrogativi,di icognite,incluso il finale aperto a tutte le interpretazioni e a tutte le soluzioni,come ebbe a dire il geniale Regista:

“Se qualcuno ha capito qualcosa, ciò significa che io ho sbagliato tutto.”

Segnalazioni per la stupenda colonna sonora,Also spracht zarathustra e per la fotografia,splendidamente curata,che a distanza di quasi 40 anni mostra ancora soluzioni tecnologiche invidiabili,oltre ad una perfetta miscela di colori e chiaroscuri.

Giudizio ValutazioneValutazioneValutazioneValutazioneValutazione

(2001: A Space Odyssey)

Un film di Stanley Kubrick. Con Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester, Daniel Richter, Leonard Rossiter, Margaret Tyzack, Robert Beatty, Sean Sullivan, Douglas Rain, Frank Miller [I], Bill Weston, Ed Bishop, Glenn Beck, Alan Gifford. Genere Fantascienza, colore 139 minuti. - Produzione USA, Gran Bretagna 1968.


Laura Antonelli

Maggio 15, 2008

Laura Antonaz,nata a Pola nel 1941 è stata il vero sogno erotico degli italiani per quasi un ventennio;il tempo che intercorre tra la sua produzione cinematografica di maggior rilievo,ovvero quella iniziata nel 1966 con il film Le sedicenni,di Luigi Petrini e l’ultimo film di rilievo interpretato dall’attrice istriana,La gabbia,di Patroni Griffi,prima del triste abbandono delle scene,seguito al clamoroso fiasco di Malizia 2000 di samperi,un goffo tentativo di riprendere a distanza di oltre 20 anni il successo del film che consacrò la Antonelli come attrice dalla bellezza eccezionale,quel Malizia che ne aveva lanciato la fama,grazie alla sua bellezza davvero particolare e a quel tocco di sano erotismo casalingo che l’ha sempre contraddistinta.

Una carriera in cui,con queste premesse,c’è davvero poco spazio per interpretazioni davvero memorabili,fatta eccezione per L’innocente,di Luchino Visconti,unico film di un grande regista interpretato dalla Antonelli.

Nel film:L’innocente,di Luchino Visconti

In mezzo qualche buona prova,come in All’onorevole piacciono le donne,di Lucio Fulci,piccolo capolavoro bersagliato dalla censura,o come in Mio Dio come sono caduta in basso di Comencini.

I film che ne hanno consacrato la bellezza sono essenzialmente due:Il merlo maschio,al fianco di Buzzanca,diretto da Pasquale Festa Campanile nel 1970,nel quale si mise in luce principalmente per la sua bellezza e per un fisico assolutamente straordinario,e per l’erotismo casalingo di Malizia,di Salvatore Samperi,del 1973,dove svolge con bravura il ruolo della cameriera inidiata da un’intera famiglia,in un gioco di mostro-non mostro che valeva più di mille esposizioni del corpo.

La fine degli anni settanta vide il tramonto dell’erotismo casereccio,sostituito da una pletora di insegnanti,liceali,marinai e dottoresse,Pierini e vigilesse;la Antonelli cercò di ritagliarsi un ruolo nella commedia all’italiana,interpretando anche qualche buon film,come Passione d’amore di Scola;ma i registi la vollero quasi sempre in ruoli di secondo piano,come in Rimini Rimini o Grandi Magazzini,ruoli in cui l’attrice recitò con dignità,ma senza lasciare tracce memorabili.

E’ uscita defintivamente di scena nel 1992,con Malizia 2000;e pensare che due anni prima era stata protagonista,apprezzata,di L’avaro,di Cervi,al fianco del grande Sordi.

Filmografia

* Le sedicenni, regia di Luigi Petrini (1966)
* Scusi, lei è favorevole o contrario?, regia di Alberto Sordi (1966)
* Le spie vengono dal semifreddo, regia di Mario Bava (1966)
* La rivoluzione sessuale, regia di Riccardo Ghione (196 8)
* L’arcangelo, regia di Giorgio Capitani (1969)
* Le malizie di venere, regia di Massimo Dallamano (1969)
* Un detective, regia di Romolo Guerrieri (1969)
* All’onorevole piacciono le donne - Nonostante le apparenze… e purché la nazione non lo sappia, regia di Lucio Fulci (1970)
* Bali, regia di Ugo Liberatore e Paolo Heusch (1970)
* Gradiva, regia di Giorgio Albertazzi (sceneggiato televisivo) (1970)
* Gli sposi dell’anno secondo, regia di Jean-Paul Rappeneau (1970)
* Sledge, regia di Vic Morrow (1970)
* Senza movente, regia di Philippe Labro (1971)
* Il merlo maschio, regia di Pasquale Festa Campanile (1971)
* Trappola per un lupo, regia di Claude Chabrol (1972)
* Simona, regia di Patrick Longchamps (1973)
* Malizia, regia di Salvatore Samperi (1973)
* Sessomatto, regia di Dino Risi (1973)
* Mio Dio, come sono caduta in basso!, regia di Luigi Comencini (1974)
* Peccato veniale, regia di Salvatore Samperi (1974)
* Divina creatura, regia di Giuseppe Patroni Griffi (1975)
* L’innocente, regia di Luchino Visconti (1975)
* Gran bollito, regia di Mauro Bolognini (1977)
* Moglieamante, regia di Marco Vicario (1977)
* Letti selvaggi, regia di Luigi Zampa (1979)
* Il malato immaginario, regia di Tonino Cervi (1979)
* Mi faccio la barca, regia di Sergio Corbucci (1980)
* Passione d’amore, regia di Ettore Scola (1980)
* Il turno, regia di Tonino Cervi (1980)
* Casta e pura, regia di Salvatore Samperi (1981) al fianco di Massimo Ranieri
* Porca vacca, regia di Pasquale Festa Campanile (1982)
* Sesso e volentieri, regia di Dino Risi (1982)
* Viuuulentemente mia, regia di Carlo Vanzina (1982)
* Tranches de vie, regia di François Leterrier (1984)
* La gabbia, regia di Giuseppe Patroni Griffi (1985)
* Grandi magazzini, regia di Franco Castellano e Giuseppe Moccia (Castellano e Pipolo) (1986)
* La venexiana, regia di Mauro Bolognini (1986)
* Rimini Rimini, regia di Sergio Corbucci (1987)
* Roba da ricchi, regia di Sergio Corbucci (1987)
* L’avaro, regia di Tonino Cervi (1990)
* Malizia 2000, regia di Salvatore Samperi (1992)

Nel film Il merlo maschio,di Pasquale Festa Campanile

Nel film Le malizie di Venere di Massimo Dallamano


L’esorcista

Maggio 14, 2008

Un’equipe di archeologi è al lavoro su un sito in Iraq;durante gli scavi uno di loro dissotterra una statuetta raffigurante il demone Pazuzu. Alla scena assiste padre Merrin,un sacerdote,che rimane molto colpito dalla cosa.

La scena si sposta a Georgestown,dove l’attrice Chris si è trasferita con la figlia Regan;durante la lavorazione del film nota un sacerdote,padre Damian,che è ancora sconvolto per la perdita della madre,alla quale si rimprovera di non essere stato abbastanza vicino.

Un nuovo cambio di scena:Regan va dalla mamma,e le chiede di poter dormire con lei,perché,a suo dire,il letto si muove,non lasciandola riposare.

Qualche sera più tardi Chris organizza una serata,a cui partecipano il regista del film,Burke,e padre Dyers;durante la cena Regan scende le scale,e mentre orina sul pavimento guarda Burke e gli dice :”tu morirai presto”

E’ questo il vero inizio del film,che fino alla scena descritta ha vissuto di una tensione palpabile,espressa dai volti di Chris e di Regan,entrambe alle prese con gli strani fenomeni a cui sembra soggetta la ragazzina.

Chris decide di portare Regan in ospedale per degli accertamenti,che però non danno risultati;accade invece che Burke viene trovato morto giù dalla scala che porta in camera di Regan.

Il tenente Kinderman,incaricato delle indagini,sospetta un omicidio e si reca da Chris;la quale,a questo punto,è convinta che la figlia,in qualche modo,sia coinvolta nella morte dell’amico.

Le visite psichiatriche a cui viene sottoposta Regan non danno alcun esito,mentre la ragazzina inizia a comportarsi in modo violento,arrivando ben presto a cambiare voce e,in alcuni casi,anche i lineamenti del volto.

Chris decide,disperata,di consultare padre Damian,che dopo una serie di visite alla ragazza,si convince che sia posseduta dal diavolo;chiede pertanto ai suoi superiori di poter sottoporre Regan ad una pratica di esorcismo.

La situazione precipita,e nella stanza della ragazza accadono fenomeni assolutamente straordinari;la ragazza si solleva dal letto come in levitazione,parla in lingue sconosciute,bestemmia e si comporta come chi è davvero posseduto da un’entità estranea,diabolica.

Damian,inesperto in esorcismi,chiama affianco a se padre Merrin,che riconosce immediatamente il demone che possiede Regan;durante la prima drammatica seduta di esorcismo,Damian cede quando il diavolo,per bocca di Regan,parla con la voce di sua madre;padre Merrin lo fa uscire dalla stanza,ma quando Damian torna,trova il vecchio sacerdote morto,stroncato da un infarto.

Damian si lancia contro Regan,sfida il diavolo ad impossessarsi di lui,e quando ciò avviene,si getta fuori dalla finestra,morendo sul selciato.

Regan è libera,è può finalmente abbracciare sua madre.

L’esorcista è in assoluto uno dei film più belli sul tema della possessione,forse il più rigoroso e meglio girato;il perfezionista Friedkin non lesinò tutte le astuzie del mestiere per rendere veritiere le scene,incluso il trucco di abbassare la temperatura della stanza dell’esorcismo per creare la condensa dell’alito,o utilizzare il pasticcio di piselli che Regan vomita addosso al sacerdote senza avvisare l’attore della trovata.

Assecondato da ottimi attori,Friedkin riesce a girare un film in cui la tensione è palpabile in ogni singola scena,creando una maschera,quella di Regan,che per lungo tempo fece venire gli incubi agli spettatori.

Splendida la colonna sonora di Mike Oldfield,Tubular bells,mentre una citazione particolare va al cast,con le bravissime Linda Blair (Regan) ed Hellen Burstyn (Chris),oltre al gigante Max Von Sidow (padre Merrin) e Jason Miller (padre Damian)

Il film ha avuto due seguiti e due prequel.

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazioneValutazione

(The Exorcist)

Un film di William Friedkin. Con Lee J. Cobb, Max von Sydow, Ellen Burstyn, Linda Blair, Jason Miller, Kitty Winn. Genere Horror, colore 120 minuti. - Produzione USA 1973.

Hellen Burstyn è Chris

Max Von Sidow è Padre Merryn

Linda Blair è Regan

Jason Miller è Padre Damian


Emmanuelle

Maggio 14, 2008

Emmanuelle,tratto dal romanzo della Arsan,è il primo,grande successo del cinema erotico degli anni settanta;un film che riesce a mantenersi sul difficile confine tra erotismo e pornografia,e ancor più in bilico tra cinema da voyeur e cinema con una qual certa eleganza.

Emmanuelle è la moglie di un diplomatico francese che,durante un viaggio in aereo,si concede ad un sconosciuto;giunta in Thailandia,meta finale del suo viaggio,conosce dapprima i segreti dell’amore lesbico con la studiosa Bee e poi,con l’incoraggiamento di Mario,esperienze sessuali con persone sconosciute. Il tutto trattato con una certa eleganza formale,come del resto avviene nel libro della Arsan,in cui Emmanuelle ha rapporti sessuali sempre improntati ad un certo snobismo con appartenenti alla sua classe sociale,la buona borghesia. Non è la donna che si da a tutti,ma che sceglie,che è consapevole del suo fascino e che quindi pretende un suo ruolo dominante,non passivo.

Just Jaeckin ,il regista del primo film dedicato all’eroina del sesso,sceglie come protgonista una giovane attrice di orgine olandese,Sylvia Kristel,all’epoca del film appena 21 enne;una scelta intelligente,perchè la Kristel,pur non bellissima,ha esattamente l’aria esotica che la Arsan aveva creato attorno al suo personaggio. Un personaggio che però finirà per condizionare pesantemente la carriera dell’attrice,che non riuscirà mai più a liberarsi dell’aria erotica del personaggio che le si era cucito addosso.

Emmanuelle ebbe numerosissimi sequel,quattro dei quali interpretati dalla Kristel,che ad un certo punto ne ebbe abbastanza e mollò il personaggio. La stessa kristel ha di recente pubblicato un libro confessione,nel quale racconta di come il personaggio di Emmanuelle le abbia cambiato la vita,e di come il cinema le abbia dato fama e notorietà,ma anche problemi di dipendenza da droga.

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazione

Un film di Just Jaeckin. Con Sylvia Kristel, Alain Cuny, Marika Green, Daniel Sarry. Genere Erotico, colore 95 minuti. - Produzione Francia 1973.


Il bacio che aspettavo

Maggio 14, 2008

Carter,un giovane sceneggiatore di film porno,è stato piantato dalla propria donna,Sophie. Decide così di allontanarsi dall’ambiente in cui vive e di andare a trovare la sua bizzarra nonna;la donna,all’apparenza scorbutica,lo accoglie con diffidenza,e lo mette in guardia sul pericolo che possono rappresentare per lui le tre donne di una famiglia che abita di fronte,la mamma con la sua giovane figlia e una ragazzina undicenne

Sarah,la mamma,scopre da li a poco di avere un cancro,e vede la sua vita cambiare drammaticamente;Lucy,una splendida adolescente,inizia ad avere i primi problemi adolescenziali,alle prese con l’amore e il sesso;infine Paige,la ragazzina di 11 anni,intelligente in modo preoccupante,sveglia e assolutamente in anticipo sulla sua età.

Carter stringe rapporti di amicizia con le tre donne,scoprendo così che la sua passione per Sophie,che nel frattempo è lanciata nel mondo del cinema,non è il punto di arrivo della sua vita;l’universo femminile è molto vasto,e in ogni donna c’è un pianeta da esplorare.Riuscirà anche ad allacciare un intenso rapporto con sua nonna,una donna meno stramba dell’apparenza,ad onta delle sue frasi sulla morte che la starebbe aspettando.

Alla fine attraverso i rapporti che stabilirà con quell’universo femminile così variegato,Carter crescerà,imparando ad avere più fiducia in se stesso,nelle donne e nel suo avvenire.

Il bacio che aspettavo,che da il titolo al film,è quello che Lucy,la bellissima adolescente,attende per vedersi fiorire come donna;un bacio mitizzato,che arriverà e che sarà ben diverso da quello che darà a Carter,per il quale la ragazza crede di provare un forte sentimento.

In effetti così non è,e il giovane scrittore si trova a barcamenarsi in una situazione paradossale,con Sarah che cerca disperatamente una sua identità di donna,sua nonna che cerca di dimenticare la solitudine nella quale vive,Lucy che crede di essere innamorata di lui.

E Carter si trova così al centro di quel microcosmo femminile,pronto ad ascoltare,consigliare ed aiutare,ricavandone comunque una lezione di vita,che lo porterà a dimenticare il suo amore infelice per Sophie.

Il film di Jonathan Kasdan è un piccolo gioiello,ben interpretato,fresco e spontaneo;non affronta tematiche particolari,se non un indagine sul mondo femminile,peraltro con leggerezza e delicatezza. Un’indagine condita da una sottile ironia,garbata,che fa del film un prodotto leggero ma intelligente.

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazione

(In the Land of Women)

Un film di Jonathan Kasdan. Con Adam Brody, Meg Ryan, Kristen Stewart, Olympia Dukakis, Makenzie Vega, Dustin Milligan, Clark Gregg. Genere Commedia, colore 97 minuti. - Produzione USA 2007. - Distribuzione Moviemax - [Uscita nelle sale venerdì 24 agosto 2007]

Meg Ryan

Adam Brody

Kristen Stewart


Il fiore delle mille e una notte

Maggio 13, 2008

Dopo Decameron e I racconti di Canterbury,due libri della tradizione classica scritti da due soli autori,Pasolini utilizza ancora un libro classico,Le mille e una notte,una raccolta di storie creata in un periodo di tempo imprecisato,non più quindi composto organicamente,ma assolutamente disomogeneo almeno nello stile narrativo.

Il fiore delle mille e una notte conclude così la trilogia della vita;ed è anche il film più solare di Pasolini,pur essendo quello che ha avuto minor successo di pubblico. Pasolini abbandona il tema del potere che annichilisce il popolo,a cui resta ben poco per essere felice (il sesso è solo una estrema ratio,l’unica vera fonte di sopravvivenza e di vita),e approda ad una serie di storie in cui i veri protagonisti sono l’amore,la fatalità,il destino e anche la morte.

Il tema conduttore comune della vita dell’essere umano,in pratica;l’uomo è capace di vivere in armonia quando si spoglia delle convenzioni sociali,affidandosi ad una gioisa sessualità,la vera arma della gente,in contrasto cone la cupa sessualità del Decameron,in cui il regista aveva pesantemente attaccato la morale cattolica,pronta a condannare il sesso salvo poi praticarlo all’interno dei luoghi deputati al culto,i conventi,per esempio.

Non c’è nulla di tutto ciò nel Fiore delle mille e una notte;la sessualità è libera e spontanea,il che mostra il fascino che aveva indubbiamente la cultura arabo-orientale sullo scrittore;e la scelta di utilizzare ancora una volta un cast di persone prese letteralmente dalla strada testimonia il tentativo del regista di avvicinare la recitazione allo spirito autenticamente popolare dei racconti da cui ha tratto i film della trilogia.

Il film inizia con la scena di un mercato,dove la schiava Zumurrud sceglie di farsi acquistare da un giovane,Nur-er-Din,al quale da i soldi del riscatto.Tra i due c’è immediatamente amore,un amore spontaneo,che termina bruscamente con il rapimento della bella Zumurrud (interpretata da Ines Pellegrini),e che il giovane ritroverà,dopo lunghe traversie,solo alla fine del film,nei panni del re Sair.

Le scene cambiano,e cambiano anche i racconti,mentre paesaggi esotici,splendidamente fotografati,si aprono davanti agli occhi dello spettatore;dallo Yemen all’Etipoia,passando per il Sudan e l’India,lo splendore e la magnificenza,il fascino misterioso dei luoghi si mescola in maniera sapiente ad altre quattro storie.

Nella storia successiva,Hamud e Zeudi,un anziano e una splendida donna,osservano due ragazzi fare l’amore,mentre loro devono decidere chi dei due sia il più bello,per passare ad una storia dolorosa,quella di Aziz,che si innamora di una bellissima e misteriosa donna,che lo evirerà.

Ancora,la storia di due monaci e poi quella della principessa Dunya,che raccontano le loro vite,in cui si intuisce come il destino abbia sempre in riserbo qualcosa di imprevedibile;tutte storie dove la componente sesso è abbastanza esplicita,con l’esposizione di numerosi nudi maschili.

Che però diventano assolutamente e totalmente innocenti,immersi come sono in un candore assoluto;le immagini non hanno nulla di erotico,e diventano quasi una tela impressionista,un a parte integrante di un paesaggio sospeso,che fatalmente,secondo il punto di vista del regista,è destinato a scomparire,preda della società consumistica,con i suoi miti e le sue apparenze.

Una visione,quella di Pasolini,serena e gioiosa,che non era mai stata presente nei film precedenti,in cui si nota l’ammirazione e la simpatia per una cultura fatta di cose semplici;un film che contrasta in maniera copernicana con il film successivo,l’ultimo del grande regista,Salò.

In cui le cose cambiano radicalmente,trasformando la vita in un concerto di morte,nella distruzione assoluta a e totale della vita da parte del potere;una visione da incubo che avebbe avuto chissà quali sviluppi se purtroppo Pasolini non fosse stato assassinato durante le riprese.

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazioneValutazione

Un film di Pier Paolo Pasolini. Con Franco Citti, Ninetto Davoli, Ines Pellegrini, Christian Alegny, Margareth Clementi. Genere Fantastico, colore 130 minuti. - Produzione Italia 1974.

Ines Pellegrini

Franco Citti

Ninetto Davoli


Non si sevizia un paperino

Maggio 13, 2008

Tre misteriose morti di bambini,un giornalista (Thomas Milian),una giovane donna disinibita (Barbara Bouchet),ricca e annoiata,ex tossicodipendente,una maciara,(Florinda Bolkan),ovvero una specie di strega a cui vengono attribuiti poteri malefici.

Sullo sfondo un paese della Lucania,abbarbicato tra i sassi,preda ancora di antichi retaggi medioevali,come la supertizione. In questo scenario si muove la storia di Lucio Fulci,un thriller che muove i primi passi proprio sulle indagini dei carabinieri,che cercano l’assassino dei tre bambini,mentre il giornalista,che ha fiutato lo scoop,con l’aiuto della disinibita ragazza di città,inizia ad indagare per suo conto sulla terribile storia.

Il giornalista arriva subito ad una prima conclusione,quando si rende conto che la maciara,su cui si sono addensati i sospetti,in realtà è colpevole soltanto di aver cercato,con pratiche magiche,di colpire i tre che avevano prfanato la tomba di suo figlio,nato da una relazione clandestina.

Ma la povera donna,vittima della superstizione,cadrà sotto i colpi di pietra di una folla inferocita,che scaricherà su di lei antiche superstizioni,causando un’altra vittima innocente della storia;il giornalista così si ritrova a dover ricominciare da zero,e si imbatte in personaggi che sembrano nascondere oscuri segreti,come la madre del prete (Irene Papas),oppure lo stesso prete,che sembra all’apparenza normale.

Lo scenario inquietante sembra mutare sotto gli occhi del giornalista,che si rende conto come in quel posto sperduto si agitino storie che sono intrecciate fra di loro,forse legate ad un oscuro passato,ad una storia seppellita dal tempo.

E proprio indagando a fondo,aiutato dalla giovane di città,farà la terribile scoperta.

Lucio Fulci dirige un thriller di ottima fattura,aiutato da un cast davvero ben assortito,e sopratutto dirige un film che in alcuni momenti sembra avere caratteristiche specifiche di denuncia,o quanto meno di racconto di una realtà altrimenti poco conosciuta,come la vita di un paese legata a filo doppio all’ignoranza e alla superstizione;sono supertsiiosi tutti,così come sono tutti diffidenti,verso di lui e verso la ragazza di città,simboli di un mondo esterno che gli abitanti del paese guardano come fumo negli occhi.

Ma la vera forza del film è nella tensione latente,nelle indagini del giornalista,che scava là dove gli abitanti del posto preferirebbero tacere;la scena madre è quella,terribile,della lapidazione della povera maciara,incolpevole vittima della superstizione,della caccia al colpevole diverso,perchè nel paese è inimagginabile un colpevole dalla vita normale.

Bravi,come già detto gli attori,e bravo Fulci,con una regia sapientemente dosata tra il canovaccio del thriller e quello dell’insolito film di denuncia.

Forse questa parte non è quella più riuscita,ma la cosa è giustificata dall’impianto narrativo;quello che conta è capire come,chi e perchè può arrivare a compiere gesti inumani come l’assassinio di tre giovani vittime.La soluzione è imprevedibile,e rappresenta il colpo di scena finale;la normalità,alle volte,si veste di ferocia,e la stessa ferocia,gli stessi autori dei crimini più efferati vanno ricercati attorno a noi,all’interno della nostra tranquilla comunità.

Giudizio:

ValutazioneValutazioneValutazione

Un film di Lucio Fulci. Con Irene Papas, Florinda Bolkan, Barbara Bouchet, Virgilio Gazzolo, Marc Porel, Tomas Milian, Georges Wilson, Linda Sini, Rosalia Maggio, Andrea Aureli, Ugo D’Alessio, Franco Balducci, Duilio Cruciani, Antonello Campodifiori, Vito Passeri, Virginio Gazzolo. Genere Giallo, colore 110 minuti. - Produzione Italia 1972.

Barbara Bouchet

Florinda Bolkan